Case addormentate
silenzio ovattato.
Il mondo coperto di nero
chiuso
oltre la porta.
La natura colorata di nulla.
Nel silente scenario affiorano
ombre vaganti, smarrite.
Vie deserte, palpiti di cuori
annaspano in barlumi di luce.
Tantissimi mattini risorgeranno
stringendo nella morsa il cuore.
Disegno un cuore nell'aria
il deserto attorno circonda la terra.
Disegno un cuore nell'aria di bitume.
Disegno la speranza , per non morire
ma il loro nuovo colore si può dire non abbia cambiato
il pensiero principale che volevano comunicare,
caduta
bianco e nero
la diva che aspetta il ritorno
delle barche di Gandria
degli angolini di frittata
per il cittadino più illustre e la cittadina
- sono stata a passeggiare al cimitero -
con un cesto annunciato da cappucci di fresie giallo canarino
e dai luppoli selvatici.

Notte di maggio
nel cuore stasera
mentre di fuori
non è più primavera.
Un vento violento
spazza via tutto,
pure le rose
che erano appena sbocciate.
Rosa di maggio
dove sei andata,
con questo vento
ti sei sgretolata.
Eri il bel fiore
del mio giardino,
d’inebriante profumo
esaltavi il mio cuore.
Ora la notte
é un pianto di stelle
lo sanno che ormai
senza te
i giorni non saranno
più belli…
che con umiltà porti
il peso degli anni tuoi
senza mai un lamento,
e la tenerezza
che mi avvolge mi riempie di gioia
quando ti guardo
piccola e fragile come un cristallo
delicata come una farfalla,
e nel tuo sguardo
velato di malinconia
vedo l’amore immenso
che scorre come un fiume
dal tuo cuore al mio.
Indomito il tuo fervore
di zoccoli saettanti
di crini in danza di guerra,
profumi di campi
in urli d'esistenza
vai cavalva!
Sogna!
Sogna orizzonti
di infiniti amori
lotte al coraggio,
ma ultimo degli eroi
vinsi il beffardo e ritrovai la strada
ora mi appresto verso casa,
una odissea è terminata
per far spazio al tempo!
è la tua forza che ti cavalca
dagli energia!

scrivo in fretta, un altro giorno, è andato già
ancora ventiquattro ore sognando quando sarà
possibile abbracciarti e fuggire via di qua
dove un amore, come il nostro, non ci sta...
il caldo accende, il desiderio, che ho di te
anche il respiro, si ferma, non posso vivere
solo scrivendo, quello che il cuore ha dentro se
spengo la luce, provo a dormire, ma perchè...
ma perchè, ogni attimo, mi parla di te
in ogni sorriso, di un bambino, in fondo c'è
quel modo tuo, così ingenuo, di amare me
il campanile suona, sono già, le ventitre...
ma perchè, c'è un altro uomo dentro di me
che mi sfida, che lotta, che non rinuncia a te
sono stanco, spengo il mondo… è quasi mezzanotte...
ovunque tu sia, anima mia... buona notte...
I colori firmano l'aria
con il dolce soffiar del vento
e intensi sorrisi
si aprono agli occhi
nel buon odore del giorno
e nel mio stare instabile
il tempo cadenza l'ora
colpendo le corde del cuore
tracciando ogni ruga sul viso
acquerellando l'allegria
fuori
è una splendida giornata
per riposare e vivere
nella calma soglia del tuo amore
che lusinga ancor oggi i pensieri
Aspetterò
seduta qui
su questi gradini di pietra
il crepuscolo
e l'accendersi delle stelle.
Come una
trapunta tramata
di luce appariranno
le piccole fiammelle e
io ti rivedrò
stella mia.
E mi farai compagnia,
mi racconterai del tuo viaggio di luce,
rivedrò il tuo sorriso,
toccherò ancora una volta
le tue mani
e ascolterò
il tuo respiro e
poi il tuo silenzio,
in una notte senza fine..
Su questi
gradini di pietra
poserò la mia malinconia
questa notte
guardando il cielo infinito.
Mamma un giorno brillerò al tuo fianco!
Tu poesia
in quel malinconico autunno
mi lasciasti in balia di forte emozione
mi guidasti nel trasporto di parole
ricamate di sole dorato
hai voluto donare il mio cuore.
Adesso poesia,
vagabonda tra le tue mani
non ti cerco nei versi
non mi lascio scaldare dal sole
non ascolto le tue emozioni
la paura di te si espande
tra le stagioni della vita
e tu che hai voluto
danzare per me.
Poesia!
Anche
se sei dentro la vita mia
maledetta
di una malinconico autunno.
Tu non sei il tuo vestito.
Tu sei quella nuda.
Finita. Usata. Spensierata.
Tu non sei un fatidico "Ci siamo".
Sei molto peggio.
Sei la Sfinge. Eterna. Consumata.
Calda sullo spuntino freddo nel frigo.
Nel frigo la notte, quando torni.
Quando torni baciata e non baciante.
Le pinne per quelli senza gambe,
le ali per quelli senza braccia,
il Dio cane per quelli senza Dio.
Ecco, rimetti in vita gli storpi.
Ma uno voleva semplicemente delle gambe,
uno voleva solamente delle braccia,
uno voleva semplicemente marcire da solo.
Se è un miraggio dimmi il solvente,
se c'è un miraggio
dimmi in un litro di deserto
quanto ce ne sta.
è anarchia
inutili parole
tinte di nero
con sprazzi di colore.
E' follia, eco
tarlo che corrode
è droga senza rimedio
frusta nella schiena
martello
che picchia nel cervello
ombra che non vedo.
E' un treno
sibilo d'aereo
inchiostro senza tregua
nuvolo e sereno
fruscio e tempesta
spiffero nella mia testa.
E' diamante che m'incide
bocca arsa
è una morsa che mi opprime
tormento
cratere nel mio petto.
La mia poesia
ogni giorno mi uccide
per tenermi in vita.














