oserei dire gallina più che gallo
Il vento è bugiardo nell'andare a Nord
il vento è bugiardo nel dirti che è vento
il vento è bugiardo e basta
In balia di un'asta arrugginita
vivi comunque al di sopra di me
Vedi qualcosa dalla cima della torre
e sulla cima non lasci spazio per nessuno
Automne, autunno,
non si sa forse di già
che tutto è autunno ?
caade lo spazio
l'été de la Saint-Martin
tra la vocale e il punto
e anche qui
ancora procede
nonostante
sapendo
mi sfinisce -
le zampe
con in fondo le unghie
la testa
col peso d'un becco
l'ala
e anche l'altra
avevano un quinto dito -
non si vuole finire !
caado caado
aggiungo le dimensioni
centimetri 50 x 100
vi devo dire ancora
un'ultima volontà straordinariamente importante
l'edizione è limitata
ma non riesco più a morire
telefono info
digitale stampata
avvolgetemela al collo
non è mai abbastanza stretta !
questa cosa è un verdaceo boa
Ho cercato amore!
Ho cercato il volto antico …
il respiro di una farfalla innamorata
che urla muta nel suo volo.
Ho ricevuto miseria ,perfidia, menzogna,
il mio cuore l’ho visto rinnegare
pietrificato da ingiustizie e malafede;
ostinato dall’orgoglio mi sono spesso ricreduto .
Volto pagina e riprendo la mia vita!
Riprendo lacrime bagnate,
invano tocco il lembo d’un mantello;
il cristo in me m’insegna la dottrina.
Il figlio del tempo disperde il senso del male
del malsano sapore ne fa esperienza,
aborra l’ingiusto sacrilegio
inflittogli da una mente vuota .
Vola farfalla , vola!
Tra i prati i beati amori ,
tra i poveri il regno del signore
in ogni dove coll’innocenza si è eroi.
Brucia lo spirito amico ,favella il suo canto
com’io sorgo dall’intrepido ardire ,
corteggio la farfalla innamorata ;
il sogno fugace della vita.
Ritrovo l’infinito Te
nascosto tra le lacrime
di una quieta felicità
invasa dal buio.
E non v’è freddo che possa
indurire questo cuore
ne tempo
cosi lungo da poter dar sonno
al mio amore.
Ritrovo l’infinito te
nella paura d’ogni attimo
nei pianti appagati
di preghiere e pensieri
che si perdono
tra fiumi di dolci parole
e stretto a te
respiro la tua aria
tra le pieghe dei ricordi.
è una maschera di sofferenza
i tuoi occhi che luce emanano
non brillano, cerchiati da un trucco
che non hai messo tu
Si allagano ma lacrime non lasciano colare
se non quando rifugio trovi nel tuo letto
il tutto è racchiuso nel tuo cuore e fa male, molto male
Io piango con te che se pur non odo
i tuoi singhiozzi l'anima mia ne sente il fragore
rimango in silenzio, rispettando il tuo
non riesci a liberarti dal bendaggio
che sterile stringe il tuo cuore infranto
Quando verrà il momento
io sono qui, catino dove vomitare puoi
il dolore, la rabbia e l'amarezza
che dalla vita ti allontanano
mentre ti rifugi in un sonno insano,
scevro di ristoro o soluzione
La mia gola è muta, se pur vorrei urlare
per farmi da te sentire,
le parole tornerebbero indietro come un boomerang
sbattuto contro un muro di indifferenza
So che verrai quando sarai pronta
l'amicizia è anche questo
rispettare la paura, il malessere, aspettare in silenzio
e con lo sguardo mandare segnali forti
che solo due anime unite da sentimenti veri
come siamo noi riescono a decriptare
Si consumano le parole
dietro un sottile filo di voce
supplicando ai tuoi occhi
di poter ancora brillare
e far morire alle prime luci
dell'alba che si colora di te.
Tu resti ad ascoltare in silenzio
per paura di cadere
dove solo tu sai le tracce
e dici e non dici
e poi vorresti inseguire
la voce ma ti fermi
ad ascoltare il rumore del mare
e mentre le onde scavalcano
i tuoi pensieri il tuo cuore
ti sussurra "puoi ancora brillare"!
per cantare di avvocatini e ingegneri,
delle vite viziate di uomini vissuti ,
di una mente dannata
o di un vino d’annata.
Dammi le parole
per infilzare d’inchiostro
i gendarmi del mondo,
i signori del niente
e qualche eroe decadente
Gli ippogrifi a due ruote
sfrecciano ormai sull’asfalto
e del Furioso Orlando
non c’è più traccia.
e li rimani.
Fai parte del mio corpo
sei indispensabile.
Come il sangue che circola nelle vene
senza di esso non si vive.
Il profumo di noi
mi accompagna per tutta la notte.
Impossibile dimenticare
questo dono arrivato all'improvviso
Hai scosso il mio tappeto di giovane di un tempo
con il tuo ricordo ammaliante
lento e primaverile
mentre stendevo i panni di superstite
da una lunga guerra interiore
Soffriamo entrambi
senza ascoltarci senza vederci
al fine di pontili troppo alti su freddi mari
troppo fragili
Vorremmo riscaldarci
ma quel gelo antico
non ridiventerà acqua
Gli anni calcarei
hanno immobilizzato i nostri voli
di liberi pensieri
Le mie ali sono stanche
le tue troppo lontane
Mi trascinerò altrove
senza volare, senza smaniare
Hai scosso il mio tappeto oggi
sotto quel cielo un tempo amico
di chiodi e punte di coltello
straripante
sostando in piedi sul ciglio della notte
avvolta dalla tenda di lino bianca fresca e pulita,
farò silenzio per non disturbare il sonno della stanza
che pervade ininterrotto
e con gli occhi rivolti al cielo
ammirerò il crepuscolo dileguarsi in forma e colori
prima del levarsi del sole...
Ecco!!! All'improvviso
uno squarcio di rosso porporino divenire arancio
poi divenire lilla e rosa sull'argentato specchio d'acqua,
ecco aprirsi e sollevarsi
un enorme palla di fuoco,
una meraviglia nel riflesso del mare,
tra le tinte del cielo, tra il verde degli alberi,
la collina si sveglia
e ogni mio respiro è una risposta!
Immagine gentilmente concessa da Assunta Fiorentino
rinnovando prati e siepi.
Scampato ai massacri dell’inverno,
si leva un merlo
con rumore concitato
di carrucola mal oliata.
Torna lo scirocco
e tira a lustro l’aria nuova,
staccando dai pennacchi dei tarassachi
i semi a ombrello
che volano dappertutto.
E i miei occhi si tuffano
nei nasi verdastri delle colline
alla ricerca di aghi e spilli.
E i miei pensieri rovistano
dentro i mammelloni cremosi
del cielo primaverile
che alterna il grigio atlantico
alla panna fresca.
Sai che penso?
Penso che il veleno non lo tiri fuori se non piangi.
Penso che tutte le lacrime siano valse a qualcosa,
se non altro a far vedere chi sei.
Penso che ogni delusione ti spezzi il cuore
in modo che tu possa comprare il nuovo modello,
forse più funzionante, chissà,
ma è sempre aria di cambiamento.
Penso che gli amici veri siano pochi nella vita: te ne accorgerai.
Solo che l'unico modo per accorgersene è scoprire quelli cattivi.
Penso che una Coppa dei Campioni non te la possa togliere nessuno:
chissenefrega dell'ultimo rigore sbagliato, la folla ti ha capito.
Penso che le notti più dolorose
siano quelle passate in una corsia d'amore.
Ah! Quanti ricoverati che aspettano di essere dimessi!
Quanti infarti presi a mezzanotte davanti al bacio sbagliato,
quello che ti fa uscire l'anima incazzata e triste da ogni poro della pelle.
Penso che in fondo la follia sia solo una reazione alla follia degli altri,
che ci rendono così matti da camminare sui margini di un poggio senza barriere.
Penso che un dio, in qualche mondo, possa esistere:
non serve inginocchiarsi, basta guardare dentro noi se stessi.
Penso che esistano anche gli alieni da qualche parte:
ma non li credo come li credi tu, non hanno superpoteri;
ma un loro potere sarà sicuramente la tua stessa fragilità;
magari pensano che sia tu a sputare fuoco sollevando montagne.
Penso che insegnare sia più difficile che imparare,
perché chi insegna può solo singhiozzare mentre scrive ciò che ha vissuto ad una lavagna.
Penso che non tutti i treni vadano presi:
alcuni, ascoltando le notizie alla tv, sono deragliati
e si sono rovesciati senza lasciare superstiti.
Penso che avere vent'anni sia solo una fregatura,
un rotolo industriale di sogni strappato a metà perché parte della vita va lasciata scoperta,
sia per gli sciacalli sia per chi ti ama veramente.
Penso che una famiglia ti possa capire più di quanto immagini
e la dimostrazione sta nel piatto sbagliato a cena,
quello che ti fa bene alla salute.
Penso anche che ubriacarsi non voglia dire scappare,
ma volersi affidare al caso quando ogni logica non ha nessun senso.
Penso che al mondo muoiano tante persone:
lo senti, non lo senti, che importanza ha?
Si sentono comunque i loro lamenti e ti rimarranno per sempre impressi.
Penso che il progresso possa mettere dei fiori in un cannone,
che l'ottimismo esasperato di un sogno che ti coccoli la notte
riceva l'invidia più spudorata di un pessimismo che guarda alla realtà
come un mucchio di cemento sfatto e battuto.
Penso che della vita non vada esattamente vissuto ogni istante,
vivere ogni minuto come se fosse l'ultimo
ci fa fa perdere il bello dei tempi morti.
Penso che ci siano grosse differenze
fra il trattare bene un corpo e il voler metterlo in mostra;
fai di tutto per sembrarti più bello, ma ricorda:
non siamo manichini e il mondo non è una vetrina.
Penso che la tecnologia sia un miracolo,
se non altro per poterci parlare di più.
Ma chi finisce per dipendere dai miracoli tenga a mente
che le gambe paralizzate tornano a muoversi una volta sola.
Penso che la politica, nonostante tutto,
sia bella quando si vedono dei ragazzi
che scherzano e urlano le proprie idee nelle piazze tumultuose.
Penso che non serva a niente suicidarsi:
uno come te, da qualche parte, saprà capirti più di quel dio.
Ti accorgerai di essere davvero libero
quando il tuo amico immaginario
ti dirà che il tuo psicologo non esiste.
Danza, gioca, perdi, straborda, conosci gente,
fuma erba, rompi gli schemi anche con il più piccolo dei gesti.
Sono convinto che ognuno prima o poi troverà la propria nazione,
non esiste il cosmopolitismo: o dentro sé, o in qualcun altro,
o in un cartone animato o nel cesso di un autogrill.
Penso che questo mondo soffra e tutto ciò lo rende umano.
Penso che il tempo sia fatto di istanti incasellati ad Occidente,
che lo vivano ad Oriente, ma che, ad ogni modo,
nessuno abbia davvero intenzione di sprecarlo.
Credo che imparare sia importante,
ma che talvolta si debba scordare tutto per ricominciare da capo
o per fare spazio a futili pensieri.
Penso che non esista vita senza morte, morte senza vita;
cuore senza cervello, cervello senza cuore.
La pensi: dove sta ora quell'amore?
Ma la sfida è vostra.
Almeno per stanotte, amici,
quel bacio che vi lacera da uno schermo è solo il primo tempo di un film.
Sedetevi sulla strada, di lì passa sempre qualcuno
pronto a rendervi protagonisti della vostra vita.
Ho smesso di parlare, perché il mondo non mi ascolta più,
ma mi piace guardare le bellezze di un tempo, farsi brutte;
mi piace essere la voce di dentro, il non affiliato, l’ostinato,
l’inconcludente Zi’ Nicola con il suo muto bagaglio di idee.
E anche oggi si festeggia qualcosa in questo reo quartiere,
forse una comunione, una partita, una giusta scarcerazione,
una cresima, un matrimonio, l’arrivo di una partita di droga.
È questo l’orizzonte di riferimento, la chiassosa voce di Napoli,
Vincenzo ´o chiatto, Ciruzzo ´o milionario, e il re mirabolante:
ci sarà sempre disordine nel rione, lo scoppiettio pirotecnico
dei fuochi artificiali, il suono che rompe il silenzio, il subbuglio.
E ci sei anche tu qui, come lo sguardo del sorvegliato speciale
che ammira lo spettacolo dal balcone di casa, quasi commosso.
Rispetta almeno tu, questo mio sordo cieco silenzio, e aspetta,
che torneremo a vedere le stelle, prima o poi, qui dal Vomero.












