All'alba di un dieci agosto
di tanti anni fa
fui chiamata
a far parte di questo mondo
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Ero indecisa
volteggiando nel tiepido
nido in cui vivevo
da un po'
alla mente tornavano
le parole di quelli
che ci avevano provato
ma per il mondo
non erano adatti
Tornati indietro
raccontavano
di uno stato di confusione
di voci concitate
assordanti,
per accoglierti
un bella pacca sul sedere
poi intrappolati
in una seconda pelle
ruvida e colorata
gambe e braccia
immobilizzava
Oh noooo!
Meglio tornare
e divenire piccoli angeli
nella pace eterna
Ma una voce potente e dolce
mi disse:
“vai senza timore
troverai gioia
forse anche dolore,
ed un grande amore
tutto tuo per sempre....
io ti starò vicino”
Una mano calda
mi spinse
ed eccomi qua....
Tanti anni sono trascorsi
quasi che l'orologio
della vita impazzito sia,
quella voce ebbe ragione
vissi gioie
ed anche dolore
ma soprattutto
l'amore
da te mio dolce compagno
dai figli che misi al mondo
Quando tornerò la
da dove son venuta
quante storielle
da raccontare
la vita è bella
piccoli esseri
bisogna provare.....
Alle ore 7 del 10 agosto 1960, nasceva il mio caro amico
Beppe, eravamo cosidetti fratelli astrali ....
Un ricordo ed un gra nde abbraccio a te che nel 2003
sei volato in cielo, lasciando un grande vuoto,
pur sapendo che ora sei nella pace celeste
che tanto anelavi ....
Buon compleanno Beppino amico mio ....
Disposto nel centro del mondo
A menti eccelse diede i natali
Scoperte incredibili di luminari
Natura e cultura rendevan gli onori
Nel nostro Paese ed anche al di fuori
Che bella nazione invidiata da tutti
La meta più ambita di belli e di brutti
Poi un giorno infelice la storia cambiò
La sporca politica adagio si insinuò
E fece man bassa di tutti gli averi
Del popolo giusto e di cuori sinceri
La vita divenne un dramma invivibile
Per la gente divenne insostenibile
Il lavoro non c’è, non si può più mangiare
Tra un poco anche l’aria ci faranno pagare
Che ne è stato di quel passato Bel Paese
Se non si arriva neppure a fine mese?
Han ridotto l’Italia a degli stracci
E difficile sarà raccoglier cocci!
Accenditi una sigaretta,
vita meschina,
prenditi i miei diritti
& pretendi i miei doveri.
Ti preparerò un bagno caldo,
resterò ai tuoi servizi
fin quando saprò a memoria le tue mosse.
Il letto è pronto,
stenditi e chiudi gli occhi,
vivi i tuoi sogni,
sminimizzando i miei.
Di notte andrò in strada
ed aspetterò il tuo risveglio,
passerò il tempo fumando le tue sigarette.
Ti studio, cara vita.
Inizio a conoserti.
Come un cane bavoso,
rabbioso ed, a tratti,
penoso,
ringhio verso la tua ingiustizia.
Giustizia? E' la vittoria della morte,
tua antitesi e nemica,
ma genitrice del'avvenire.
Il passato deve morire.
Salirò le scale formate di nera ansia,
rientrerò in stanza,
mentre dormi,
e ti soffocherò.
Addio, cara vita.
Ti vedo girare nei miei sogni,
difficile riesce per me raggiungerti,
ma certo che al risveglio avrò di te
un ricordo indelebile.
Il tuo profumo di narciso
è impresso sui miei fogli,
sono le mie convinzioni
che vacillano, mentre tu
sei ferma nelle tue.
L'oscurità è il mio dubbio
e la mia speranza è il tuo corpo,
e il tuo mondo sarà il mio mondo.
Da queste foglie ingiallite dal tempo
i germogli mai nessuno li ha colti,
Il mio dubbio è come il cielo
e immenso come il mare,
sempre ti rivedo
e nella notte oscura mi appare la tua luce.
Non sollevare mai quel velo
perché non potrei esistere
senza la tua dolcezza,
e poi
ti prendo per mano e ti accarezzo
come fossi un uccellino
le cui penne
hanno bisogno di carezze e di calore.
Virgilio non c’è più
non ci farà da guida.
Siamo soli all’inferno
non ci sarà più
una strada suggerita
dovremo trovarcela da soli
niente più consigli
o incoraggiamenti
saremo soli
faccia a faccia
con il dolore
ed il rifiuto.
Soli
a camminare per Dite
minacciati
da sguardi ostili
dall’odio
che trafigge
il cuore.
Soli
a rotolar
la nostra pena
come un macigno
a mercanteggiare con
Caronte un buon posto a bordo.
Senza nessuno a sostenerci
le nostre gambe
si piegheranno
barcolleremo
sotto il tuono del rimorso
ci aggrapperemo al più saldo
tra noi tutti
mente fredda
cuore profondo
come un pozzo per contenere
l’infinità delle lacrime.
Virgilio è stufo,
Virgilio non c’è.
Stanco di combattere
per anime perse
dannate
perdutamente incoscienti.
che non dividerò con nessuno
perché nessuno deve provare questa sofferenza
Questo amaro in bocca
che il fiele amico quasi sembra miele
Impietoso dolore egoista
mi vuole tutta per sé
Ha trovato la vittima
e gioisce di questo, meschino!
Grazie dolore
per avermi fatto provare
la morte nel cuore
Ci sono giorni che non riesci a pregare
e la nebbia che abbraccia il tuo metro
si fa fitta e ti blocca le ciglia.
Potrai forse tornare al tuo fuoco
allungare le fiamme che incendiano e scaldano
o peraltro lasciarti morire
di vecchiaia o di freddo o annientata dal buio.
Potrai anche ingannare l’attesa
recitando a memoria vecchie favole celtiche,
ma non credo che un miglio di terra bruciata
o che il soffio del vento Maestrale
riusciranno a scoprir le mie carte,
liquidando il mio misero bluff.
Ho bisogno di un piatto di legno
su cui stendere la sabbia e le ceneri,
ho bisogno di un diavolo in meno,
di coltelli, di pietre e benzina.
Ho bisogno soltanto di pace
quattro amici leali e fidati
ed un bacio sul collo ogni volta
che la fiamma si lascia morire.
Mi manca molto
la piccola conca del collo
dove raccogliere i sospiri
dove i baci baciano.
Il tipo di posto
che si dovrebbe rivedere
un turista
del tuo corpo.
Forse non le principali attrazioni ...
... Forse non i siti ben noti
(Un pò fuori dai sentieri battuti ... forse)?
Ma
la piccola conca del collo
dove raccogliere i sospiri
dove i baci baciano.
mi tiene ...
(Come il dolore ancora nelle tasche)
mi tiene.

Era ieri il 9 Agosto
fra le braccia
estasiata
ti tenevo
per la prima volta,
forte
ti stringevo
toccavo il cielo...
oggi 9 Agosto
è il tuo
compleanno...
niente torta
sulla tavola
niente da bere
niente amici
niente parenti
nessun invitato
a farti gli auguri,
oggi 9 Agosto
è il tuo compleanno,
niente da festeggiare...
niente di niente
solo
fiori freschi
sulla tomba.
Ti sei appoggiato a me,
sul cuore,
come una vibrante nota di cristallo
cullata nel ritmo incalzante
di battiti e respiri.
Ti sei appoggiato a me,
quel giorno, su una spalla
per nascondere pozzanghere
da cui potevo, forse, scrutare troppo cielo.
Ti sei appoggiato a me,
sullo sguardo,
tirando, con un sospiro,
quel sorriso di chi,
alla resa dei conti,
non ha mai perso.
Ti sei appoggiato a me,
sorreggendomi,
liberandoci da quel pavimento
pesante tanto quanto il vuoto.
Il sapore di ribes alle labbra
-sono le tue o le mie?-
e il groviglio del sole
m’imprigiona gli occhi
salpo alla finestra sulle punte…
non si sveglia la stanza, se posso
Sembra una foresta la scia di rondini
passa il grido e fa a strisce il cielo
sembrano convolare a nozze
quei due ciliegi, fatti l’un per l’altro
poi lo sbadiglio mi dice che è un errore:
sono solo voli e fiori magnifici
voli liberi al mattino
solo fiori magnifici
solo magnifici
solo fiori
solo
…








