Immerse nel cielo terso
colmo d’un velo sottile
fu preambolo di spazi annunciati
Eretto e superbo un rione
deforme come il brusio
che passa e trapassa le pareti
movimenti sottili danno elasticità
a questo…Ansia
Ho guardato le stelle nel sogno
belle e brillanti… tappezzato quel cielo
di lumi sorridenti ad intermittenza
brusii simili a risate sottili
smuovono e muovono i pensieri
Bella la notte, in qualunque sogno
si libera la mente
lasciando scivolare i come ed i perché
ansie e tormenti, gioie e amore
in questo quotidiano nostro vivere.
Quella sottoveste, con il pizzo nero
quel quadro di fiori con al centro un cero
quella riga bianca sulla quale noi ci amavamo
come inchiostro nero avviluppati in un tango
piango, perchè tutto ciò che ho dentro
non è vero, come quelle tue lacrime sul mio petto
su quella riga bianca, il nostro letto
dove abbiamo scritto, ma poi non abbiam detto.
non rimane che accettare
di doversi rialzare
per poi ripartire.
Non c'è tempo per pensare
nè una scusa per non riuscire
a superare i difficili momenti
che la Vita ha deciso di offrire.
Solo in Te possiamo confidare,
certi dell'aiuto che non sempre
sappiamo apprezzare.
Donaci ogni giorno la forza di perseverare
nell'abbraccio fraterno
che raccoglie ogni nostro tormento.
Ormai non ci credo più
lascio che il mio sogno
voli via e si disperde
in una nebulosa
di una parola
senza contarci ancora
E' impossibile che possa
accadere questo impossibile
sogno lontanissimo
per avverarsi anni luce
da me, nelle attese
che discutono, illudendosi
a volte, nel tempo calmo
Scritta cinque anni fa
quando all’improvviso
si ritrovò su una barella
piangeva dal dolore la sorella
e toccandosi la pancia giurava
d’aver mangiato solo una crespella.
Ma ben presto
le acque inondarono l’ospedale
e a quel punto non poteva più barare
anche se davanti all’evidenza
al primario ancora voleva darla a bere
urlando a squarciagola:
“ presto fatemi un clistere”.
Che confusione quel giorno in ostetricia
tra obiettori e creduloni
ben presto si diffuse la notizia
“è nato, è nato il nuovo Redentore”
Tre chili e mezzo pesava il bambinello
e lo chiamarono subito Francesco
mentre il personale e gli infermieri
brindavano all’ Alleluia con il limoncello.
Il Papa appresa la notizia
tuonò dal Vaticano:
“fermate il vostro istinto o quanto meno
che rimanga tutto dentro il dicastero
capisco che dovete pur sfogare
il desiderio e l’ardor carnale
ma perdio usate le precauzioni
altrimenti mi tocca come sempre
insabbiare le vostre tentazioni".
che danza silente tra noi
in un istante eterno
mentre i tuoi occhi limpidi
mi parlano d'immenso e profondo sentire
e i pensieri più dolci, di nascosto
tra nuvole e sospiri
giocano a far castelli
di sogni e desideri
che una tua carezza, improvvisa
sul mio viso estasiato
trasforma in magica realtà
a rivelare le storie
racconterebbero di una bimba
nata e abbandonata
sotto l’ombra del giorno
di un anno qualunque
dentro l’odore di pietra
in periodi scuri,
frutto proibito
di un fiore sconsacrato.
Con trepidazione
si aggira la protesta
tenere o abbandonare
dilemma difficile
in quegli anni ruggenti
di ipocrisia e suffragi..
Se fossero le foglie
a raccontar le storie
parlerebbero di quella bimba
con la faccia triste
chiusa e lontana
ma ,mai capita..
Ora che la pace
e’ nel vento,
lo sguardo bambino
e’ cresciuto nel lamento
s’appresta la condanna
del nuovo abbandono..
Se fossero le foglie
a raccontar le storie
direbbero di una bimba
lontana che ormai non c’e’
più, ma solo il ricordo
e’ rimasto nell’aria
odore di foglie
che parlano al vento
raccontano storie
di bimbi che furono..
..i tuoi occhi rossi
su mari di salate lacrime
sono quei tristi tramonti
che non avrei voluto mai vedere...
eppure li genera, uno strano, dio
sempre in conflitto con le emozioni
adesso lo vedo, è allo specchio, sono io
il creatore del tuo mondo di delusioni...
ma perchè non alzi le tue ali
forse perchè sei una angelo, ma non lo sai
che ci sono altri milioni e migliori cieli
dove per vivere, piangere non dovrai
perchè non riponi la tua speranza
nelle braccia di chi ti vuole parlare
e prendi il volo fuori da questa stanza
dove noi non siamo più capaci di ascoltare...
...i tuoi occhi rossi
su mari di salate lacrime
sono quei tristi tramonti
che non avrei mai voluto... vedere...
il cosi detto “Gigante di Pietra”
un gigante buono, creazione a
testimonianza della Santità del Signore
La guglia si perde nel cielo
color indaco, nuvole ancora sfumate
dall'ombra del sole che tramonta
creano un'aura misteriosa,
ricordano la religiosità delle cattedrali
Nella sera di un giorno
oberato dal sole, da una brezza
quasi primaverile che muore pian piano,
osservo col cuore commosso
da tanta bellezza, da tanta pienezza
che dona all'anima serenità
e ringrazio di essere viva
Il cammino che sto percorrendo
di sofferenza, di cambiamento totale
arricchito ha di sensazioni intense,
i sorrisi, le lacrime, le carezze
i tuoi sguardi profondi, sono mutati, arricchiti
di una spiritualità
alle quali i miei occhi erano ciechi
La stanchezza mi prende
dolce sensazione di aver vissuto
una giornata ricca, piena di luce
le lacrime che allagano gli occhi
sono parole di preghiera silenziosa
Domani tornerò da te amore
ti racconterò tutto questo...
ed un giorno non lontano lo vedrai …
si rivedremo insieme questa immensità
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IMMAGINE DAL WEB DEL MONTE MONVISO, PIEMONTE
di modernità.
Questi occhi che cercano
nuova identità.
Questa vita che passa
come un treno veloce che
non si ferma mai.
E’ una lettera anonima
questa società
avvilisce i pensieri consumandoti
costringendoti a masturbarti
di malinconia.
Provi a chiudere gli occhi
sognando di andare via
da questa vita così monotona
che non dà più compagnia.
Sono storie improbabili
non c’è più certezza
e diventa difficile
avverare i tuoi sogni
questo tempo non dà frutti
diventa inutile raccogliere
anche le ultime briciole.
Rimanendo sempre più avvilito
ti accartocci come un giocattolo.
Non parli più…..
accolgo nei miei occhi
il dolce variegarsi del cielo
strati di ore misti a stagione
vesto lo spazio
con le nostre nudità
rivelo la densità
del momento vissuto
ammiro il suono perfetto
di note scivolate
da un sax sul ciglio della finestra
pause di tempo immersi
in colori della notte
sciolgo le labbra
e le avvicino alle tue
vivo le tue ombre
così mi innamoro ancora
di movenze sotto le lenzuola
freschi ricordi di stelle
allineate all’amore
danzo nella mente
tra il silenzio di un respiro
e il profumo di un bacio
così mi innamoro ancora











