con sapori forti e odori ancestrali.
Sardegna un po’ matrigna
che non ti lascia andare
e come una mantide superba
ti seduce
ma ti può divorare.
Terra dal seno turgido e rigoglioso,
prima che luridi topi
si attaccassero alle sue mammelle
facendole perdere la memoria.
Il senso della Storia
che cantava ai bimbi stretti nel suo grembo
si è ormai perso nella notte dei tempi.
E ora appare tisica e sofferente
amante malata
svenduta al miglior offerente.
Scivolano parole
nell'inquietudine del giorno
e non sai da dove vengono
ma ti fanno compagnia.
Non sai se porteranno
luce nel cuore
ma adesso tienile
in quell'angolo di te
senza rumore, senza dire
forse un giorno
sapranno colorare
il tuo cielo
anche se grigio
riderà ancora.
Sei tu che sussurri alla mia conchiglia
arrotolata con grazia
vibra e s’allarga
per ricevere
per riceverti
Quando fu l’ultima volta che ti ascoltai?
Mai o forse…si è perso nel tempo
Tremante al tuo accenno
t’ascolto muta cercando i tuoi occhi
che non scorgo
Attendo pensieri leggeri
per riscoprire la tua voce
che ormai non riconosco
Cambiai, cambiasti?
Mano nella mano
per la stessa via
ci perdemmo
Io mi fermai
Tu continuasti.
nell'era dei social network,
scrivono tante poesie
ci compiacciono delle loro paroline,
non solo per passatempo.
Ci credono davvero?
Ho visto aforismi,
in giorni più grigi
aver problemi di personalità
da persone che vivono diversamente
la propria realtà
La grammatica ha i suoi paladini:
la difendono con il correttore,
dal commentino ironico,
dichiarano guerra all'errore,
però poi si servono del foglio elettronico,
ma di falsa modestia vogliono dar sfoggio,
attaccando secondo loro
chi ne sa poco
Si ci scandalizza
per ogni abbreviazione,
usate nel gergo della nuove generazione....
Nessuno ha mai obbiettato
per la sigla T.V.B.
nessuno che dica
che non si scrive così,
come se solo il tempo per le parole
fosse superfluo
e il tempo per le persone
fosse invece tempo perso.
Passa una domanda e m’infastidisce
Mi altera l’umore, mi rallenta il passo
Passa quel poco
è decisivo
Niente di me, vuole rispondere
Quel che vedo, basta
Quel che sento, arriva
Passa una domanda
passa
Quante ne passeranno
Quante resteranno tali
Ed anche la mia voglia
i tuoi passi sulla mia strada,
verrai senza parole
e ti dirò le cose che mai ti ho detto.
Strane sono le ombre che temo e che allontano
strana è la notte sulla strada di pietra,
l'alba poi colorerà il viso del cielo
e dopo tante parole...
tornerai a Dio in lingua di luce.
s’incontrano di notte
a fari spenti
tra le dune e le siepi
di un’amara realtà.
S’incontrano fugaci
negli amari baci
di segreti e divieti
nel fruscio del vento
in mille lune di miele.
S’incontrano nel tempo
scaduto nel lampo
nel tintinnio di stelle
il volo di un rapace
tra le nuvole di pace
nel silenzio assenso
di un amore variopinto
circoscritto e trafitto
da un fascio di luce.
S’incontrano nel sospiro
di una gioventù svanita
in una spina nella gola
lingue attorcigliate
saliva dentro la saliva
carezze e tenerezze
nell’urlo alla luna
di un lupo e un coyote
feriti nella tentazione
orgasmi di passione
sulla strada ormai smarrita.
Un mondo che affonda le sue radici nell’immediato, nell’istante e nell’attimo;
un mondo che separa l’individuo dal cosmo, che enfatizza la divisione e la distanza reciproca;
un mondo in cui tutti si rinchiudono nella loro cerchia, in cui tutti danno importanza solo a se stessi;
un mondo in cui regna l’utile rispetto al gratuito e l’individualismo rispetto alla solidarietà;
un mondo costituito da soli corpi, da sola materia e da solo egoismo;
che strano mondo è un mondo in cui sono gli oggetti a produrre i soggetti!
Depone il dolore
Ai piedi del cupo destino,
Dal campo vicino
Sacrifica il cuore
Che ancora il vagare non ferma.
Sarà per la crisi violenta
Che porta miserie africane
Ai lidi già poveri e tristi
Di orrori di schiavi già visti
Da donne isolane
Di nera pupilla già spenta.
Ma l’anima è persa
Per oggi e perfino domani
Senz’una speranza
Ne tetto ne pallida stanza
Son vuote le mani
E muore nel pianto sommersa.
non questa
un'altra,
d'altri pianeti,
ma anche quelli
- gli altri pianeti -
pensandoci
hanno già fatto d'aria il loro tempo viennese
crateri verdi sulla nebbia del bosco
non più niente temo proprio.
In fede: Sillabe
p
e
r
du
te
n e l l a
c o n s
ola
z
i
o ne.



Troppo scontati nel tracciare paralleli
e detective nel guardare quello accanto alla borsa
che tu l'abbia fatto o no siamo grandi
e non mi spavento per così tanto
Voci insignificanti si scavalcano
e qualcuno muore nel pestaggio sotto una transenna
Troppo entusiasti o cattivi o scontati
ci prendono in braccio le schizofrenie
Il foriero ha annunciato cose banalmente importanti
e smorzano l'alterco i capi delle bande sciolte
Piume fuori schema sulla testa della gente
che per vedere da dove vengano
guarda in basso
Su Whatsapp delle misere tracce
di un libro che per eccesso di antichità
ha perso o sbiadito alcune pagine

Desiderare un amore facile
senza star qui
struggendosi la vita.
Giorno dopo giorno
non cambia mai niente.
Ogni notte c’è la luna
di giorno spunta il sole.
Poi piove…
Un temporale estivo
non fa dimenticare.
E il cuore ci muore
desiderando l’amore.
Ma non è tempo
non c’è né…
Finito tutto dentro un fiume
non d’acqua
era pieno di parole
morivano da sole
buttandosi chissà dove.
Mentre tu invece
lo desideravi tanto
un amore facile
struggente…
È stagnante questo cuore
in esso han già usurpato il desiderio ambito
l’han umiliato ,deriso …
l’anima sua l’han messa a rogo .
È la favola di Biancaneve !
creduli le storie ,sciocche le fantasie ,
l’illusa povertà non si rassegna mai,
non vuole ascoltare nessun rumore .
La miseria è la follia degli assurdi !
vuole il corteggio con l’arma migliore,
diventa preda ,elemento di bufera ;
il bellicoso vento che spande tramontana .
Sei tu dunque l’oltraggio !
L’offesa alla parola amore?
La messa in scena in abito da sera ;
l’ora furtiva di imbrogli e bugie .
Oh femmina , prezioso dono
abbellì la tenacia e l’occhio strizzi ,
fai la sbarazzina e accendi ceri ;
sferzi luce ove l’alba è buia .
E avanti un altro ,c’è posto in platea!
C’è il temerario che risolve le sciagure …
Guarisce le angosce ,le accigliate cicatrici ,
da tempo accoppiato ad una femmina sfiorita.











