Per la via che ti mostrai
solo spigoli e piante carnivore, restano oggi a far da sponda
a segnar il percorso, che fu di lana e paglia
sotto suole dure, lise, ma decise

Il vento indaffarato nei boschi, si rifiuta di seguirlo
su dirupi, pietre, scaglie e polvere
rotolano, si dileguano scivolando
 
Pazzi echi, si sgretolano fra grotte
alberi e rocce stropicciate, che abitano qui

Sei inciampata sulla via che era facile e vicina
per i tuoi rossetti colorati, per la tua età debole e scellerata
i tuoi passi ubriachi e barcollanti

Hai ospitato il gatto e la volpe, che hanno visto l'affare

Compromesso è stato il percorso 
ed irta la strada abbandonata

Hai lasciato che i tuoi pensieri diventassero amici di altri
infausti e ladri
e se ne andassero a braccio, verso un faro diamante

Ti ho preso per i capelli, lavato il corpo
ricomposta la mente, raddrizzato il viso e parlato soavemente
con gli occhi di un tempo, con le stesse intenzioni

Il tendone del circo, è vicino al tuo indirizzo

è sempre in attesa di una tua esibizione
del tuo arrivo





 




















 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Non cercavo nulla stamattina

se non sbrigare una faccenda quotidiana

ma la brina

sconfina da sè a granelli dalle orme al sole.

Come il garzone del pane che ogni mattina

entra in casa 
con la sua voce strozzata.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Sempre  più spesso sono assalito da una immensa 
pigrizia, come se mi fossi già stancato di respirare.
Penso di fare una cosa, poi mi dico: a che pro? 
Così ci ripenso e lascio stare.

Guardo i giovani senza invidia.
In mezzo a tanto dolore nel mondo,
so di essere stato più fortunato di molti di loro.
Ma anche a me, alla fine, non resterà nulla.

Non mi pongo nemmeno più la domanda
del perché mi sono ritrovato su questa Terra,
perché almeno una cosa l'ho capita, 
che la risposta è al di fuori della nostra portata.

Il testamento, per quel poco che ho,
l'ho già scritto e messo nel cassetto.
Ho anche disposto di essere cremato,
sarà più semplice trovare posto al cimitero.

M'accorgo che chiudo sempre più spesso gli occhi,
come a voler fare esperienza del buio eterno che m'aspetta.
Ascolto con sottile masochismo il Requiem di Fauré,
e m'arrabbio con chi non è venuto al mio funerale
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Profilo Autore: Falug  

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Tutte le donne nel Rap sono pezzi di carne

con le ossa graffiate e i figli morti di fame

Sai le donne del Rap si sono già emancipate

col rossetto alle labbra ma due palle quadrate

 

Le trovi marchiate con tatuaggi sulla pelle

si truccano gli occhi ma non raccontano balle

danno schiaffi agli amanti contro le scritte sui muri

altre hanno case d'inverno ma loro restano fuori

 

Senza ideali vendono caro il loro corpo

ma solo quando si buttano e sferrano un colpo

sono macchine rifatte senza il bisogno di un antifurto

A forza di rime combattono un Occidente contorto

 

Tutte le donne nel Rap sono le donne del capo

sono l'accessorio serale di un gioco malato

Ma le donne del Rap hanno strappato a morsi il guinzaglio

e non erano cani, a qualcuno hanno creato scompiglio

 

Tengono testa a testate a qualche testa di cazzo virile

ma quando t'accarezzano c'è tutta la forza femminile

C'è ancora qualcuno che ha interpretato male la natura

hanno morso le sbarre e sono uscite da un'altra galera

 

Era quel carcere in cui i mariti violenti buttavano le chiavi

Erano rari i pentimenti di chi aveva gli occhi più nuovi

e brave che vestono l'anima con quel che vogliono vestire

Le modelle sono troppo svilite per potersi cambiare

 

Sono ancora in poche ad aver conquistato un locale

le donne del Rap girano sole e nessuno le può stuprare

o ti castrano a mano e ti fanno capire cos'è il male

e un'ora dopo le trovi sotto le stelle a farsi marchiare

 

 

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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E' na pace senza fardello
sta davanti ar focherello,
passà sto tempo così bello,
pensi a la giovinezza che se n'è annata
veloce come da matina a la serata,
come na breve passeggiata,
te la sei bevuta tutta de 'n sorzo
poi te rimane er rimorzo,
si er monno è 'n discorzo
noi semo na virgoletta,
tante anzie sempre de fretta,
ma nun sai che t'aspetta
la vita è 'n foco deggenere
se ne va l'anonimo e 'r celebbre
tutto va a finì come la cenere,
brucia l'anni, li dolori, le passioni,
l'abbracci, le rotture de cojoni,
quà nun c'è amnistia.
li sorisi, li scazzi, l'allegria
tutto viè portato via,
nun rimane gnente e nisuno,
tanto la vita viè da 'n grumo,
poi a la fime na fiammetta e 'n pò de fumo.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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E ritrovo in una spuma bianca
l'estate della mia vita,
a piedi nudi granello dopo granello la salsedine,
istanti fragili,  fuggevoli,
frammenti  di ricordi
e dettagli incancellabili...
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Freddo e grigiore,
polvere e fango.
Meditazioni indefinite
s’ annullano nella magnificenza
di una disprezzata penombra.
 
Solitudine immobile
attraversata da nuvole.
Colori umbratili ed evanescenti
come i toni di un paesaggio
disperso in nostalgici sorrisi.
 
L’aria è fredda
e il vento sibila
tra le foglie secche,
affastellate in impalpabili paludi.
 
Rumore di mulinelli
fra mura ingrigite
e scrosci irregolari di pioggia.
 
Sulle onde fiacche
di un lago diafano,
tra stanchezza di palpebre
e indifferenza di gesti,
si spegne la mia sete di verità.
 
Fuori dell’uscio di casa
suoni tristi e rabbiosi
avvolgono la disperazione dell’anima
con parole assenti di anonima protesta.
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Maledetto il vivere con un senso;

già: quello più distorto.

Maledetto tutto ciò che penso.

Non ha paura chi è già morto.

 

Maledette le bastarde coincidenze,

l'unica via per una volta solitaria.

Tutti gli insulti alle scemenze,

il bruciore di una processionaria.

 

Maledetta questa vita a digiuno,

ma dal digiuno il sangue porta al cervello

ciò che non può capire nessuno:

non capire niente è così bello!

 

Maledette le sorprese a tarda notte,

gli incontri che ha voluto il destino,

ogni singola serpe che ti fotte,

il prezzo della resa non lo riporta il listino.

 

Ti amo piccolo dolce mattatoio:

questa lenta morte mi tiene compagnia:

non il taglio netto di un rasoio,

ma la morte che lenta mi porta via.

 

Mi porta via senza l'inganno degli stili;

senza lo scrupolo della punteggiatura.

Senza neppure tagliare i fili,

senza neppure farmi una puntura.

 

Ora che si incrociano i destini

voglio lasciarmici schiacciare contro

e per i palati più sopraffini

mi ci lascerò spazzare dentro.

 

Aveva un amante la scienza,

così pure l'amore ma non la crudeltà.

Ho un banchino solitario in una stanza:

l'unico sfuggito alla realtà!

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Io giocavo con la tua foto
come un gatto
temporeggia al sole;
aspettavo la tua venuta
o partenza,
poi mi accorsi
che eri nel mezzo.
L'ultima pagina era solo
un sogno scolorito
di pause.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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fotografo il vento
mi culla
mentre mi risveglio
dalla vita eterna
AMEN
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Profilo Autore: fgl  

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L'autunnale visione
rosso scuro
ricopre
giardini viennesi
di fine impero

notturne gitane
sfilano nel fumo
di balli parigini
in punta di fiamme
incendiarie di mondi antichi

ed il tuo viso
fissato in una foto
dà colore
alla pioggia
dove oscena
orgia di piombo
scortica la terra

dentro confini
di fossati aridi
dove il cielo
ha il colore
del fango
occhi perduti
nell'immagine ferma
di un tempo andato
smuovono pensieri
allontanando la morte
cavaliere di insulse
bandiere
ancora un po'prima
della folle corsa
verso il nulla.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Che fiori siete a far da primo movimento ai giorni,
gelsomini forse, appena portati dai ragazzi e già accartocciati
accasciati sul fianco, conchigliette un dopo l'altro
svuotate dal profilo 
un profumo lunare da pagliacci stanchi

vi siedo accanto
a reggervi la mano
e a pensar di pregare.


 
 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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A volte il vento non soffia più.

Ti ritrovi in mezzo al mare,

la barca non viene spinta né avanti né indietro.

Gli unici soffi sono quelli dei tuoi aneli,

sbuffi dalla noia, dalla nausea del mare calmo.

Cercavi la burrasca, o qualche giornata fiera,

ma le acque non hanno la forza di muoversi.

Se ne stanno pigre le onde a dondolare le caviglie

sulla sedia di un fondale, con la gamba accavallata

come se fosse in sala d'aspetto, malata,

ad aspettare che il dottore finisca i suoi porci comodi.

Ragione, ragione, sempre la solita ragione;

non hai più voglia di aspettare col mare,

anche se solo lui e nessun altro potrebbe agitarsi:

raramente la terra ferma trema, e comunque in quei casi

affonda le cose, non le fa danzare sull'acqua salata.

Ma quelle burrasche! Ah, quelle belle disgrazie!

la gotta marinaia bruciata dalla schiuma,

quegli sbadigli da una gola infiammata e interminabile.

Il brutto del mare è che a volte pensa troppo.

Si dimentica di incazzarsi, di mostrarsi coinvolto.

A volte quelle onde deboli sembrano sbadigli:

si mette il pigiama e va a letto presto, sbronzatosi da solo,

dimenticandosi delle sue parti più nere, dei suoi brufoli da adolescente.

Si sogna di quando si rivoltava nel suo azzurro, sa ancora sognare.

A volte zittisce. Pensa. Forse ad un motivo per scatenarsi.

Chi lo guarda zittisce con lui, che dovrebbe dirgli?

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Ma che faccio su sta tera?
Sò 'n sordato senza guera
un fiore senza serra.
na nave senpre ferma,
na luce senza lanterna,
un timone senza barra,
n'astronave che mai atera.
Quanno sò proprio felice
sò 'n dito senza narice,
un lattante senza nutrice,
'n'araba senza fenice,
un quadro senza cornice,
na ferita senza cicatrice,
gnente che me s'addice.
Qual'è allora er ruolo mio
drento tutto st'ingranaggio,
io che sò solo de passaggio,
na scialuppa de sarvataggio,
na circonferenza senza raggio,
un abborto del linguaggio, 
un turista de l'accattonaggio,
de sta vita sò 'n ostaggio,
me sò perso l'equipaggio,
festeggio solo er primo maggio,
ma preferisco esse no scarafaggio
che diventà suddito o paggio.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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dimmi che tempo fai oggi sei col sole dentro
o con la pioggia in viso
dimmi che parole dovrò dirti
per farmi amare ancora
che cosa devo fare
per volare
se sbattere le mani oppure
concentrarmi sui tuoi occhi
chiari come la notte
dimmi se mi senti ancora tuo
o se sono distante
mille galassie
ma se c'è spazio ancora
per me
mi basta un sorriso
e capirò

 
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Profilo Autore: fgl  

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