all'improvviso
capissi
che tutto è uguale
al giorno prima,
che nulla
è cambiato
e che ancora ho sete
di quell'amore,
ho fame di quei baci,
e che quell'abitudine
è un abitudine...
ma è il più bel posto
dell'infinito
che ho dentro
al mio cuore.
solo per un giorno
solo per un'ora
per un attimo insieme
per una vita intera
solo per me.
Ti ho cercata ovunque
nei sogni, nelle strade
nelle pieghe dei silenzi
nelle onde dei pensieri
il mio unico incubo
non incontrarti mai.
Ti ho trovata infine
dall'altra parte del mondo
vicino, troppo vicino
per poterti stare lontano
per non disturbare
la tua vita sognata.
Ti ho lasciata andare
senza un saluto
senza un perchè
perchè non posso dirtelo
non posso accettarlo
di amarti, ancora, sempre di più.
Ti ho vista, sentita
e sei stata vicina
ora come allora
e non posso far finta
che tutto è diverso
che tu non sia tu.
Ti ho amata, ti amo
questo è ciò che dovrei dirti
scriverti, farti capire
ma è inutile ormai, ora che sai
di un amore infinito
ti amo da sempre, e non finirà mai.
di un amore che soffoca il respiro
di un amore sincero, travolgente, improvviso.
Vorrei scrivere dei suoi occhi
dell’immenso battito di ciglia
sulla mia pelle d’argilla
che pian piano si sfalda
e si confonde con la terra
tra la gente di marmo
che non s’accorge di me e del mio pianto
del mio cuore
che pulsa e non trova pace
nel candore di un pensiero rapace.
Vorrei scrivere d’amore questa sera
aprire il mio petto come una scatoletta
strapparmi l’anima e farla evaporare
così lei potrebbe sniffare
il profumo e l’essenza
di fragola e di mandorla
e insieme ubriacarci di un amore perpetuo
afferrare la scia di quel giorno lasciato sospeso
tra le virgole di un sogno marino.
un susseguirsi di immagini
come un film proiettato al rallentatore,
fotografie impresse a fuoco
di momenti vissuti e persi
nel fumo di un vecchio treno a vapore
Lievi le mani carezzano la tua pelle
percepisco quel tremito di desiderio
che il tuo corpo fa vibrare
gocce di sudore sulla fronte
ed il respiro si affanna,
ma troppo stanco sprofondi nel sonno
Sulle tue labbra silenziose
poso baci soavi leggeri come nuvole
mi disseto del tuo sapore,
sapore dolce come miele,
soffio in te un po del mio fiato
affinchè il tuo duri più a lungo
Così facciamo l'amore,
godendo di noi a piccoli sorsi
di grande intensità
mi sdraio a te vicino il mio corpo
gode del tuo profumo
… e ti amo come non mai
Il nostro amore è l'unione
delle nostre anime, dei nostri pensieri
dei ricordi e dei sogni futuri
se vita non avranno che importa,
saranno sempre nostri,
i sogni non possono volare via
nel fumo di un vecchio treno a vapore
cambia il mondo e chiedere "scusa"
se si è fatto danno, più non si usa
invece io penso che mostrarsi arreso
per qualcosa di sbagliato, anche fosse un malinteso
sia segno di gentilezza e di saggezza
corre il mondo e dire un "buongiorno"
se non lo si dice fa lo stesso, non c'è ritorno
io invece penso che abbia un senso
sia come un battesimo, del giorno, per chi ci è accanto
sia segno di gentilezza e di saggezza
cade il mondo e dire un "grazie"
suona come ammettere imperizie
io invece penso sia il vero dono
che rende unico e speciale l'uomo
sia segno di gentilezza e di saggezza
in particelle di preghiera
nel momento del bisogno
lontano da sguardi
di credenza.
Nessuno aspetta il mio
canto, nessuno aspetta
il mio passaggio, in questo
mistero già scoperto
come l’illusione di un coperchio.
A volte sono sensibile
al peccato…
ma spesso risuscito il mio
lamento in sospiri mai costruiti,
e solo frammenti di paura
allontanano il mio credo
dal vero senso del mio respiro.
Tutto si dissolve, ma l’amore
per un briciolo di sorriso
o atto di follia rimane
nelle persone che sanno
affrontare a testa alta
l’ultimo ostacolo prima
di sterzare per nuove solitudini
dove poter ricominciare
la nuova speranza nel vicolo
non più cieco, nel mistero
dove ti eri perso, dove ora
sei avvolto.
io sono un gabbiano
tra una primavera che non sfiorisce
e un cielo gonfio di nubi.
Spira un'aria fresca
sotto una candida luna e
raccolta sul corrimano
di una barchetta ancorata
mi abbandono alla brezza del vento
e assaporo la vita .
L'alba delle cinque modella il cielo,
non sono sola,
ma sono libera di ammarare
le mie lunghe ali
nello specchio d'acqua
tra i riflessi del sole,
libera di adagiarmi
sugli scogli e di affondare
il mio becco aguzzo,
libera di guardare ovunque ,
libera di pensare al mio fardello,
anche le nuvole imitano la
mia libertà.
C'era una volta il sole
dove la gente
ora moriva.
Dolce musica Slava
suona lieve facendo sognare.
Nasce un grande amore
uno sguardo improvviso
un tenero bacio
il violino che parla,
mentre in cielo il grigiore
un rumore assordante.
boati di bombe
sulle strade deserte.
Là c’era un fiume
una volta incantato
ora rosso di sangue.
Il sole è fuggito
solo polvere e fumo.
Un violino stonato
continua a suonare
un valzer viennese.
Lui la bacia, sparisce,
quando il cielo tuonava
un’ultima volta.
Ti prego di stringimi però, pensando al giorno in cui i miei occhi distilleranno sangue
dopo aver esaurito anche l'ultima lacrima,
al giorno in cui implorerò un dio qualsiasi affinchè possa donarmi una morte celere per risparmiandomi ogni agonia.
Le stazioni corrono veloci, veloce corre la carrozza in cui siedo.
Non sto venendo da te, sto allontanandomi.
Allontanandoti dalle mie paure che per troppo tempo ho condiviso con te
e che ti indurranno a temere le mie paure, a sognare i miei incubi.
Ho visto ognuno di voi godere di una felicità che non avete mai posseduto,
ma oggi amore non biasimo voi, gli illusi,
voi, gli stolti, bensì me, l'intelletualmente onesto , che pur essendosi svegliato ogni giorno in un
nuovo giorno, ho perseverato ad ossequiare le rovine d'avorio,
ad omaggiare le necropoli mute,
ad odiare me stesso per non aver odiato a sufficenza gli altri.
La luce c'è, se tu la vedi
se arrichendoti di lei
ti sommergi nei pensieri
e li rendi unici come vuoi tu
Ascoltala con il cuore
in mano, e abbandona
il tramonto che si perde
sotterrando nuvole
dove il cosmo è sepolto
dalle cattiverie che infondono
il peccato, allargandolo
dentro una nuvola vuota
ansante respiro d’intimo istante
amato accoglie dolce ad ala sofferta
l’anima mia a te lasciata sola .
Ipnotico scorcio schiusa la valle
diviene cantilena d’oltre eterno
parola sospesa nell’ultim’ora
con in serbo il gioco d’un folle incontro.
Scissa mutevole carezza dl tempo
la vacuità ha sapore di fragola
in bocche congiunte accorata lingua
fuoco invaso da orgasmi in ascesa
con la pretesa di vivere in vita.
Ora che sei qui accanto al credo
comprendi perché io cerchi
fino a far sanguinare il verso
solo ciò che mi parve d’esser
il vero limite del sentire vivo?
la visuale
confusa
annebbiata.
Tutto silenzio
il soffitto bianco
una porta
anche lei bianca.
Sull'altro lato
una finestra
con le veneziane abbassate
fuori si intravede il sole.
Dietro delle ombre
rami
di un albero
sembrano salutarmi.
Il braccio fa ancora male
il mio ormai
affezionato amico “ ago “
ancora attaccato al mio braccio.
Credevo dal silenzio nella stanza
di essere da sola
ma una vocina
mi sussurra all'orecchio.
" Hai visto
ti sei svegliata "
il mio angioletto
che non mi lascia mai sola.
che frastagliano gli orizzonti
e le nuvole che si dividono su essi?
Fin dove penetrano le radici degli alberi,
davanti a cosa si aggrovigliano
diventando segreti punti di domanda?
Cosa c'è oltre le stelle
che sfugge a questi miei occhi neri?
Dove troverà sollievo la mente
quando i sassi rotoleranno a valle?
Come solchi d'acqua, programmando ogni cosa,
nessuno avrà il controllo.
Penseremo di andare avanti
ma saremo immobili.
Ci perderemo come fumo di fuoco spento,
arderemo di brace in silenzio.
Poi verrà il giorno.
E sarà lì che noi vivremo.
Se è quando vorremo.
ma ero l'anello vecchio di una padella
infilato su un anulare d'alluminio
lo risento come fosse adesso
sbattere diverse volte come
contro una culla di rame
chiamarti e chiamarti
per farti uscire dai gusci marini
dalle scarpette viola della ritrosìa
e tu finalmente prendere
quei colpi rosati per petali
per far rifiorire la mia sete di te.
Out.











