Hai delle fosse quando sorridi.
Come quelle che saltavo paurosamente da ragazzino.
Sembrano delle parentesi che lo racchiudono quel sorriso.
Come se la felicità
fosse un misero dettaglio scontato in una frase.
Mi piace quel dettaglio. Tutto più chiaro.
Strane belle sensazioni in un privé.
Adesso è il resto della frase un misero dettaglio.
le stelle di fausta bellezza
circondano del posto, le vie
con la celeste brezza
Al cader del nero
assorte più di prima
rimuovono ogni nebbia
come rinata brina
I nasi arricciati e freddi al ciel rivolti
lasciano gocce limpide e pensieri spenti
alle fiammelle di candele
sognate e doloranti
Al volger del finir
e con stanca ammirazione
danno il palco al sole
re della stagione
Non trovo più i tuoi occhi, velati di pianto
nemmeno un messaggio, mandato di notte
l’immagine sacra, pregavo ad un Santo
di darmi il coraggio, per tutte le volte
che stesa su di un sogno, eri troppo distante
volevo guardarti, e fermare dall’alto
quell’attimo vero, il più importante
in cui vivevamo da soli, ma l’uno per l’altro
Non trovo più il senso di queste parole
la terra ed il fiume in cui nasceva rispetto
la forza per restare insieme nonostante il dolore
le pillole di gioia conservate nel cassetto
Non trovo più il tempo, per dirti ti amo
nemmeno il silenzio per starti vicino
la forza e il cammino per quello che siamo
una casa più grande per un sogno piccino
Cresciuti in disparte, guardando là fuori
dove la vita che scorre ci accompagna lontano
ci sentiamo ancora battere forte nei cuori
ma lasciamo andare, lentamente… la mano
… e vorrei fermare ad un tratto
quell’attimo puro, il più importante
in cui vivevamo da soli
ma l’uno per l’altro
Sembra pioggia
quest’estate senza sintomi
Riempiti i fossi
d'abbondanza
col respiro tutto il vapore sale
nel mentre
la canzone per te scorre
goccia nella goccia
-tracce di materia sottilissima -
non fermo nulla
mi allago
profondamente
che possa al sole terminare questa corsa
dal cuore nel caos
ora che guardo, come
s’è sgualcito l’asfalto
dove cammino appassionata
baciato la mia mente
in questa notte di quiete che va
saluto le tue mani che hanno
abbracciato le mie
tra gocce di mare e finissima rena
e chiudo piano la porta
per non farti ricordare
solo un'ora fa
parlavamo di noi
degli anni che abbiamo camminato insieme
degli errori che mi hai detto
ho fatto io
e mentre vado ecco lei
vecchia amica mia
di una gioventù che non
si scorda
e poi all'aeroporto
l'indecisione mia
se partire o restare in questa città
il sole infondo è lo stesso
parla la mia lingua
con milioni di altre
porta sempre la notte con se
Saluto a Te mia donna
donna mia
Tu c'eri, il tuo sorriso si spense
Tu c'eri, ora sentinella del mistero
Tu c'eri, ora nel silenzio
Mi chiedo: c'è sgomento per il tetro umano?
O inquietudine per questa gelida quiete?
Si insinua profonda, offusca la mente del tuo vivere di luce
Dove sei?
Nella mia vita ora
in che luogo ti poni?
mi ascolti?
Cosa sussuri al vento?
Tu c'eri, non posso non udirti
ci sei
Pianta lì di far poesie!
Lische sono d'ombrina
Livio, dalla tua testa bollita
si imbronciano bizzeffe di cancelli imparentati tra loro
con vista sul fiume morto di Portogruaro
basta col sognare di Czrádás
le godi venendo meno, dalle brocche più fantastiche -
se ben ricordo
il cortile ne è già stato pieno
prima di aver spazzato via ieri sera
la ragazzaglia lasciata dal glicine.

Nun sete mai stati ne le corsie de l'ospedali
tra li malati cor soriso spento e 'r respiro stanco
ve sarà capitato de vedenno qurcuno 'n camice bbianco!
Ce sò tanti angeli senza ali né viso
che quanno stai ggiù ner pantano
de sguincio te lanceno 'n soriso
e te fanno volà lontano
così d'accarezzà er paradiso
e doppo ritorneno ner pantano.
Ce ne sò tanti niscosti tra la ggente
tra tutto 'sto casino indifferente,
sò quelli che 'n pò è mejo de gnente.
Sto monno infame è pieno de male,
basta sfojà du pagine der giornale,
ma si te senti a tocchi e solitario
nun c'è bbisogno d'anna ar santuario,
in giro ce sò sempre esseri speciali,
aricordete, mica tutti l'angeli cianno l'ali.
Tra le cose che ricordo
C’è di certo il tuo sorriso
Quel guardarsi ancora intorno
Per non morire in pieno viso
E le nostre mani sopra i fogli
Di un amore ancora da scrivere
E sentirsi già dentro i germogli
Di un amore tutto da vivere
E poi scappare sopra i tetti
Dentro un’auto fredda al sole
E cercarsi nei difetti
E scaldarsi con le parole
Tra le cose che ricordo
C’è la tua guancia sulla mia spalla
E noi compagni in un nuovo giorno
A sperare che un sogno resti a galla
E le mani sempre più strette
Fino ad intrecciare i cuori
Come legati da due manette
Noi due colpevoli , ma ancora fuori
Tra le cose che ricordo
C’è di certo il tuo sorriso
Quel guardarsi ancora intorno
Per non morire in pieno viso
E le nostre mani sopra i fogli
Di un amore ancora da scrivere
E sentirsi già dentro i germogli
Di un amore tutto da vivere
E poi scappare sopra i tetti
Dentro un’auto fredda al sole
E cercarsi nei difetti
E scaldarsi con le parole
il ricordo ingrigito e triste
del tempo sprecato
perso, in sonni e sonniferi inutili
senza fini e confini
fino al fondo del pozzo dell'esistere
livido e viola
di racconti, storie ed invenzioni
senza gambe e sostegni
luce ed aria
fra i muri di solida pietra del tuo cuore
rosso di vergogna







