Appoggiata su di uno specchio
Di legni e profumi
Una barca come carezza
Insenature colorate
Da dolce brezza
Ondulando in un massaggio
Il rifrangere del sole
Luci messaggio
E non sentir calore
Sopraffatto dal rumore del cuore
E non vedere il sole
Accecato dallo stupore
Pezzi di pane sull’acqua e far felici
Piccoli pesci come alici
Voci si avvicinano vibrando nell’estasi goduta
Tuffatori inesperti di un'altra vita vissuta
Riemergono immagini come fiori sbocciati
Mi allontano lentamente
Respirando la bellezza
Dei momenti goduti
Sonetto minore (settenari) rimato in schema abba abba cdc dcd.
Tu che sei solo un sogno,
un delirio in poesia
e che mai fosti mia,
pur s’ancora t’agogno…
io di me mi vergogno:
provo a metterti via
ma ancorato alla scia
d’un acceso bisogno
fisso nei miei pensieri
i tuoi occhi vivaci
oggi ancor più di ieri…
tu m’appari ma taci…
labile non t’avveri
mentre dico «Mi piaci!».
08/07/2026
l’avvicendarsi di giorni,
l’intreccio di voci e amici,
cose che non ritornano.
Greche col lapis su taccuini
dimenticati in un cassetto.
Istanti trascurabili,
eppure decisivi.
Solchi di luce
incisi sulla battigia
dalle lacrime delle stelle -
subito cancellati.
07-28-20!!!
Sonetto, endecasillabi a maiore con rime incrociate nelle quartine e invertite nelle terzine.
Di nero son intrise già le fogne
fetore se ne spande disumano,
maiali e sorci nuotan, tesa mano,
cercando e pure offrendo tante rogne.
Si muovon tra liquami le carogne
come a condurli fosse ancor l'insano
vile rialzato che seppur non nano
del non esser gigante avea vergogne.
Da vile disertore amava le armi
e di italiani disse brutte cose
considerando pecore ignoranti
quelli che poi marciavano adoranti
la sua figura e bimbe avean per spose…
La puzza delle fogne sta a stancarmi.
07/07/2026
Che le dia alla luna e ne faccia miriadi di stelle.
Ma purtroppo nulla si porta via il sole...
E le stelle cominciano a brillare assieme alle mie lacrime.
Luccichii in cielo e in terra....non mi sento sola con loro.
Nel buio i miei pensieri si dissolvono.....
Ma li ritroverò domani.
Per stasera dormirò guardando il cielo.
Sarà bello confidarci un po' ogni tanto,
ci siamo persi di vista, siamo diventati estranei,
ma tu sei l'unica padrona del mio cuore,
e nessun'altra potrà mai entrarci,
fra noi, tutto è svanito leggermente
e rapidamente, come un'apparizione,
la routine che ci fa incrociare
mi inibisce, rende impossibile fermarmi
e lasciarmi andare a parlare con te!!
A causa di obiettivi e destini inconciliabili,
siamo su due binari diversi,
impossibilitati di condividere
il medesimo cammino,
travolti dal corso degli eventi,
separati bruscamente prima di poterci
scambiare un saluto, colti di sorpresa, la vita:
ci ha strappato via l’uno dall'altro,
senza un attimo di preavviso!!
Vorrei essere in un film di quello lì famoso
dove lei si dissolve a nero
Nella nebbia lattiginosa che amo tanto,
un addio non dichiarato
saltar fuori dalla messa a fuoco
Come dire
- Dov'è? -
Un po' più in là, ma non nel quadro
Mi stringe questo tempo, comprime,
ma il mondo non sa,
mentre mi si piega tutto addosso.
Lo so, il tempo non torna indietro,
ma nei silenzi che custodisco nel cuore
c’è ancora un battito che ti chiama piano.
Un giorno, forse, ci ritroveremo
tra le pieghe di un istante qualunque,
con la grazia delle cose semplici.
Un passo alla volta,
come chi riscopre la gioia di camminare
verso ciò che non ha mai smesso di amare.
Renga, quindi quinari e settenari alternati in strofe su schema 5-7-5 e 7-7 ripetuti con in più due rime uguali in tutte le strofe, giusto per non semplificarsi troppo l’esistenza.
Cambio obiettivo
con il calore estivo:
dal nulla al niente.
Ma rimanendo schivo,
tanto mi so perdente.
Resto coerente,
d’ogni illusione privo
e da saccente
tranquillo ve lo scrivo
ch’è vuota la mia mente…
idea assente,
cervello ancora vivo
ma inutilmente:
tutto ciò ch’è presente
lamento è assai dolente.
06/07/2026








