quando allo sguardo tuo appartengo
e mi stordisce e allevia
la vita che mi scorre nel tempo.
Amor mi fa il fuoco nelle vene
quando la mano tua mi copre
e prima è una carezza amena
e poi il Paradiso che si apre.
Amor mi sgorga e gocciola dalla fronte
quando le labbra tue bagnano il mio respiro
mi ondeggia e scuote come dell'albero le fronde
man man che lento mi avvicino.
Amor mi sfugge e si nasconde
come in un sonno di migliaia di anni
amalgama, mastica e mi confonde
e al mio risveglio, lascia, il dolor dei danni.
nascosti
una macchia nera.
Perle preziose
curate alimentati
poco per volta.
Seguite passo passo
nell'attesa
che siano pronti alla vita.
Si alzerà un suono
prima dolce
delicato.
Ma che ben presto
si trasformerà
in un urlo.
Forte
quasi straziante
verso la libertà.
tra un bacio
e un abbraccio
dondolerò
sospeso nel tempo
invisibilmente legato
tra un battito
ed un altro
volerò
immerso nell’aria
incredibilmente leggero
tra un soffio
ed un altro
sospeso
nelle stagioni
sospeso
nelle emozioni
sospeso
senza cadere
sopra il mondo
dentro lo sguardo
della mente
viaggerò
vestito
di sole e parole
tra luce
e calore
volerò
sospeso
nelle stagioni
sospeso
nelle emozioni
sospeso
senza cadere
Io sono un clandestino
vivo camuffato
brucio sogni e bevo aria
sono un malfamato
Io sono un clandestino
fuggo via dal mio destino
e chi mi dice “legalizziamo”
sputo a terra e non ci credo
Io sono un clandestino
e mai rinuncerò
a questo volo libertario
la mia vita un sussidiario
Io sono un clandestino
nei miei occhi
un muro sgretolato
il mio passo da ubriaco
Io sono un clandestino
clandestino è il mio amore
clandestino è il mio gioco
clandestino è il mio segreto
a chi mi chiede quale sarà
la mia vera identità
io rispondo è qua e là
sparpagliata nell'ombra
della mia viltà
per i sogni infranti
per i giochi interrotti
perdono angeli dal cuore
dilaniato dal sorriso
strappato
della non vergogna
d’immonde mani;
perdono innocenza violata
piango lacrime lenitrici
di tanto orrendo
scempio
Oh pianto coprente terra
matrigna
perdono
più fiore sboccerà
più usignolo canterà
il sole sorgerà
malato
finchè l’oblio
regnerà
Oh angeli dall’innocente pianto
mondate questa terra
scèvra di giuste carezze
di calde amorevoli braccia.
Oh angeli perdono
dai lunghi capelli incorniciato
la tua mente stanca solo cupi pensieri e dolore
Il sorriso dei tuoi piccoli non rallegrava più la casa
non portava più sole nella tua vita,
i loro occhioni non facevano più da specchio
del tuo e del loro amore
ormai da tempo il buio di te si era impossessato
Sentivi nella mente il rumore di un treno in corsa
si ripeteva e ripeteva ossessivo,
hai sentito improvviso il desiderio
di un lungo viaggio verso il mare
dove trovare pace, il profumo dei fiori
che erano morti qui, nella tua città, nella tua casa
Allora via a prendere quel treno
tutti capiranno, al ritorno andrà meglio ….
Non sei mai salita
su quel treno dei desideri, uno stridio,
urla intorno, un coro che accoglieva
il tuo volo verso l'azzurro del cielo
mentre le ruote del treno rapivano la tua vita,
che più non volevi che più non sentivi tua
Ora da una nuvola bianca
osservi i tuoi piccoli, i tuoi cari
scuotere la testa e piangere chiedendosi mille perchè.
Non esiste un perchè, hai scelto la pace
in un attimo di egoismo dimenticando
tutto il bene che la vita poteva ancora donarti
se solo tendevi una mano …
Troppo presto sei tornata alla luce celeste,
il tuo sorriso, continuerà a splendere
nei nostri cuori, buon viaggio e porta un bacio al cielo
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A te piccola che non hai sopportato il peso della sofferenza
ed hai deciso di abbandonare la vita e tutti coloro che ti amano ....
La figlia di una mia amica, 27 anni, due figli piccoli, un marito
alcuni giorni fa si è tolta la vita non sopportando la sofferenza
di una mallattia ormai senza speranza ... resterà sempre nei nostri cuori.
dentro noi
sale
e non si ferma mai
spinge il cuore
setaccia la mente
e non smette mai
di giorno
di notte
sale
e non si ferma mai
scuote l’anima
segna il corpo
e non smette mai
sale
senza mai fermarsi
lascia scie di pensieri
si tuffa nel profondo
fino ad osservarne
la limpidezza
e non smette mai
sale
senza mai fermarsi
allunga le parole
cammina anche nelle ombre
fino a portare
luce
e non smette mai
ti prende
e ti riprende
ti sfiora
e ti afferra
in perfetto silenzio
non puoi sfuggirle
interrotto solo dal pianto
lacero d’innocenza bambina
sventrata dallo sparo al cuore
tra rovine di solitudine e dolore.
Ferita in lame d’anima
discusso d’attesa col tempo
l’amore strappò stanche promesse
con al centro felicità adagiate
pregne del profumo di gelsomino
premuto contro le pareti del mare.
Le stelle a letto di cielo tremarono eternità.
E’ così che si ama quando si muore.
che imbianca il
mio cielo
e poi colora il risveglio
del mondo.
E' forse l'azzurro
infinito
che si estende
ai miei occhi.
E' forse la luna muta e sorda
che affascina il mio cuore
straripato come un fiume di parole.
A gradoni
come una Cheope D' Egitto
tra gallerie e pozzi,
tra sole e sete.
E quando cade
su di me il vento del Sahara
in un turbinio di sabbia,
mi sento aggirata dalla tempesta,
ferita nell'immensità della mia anima,
e nulla rimane
del mio sacro tempo
inciso ed imbavagliato.
E sono cenere
di un emozione
che dorme,
tra il sogno e la realtà.
"non mi importa di mettere al mondo dei porcelli, purché possano parlare" Cit.
Stringo il pugno
e ho un filo d'erba,
una goccia di sudore,
un soldatino di piombo.
Guardo a sinistra, in basso,
attentamente, ma ci sei solo tu,
circondata dalle solite cose.
Apro il pugno, gli occhi,
e aspetto, invano,
che è già vuoto.
come la prora d'una nave immensa
per acque morte
con appena un fluir di spume grigie
sulle tue tempie di madre.
Nel mio cuore
come il fianco del monte
che par morsicato
da un mostro rabbioso
nel vento notturno,
c'è una frana
di cose innocenti
perdute per sempre.
le onde che s'inseguono
che luccicano
nelle acque,
è com'è bella
la luna nei tuoi occhi,
il sale sulle tue labbra,
il vento sul tuo viso.
come sei bello tu!
Neanche l'intero pianeta
gode di simile beltà.
Solo ai miei occhi ti mostri...
E io t'amo, t'amo
e grande è
l'amore mio
per te.
Esiste il non,
hai dimenticato qui le rose
dal morbido gambo
spine d'acqua
sugli incartati bocciòli rosa della nebbia
esiste il non.
L'alba che non riporterà te
forse più in là nel tempo
mi starà accanto,
un muretto e la sua pieve piccina.

Con qualche endecasillabo sincero,
Non dico che non sia sempre vero
Ma a volte c’è da essere concreti.
Le rime sono essenza di poesia
Di nobile ed estrema concretezza
Che all’animo sospirano una brezza
Di bella ed entusiastica armonia.
Ci vuole così poco a far la rima
Invece di buttar parole nuove
Che sembrano cercare delle prove
Per dire che qualcuno arriva prima.
Mannaggia! Dai provatelo a rimare
Un verso che si sappia cosa dice
Che sia di Apollo o Euridice
O sia del Parnaso a cantare;
Se Dante si svegliasse dal trecento
O Foscolo o Leopardi od il Manzoni
Direbbero ma questi non son suoni
Ma sono versi che li porta il vento:
Scusate amici esimii poeti
ma questa è la poesia della sera
perché questa stentata primavera
ci fa essere tristi oppure lieti.










