sei diventato forte.
Hai resistito
ad intemperie e nubifragi.
Sei stato esposto
al caldo, al vento.
Ce l’hai sempre fatta
sei forte e coraggioso.
Anche se ogni tanto
tagliano dei rami e qualche radice.
Ma niente ti abbatterà
sei forte come un albero.
Molte tempeste hai attraversato
una delle quali è in atto in questo momento.
Sei qua... gli alberi secolari
sono immortali.
Freddo pensiero
per i tuoi ricci neri
e le tue mani d'argilla
impregnate di sole.
Spostandomi forse troverò
l'eco di un tuo respiro.
la sagoma di un volto
che ho da sempre amato,
ma trovo solo
l'eco di un canto lontano
che mi lacera i fianchi.
Indosso la maschera della solitudine
per migrare indisturbato
verso ciò che rimane
di questa misera umanità,
forse tu sei ancora lì,
ma non aspettarmi,
il mio è un viaggio
dimenticato,
scolpito solo
nelle memorie di
artisti distratti
e poeti ubriachi.
Tu come ti senti?
Vittima o carnefice?
Io te lo regalo
poi portalo tu l'oro dall'orefice
Non ho più un euro in tasca
e neanche il cofanetto nella giacca
che ho perso correndo via
Sono stato tutto quello che non ti basta
Tu come ti sei sentita?
c'è uno stame senza veli su quella rosa
e mi hai mangiato la vita
Tornerai forse da quell'isola vicina e lontana
dove segui le bande della movida
ti sei scordata, ti sei scordata
volevi solo giocare ma l'ho presa sul serio
Mi consolo con chi non conosco
ho portato un'altra nel nostro solito posto
c'era l'impronta del tuo culo su quel poggio
l'ho fatta sedere e non era lo scenario del secolo
Quanti secoli hai venduto al diavolo
quant'era bassa la tua posta sul tavolo
mentre io liquidavo tutte le mie fiches
tu coppia di due di picche io buonanotte di cuori
Non so cos'ero quando mi portavi fuori
non so se sei roba di oggi o di ieri
Si sta fermi in macchina davanti ai lavori in corso
l'asfalto ceduto a puntate e non c'è mai un rimborso
Tu cosa pensi ora che sei tornata?
è svanito quel lupanare di feste temporanee
ci metti la faccia per riprendere le vecchie linee
ma pagherai la dogana per la tua vita passata
Siamo animali che si danno la caccia
senza sentimento ma con l'istinto di guardarsi in faccia
con il boscaiolo che fa terra bruciata
chissà come la pensi ora che sei tornata
Probabilmente se ti avessi trattata male
saremmo stati una coppia normale
ma avendoti trattata con tutta quella dolcezza
non c'è equilibrio e la corda si spezza
Sento un ronzio anomalo nelle cuffie
di certo mi sta arrivando un tuo messaggio
è troppo tardi o forse era troppo presto
fatto sta che io sono sempre stato me stesso
Non dico che me la cavo ma mi basto
mi dici che mi vuoi baciare ma stavolta non ci casco
so che vai con altri, sai, perciò non ci riesco
in fondo in fondo le vere coppie trovano sempre un posto
Altrove
E alla fine che importa come ti senti
la ghigliottina si innesca sempre
quando la lumaca esce dal guscio
staccava con le labbra
i fiori viola che insieme
a quelli gialli
seducono le api
e poi
il raperonzolo di roccia
felice in un'unghia
di terriccio a conchiglia
la montagna nasconde
ha vicoli
soffitte
sotterranei
buche nel cuore
(come la città nei suoi anni violenti)
- le dà fastidio il mio profumo?
.............................................
- ce ne staremo qui
fino all'ultimo scroscio di pioggia
tra le rocce
in muta intenta
mi dimeno
strappando
ogni lembo del tuo ricordo
strisciando
anche il più flebile pensiero
è come dura squama
luminescente
preda del sole impietoso
e di formiche alate
che non lasceranno traccia.
vuoto, silenzio opprimente.
In lontananza un lamento
non si sa di cosa.
Il rumore del treno
che corre sui binari
Gli anziani dicevano
"quando si sente il rumore del treno arriva la pioggia"
il tempo si ferma...
chiudo gli occhi.
Un piccolo sogno
vive dentro me.
il rumore delle macchine
le prime luci dell’alba.
Il cinguettio degli uccelli
finalmente questa notte è finita.
Apro gli occhi
il buio regna ancora dentro la stanza.
Era solo
un piccolo sogno...
C'è una chitarra che si scorda facilmente
ma per fortuna il pubblico s'è scordato
di venire a sentirla suonare in mezzo al prato
Qui le vecchie radure fanno brutti scherzi
nascondono bisce dietro scheletri d'acacia
Mi ritrovo a ridere del mio mondo, è buio pesto
mi ritrovo per un bosco a ridere di me stesso
potrei ammiccare l'alba, invece è troppo presto
Intorno a un rogo streghe col violino
senza fare apposta schiacciano formicai
tutti i mostri aspettano il mattino
ma la luce poi non la vedon mai
Rido ancora del mio mondo rimbecillito
rido ancora del mio film horror preferito
Dietro i cespugli faine si scrollano l'acqua di dosso
anche se poi sono giorni che non piove
Negli antri dietro qualche nuova brughiera
gli orchi piangono feriti nell'orgoglio
perché i folletti li hanno presi in giro
qualche scemo pensa che finirà in meglio
ma dalle strade di città lo divide un muro
Mi piace ridere di tutto quel che sono
e la chitarra mi si scorda in mano
tanto qui non mi sentirà nessuno!
limpidi come la notte
tu che m'assali nei sogni
dove vai
materializzati qui
non da lui
chissà e mi consoci
se nel sogno ci siamo visti bene
se mi hai ricordato
se mi hai almeno
sfiorato
tu dagli occhi limpidi
come la nebbia
e dai capelli neri come il giorno
tu che mi sei entrata dentro
e non vuoi uscirne più
ma chi sei
dove sei...
abbracciano le stelle d'Agosto
Su di un mantello nero
piccoli, irregolari e luccicanti punti sparsi
paiono accennare il movimento
Alcuni ci sforzano gli occhi, come fantasmi
Bagliori, quasi miraggi
Ipnotizzati a faccia in su, cerchiamo
fissando un sembra, pensosi
La bellezza del cielo di notte ed il silenzio intorno
sconvolgono, rimestando le visioni
Le stelle d'Agosto , pungono l'attenzione
come nostro guardiano
scaldano come coperta
Ci lasciamo trascinare, senza rimorsi
senza pudore
Le stelle d'Agosto ci vogliono
Io, le voglio così
Ci prendiamo per mano, senza conoscerci
da amare, per sentirci uniti
per vedere una stella morire
vivendo ancora
anche se il destino piangerà
nel soffio di un respiro
che smetterà di respirare
alla fine del nostro cammino
triste o contento di aver vissuto
pure se ha dovuto sudare
per essere accolto e sentirsi amato
nel riconoscerlo in chi è veramente
com'è fatto davvero
Incatenami le membra teneramente con i mille serpenti della Tua soave sensualità, con i delicati baci delle mille spose che lasciai durante il percorso su questo pianeta e che ritrovo nel Tuo sguardo.
Fammi sognare i sogni dei gelsomini in amore, dammi le visioni angeliche degli anziani dietro gli occhiali un pò appannati dai sospiri, fammi assaporare il tepore caldo ed etereo delle Tue mani onnipresenti.
Non abbandonarmi durante le mie misteriose escursioni notturne, non lasciarmi solo, ineffabile Guardiano delle mie notti.








