sotto i passi di chi si riempie di cielo
mentre il sole ti guarda storto.
Trascini le scarpe su buche sconnesse
al ritmo di una canzone che si inceppa
ma non vuole finire.
E la fatica fa la sua danza sulle tue spalle,
piegando la schiena,
piangendo sudore.
Mentre il buio ti incatena alla luce
di una squallida scoperta,
diventi sordo e cieco
e anche il respiro ormai pesa.
Se solo tendessi la mano
troveresti un altro cielo lì vicino,
qualcosa che non marcisce,
nè si secca,
anche nell'autunno più crudele,
nella buona e nella cattiva sorte.
Perchè forse basta un filo d'erba
per respirare un pò di primavera,
forse, e dico forse,
basta solo una Stella
per farci sotto un gran bel cielo.
È leggera la mano che scrive
perché è onesta, e sinuosa, e gentile.
Si sofferma, si impenna, riflette, riposa.
È leggera la mano che scrive
perché leggeri sono i pensieri.
È leggera la mano che scrive
perché è bianca, e saggia, e stanca.
Le sue onde seguono l’arco del mio umore,
mi accompagnano,
nel crescendo della vita.
La luce perdo
e l'anima di grigio
si colora
le stille di sudore
che la fronte imperlano
dall'afa estiva
sono cloni di lacrime
che agli occhi miei
più non appartengono
Violenza uso al corpo
tirando fili fittizi
burattinaio di me stessa,
respirano a fatica
i polmoni
anneriti dal fumo
delle sigarette bruciate,
debilitati dall'atonia mentale
che pur alle membra si espande
All'apparenza via d'uscita
si nega,
lascio errare nei lidi
dell'universo il mio ego
nell'ardente sperare
che una stella
illumini il mio cammino
e ritrovare sfumature di colori
che mi riscaldino l'anima
La calura è troppo forte
Roma bolle,
un sabato qualunque
dedicato a questo incontro
di poeti e poesia.
L'emozione è così grande
i poeti son felici
si conoscono tra loro.
Finalmente
non soltanto
di parole scritte,
ma guardandosi negli occhi.
Pomeriggio troppo bello
la calura un pò si svia
il cuore è tanto preso
all'ascolto di quei versi
una pioggia di emozioni
ricopre i loro cuori
porteranno quel ricordo
addosso più che mai.
La calura intanto sale
ma quei versi
nemmeno il caldo
fermerà
volteggiando qua e la.
direi loro di farti sentire
la malinconia che ho nel cuore
il dolore che non riesco a ingoiare
che divora il colore dei giorni
divenuti tutti uguali chiusi bui.
Se solo le parole potessero piangere
direi loro di mostrarsi a te
con la disperazione dell'impotenza
con la preghiera di annullare la distanza
ma misere possono solo traghettare
il pensiero in alto mare e farlo affogare.
Se solo le parole potessere toccare
direi loro di sfiorarti il volto piano
dolcemente accarezzandoti i lineamenti
come cieco che legge il braille
punti dispersi su un foglio uniti
a formare cuscini di sogni
sui quali accoccolarmi e dormire.
Se solo le parole potessere essere il ponte
direi loro di far da sponda
per raggiungerti, amore mio
così che il mio mondo e il tuo
uniti ritrovino il senso perduto
che pure c'è in vita, prima di morire.
di abbandonare lo sguardo
al buio più profondo,
lascio scorrere
indelebili sillabe
su queste cellule bianche,
vive
dietro i miei neri versi,
morte
tra gli spazi
che lascio inespressivi...
Sì, è un manoscritto,
qualche parola frastornata
da una mente a campana
che sbatte nel metallo
forgiato dall'inconscio...
Sì, sono soltanto
poveri significanti,
messi in vita
privi di significato
e traditi
dai loro stessi tintinnii,
tra le pareti di un triangolo...
Sì, è ora di chiudere,
chiudere questa maledetta penna,
finirla per oggi
di cedere alle sue tentazioni...
Non posso scrivere
versi più squallidi di questi...

… Incontro fatale…
In quel dolce divenire
Si accende l’ardire
Nel tocco accennato
Quel fremere eccitato
Preme desiderio
Del ricercato oblio
Anima nell’inquietudine
Di frenata libidine
Contatto sensuale
D’incontro fatale
Voglie inespresse
Da tempo represse
Inaspettato connubio
Travolge nel turbinio
Passione assetata
Forzatamente placata
Esprimendosi senza timore
Senza giudizi è l’Amore
__________________________________________
n.d.a. – Non possono esserci remore nell’esprimersi attraverso i ‘sensi’, quando si ha la sincera spontaneità della profonda ed intima considerazione dell’altro\a, attraverso l’Amore sotto ogni sua forma espressiva, abbattendo ogni timore di essere giudicati…
donna disperata
per la violenza
che si è accanita
sull'esistenza
L 'ha spogliata
privandola di tutto
Le sono rimasti gli indumenti
sporchi di rosso
tolti con la pazzia in corpo
ricordando l'uomo
che l' ha aggredita
nell'intimo suo
indifeso
nelle tenebre degli occhi
spaventati
ma irrefrenabili maniaci
che non riescono a fermarsi
nell'intollerabile agonia
assetata di lei
nel terrore del suo volto
incancellabile storia
all'angolo opposto
per non far parlare la gente
ti nascondevi tra i passanti
salutandomi con gli occhi
mi hai chiamato stasera
mi hai detto: Appena lui se ne va
vengo nel tuo letto
ho lasciato la porta socchiusa
per non farti bussare
la finestra è aperta per farci guardare
dalla LUNA sincero
lo scrigno migliore per custodire i segreti
tanto all'alba se li porta con se
e non li confida a nessuno
mi dicevi: non voglio sposarmi
perchè voglio la mia libertà
e io sbagliavo canzoni e correggevo
i baci indovinando le labbra da sfiorare
mi ricordavo degli errori del mio cuore
ma cercavo di te
E un giorno strappasti dal tuo corpo
il suo
indossando il mio
mi sorridevi alla luce negli occhi della gente
non avevi più paura del buio
ricamavi tra i sogni la bella e nuova realtà...
Erano trecento i giorni di neve
e le notti di zenzero trecento,
una carrozza deve passare davanti,
una carrozza educata dietro,
baci e campanelle d'estate
ad ogni segnaposto
il tempo allacciava ai bottoni.
Sempre più in basso poi
con le dita nascoste,
lebbra
di colla di farina
di odore agonia di tubi
e liquidi
ristagni
di topi.
si assapora piano piano
le gambe tremano
come foglie al vento
continuano a tremare
abbandonandosi al respiro
concentrato su di essi
diventando un brivido stupendo
come i colori dell'arcobaleno
che annira la vita
risvegliandosi nel sole
mattutino vigoroso
in un ciao
ai nuovissimi innamorati








