...la tua pelle è un campo di grano
sul quale mi piace seminare...
...è un lavoro duro,
finchè non è maturo
io dovrò aspettare...
...però al momento buono
di tutto voglio godere...
...del gusto, del profumo, del suono
e poi ricominciare dal seme...
...la tua pelle è un campo di grano...
hai occhi vuoti
e beffardo sorriso.
Segui ogni creatura,
paziente, aspettando
il tuo momento.
Quando l'ora ti è concessa,
strappi della vita radice
e, tra Stringhe e Quanti,
trasporti l'anima, di cui
hai fatto bottino,
verso Universi Paralleli!
di luna nei cassetti
profondi della memoria
sono sparsi i miei sogni.
Mentre aspetto di metterli
in fila ti scrivo le mie
parole nascoste.
Una profonda sensazione
mi assale si svuota
l’essere
e dietro riccioli
di luna s’abbatte la notte.
La rugiada del mattino
si fa specchio di luce
par riflettere la fantasia,
con passo lieve
rincorre il chiarore,
un barlume di speranza
accende un riflesso
e dentro i cassetti
della memoria ritornano
i sogni,
felici di avere per un attimo
brillato nell’ombra della notte...
senso di vertigini
dolori lancinanti allo stomaco
offesa
umiliata
un senso di debolezza
mi abbatte
non riesco a darmi pace
sto male
comincio a pensare
che devo sempre dare
ma nessuno mi ripagherà mai....
un senso di vuoto
le belle giornate durano poco
subito dopo
arrivano le lacrime
il nervoso
non è facile accettare certe umiliazioni
la psiche viene messa a dura prova
sento il respiro affaticato
corro fuori
l’aria è fresca
osservo il cielo immenso.....
nuvole ovunque
nascondono la luna
forse anche lei si sente soffocare
gli occhi umidi di lacrime
mi siedo per terra
accovacciata
con la testa sulle ginocchia
e mi chiedo.....
perche’??
perche’??

In un cielo d'amore
nasce una stella.
Vorresti raccoglierla
e regalarla
alla donna più bella.
Dentro quel sole luminoso
c'è nascosto un sorriso
è il tuo,
ne nasce una musica
portata dal vento.
In una notte così piena di stelle
piccole nuvole si uniscono a pecorella
fanno una danza
e intorno al cielo
c'è tanto amore.
Poche parole
portate da un cuore
da chissà dove...
Accarezza la collina
la malinconia che si veste di bianco
strappando luce alle luci
Le gocce di brina affogano i fiori
e s’infrangono sulle orme dei passi
dentro frammenti spinosi del vivere
Tu tristezza che culli l’anima
inerpicata tra i ricordi
con tasselli ridotti a brandelli
nascosta nella vuota armonia
Sgorghi
come un diamante sugli zigomi
sull’aria fresca che accarezza il volto
mentre si alza la nebbia
lasciando amari sorrisi
alla mutante malinconia
che gioca con la vita
(poesia)
...Io e te,
in ogni frase
mille denominatori comuni.
E la tua storia:
fogli già scritti una volta
e poi riscritti ancora,
per vita di gemme e aria
di nuova primavera...
Ascoltami:
abbracciale sempre
le tue cose più care
e ad amare,
tu non rinunciare,
accarezza la vita e
lasciati da lei accarezzare,
la vita è sempre speciale
anche quando fa male
anche quando è un dolore
che dentro ti annienta, e t'assale
e che straccia e frammenta il tuo cuore.
La vita è speciale
anche quando disegna
per un figlio un triste destino
o strappa da una donna un uomo,
perché Dio a se, l'ha voluto vicino.
Ci sarà altro tempo lo sai
per guardarci negli occhi felici
e sgombrar dalle nuvole il cielo.
E ci sarò io sempre vedrai,
per curare le tue cicatrici
e proteggere il tuo cuore dal gelo...
(poeta)
Dolce e amara poesia,
mia cara e dolce poesia...
Io sto qui a graffiarmi la vita,
come fosse il peggiore dei mali
questa ambigua esistenza.
Questa "folle follia" questa'"eterna salita"
che a piene mani, Amore e dolore dispensa.
Mia cara compagna, di giochi di specchi
di fogli scritti e subito poi cancellati,
o pensieri che a volte, lasciano il segno
costruiti con la rugiada negli occhi
e fissati in memoria, con matite di legno.
Io ho te,
che mi sei "fedele veleno"
e di te io,
io, non so farne a meno...
e mi sorrise
poggiata al suo giochino luminoso
coi riccioli leggeri sulla fronte
tendendomi le tenere manine
un angelo degli angeli del cielo
un fiore fra i germogli di un bel prato
perfetto agli occhi miei
per capire
l’amore più profondo;
puntata sui piedini mi guardava
schiudendo la boccuccia
e non vedeva
la lacrima sul viso che scendeva
di pura commozione
e non potevo esprimere parola
perduto in un’estasi ovattata,
tendendogli le mani l’abbracciai
sciogliendomi nel pianto
quando udii
la flebile dolcissima vocina
che come in un incanto
balbettò
e nonno prima volta mi chiamò.
Quando arrivato l'inverno
che appanna i tuoi vetri
ti sembrerà un inganno
tutto quello che vedi
scegli, se devi tremare
e fallo solo per il freddo
di quella gente che non sà amare
e lo farà in eterno
...perchè tu sei diversa dagli altri
metti uno scialle sul cuore
quando senti che devi coprirti
dal vento, del gratuito dolore
...sii te stessa sempre
e continua a guardare i tramonti
se ti piacciono, tra le cose certe
gli altri non potranno cambiarli...
sulla scena della vita
ascolto ascolto
la musica d’ingresso
ammiro ammiro
stupito i vostri sguardi
piego piego
il mio corpo in grazie
parto parto
con il mio racconto
dipingo dipingo
tutto sullo sfondo
disegno disegno
ancora spruzzi di magia
rido rido
di ciò che sarà
lacrimo lacrimo
per quel che è stato
guardo guardo
ancora il vostro viso
leggo leggo
profonda sincerità
scorro scorro
tutto il mio film
svesto svesto
i costumi di scena
scrivo scrivo
non è ancora finita
di un piccolo borgo di ieri,
nascondono osti.
Pietre ed edera,
e muschio,
non più freddo cemento
e appiccicoso asfalto.
Cieli neri,
liberi da nebbie umane.
Il ritorno
è un lungo viaggio.
Il passo è incerto
nel cammino del disperso,
nel vagare di un'anima,
altra.
Mi han levato le lenti,
la vista è chiara;
eppure scoprire, oggi,
i tuoi occhi,
rimane memoria.









