intriso l'odore in questa dolce metafora
che tra le coperte stropicciate alla luce del mattino
risveglia negli occhi la luce in un buio cammino.
Risiede nel cuore la paura primordiale,
saper andare via,saper perdonare,
le due regole fondamentali in materia d'azzardo
per azzerare le certezze celate in un timido sguardo.
Quanta gioia è rimasta per questi corridoi ormai freddi,
l'imperfezione velata dai grandi e tristi occhi spenti,
quando tagliando i tuoi polsi sedevi sul pavimento gelato,
guardavi la finestra poco lontana,
quel cielo rosso con te ha sanguinato.
E chi sarai domani,nella luce di un bagliore diverso?
avrai cambiato chi sei o rimarrai lo stesso?
Affrettare i tempi alla ricerca di tempo,
aprire volti bellissimi per capire ciò che c'è dentro.
Quante sigarette tirate da questo cornicione,
con gli amori miei più grandi ci guardavo scendere il sole
e loro mi dissero che non sarebbero mai andati via
ed ora son tutti morti nella terra della nostalgia.
Incastrato tra le nuvole
una nota di miele
che irradia il risveglio
scompare
sulle pagine del giorno
e appare la brina
bugia del mattino .
Cupi i colli
trattengono un raggio di sole
schiarisce anche il mare
quello sguardo d'azzurro
ritrova nuvole soffici e
tutta la dolcezza
è ora dentro ai miei occhi .
narcotizza i suoni del reale
ascende alle frontiere del pensiero
invadendo d’immagini le parole.
Soglie provvisorie in dissolvenza
tra pieghe d’emozioni incrociate
armonie dove nasce la luce
informe larva sazia di pace.
Focolai dispersi di suggestioni
collimanti in spazi di furie
s’invadono allo scontro
generando mostruosità di spirito
scandite dal respiro del verso.
Fantasmi d’intimo parto
traboccanti movimento violento
inguainata la mente voluttuosa
di viventi profondità avvolte
in dimensioni d’ intensità insondabili
astratto bacino d’impercettibile alleanza
aurorale sintesi in collisione di limiti.
Camouflage.
Sensibilità ribollente e vulcanica
la fiamma d’anima sino all’estensione
intuizione incosciente
in un casto repertorio d’immagini.
Lascio un’ala incompiuta
difficile epifania informe
spettrale rifrangenza equorea.
Gente della sera
il petto dal riverbero del male,
i capelli dai morti fiori,
e la testa dalla prepotenza del mare;
e sei di nuovo mio
nell'archetipo di ciò che sei,
nella partenza,prima di esser vivo
nella pelle che mai riconoscerei.
Ti porto indietro
prima del cambiamento,
procederemmo a retro
fino ai teneri tocchi di cui ora mi pento.
Rivedremo insieme le immagini di noi
o ciò che eravamo e non siamo più,
il nostro corpo uguale
ma la nostra anima che risiede più in giù.
nel dolore cantato dal vento
e muoio dentro aspettando
di dare un senso al tempo.
E brucio sfiorando immagini
preludio d’un sonno in pianto
soffocato e smarrito tra i pini
che si apprestano al tramonto.
Il pensiero d'un viale fermo
è le pagine sporche di sangue
mentre silente muoio dentro
e la poesia nelle vene langue.
ci sono tanti fiori
li ascolto, li guardo
ne assorbo i colori
poi ci sono gli alberi
ognuno ha la sua storia
tanta saggezza
di radici hanno memoria
oggi è arrivata la pioggia
piangeva dal mio cielo
il sole nascosto
da un oscuro velo
allora chiamato una stella
e oltre la finestra
è arrivato un profumo
polline di ginestra
in questo giardino
coltivo una meraviglia
cercare nel normale
ciò che non è banale
assaporare il bello
che è sempre seducente
vederlo anche nel brutto
e sempre nel presente
Viaggiano con tristezza
ed apatia
senza destinazione.
Le stelle si sono spente,
giorni e pagine strappate
i pensieri vagano
nell’immensità dell’universo.
Ma poi...
Quelle pagine strappate
si riempiono
con un
arcobaleno di colori.
Tutto riprende forma,
le stelle
tornano a brillare,
il sole risplende.
Incollo
quelle pagine strappate
e i pensieri
tornano a volare.
Il cielo s'intinge
di un miscuglio di luce
un fremito pulsa il suo canto
danzano le gemme schiuse .
Cielo terso atteso nello specchio opaco
graffia fili d'erba e nuvole confuse.
Mi lascia un bacio e calpesto
l'ultimo giorno rovesciato
con il cuore gonfio di fantasie.
La luna palpita la sento mia
nell'anima ornata di stelle
nell'alba d'azzurro e di sole
in un battito d'ali di rondinelle
l'Inverno vola via... 
la tesa d'un cappello
un cappotto sgonfio
un paio di scarpe sole
camminano
mossi da fili
di marionette.
Li indossa
una fibra d'aria
il brandello
del sospiro
di un'anima.
E una folata
un alito di vento
ne fanno
un mucchio
di stracci senza vita.







