Pervinche e gocce di sale
mi fai respirare
-tu, ma mi ami abbastanza?
cristalli che illuminano
e uccidono, le luci accese
ho lasciato per i tuoi passi
che salgono e scendono
lungo i miei tagli di morbida pasta
le ore lungo i solchi, più segni
la brevità di uno solo
ossimoro alla vita, come
il verso bagnato che mi raggiunge
e resta, sapore
da ripetere in bocca
Verso la fine della passeggiata
che da questa mia città presepe
porta all’angolo più freddo
del tuo cuore,
ho cominciato a tremare.
Volevo venire da te
e parlarti delle gradazioni di blu
del mio ultimo paio di jeans,
ma poi mi è mancato il respiro.
Ci sono molecole di mare adesso
fra le mie ciglia tristi;
e il nero degli abissi,
come inchiostro, abbraccia e ricopre
questo scorcio di sole che muore.
Ho ingoiato il mio ultimo
sorso di vita, ancora una poesia,
poi ho pensato a Jerry Garcia
al ciclo illusione disillusione,
e mi sono fermato.
Oramai non avevo più tempo,
se non quello di dirti ancora
che al di là tutto ero stato felice
di aver passato il Natale con te.
È troppo tardi adesso
ma se fossi stato più lucido,
avrei potuto intravedere
in fondo a quella felicità,
una piccola pozza oscura.
Perché tutto ciò che nasce,
istantaneamente,
comincia a morire.
Tutto, tranne l’amore
che ho provato per te.
quando il sapore
dell’aria èra
l’infrangibile desiderio
dell’orgasmo mascherato.
Ho amato l’indifferente
nel sentiero precario
della perdita di un dente
dove il distacco
sedentario èra l’epoca
di un’altro armadio.
Ho amato la rosa
e il suo seme
vita di un'altro respiro
dove rimango ascoltando
lo stomaco rumoroso.
Ho amato il prima
e il dopo
il presente assente
il niente di tutto.
Ho amato inconsapevolmente
tutte le donne
e consapevolmente mi hanno
amato
sfiorando il loro desiderio
e ritrovarsi a sognare
in un’altro istante.
Ti respirai così forte
che mi entrasti dentro
il tuo profumo mi accompagnò
fino al nostro secondo incontro
ed ancora mi accompagna
Muto il mio cuore
alle voci bisbiglianti
“sei ancora una bambina,
non sai cos'è la vita …”
La vita la scoprimmo insieme
correndo sulla spiaggia,
sentendo i nostri corpi
con le prime timide carezze
sul verde di un prato
La vita la costruimmo insieme
mattone dopo mattone
cozzando contro muri di marmo,
volando tra le nuvole bianche
Imparammo a vivere da soli
quando ci lasciammo
ognuno prese la sua strada
ma il tuo profumo sempre
mi accompagnava
Fu un vagabondare per le vie
in un onirico viaggio
senza speranza apparente,
bambola di pezza mi nascosi
tra la sozzura offertami dal tempo
in quei giorni senza tempo
Con una boccetta di sali
essenza del tuo effluvio
ripresi conoscenza,
eri li accanto a me, mi tendesti la mano
mi ritrovai vestita di bianco ….
*
Cozzando contro muri di marmo
e voli tra nuvole bianche
riprendemmo il viaggio ….
Un sogno
dagli occhi s'invola
trionfo dei sensi
al dolce preludio
dalle labbra diffuso
e di tanto altro
di fare l'amore
Avido d'ebbrezza
e di circostante bellezza
ardente segreto della carne
nell'onda annega l'incendio
e perde vigore la fiamma
che presto s'addormenta
nell'oblio del sonno.
Ho scelto come mestiere
di fare il ragioniere,
vista la mia passione
per i numeri e la divisione.
La mia tristezza è dovuta ai conti
sempre negativi e mai rotondi.
Finché un giorno il caposezione
mi annuncia: "ragioniere lei va in pensione".
Ma prima di andare
un grande amico mi apprestai a salutare:
"caro numero io ti lascio
senza rancore e con un abbraccio.
Io ho travato la soluzione
caro numero vado in pensione.
Per te, invece, non c'è riposo
lo sai già hai un compito oneroso.
Scusami tanto se ti ho maltrattato
e se qualche volta ti ho incasellato.
assediato ancora una volta da quel sogno
che inizia con te e finisce con noi…
Pertanto a sonno perso,
evado da queste mura cupe e silenziosamente rumorose,
vagando solitario nei vicoli bui che mi circondano e,
accucciato sotto un lampione,
attendo che il sole anche oggi rinasca
col più spettacolare dei suoi sorrisi,
chiedendomi curiosamente nel frattempo con quale nuovo quadro
si presenterà l’aurora questa mattina…
in modo da definire la tua ombra nella sabbia,
invano però, perché testardamente,
il loro instancabile andare e venire è indomabile!
Allora con l’avvicinarsi del chiarore dell’alba,
rivolgo la mia attenzione all’infinita tela azzurra che mi sovrasta,
scrutando come le nuvole,
con l’avanzare della loro eterna danza,
danno forma a buffe sagome che io,
fantasticando, abbino a te…
Con un occhio socchiuso poi, tendo un braccio verso l’alto,
e con un dito cerco di creare un qualcosa
che mi riconduca a quel sogno
e che di notte puntualmente mi tormenta,
provando una volta per tutte a porre ad esso una fine…
Non considerando però, inconsciamente o forse no,
che quel sogno una fine mai l'avrà...!
pensare a te ,stupendo
gioire di te, un dono .
Tra le periperzie della vita
nel nostro cammino di esseri umani,
ti apprezzo ogni giorno
perche’ doni pace al mio cuore,
amore ai miei sensi,
... pacatezza al mio Spirito………...
……….sei Unica anima mia !
File di pioppi come scheletri
nebbia sospesa tra terra e cielo
tappeto di foglie prive di vita
case avvolte da solitudine
La malinconia mi trafigge
i miei pensieri si fermano
mi lasciano, oltrepassano i vetri
si fondono con la nebbia
Viaggiano nel tempo
tornano trasformati
un orco mi assale
lo riconosco, non lo abbatto
Lo sopporto, lo confondo,
raccolgo briciole di anima
ripartono i miei pensieri
Sono ancora viva
cavalco le nuvole, spengo candele
conto le lune, nascondo i compleanni.
Nel dubbio
cerco grotte calde,
golfi accoglienti e sabbie antiche,
risacche ridenti molto generose.
Nel dubbio
scrivo di grandi amori,
di battaglie e di invincibile eroi...
tanto per distrarmi dal tuo volto.
Nel dubbio
ho smesso di produrre fantasie
e osservo bene quello che mi dai.
Nel dubbio
ho imparato a cancellare i dubbi,
non sei tenuta a darmi vero amore.
Amare è tutto meno che un dovere
ed io, nel dubbio, cerco grotte calde,
golfi accoglienti e sabbie antiche,
risacche ridenti molto generose.
Niente battaglie e nemmeno eroi...
e mi perdo nelle pagliuzze dorate
dei tuoi occhi.










