Puttana.
Puttana alata improvvisata.
Prendo lentamente la mira,
guardando la merda che spargi,
carico bene il mio fucile.
Voli in alto, mossa dalla puzza del tuo retto,
prendi ogni mio proiettile
con leggiadrezza e grazia.
Puttana,
così tanto da abbandonarmi,
prima che lo facessi io.
Questo è il mio rammarico,
ma il mio fucile cercherà altre prede.
Una caccia infinita,
ma prima t'abbatto,
sorrido
e riparto.
ossigeno purissimo
delle mie giornate
gusterei forte il sapor di menta
che la rende così fresca
mi farei trasportare
dalla candida brezza mattutina
dimenticando i problemi
di ogni giorno
Ti osservo....sei la primavera
ti avvicini....mi vergogno un po
che nome hai....non rispondi
vorrei conoscerti....
so che sei di passaggio
portami con te!
sai....veramente so chi sei
sei il destino
tu decidi di me
cerco di prenderti per mano
ma mi sfuggi
veloce...come vento
sei forte....sei il destino.
Mi carezzi il viso
mi inondi il petto
fuoco amico
impetuoso conforto
di serate opache.
Quasi ti venero
mi piego a goderti
e dimentico...
Calda la coltre
delle tue fiamme
lingue vive e suadenti
che cercano il volo
catturate nell'aria.
Sinuose, le osservo
in morbida ascesa
unirsi in abbracci
poi sciogliersi libere
e danzare vezzose
come sirene.
Chiudo gli occhi
e non penso...
mi scrollo di dosso
come polvere fine
ore sbiadite
e corse insensate.
Spengo ogni barlume
di tedio e patemi
vischiosa scia
di pensieri informi...
Lascio oltre la soglia
gli oscuri perché
e le risposte
ferme a mezz'aria.
Mi riempio
del tuo molle tremore
languido amante serale
che al buio lambisci
e bruci ancora...
Dovunque saremo:
nelle profondità dell'acqua,
nel cielo triste del mattino,
spettatore di vite annullate
dal grigio appressarsi di nebbie,
sarai sempre con me.
Sarai luce quando è buio,
fuoco quando è freddo,
Sarai una coperta d'acqua
e coprirai le mie braccia di terra
e mi sdraierai sul letto del fiume;
sentirai, nel moto dell'onde,
il battito del mio cuore
fondersi col tuo
e carezzare i tuoi occhi
profondi come il mondo.
Un ponte farà da bracciale
ai nostri polsi e tu, sì, tu
legherai le mie mani
con sottili fili d'arcobaleno
maledicendo il giorno
che ci separerà.
Comporrai d'inverno
il tuo canto di primavera:
il canto della terra e dell'acqua
nella volta meravigliosa del cielo
L'immagine è di Noa Amin
Evviva Lei
ammaliatrice incallita
ti seduce
poi ti schianta la schiena
ti fa esplodere il cuore
con la gioia e il dolore che sa regalare
Ti appare improvvisa nel colore di un fiore
Nel vermiglio di una bacca nel bosco di neve
In un’ora d’amore
Nel sorriso che incroci per strada
Nelle risate tra amici
Nelle notti spese a sognare
Mentre lei fa la somma dei momenti sereni
e li aggiunge sul conto per farti pagare
Evviva Lei
che t’innalza agli apogei di pensieri esaltati
di sentieri percorsi e appagati da dolci piaceri
Che improvvisa si volta
E ti sbatte all’inferno
E ti presenta la fine senza resto sul conto

E la vita continua
nello scrosciare
dell'onde fra gli scogli,
sferzanti code
di fruste sui sassi.
Ed io qui, nei flutti...
Continua tra le foglie,
dove il vento si ritrova
e finalmente si accarezza,
dolce e placido.
Ed io, in perpetuo, lo respiro...
Continua
dove nascono le nuvole,
sopra le tue spalle
già volte
a commiato
dei miei desideri,
come un velo
portato in cielo
a ricamare
la mia vita.
Si è steso
sulla fredda
terra bruna...
non s’è accorto il mondo
che siamo caduti, tutti
chi prima, chi poi
più d’una volta
sagome vinte al suolo
e abbiamo visto
da impressioni in fuga
come tutto resta al suo posto
e noi giù a dar bracciate
umiliati gingilli
nel giro di rivoluzione
ci serriamo la vita
e quel po’ di massa
Ho visto l'alba
in un mattino d'inverno
aveva i tuoi occhi
l'alba con colori tenui
che andavano
incontro al giorno.
Era freddo e il silenzio
parlava con parole
che leggevano il cuore.
Ho visto l'alba
dentro il tuo sorriso
un sorriso caldo
come il sole che
stava per sorgere.
Quando stanche le membra
obliano al tempo
e alla sua catena ,
in volo
l'animo s'alza
e con artigli di passero
spifferi di vento
accarezza ,
in su
fino alle stelle ,
e nel notturno eterno
coglie un pallido fiore
per la tomba
del suo corpo.
Grazie Padre poiché mi hai salvato
Grazie Padre poiché mi hai perdonato
Grazie Padre poiché mi hai fatto figlia
Grazie Padre poiché mi hai aiutato sempre
Grazie Padre poiché mi hai dato tanti amici
Grazie Padre poiché mi hai allegrato
Grazie Padre poiché mi hai amato
Grazie Padre poiché mi hai lavato
Fontane come stazioni di via crucis
tagliano la torta di neve,
le candeline pendono viola
lungo l'inerzia dei portici
e la collina grande dirigibile
che ci fa ancor più innamorare.
L'ora del sole gigante non ha orario
nei passi rispettosi dell'alba;
io e nessuno,
un tram fila imbiancato
nella fossa degli orsi.
(2011)
Il vecchio e il bambino
sono amici lontani
si vedono per poco ma vanno per mano.
il passo del bambino è lento e insicuro,
il vecchio lo guida
lo porta lontano,
il vecchio e il bambino
vanno per mano.
la vita scorre lenta e inesorabile
il bambino è cresciuto
il vecchio è andato ,
l’uomo di un tempo è sparito.
il bambino è cresciuto adesso è un uomo
il suo passo è sicuro e tende la mano
ad un vecchio abbandonato lontano.
l’uomo è invecchiato la vita è finita
il bambino è cresciuto
ma tende la mano
per portare quel vecchio molto lontano
E mi deludo
di parole non dette
di semplici gesti,
io che dono il paradiso
che si legge negli occhi.
E mi deludo
quando nelle parole
non leggo la trasparenza
quando non sono limpide
come l'azzurro di un cielo.
E mi deludo quando
dono il mio cuore
un cuore che segue
solo un sentiero
che adesso sbarella
tra mille sentieri.







