Una splendida giornata, tutti insieme,
un gesto d’amore per la nostra famiglia.
Già, l’amore per la famiglia, quello che non morirà mai,
quello che ci fa provare l’emozione di una bella rimpatriata.
Rivederci dopo tanti anni e, perchè no,
iniziare nuovamente a conoscerci sarà molto emozionante.
Siamo sempre stati sempre molto uniti,
anche nella lontananza, anche nelle difficoltà, anche nelle imcomprensioni.
Non possiamo ritrovarci solo nelle brutte occasioni, dimostriamo che siamo
capaci di farlo anche in occasioni uniche e speciali come questa.
Dimostriamo che siamo capaci di divertirci tutti insieme,
come facevamo un tempo.
L’occasione l’abbiamo colta, tutti noi,
e in questa occasione ci facciamo un augurio grandissimo per il futuro.
Un augurio ai cugini, ai figli, alle mogli, ai nipoti, a tutti, e una promessa:
La promessa che non dimenticheremo mai questa giornata,
non dimenticheremo mai questo gesto d'amore per la famiglia.
Tante stelle brillano in cielo, stelle che sono sempre con noi,
al nostro fianco, ci seguono...ci vedono.
Facciamolo anche per loro, facciamo in modo che siano orgogliosi di noi.
Noi siamo le stelle che continuano il cammino da loro iniziato.
Rendiamo questa giornata più brillante di tutte le altre,
ne siamo capaci, siamo qui, tutti insieme.
Nonostante il tempo che inesorabilmente passa, oggi stiamo dimostrando
che possiamo girare la clessidra dall'altra parte e ricominciare.
Siamo noi a scrivere la storia e a colorarla di emozioni
tutto inizia con un sorriso.
GRAZIE A TUTTI.
DEDICA SPECIALE A TUTTI I MIEI CUGINI.

All'occhiello porto una panca di glicine, grigia
che non se ne va
complice di tramonti fermacarte
dall'attaccamento da infermiere -
ci si staglia nella sera -
porte chiuse di una fontanella
o piangere in una vasca dai piedini sottoterra,
vasetti o dessert
e uguaglianza,
e non un fiore.

te seguo come 'n'aderenza
seguo oggni atto tuo de coscenza
la demenza tua e la sapienza,
te seguo pe' tutta l'esistenza,
vivo co' te oggni amore e escandescenza,
la crescita e la decadenza,
spartimo inzieme dolore e resistenza,
co' te arivo co' te sto 'n partenza,
te seguo co' la massima riverenza,
sto co' te ner bene e nella sofferenza,
pòi dì che sò quasi la tu essenza,
te dò sempre la precedenza,
ciò 'n sacco de pazzienza,
co' te ciò er massimo della corispondenza
senza ricavanne arcuna convenienza.
T'accompagno fino alla tomba,
lì me fermo e te sono la tromba,
senza modestia, sò la tua ombra.
accarezzati da ombre
che divergono in sogni
metallici, come calamite
nel sospirato
punto sospeso
di domande dentro dubbi
infiniti nei cieli perplessi
e ricercate per smontare
enigmi misteriosi che trafiggono
aspettando la luce vera
bloccata dalla tenebra del buio
riflesso sui bordi scoscesi
dei fiordi
o sugli ornati scogli bianchi
degli emirati,
deposito di luce
sulle ali di una farfalla giapponese,
dolce elucubrazione
di dorati minareti mediorientali,
sole
negli sguardi impervi
di rapper occidentali,
sui cappelli di armeni in festa,
nel luccichio
delle lamiere contorte
su asfalto evaporato,
sole
nelle preghiere
di rituali senza tempo,
nei dolci pediluvi
di gitani in viaggio di nozze.
Crisalide notturna,
fuggiasca della tua aurea
e rifugiata della notte,
chi ti darà la pace?
La luce t’incorona vittima,
il buio silente carnefice;
chi ti darà la pace?
Il tempo e le stagioni
sono amanuensi senza ragioni
che vessano con i loro calami
vita e morte se pur nessuno le ami.
Chi ti darà la pace?
Sono troppo grave per i giunchi
liliali dove, tu, trovi giaciglio;
Sono troppo grande per le marze
nella tavolozza di Aprile,
mentre la terra, come una madre,
trema ogni volta che cado.
Chi ci darà la pace?
Riposati pure nella tua vasca
lo vedo il ginocchio ancora sbucciato
Ti va giù per qualche secondo la faccia
ma non ti va giù quello che hai imparato
Riposati se vuoi
C'è un tempo e un luogo per ripartire
Prova a raccontarmi semmai
di quanto sia difficile sparire
Quando partisti era tutto così diverso
Ognuno con la sua strada sbagliata
e ne rideva visto che sapendo un po' di tutto
non sarebbe mai emerso
Resta ancora qualche secondo
loro ti vorranno rivedere
Tu che per noi hai visto il mondo
tu che ce lo puoi raccontare
Tu che hai avuto il coraggio
perché non c'era niente da lasciare
Tu che hai tentato un ammaraggio
su una terra deforme da rifare
Riposati pure se vuoi
su quell'avanzo di casa che ti hanno lasciato
su quel fischio usuale che poi
se ci pensi è dopo che l'hanno inventato
negli scantinati della vita
nascono sotto la coltre
di società seriali
affondate in placide morali
Viaggiano e son smarriti
brillano luce infinita
controcorrente vaneggiano oltre
marchiati da giudici spettrali
nelle decedenza di pensieri autunnali
Trasportano malinconicamente
l'esisitenza in viaggi
e quattro corde sulle spalle
o fogli che importa
il loro viaggio non verrà capito
Corrono asfalto incandescente
inseguendo estasi e miraggi
e visioni come bagagli
guerrieri artisti
sublimati in stelle
eterni fuochi
di un nero
campo di battaglia.
dove tutto all’inizio è difficile,
ma poi finisce sempre bene.
Entrare così
in un bel sogno
t’addormenti ogni notte
col pensiero di poterlo riprendere,
ma non è uguale
il sogno cambia
non è sempre una favola,
il finale è diverso
vorresti correggerlo,
ma non riesci a riprenderlo.
Lì t’accorgi della vita reale
e ti svegli da un sogno
che non volevi mai finire…
Mi trascinan inerte.
Guardo l'aria incolta
Scruto l'erba già morta
Assaporo il disorientamento
Del tuo odore.
Come nella vita, anche nella morte
Il mio vaneggiar sarà costante
Il mio, un moto eterno
Maledetto lugubre, sempiterno:
'si impuro per il paradiso
'si fradicio per l'inferno.









