Tanto tempo è passato  
sei diventato forte. 

Hai resistito 
ad intemperie e nubifragi. 

Sei stato esposto 
al caldo, al vento. 

Ce l’hai sempre fatta 
sei forte e coraggioso. 

Anche se ogni tanto 
tagliano dei rami e qualche radice. 

Ma niente ti abbatterà 
sei forte come un albero. 

Molte tempeste hai attraversato 
una delle quali è in atto in questo momento. 

Sei qua... gli alberi secolari 
sono immortali.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Nord.
Freddo pensiero
per i tuoi ricci neri
e le tue mani d'argilla
impregnate di sole.
Spostandomi forse troverò
l'eco di un tuo respiro.
la sagoma di un volto
che ho da sempre amato,
ma trovo solo
l'eco di un canto lontano
che mi lacera i fianchi.
Indosso la maschera della solitudine
per migrare indisturbato
verso ciò che rimane
di questa misera umanità,
forse tu sei ancora lì,
ma non aspettarmi,
il mio è un viaggio
dimenticato,
scolpito solo
nelle memorie di
artisti distratti
e poeti ubriachi.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Tu come ti senti?

Vittima o carnefice?

Io te lo regalo

poi portalo tu l'oro dall'orefice

 

Non ho più un euro in tasca

e neanche il cofanetto nella giacca

che ho perso correndo via

Sono stato tutto quello che non ti basta

 

Tu come ti sei sentita?

c'è uno stame senza veli su quella rosa

e mi hai mangiato la vita

 

Tornerai forse da quell'isola vicina e lontana

dove segui le bande della movida

ti sei scordata, ti sei scordata

volevi solo giocare ma l'ho presa sul serio

 

Mi consolo con chi non conosco

ho portato un'altra nel nostro solito posto

c'era l'impronta del tuo culo su quel poggio

l'ho fatta sedere e non era lo scenario del secolo

 

Quanti secoli hai venduto al diavolo

quant'era bassa la tua posta sul tavolo

mentre io liquidavo tutte le mie fiches

tu coppia di due di picche io buonanotte di cuori

 

Non so cos'ero quando mi portavi fuori

non so se sei roba di oggi o di ieri

Si sta fermi in macchina davanti ai lavori in corso

l'asfalto ceduto a puntate e non c'è mai un rimborso

 

Tu cosa pensi ora che sei tornata?

è svanito quel lupanare di feste temporanee

ci metti la faccia per riprendere le vecchie linee

ma pagherai la dogana per la tua vita passata

 

Siamo animali che si danno la caccia

senza sentimento ma con l'istinto di guardarsi in faccia

con il boscaiolo che fa terra bruciata

chissà come la pensi ora che sei tornata

 

Probabilmente se ti avessi trattata male

saremmo stati una coppia normale

ma avendoti trattata con tutta quella dolcezza

non c'è equilibrio e la corda si spezza

 

Sento un ronzio anomalo nelle cuffie

di certo mi sta arrivando un tuo messaggio

è troppo tardi o forse era troppo presto

fatto sta che io sono sempre stato me stesso

 

Non dico che me la cavo ma mi basto

mi dici che mi vuoi baciare ma stavolta non ci casco

so che vai con altri, sai, perciò non ci riesco

in fondo in fondo le vere coppie trovano sempre un posto

Altrove

 

E alla fine che importa come ti senti

la ghigliottina si innesca sempre

quando la lumaca esce dal guscio

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Mi sfiora il sonno
Canto senza musica
Onda di lago
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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staccava con le labbra
i fiori viola che insieme
a quelli gialli
seducono le api
e poi
il raperonzolo di roccia
felice in un'unghia
di terriccio a conchiglia

la montagna nasconde
ha vicoli
soffitte
sotterranei
buche nel cuore
(come la città nei suoi anni violenti)

                                    
 - le dà fastidio il mio profumo?
   .............................................                                              
- ce ne staremo qui
  fino all'ultimo scroscio di pioggia
                                             
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Profilo Autore: Sabina  

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Ali di ghiaccio sovrastano la mia indifferenza,

per coloro che bramano la vetta

che vogliono essere  imperatori,

senza accorgersi che la vera ricchezza

è racchiusa  nell’umiltà d’animo,

che rende unica la propria esistenza.

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Profilo Autore: Verdesca Cristian  

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Come serpe 
tra le rocce
in muta intenta
mi dimeno
strappando
ogni lembo del tuo ricordo
strisciando
anche il più flebile pensiero
è come dura squama 
luminescente
preda del sole impietoso
e di formiche alate 
che non lasceranno traccia.
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Profilo Autore: SilviaRacanicchi  

Questo autore ha pubblicato 27 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Attendo la fine delle tenebre 
vuoto, silenzio opprimente. 

In lontananza un lamento 
non si sa di cosa. 

Il rumore del treno 
che corre sui binari 

Gli anziani dicevano 
"quando si sente il rumore del treno arriva la pioggia" 

il tempo si ferma...
chiudo gli occhi. 

Un piccolo sogno
vive dentro me. 

il rumore delle macchine 
le prime luci dell’alba. 

Il cinguettio degli uccelli 
finalmente questa notte è finita. 

Apro gli occhi 
il buio regna ancora dentro la stanza. 

Era solo
un piccolo sogno...
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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C'è una chitarra che si scorda facilmente

ma per fortuna il pubblico s'è scordato

di venire a sentirla suonare in mezzo al prato

Qui le vecchie radure fanno brutti scherzi

nascondono bisce dietro scheletri d'acacia

 

Mi ritrovo a ridere del mio mondo, è buio pesto

mi ritrovo per un bosco a ridere di me stesso

potrei ammiccare l'alba, invece è troppo presto

 

Intorno a un rogo streghe col violino

senza fare apposta schiacciano formicai

tutti i mostri aspettano il mattino

ma la luce poi non la vedon mai

 

Rido ancora del mio mondo rimbecillito

rido ancora del mio film horror preferito

Dietro i cespugli faine si scrollano l'acqua di dosso

anche se poi sono giorni che non piove

 

Negli antri dietro qualche nuova brughiera

gli orchi piangono feriti nell'orgoglio

perché i folletti li hanno presi in giro

qualche scemo pensa che finirà in meglio

ma dalle strade di città lo divide un muro

 

Mi piace ridere di tutto quel che sono

e la chitarra mi si scorda in mano

tanto qui non mi sentirà nessuno!

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Tu dagli occhi chiari
limpidi come la notte
tu che m'assali nei sogni
dove vai 
materializzati qui
non da lui
chissà e mi consoci
se nel sogno ci siamo visti bene
se mi hai ricordato
se mi hai almeno
sfiorato
tu dagli occhi limpidi
come la nebbia
e dai capelli neri come il giorno
tu che mi sei entrata dentro
e non vuoi uscirne più
ma chi sei
dove sei...
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sospese al di sopra di tutto
abbracciano le stelle d'Agosto 
Su di un mantello nero
piccoli, irregolari e luccicanti punti sparsi
paiono accennare il movimento
Alcuni ci sforzano gli occhi, come fantasmi
Bagliori, quasi miraggi 
Ipnotizzati a faccia in su, cerchiamo
fissando un sembra, pensosi
La bellezza del cielo di notte ed il silenzio intorno
sconvolgono, rimestando le visioni
Le stelle d'Agosto , pungono l'attenzione
come nostro guardiano
scaldano come coperta
Ci lasciamo trascinare, senza rimorsi
senza pudore
Le stelle d'Agosto ci vogliono
Io, le voglio così
Ci prendiamo per mano, senza conoscerci


 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

Questo autore ha pubblicato 319 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Non abbiamo che cuori
da amare, per sentirci uniti
per vedere una stella morire
vivendo ancora
anche se il destino piangerà
nel soffio di un respiro
che smetterà di respirare
alla fine del nostro cammino
triste o contento di aver vissuto
pure se ha dovuto sudare
per essere accolto e sentirsi amato
nel riconoscerlo in chi è veramente
com'è fatto davvero
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Profilo Autore: poesie profonde  

Questo autore ha pubblicato 734 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ali nere su cielo scuro; scie di aerei e croci all'orizzonte... Un sole che tenta l'entrata e un campanile che si staglia nel buio... Ali nere e nubi di pioggia nella fine dell'oggi prima dell'arrivo del domani...
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Profilo Autore: carlo zanutto  

Questo autore ha pubblicato 26 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Tu sei il Guardiano dei miei sonni, il Legislatore dei sogni beati e quieti su cui levigare i miei pensieri diurni, ti prego non distogliere lo sguardo dalla mia presenza, illumina i percorsi oscuri della coscienza nei meandri notturni, non abbandonare chi in Te si abbandona, bisbiglia delicatamente alle mie orecchie i suoni ineffabili delle vecchie ataviche nenie che sempre amai, le note edificanti delle lieve brezza sulle siepi d'autunno, gli affabili effluvi di suoni celesti che emana la Tua bocca incantatrice.
Incatenami le membra teneramente con i mille serpenti della Tua soave sensualità, con i delicati baci delle mille spose che lasciai durante il percorso su questo pianeta e che ritrovo nel Tuo sguardo.
Fammi sognare i sogni dei gelsomini in amore, dammi le visioni angeliche degli anziani dietro gli occhiali un pò appannati dai sospiri, fammi assaporare il tepore caldo ed etereo delle Tue mani onnipresenti.
Non abbandonarmi durante le mie misteriose escursioni notturne, non lasciarmi solo, ineffabile Guardiano delle mie notti.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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S'apparta la luce
La luna è solo un grosso cedro
non ci guarda -dov'è voltata
dove s'è dimenticata...
 
Una mano fantasma muove gli accaduti,
facilmente quel che era legato
si sparpaglia
Non ci sono errori
in quel disegno strampalato
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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