Un brusio leggero
delle stelle sulle finestre
mi attraversa la nuca,
controsioni dell' ego
sulle pareti
di questa vita.
Sei tu, minuscolo rettile
custode delle mie notti
insonni,
canti furtivo, sibilante,
con eco di vento arido
e fremito di palpitazioni
invisibili.

 
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Mattino silenzio praterie primavera

di innocuità che nascono, wattenmeer del non colore

e le dune in cerume, in basso la luna

alla fermata felice. Il giorno spoglia i

poeti nascenti, il canto ricucito

delle mie piccolissime bocche.



 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Fritto anch'io

e meno assai di questi commedianti

Quando il sonetto si deforma in lavatrice

Quando dalla lavatrice esce

il maglione dell'inverno

in primavera scontata

E vuole il suo compenso l'editore

vuole il suo compenso il pubblico dirottato

Raffermo anch'io con le valigie in mano

da disfare nel solito lasso di tempo

con l'aereo risucchiato fra le cose possibili

e la freccia scoccata

che sottende il suo integrale di materia azzurra

Se sono commediante anch'io

mi spiego molte cose

e altre me le spiego ancora meno

Si contrae il muscolo involontario della solitudine

e all'agitarsi delle maracas

la barba si taglia da sola

e l'ennesima emicrania prende la sua aspirina di troppo

Nel paese della cuccagna

non mangia niente chi mangia troppo

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Noi siamo alberi
 in mezzo a questi colli
trapiantati da due pezzi di cuore
dai rami intrecciati,
aggrappati come foglie 
al sole, ai sogni e alle umide serate.
Intorno  abbiamo un giardino di piccoli fiori
 e battiti alati  abbandonati alle rugiade eterne della sera 
e alle morbidezze bianche del cielo.
Accanto i  vecchi giganti 
 ci prestano ombra gradita alla nostra giovane vita.
Di  tutti i venti e tutte le stagioni
ruberemo le stelle,  un pò di calore  
 e  di trina lucente degli  occhi di Dio..


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Tutti liberi, tutti occupati
A far altro, nell'altro, in sè
Nei tuoi occhi, nei ricci
Negli impicci, in ciò che lega e distrugge,
In ciò che slega e ti strugge.
Ma i tuoi occhi hanno già scelto
(le mie parole)
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Profilo Autore: Memet Ottabiligar  

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…E poi con gran fragor di tuoni e lampi:

“Siane riscatto, e ancor ne sia vergogna !”

Così ci disse… Poi fur prati e campi

a scorrer sotto, prima che la fogna

che ci ingoiò ci si mostrasse orrenda:

per tutti noi fu greve e odiata gogna,

belva impietosa e fiera sì tremenda

come man d’uom quand’altra mano stringe

pria che del dopo forma non offenda

con il pugnal che in carni si sospinge.

“Vedi là in basso” (indicò un po’ a caso)

“Quel gran pittor che indefesso dipinge,

muta e rimesta… Tu ne sia persuaso:

ciò che credevi ne è smentito e irriso,

fuso e rifuso nel suo grande vaso,

dei dì a venir stigmatizzato e intriso…”

Tanto fu scempio e tanta l’arroganza

che stravolgeva anche il di lui viso,

tutto proteso ad una tal mattanza…

Pareva cieco ad ogni chiaro segno,

e a quel macello senza speranza

tutto era aduso il micidial congegno…

Com’anco fosse a dirsi troppo greve

ci fu favella come secco legno:

bruta, tagliente e fredda come neve…

Di quel Minosse che tutto maciullava

forma non fu d’umano senso lieve:

d’ogni speranza idea ne frantumava

volgendo or qui or colà la lesta forca,

d’ogni ricordo tutto macinava

sputando insulti con sua bocca sporca.

D’ognun di noi riconoscemmo tratto:

come colui che in spasmi si contorca

qual bene fu e il male che fu fatto

l’uno dell’altro intriso e in sé frammisto

sotto quei colpi ne sortia disfatto

senza che alcuno se ne fosse avvisto…

Fu poi in tal guisa quella massa informe

dal suo fattor che fu solo intravisto

rifusa e sparsa in modo multiforme

in fino a che di ciò che un dì splendea

sol ne restava un relitto deforme,

negletto e sfatto che torto giacea.

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Profilo Autore: Morcovul_cel_mare  

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Quanto manchi alle parole
che non bastano, per dire
quanto amore puoi dare
a chi ha bisogno di te
cercandoti come se fossi
un grande Dio, illuminato
dai fedeli del mondo
che rischiarano sentieri
tortuosi, unendoli
al perdono e alla sapienza
del dono, ammirabile pregio
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Profilo Autore: poesie profonde  

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L'ho lasciato lì, 
tra nuvole e campane, 
avvolto nel frastuono di banchi e di 'bambini'

lo ritrovo qui (nel parco)
seduto - immobile - nella sua arresa solitudine, 
che eterna l'avvolge, 
messo lì in disparte, 
alle spalle della vita
che gioca a palla coi bambini
che corrono, sì che corrono
incontro alla vita che l'attende

che, pure, scorre sulle sue livide vene
che di bluastro avvolgono
il suo rassegnato abbandonarsi alla vita, 

già dimenticato.



nota:.
...dopo l'integrazione scolastica... il nulla.
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Profilo Autore: Francesco Falconetti  

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L'amore è soffermarsi
a guardare il sole
che al mattino scalda la tua pelle
e poi ad occhi chiusi
immaginare le bellezze infinite.
L'amore è regalare un sorriso
a chi piange di dolore
e porgere una mano
a chi è stanco di delusioni.
A chi non sa dove andare
e vorrebbe calore dentro il cuore,
forse nessuno ancora lo sa
ma l'amore è anche stare in silenzio
e lasciarsi baciare dalla luna
e poi nel letto  a sognare
i pensieri più belli quelli
che fanno compagnia
e non ci abbandonano
perchè vivono dentro noi.
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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

Questo autore ha pubblicato 461 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ci ha raggiunto, la fine della bella stagione
come lo zampillo della fontana
spruzza e straborda
con la musica grave che risuona
nella piazza vuota
un foglio di carta sventola, arrivando
mescolando il pungente profumo di mele
dalla finestra socchiusa
della casa rossa
Sul lampione cigolante ed ondulante
sbatte un'ombrello per lo sciacquar del vento
tracciando ombre nell'aria
quasi palpabili
Alcune foglie caduche dell'estate
sono prigioniere negli angoli dei giardini
molte fermano lo scorrere
verso le griglie, sulle strade
Nel quasi buio
il bianco fornaio, felice
può riposare a casa, per qualche ora 
Si rompe nell'atmosfera
anche la magia della bella stagione
appena finita
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Trascinato inconsapevolmente
da scelte in cui non credi,
senti che ogni cosa
ti sfugge di mano...

Giri a vuoto perchè rimandi,
non osi guardare negli occhi
la fatica e il fallimento.

Ristagni ogni giorno
abbandonato al caso,
ma il tempo scorre...

Sarà tardi quando
ti alzerai...

permettiti
di vivere.
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Profilo Autore: IAN  

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I miei post-it infilati nella tasca destra

della giacca. O in quella sinistra. O lì sul muro.

A seconda dell'umore.

Biglietti della spesa, formule geometriche

incollate sotto la scarpa.

Ne vedo troppi sparsi per la scrivania:

il puzzle del mio curriculum.

Cartellini utili ai daltonici

per questi dettagli irrilevanti o meno.

Le lapidi dei rami, la grande scritta

spiccicatasi con l'uragano.

Come se la svigna un promemoria.

Un'idea banalissima sminuita al risveglio.

Perlomeno non occorre segnarci sopra

il numero dell'ambulanza o dei pompieri

-che tra l'altro non chiamerei per ovvi motivi-

Il discorso d'inaugurazione su quei cosi mischiati

non ha sortito stranezze

perché tanto quello che non trovavo

l'avevo appiccicato sulla fronte.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Perché mai me chiami ladro,
solo pe'r tocco mio leggiadro,
perché l'economia metto a socquadro?
Ce sò tanti modi pe' distribbuì la ricchezza,
c'è chi sta nell' aggiatezza
e chi vive nella schifezza.
L'atto mio è 'na prodezza,
un gesto eroico d'accortezza,
de riscombinè er ciclo der denaro
levanne 'n pò dar ricco avaro
e ridallo a chi nun cià riparo,
è quistione de ridiscute sto flusso
che va a finì sempre a chi sta nel lusso.
Così io pijo e nun busso,
si nun apri scasso,
nun c'è divieto d'accesso,
levà a chi troppo cià è 'no spasso,
er compito mio è risparpajà li milioni,
avè zero poracci, zero padroni.
poi che corpa ce n'ho
si pur'io sò poraccio
e quarcosa pe' mme me procaccio?
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Una calda sensazione nel petto che non mi abbandona
come sangue che sgorga inesorabile da una ferita appena inferta,
sento il cuore battere forte
l'aria pesa come un macigno nei miei polmoni,
fa male...
Eppure mi aggrappo con tutte le forze
a questo incessante, crudele momento,
il tempo munito d'abile astuzia
tenterà di strappare una ad una le pagine
che la memoria pazientemente ricama di flebili pensieri
ma non voglio,
resto ferma, ancorata al ricordo
di ogni singola lacrima versata
del tiepido fardello che la tristezza ti regala
perchè egli mi proteggerà come uno scudo del più fervido metallo,
quando lei ritornerà,
implacabile, spietata, violenta come mai prima,
io ricorderò
ed il dolore non mi scalfirà...

 
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Profilo Autore: Matilda  

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Come amanti, la sera
in comunione con il mare,
mi trovo vittima vera
di quel bisbigliare.

Il corpo tutto si copre
di quel soffio; perfetto
alcova i sensi fa rinascere
da quell'ormai vecchio salotto.

La pelle già febricitante
si unisce a essenze primordiali,
resi dalla brezza, importante
quanto alla sposa i riti nuziali.

Non ci sono richieste,
ma non per questo si tace.
E' vita? E' morte?
E' solo poesia.
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Profilo Autore: Cibo78  

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