Le tre e un quarto,
il buio è profondo
ad ogni battito
delle lancette dell'orologio
altri mille battiti
muoiono
si sentono urla
nel silenzio
della notte
di madre straziate
che al petto stringono
piccoli corpi
dal ventre gonfio
lo sguardo immobile
nel silenzio della morte
trapassa costati
e la mia anima
girovago
per le infinite strade
alla ricerca di me stesso
mi sento disperso in me stesso
nel mio incessante cercarmi
e tu
egoisticamente m'allontani
mi disprezzi paga dei tuoi
sogni
di me hai avuto il ciaciglio coperto
per la notte
ed un figlio
m'hai maledetto odiato amore
mi hai mandato via
ed io
continuo a pensare
ad un'altra vita...terrena
ed io non posso fare altro
che nascondermi tra le pieghe
della tua pelle per ascoltare
ogni singolo battito del tuo cuore.
Sarò il tuo sudore cosi potrai
asciugare le tue dannate pene, sarò
profumo dolce sulla tua pelle amara
cosi respirerai fragranti primavere,
mi calerò nella notte più nera
per camminare sospeso sul tuo grembo
nudo, poi, disseterò la tua anima arida
affinchè possa ritornare a fiorire l'amore.
2009
Tre cucchiai ancora di amaro prima-di
tanto freddo che invade quello che non sei più
ma vorresti credere nella tua forza
straccio rigirato oggetto di ossa brivido
conti le volte sogni tutto ciò che scancella
e scompari
diventa caldo stai bene lo vuoi
ti immergi senza paura
non serve aria
per nascondere la paura
il corpo urla le volte a mentire
la mente bilancia il sorriso
le mani stringono amuleti magici immaginari
e scendono una ad una dentro-fredde-ti-violentano
tieni il conto
la bocca diventa amara
dimentichi i sapori inventi caramelle alla menta
tutto è uguale sulla lingua
ma la tua bocca mi dà forza quel sapore sulla tua lingua attenua
riposa l'urlo vedendo il tuo dolore
amaro è il sorriso
all'interno chiudo tutti i miei occhi
e ti bacio
ora sento
ora vedo
ora spero.
i raggi del sole catturai
per posarli sui capelli tuoi
per farti ammirare dalle stelle
nelle notti più isolate
mentre la luna
illuminare potrà
il corpo tuo
adagiato sui passi
in questo mondo
i tuoi occhi vorrei vedere
il tuo viso sfiorare con mille carezze
portando con me
il profumo tuo
tra le dita
se la luna potesse riferire
quello che i miei pensieri sono
sarei un uomo...
da lei cullato
Mi guarda
bestiale chimère
in cima
alla chiesa,
Nostra Signora
piange,
sue lacrime
rimbombano
sulla mia anima
cascata di dolore
appesa
alle guglie
della vita.
Lasciatemi
andar via
troppa pena
porto,
nel fisico
carico
pesi immani
di esistente agonia.
Lasciatemi
andar via
da estati
non vissute
da inverni
subiti,
da sguardi nascosti
di indifferente malinconia.
Lasciatemi
andar via
affogare
nel profondo mare
d’un abissale oblio,
perder l’eco
di questa
triste follia.
Solo
una piazza
un mercato
accoglieran
lo schianto del
mio corpo,
non batteran
più campane,
il rimorso
suonerà
nel cuore
di incantevole
zingara
a morto
sotto
il severo
compassionevole
sguardo
di una
chimère.
Anche quando il sole carioca
stringerà le pupille dei poveri,
salirò sul gradino più alto
perché l’occhio ti possa raggiungere.
Anche se nella notte andrò ludico
seguirò il tuo profumo di fragola,
e carezzando pistole giocattolo
migrerò alle tue pergole in fiore.
Positano è un elastico teso,
un presepe di panni e di tegole.
Positano è paura di essere,
Positano è un poeta che pensa.
Per la calle ho raccolto lo sguardo
.l’ametista che aspetta il tuo dito.
Montagna mi ascolti
triste inverno .
HAIKU.
L’HAIKU è un componimento giapponese,che trae la forza dalla suggestione della natura e delle stagioni; in breve rappresenta l’immagine che la natura dà di sé al poeta.
Struttura metrica : 5-7-5 sillabe a rima sciolta.
di un ombroso punto di domanda
nel silenzio dell'incerta luce del mattino.
Prepara il suo fardello con lentezza
per ovviare al peso che sta per caricare
mentre le spalle si irrigidiscono
di una rugiada un pò troppo ghiacciata
per questo sole tondo.
E mentre il cuore accelera il passo
il capo si nasconde in un inchino servile
poggiando gli occhi a terra
con, nello sguardo, ancora lo specchio dell'orizzonte.
La schiena si curva sotto cellule impazzite,
brividi di scelte che si fanno sentire.
E così se ne va col suo peso sulle spalle
con un pensiero lasciato all'alba
camminando lento verso il tramonto,
raccogliendo altri sassi
che un giorno, forse, lancerà dentro un lago.
la gente correva
il caldo scoppiava.
Lui da solo camminava
pensava...
La bellissima giornata
passata tra amici
conosciuti per caso
fra milioni di righe
con parole inventate
per nasconderne il senso.
Era tardi...
la gente impazzava
nelle strade di Roma
pareva fosse giorno.
Attesa inesorabile
per il treno di ritorno
sudato fino al collo
continuava a camminare
pensando
Che magari sarebbe rimasto ancora un pò
con quegli amici
che avevan reso la giornata
assai felice.....
Ancor gli uccelli tutti in coro,
Al ciel elevano un bel canto
D’allegria, in una notte d’oro.
E rammento io come d’incanto
Le mie passate primavere
Perse tra il mormorio di un fiume,
tra lunghe e splendide riviere
inebriate dalle schiume
del loro tempestoso mare.
Scorse via il tempo mio precario!
E io non osavo immaginare,
che il cuor mio, a tutto assai contrario
si potesse di esso innamorar.
01/07/2012
Di monte o di lago
oppure di isola,
ecco, sì,
di isola.
Ritornello
di ginepri
in amore,
mai uditi
così vicini
e un intreccio
di fischi,
meraviglioso
il cesto è
finito
per appoggiarvi
l'orecchio sfinito
da cento verbi
e il corpo tutto
nel riposo,
credetemi,
meritato.
Si sciolse il ghiaccio
dal cuore
col bacio delle nostre iridi
un bruciante calore
pervase tutto di me ….
Fa così male l'amore?
dona un dolore
così dolce come il profumo
della erba di rugiada irrorata?
Profana nell'arte dell'amare
abbandonai l'anima
a si intenso sentire
e ti amai, ti amai,
di un sentimento
niveo puro come un giglio
Ti accolsi tra le mie braccia
offrii in sacrificio
alla Dea Venere
l'inesperienza, la naturalezza
che sgorgava dal desiderio
di sentire il tuo corpo
disciolto col mio
statue dorate immolate
al sentimento più ricco
denso e superlativo
che ogni cuore
deve vivere almeno una volta
nella vita








