Mi avvicino al cancello
riconosco la mia stessa ansia
che aspetta prima di entrare
con fare arrogante
la convinco alla scelta
è strano mi dico
non sono l'unica
dopotutto.
Entro e vedo
tante anime tremanti
umili, timide e meste
in cerca di qualcosa o qualcuno
forse un incontro
di sguardi
di curiosità infantili
come bambini impauriti
il primo giorno d'asilo.
Non devi aver paura
mi era stato detto
son come te
anime di angeli
col cuore in mano
mi ripeto avanzando.
Che strana sensazione
com'è tutto diverso
dal legger parole
a veder persone
dare un volto
a versi letti
così diversi.
Nessuno ci crede
intendo veramente
non sapendo
quanto sono speciali
e questo mi fa capire
come simili siamo
nel gestire emozioni
poeti spaventati
sensibili immaginari.
Mi porto dentro
le voci tremanti
il loro avanzare a stento
i sorrisi
gli abbracci
le promesse
la timida smorfia
di chi fragile
cerca
ma senza coraggio
e trova risposta
lasciandosi andare
dando voce al cuore
lasciandolo sognare
in versi d'autore
Perdite d’onnipotenza a flussi
grumi d’ovatta fra le labbra.
Altro che ali!
Crepa se sei muro
spera stasi se sei
crepa.
Banali esigenze
Anche stelo e spine sono rosa.
Perdo petali ed annuso le tue ossa.
Di Percezione
Qualità assopita suggestione essenziale
spendo l’immagine godendo sonnambulo
del più semplice dei movimenti, stimolo e mediazione.
Non è fantasia il profumo che si crea lontano dalla fonte.
t r a f u g a e s t a s i
s u d a m e t a s t a s i
tratteggi me
o d i o r i
conosci
coglioni fertili strizza
amplessi trattieni
sperma nel cuore.
Rivoluzionami
Gira e rigira gira e raggira gira
volta e rivolta stavolta, talvolta
stravolta straparli parli sussurri
discorri scorri corri rincorri
sparisci.
Ricamo pensieri raffinati
alle lenzuola del tempo
corredo di vita
custodito in un baule
di promesse inventate
e sogni addormentati
eredità ingiallite
abbandonate in soffitta
ricoperte di ragnatele
svuotate di rabbia
immagini vissute
di giovanili sussurri
piccoli attimi di felicità
per non dimenticare
di aver saputo amare
perdonando il dolore
paziente
aspettando il divenire
sospeso tra il bene e il male
quando gli anni insegnano
a ridimensionare
a capire che non sempre
insegna il soffrire
ora che non ha più importanza
rivedere scene di vita
in pellicola d'altri tempi
in bianco e nero
rivivendo dolorosi errori
e ragioni sofferte
imparando
a non aver più paura di sbagliare
perchè l'errore sta proprio nella paura
vivendo il ciclo naturale
delle cose destinate a morire.
Ricamo pensieri raffinati
nel tramonto di una vita
respiro in versi di poesia
intrisi di pianto
non voglio pentirmi mai
di non aver saputo perdonare
rifiutato di vedere
con sguardo pietoso e benevolo
le mie innocenze
le mie fragilità
il mio dignitoso sentire.
a battere pupille
vagando eterei
tra sospesi vetusti visi
Immota lusinga di ieri
colpita da echi d’infanzia
come farfalle in fuga
su un treno senza soste
Un ultimo superfluo salto
prima di serrare gli occhi
godendo del declino
tra aneliti note d’addio
Corro verso l’età di mezzo
troppo velocemente per non essere triste.
Io inconcluso ho solo capito qualcosa.
Rimango ancora ammirato
da un campo di grano spuntato
dall’odore della terra bruciata
Giovane fuori stanco dentro.
Costante nei miei errori
protetto dal ciclo continuo
di stati emozioni morti rinascite.
E’ l’età in cui dovresti essere già compiuto
ma non in quest’epoca indefinita.
Siamo una generazione senza conclusione
come lo furono tutte le generazioni
a cui la storia comune ha dato un senso.
Aspetto così insieme ai miei amici
una rivoluzione che non ci sarà mai.
muove la risacca dell’orgoglio
e s’infrange in insenatura
di sabbia fine.
Nei boschi della coscienza
s’incunea il vento della ribellione
e strapazza assurde audacie
intrise di falsi miti di libertà.
S’addensa l’ombra del desiderio
nelle radure del cuore
fra virgulti di felicità
e il giallo delle ginestre.
Limoni grandi come il sole di Napoli
oscillano nell’estate lasciata al Cherubino
danzano nell’aspra brezza del golfo
parlano parole di miele ed ortensie.
Sei qui vicina, sulle mie gambe,
pietrificata dall’incertezza,
stranita dal canto che percepisci e non capisci.
È un’aria strana che si respira,
che si posa sui miei capelli e soffia fra le frasche,
è un impercettibile canto,
un’inquietante predizione
lasciata libera in quest’angolo di vita,
in questo giardino partenopeo,
perché il vento
la possa tradurre.
Vi Regalo
uno sguardo nel mondo
Vi Regalo
un parere motivato dalla realtà riflettente
Vi darà una poesia per riflettere
uno sguardo sul significato delle ombre
la percezione è sempre
una visione caleidoscopica
dell'oggetto l'interazione
lo-spettatore-la-vide
un momento di chiarezza
tra gli spazi riempiti in fretta.
vorrei parlare alla luna di te
raccontare di un padre
che ha speso la sua vita
nell'attesa di un gesto
colmo d'amore.
Vorrei fermare il tempo
per tenerti stretto
regalarti un cielo azzurro
solo per te.
Leggere in quegli occhi
accenno di felicità
mentre con gli occhi lucidi
ascolto i racconti
della tua gioventù.
Questa sera fermerò il tempo
parlerò alle stelle
e un desiderio esprimerò
"tu padre dovrai brillare sempre per me".
Questo silenzio mi disturba
ed io non riesco a dormire
perchè nella testa ho tanto fumo
e tanti dubbi che mi assillano
è un controsenso
e mi preparo un caffè
tanto so non riuscirò a dormire
sento la gola che mi strozza
lo stomaco chiuso a pugno
il sangue nelle vene
come un rintocco incessante
brividi sulla schiena
penetrano le ossa
a che serve chiedersi perchè
se risposte mai avrò
e io passerò
ancora una notte in bianco.
Ti ho idealizzata,
stretta nella morsa della carta,
sollevata a Olimpi tragici,
grandi, come grande
è stato l’attimo.
Sono vuoti i pensieri neri?
Sono vuoti i pensieri grigi?
Ti ho ancora qui,
ancorata all’allegria dell’evenienza,
riassunta nel blu di Juan Mirò,
grande, come grandi
sono i piccini.
Di cosa sanno i biscotti col latte?
Conservano sempre il sapor del tuo collo?







