Anni 50
Desiderarti è poco
ci vorrebbe qualcosa di più
Un azzardo, un gioco
in cui se vinco, vinci anche tu
una corsa ribelle e poi la pelle
che brucia come non ha fatto mai
e poi sotto un mare di stelle
i baci, i baci… tutti quelli…che mi darai
Desiderarti è poco
Sento dentro molto di più
Non è il calore di un fuoco
Ma è il sole che è sceso fin quaggiù
è una promessa, una vita, la nostra libertà
Che se la perdo io, me la ritroverai
E poi in un mare di felicità
i baci, i baci tutti quelli… che mi darai
Desiderarti è poco
Ma è solo quello che ho
La mia è una preghiera così invoco
L’amore, perché tu me ne dia un po’
E poi, i baci tutti quelli che ti darò
E poi, i baci tutti quelli che ti darò
E poi, i baci tutti quelli che ti darò
fanno stragi ed inganni
mentre fuori si muore
loro vivono agiati
in palazzi dorati.
C'è chi vede un paese
dove tutto è una manna
e ci viene di corsa
affrontando tempeste
rischiando di morire affogato.
Una gran delusione
per chi riesce a campare
non è questo il paese
che ha sentito parlare
chi ci vive fatica
a tirar fine mese
perché i ricchi hanno fame
di sontuosi castelli.
Diventa la guerra
della povera gente
che si ammazza
per un tozzo di pane
d'altronde hanno fame.
Niente rimane.
cigolante, percorri le vie d'acciaio
e ti allontani in un grido festoso!
Puoi raggiungere alte velocità
o "ciabattare" pigro
in code cariche di merci
Occhieggiar tra i palazzi
o fender salubre aria di foreste,
giocare a cavalluccio con i ponti,
attraversare fiumi, monti, colline e mari.
Farti ingoiare da buie gallerie
o salutar stazioni con stridor di freni,
stantuffìo di porte e vociar di gente.
Mi porti lontano!
Con il tuo fischio saluti il mio statico lavoro,
ma io sono con te a scoprir nuovi orizzonti,
nuove culture, nuovi sorrisi.
Basta il tuo fischio, il tuo cigolante andare
e già comincio a sognare,
nell'assolato pomeriggio,
a visitar Paesi lontani!
Via le luci,
via il presepe,
presto...presto...
Via le ghirlande,
via l'agrifoglio,
via i nastri porpora e dorati,
presto...presto..
...finalmente non c'è più nulla.
Facciamo finta che il Natale non sia mai arrivato,
facciamo finta di non aver provato
la struggente nostalgia dell'ultimo Natale passato insieme,
consapevoli che sarebbe stato proprio l'ultimo.
Facciamo finta che questa inutile e indispensabile festa degli affetti
non esista.
Tranquillità...
tornare alla normalità.
linee scure sul foglio bianco
i colori d'una farfalla
sparpagliati in un battito d'ali
posati sulla rugosa mano
i versi di un poeta stanco
si buttavan nella valle
e il vento delle parole
persuadeva l'inverno a ritrarsi
Avvolte di luce le spalle
l'anziano sparì in un mite sorriso
e la farfalla andò a fondersi
con l'aria della primavera.
le mani tremolanti
faccio difficoltà a parlare
la bocca si apre
ma non emette alcun suono
un angelo custode
mi aiuta a superare questo momento
non posso crederci ma è cosi
da li a poco il viso si riga di lacrime
non voglio crederci ma è cosi
ho voglia di
urlare
ridere
piangere
un miscuglio di emozioni
non si può descrivere
un momento tanto atteso
tanto desiderato
finalmente è arrivato
una piccola goccia nel mare
l’inizio o la fine?
mi sale in testa
un tedio,
una pena.
E strangola i miei desideri,
i miei sentimenti,
la mia libertà,
come un’angoscia esistenziale.
Tra intimi timori
di gesti abbozzati
consumo le mie voglie
in timidezze intellettuali.
Non vedo più l’argine
tutto si chiude
in una cartoccio trascinato dal vento
sigillato è il senso della vita stanca e
sfinita prima della chiusura.
Ho lette queste parole
nei pensieri scritti su…
su fogli senza impronta
appunti appesi, vaganti
nel vuoto di chi si sente perso.
Frasi senza virilità
in un giorno scolorito dal buio,
senza successo
e senza plauso alcuno.
Ora cerco ruscelli d’acqua fresca
e l’ essenza della vita
con la potenza dell’oltrepassare
barriere di una chiusa.
Cosa sono se aspetto tutto solo
Che tu faccia presto a liberare il posto
Che sia io l’uomo vero, quello giusto
Cosa sono, certe volte, non me lo perdono
Uno scalda sedia, un vero intenditore
Di posture per ingannare il tempo
Ma qui si sta ingannando il mio cuore
Fumo sigarette e dopo la speranza muore
Ma come si dimenticano le tue labbra
Dove ho messo la mia fredda ragione
Basta un tuo accavallare di gamba
Che io sento già tremare il mio nome
Sono diventato forse un burattino
Un cane fedele ma senza padrone
E non sarà certo un altro bicchiere di vino
Che ti farà comparire davanti al mio portone
Preferirei una pistola puntata contro
Che i tuoi seni accesi contro il mio sguardo
Almeno capirei, se sbaglio, adesso muoio
E invece vivo, dentro muoio e per te sbaglio.

Il cielo è immenso
visto da qui
vedi le nuvole
han mille facce
vorresti prenderne
almeno una
perché sei curioso
e vuoi vedere
se t'assomiglia.
Nel cielo vedi
la fantasia
con tanti colori
che danno allegria
prova anche tu
almeno un momento
a chiudere gli occhi
senza pensare
vedrai di sicuro
un cielo stellato
e tutto il resto
non conta niente
perché sei preso
da codesta bellezza...
sciolto tra l’azzurro cielo
ed il blu oltremare
appeso agli occhi
oltre il tramonto
leggero dentro le stagioni
non perdi mai
eleganza e fascino
tra sole ed ombra
bagni di luce il mio corpo
cambi il tuo colore
in totale bellezza
pieno di saggezza
in tripudio di compostezza
ascolti il mio sogno
accarezzi il mio viso
incanto delicato
nascosto dietro leggiadria
abbracci luna e stelle
in un caldo tepore
prendi il mio sguardo
fai volare le mie parole
raccogli i miei pensieri
in mille desideri
Accade ancora
che a volte mi sorprenda
a guardare in alto
mentre, formica tra giganti,
svolgo operosa il mio compitino
e tutte le volte
sprofondo nella sensazione
di sentirmi più insetto che mai
prima di riabbassare lo sguardo
e tornare al mio lavoro
come sempre.
Quale angoscia, quale disagio,
quale tormento dell’anima
questo mio vivere
- Hanno forse un’anima
gli insetti? –
mi chiedo e ti chiedi
mentre passante distratto
mi sfiori e cortesemente
mi calpesti.
sul limitare dell'anima mia vai,
furtivo e silente, a sconvolgermi cuore e pensiero.
Dalle tue finestre, protese sul mondo,
guardi ed espandi amore a quel mondo
per te così chiassoso e ricco di ... superfluo!
Tu fai di sasso comodo giaciglio,
trovi nella natura il parentado ideale:
parli agli Alberi, agli Uccelli,
ai Lupi, agli Agnelli,
al Vento, all'Acqua,
al Fuoco, alla Morte e all'Uomo
con lo stesso linguaggio con cui ti rivolgi al Creatore:
lo stesso linguaggio d'Amore!









