Il tempo spezza

le curve di un tramonto

sulla bocca dei miei anni,

stanchi come nuvole,

disegnate ad aspettarsi.

Cena con l’anima mia

il romanzo delle illusioni,

una finestra piegata

su un giorno di pioggia

insegna a guardarsi dentro

come bacio d’esistere,

come desiderio mai appreso.

Nostalgia è una farfalla

che non può più volare,

perché il tempo spezza

le curve di un tramonto

sulla bocca dei miei anni,

stanchi come nuvole,

disegnate ad aspettarsi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Basta poco per essere felici,
se si è piccoli. L’onda spumeggia
fra gli scogli, gli spruzzi degli amici,
mentre lassù un gabbiano volteggia.

Basta poco: il sentore del salino,
quasi memoria di giorni futuri,
l’ombra verde azzurra di un pino.
Son così lontani i tempi oscuri!

Continua con i lieti giochi, bimbo!
Sulle rocce calde innaffi patelle:
il mondo, avvolto in aureo nimbo,
non ha ancora graffi sulla pelle.

21-09-2026

EE
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Profilo Autore: Oudeis  

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il cielo piangeva 
sulla mia testa 
le lacrime scendevano 
ancora sul mio viso 
o quale dolore arrivava 
dal profondo per catturare 
tutto il mio essere 
che fare ? 
sparire non farsi raggiungere 
da nessuno piangere 
fino a svenire 
e poi lentamente 
risalire la china 
fino a trionfare 


CAPO D 'ORLANDO ( MESSINA ) 22-09-2026
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Profilo Autore: Antonio Sirna  

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Quattro quartine di settenari a rime alternate abab cdcd efef ghgh.


 

Non bisogna per forza
scrivere troppo male
per esibir la scorza
di poëta geniale.

Non credo obbligatorio
spezzare le parole
per rendere irrisorio
un verso che si duole

d'andar sempre più in basso
in uno sporco fosso
con recita al collasso
di "a capo" a più non posso.

Con solo venti lemmi
ci fate trenta righe…
seppure non bestemmi,
non son liriche fighe!


20/09/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Nuove candele scintillano tremanti..fili di luce tra le ombre che profumano di ricordi di polvere...
Il mondo fuori dorme e non sa nulla, mentre una musica meravigliosa e lenta accarezza le pareti consumate..come un sospiro che non vuole perdersi.
Gli altri spettri svaniscono nel buio..restano solo due anime a danzare da sole,un passo dopo l.altro, ad occhi chiusi finché il primo raggio del giorno non li sveglierà... 
Questo fragile incanto è l ultimo valzer della notte...
 
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Profilo Autore: Manuela Albricci  

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Ed intanto i fichi erano maturi 
mentre il sole rendeva arsa la terra 
con la sua calura era impossibile 
camminare per le strade 
cosi' tutti chiusi dentro casa 
ad aspettare la sera 
per poi riversarsi nelle piazze 
a parlare del tempo 
di chi ancora abitava il paese 
desolato le cui case 
erano pericolanti ed inabitate 
io ti vedevo da Lontano 
sentivo fremere nel mio cuore 
la voglia di parlarti 
di accarezzarti ma tu 
incurante andavi via 
senza voltarti 
ogni giorno i miei gesti 
restavano persi nell'aria 
del tramonto e tu sempre 
senza ascoltare andavi 
per la piazza a guardare 
a ridere del nulla 


CAPO D 'ORLANDO ( MESSINA ) 21-09-2026
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Profilo Autore: Antonio Sirna  

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L’alba cuce la mia solitudine

al lembo sbeccato dei suoi silenzi

e così son mareggiata di sogni

appesi al filo della mia primavera,

poesia intrisa d’universo,

cateto del mio petto rubato

nelle tasche di una stella.

Le stanze del cielo

mi moltiplicano l’anima

in uno scherzo di luce

posato sul mio tempo infinito

e come una briciola d’orizzonte

mi confondo col mio nome,

apostrofo muto del tuo,

in una scheggia di nostalgia

rubata ai segreti dell’autunno.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Guardo i tuoi dolci piedi
attraversare
il tormento del tempo.
Vorrei sfiorarli per carpire
il ritmo dei tuoi passi,
lasciando andare le briglie
di un sentimento angusto
che stringe il mio cuore
in una morsa di carne e dolore.
Se penso a quella rosa caduca,
lievemente appassita,
che ho intravisto nel tuo
ultimo richiamo d'esistenza,
perdo le membra
in un lago di lacrime e impotenza.
Tu sei il mondo astratto
che non potrò mai ascoltare.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Quanno ll'autunno trase e ppasce
na miccia int'a ll'uocchie mme nasce.
Comm'a palomma ca 'e sscelle s'abbrucia,
vaco ncerca 'e calimma sott'â luce.

Ll'afa cavera e vvullente c'ha lassato...
'o calore cu ll'aria fresca s'è smurzato.
Muntagnelle 'e foglie marrone e rrosse,
s'accalcano sott'ê ffronne spugliate,

luongo, a lluongo nu ramo scricchiulea,
ncopp'a ogni vvia 'e ogni vviale arberato.
Mentre cammino pe 'sti strate sulagne
'a luntano sento 'o cielo 'e murmulià.

'O 'i' lloco sta arrivanno 'o temporale,
mentre penzo doppo nu poco chiove ggià.
'O cielo 'e nuvole nere e ggrigie se tegne,
'int'a nniente nu lampo 'o cielo straccia.

Mentre nu tuono me ntrona 'int'ê rrecchie,
nu sbuffo 'e viento mme schiaffea 'a faccia.
A ppasso svelto verso casa me ncammino,
rattristata 'a nu malinconico autunno.

Astrignenneme 'int'ê vvraccia cunserte,
veco chiagnere 'stu cielo grigio fummo.
Nanto ca 'o tiempo 'e pressa scorre
e 'a natura se cagna e scagna 'e vveste,

i' nun riesco a mantennere cchiù 'o tiempo:
va veloce e io so ssempe meno lesta.
Penzo a ogn'ora ca 'e pressa va e ppassa
e qquaccheduno sempe 'o lassa p' 'a via!

Mentre n'alba nasce e nu tramonto more,
mme sento ncuorpo nu mare 'e pucundria.
Penzanno a cchello ca vulesso fa' dimane,
se fa verde 'e vulio ogni speranza mia.

Guardo nterra 'stu tappeto 'e foglie stanche,
comm'a na foglia ngialluta me sento pur'io!
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Nel silenzio che stringe le cose... quando il mondo dimentica il giorno..si risvegliano stanze nascoste e la terra non gira più intorno.
C è un giardino che nessuno vede..tra le ombre di un tempo passato ha radici di sogni interrotti e un profumo che sembra scordato...
Ma nell 'ora che segue il rintocco.. quando il buio cancella la fretta..
quel giardino si accende di luce...brilla l' oro dopo la mezzanotte.
È la parte più viva e segreta la bellezza che resta a fiorire..che non chiede l 'applauso del sole e che il buio non può raffreddare. .. è il giardino di mezzanotte...
  
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Profilo Autore: Manuela Albricci  

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Non era il tuo volto
a torturarmi

Non era il tuo corpo
a ritornare nelle notti sole

Non era il tuo sorriso
che tanto desideravo far sorgere

A tormentare la memoria
svuotando l'anima come pozzo oscuro

Una notte di freddo argento
mi ha raccontato la verità
che non vedevo

Il ricordo non è vivo
non è qui
giace sepolto in un angolo remoto
freddo e grigio come marmo

Prende vita, simulacro animato
dal vuoto
spettro pallido e tagliente

Con maschera di desiderio
ed apparenza di rimpianto
accende scintille di dolore

Me è l'inganno dell'assenza
incistata nell'anima

Radicata negli occhi
specchio di un tormento
compagno del respiro
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Profilo Autore: GIORGIO CONTE  

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Difendi i tuoi valori
sii te stessa
sarai odiata
sarai cattiva,
vorranno spegnerti,
sarai fastidiosa, scomoda.
No non aver paura
non è vero che vincono i cattivi,
la salita e la strada dei buoni
è piena di ostacoli.
Ti sembrerà di non farcela.
Resta ciò che sei!
non cambiare
credi in te stessa abbi fiducia
non sentirti ferita
non odiare.
Ci saranno i ricordi di momenti belli
e d'un tratto mi ricorderò di quanto
ero felice.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

Questo autore ha pubblicato 815 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Nota a “La guerra”

Questa poesia nasce dal bisogno di dare voce a ciò che spesso viene taciuto: il peso silenzioso della guerra su chi la subisce, non su chi la dichiara. Non ci sono eroi, né bandiere, solo corpi, nomi cancellati, madri con la voce spezzata.

Ho scritto questi versi pensando a tutte le città i cui muri portano ancora i segni delle esplosioni, e a tutti i bambini che contano i secondi tra un boato e l’altro come se fosse normale. La guerra non discute: ordina, divora, cancella. Eppure, anche tra le macerie, qualcosa resiste — un fiore, una voce, una mano che ricuce.

Questa poesia è un invito a non restare spettatori distratti. Perché mentre scorriamo notizie come briciole, da qualche parte qualcuno muore ancora con la parola “pace” sulle labbra. E quella parola, forse, è l’unica arma che ci resta.

 

La guerra

La guerra ha il passo pesante,

solleva polvere e pianto,

attraversa case vuote

e lascia grida

senza ascolto.

Cammina sui campi verdi,

li trasforma in cenere,

cancella nomi,

spezza le mani

che seminavano pane.

Non ha bandiere,

ha corpi stesi sull’asfalto,

porte sfondate,

occhi che non riescono

più a chiudersi.

Non ha eroi,

ha madri

con la voce spezzata,

bambini che contano i secondi

tra un’esplosione

e l’altra.

La guerra non discute,

ordina,

divora,

cancella.

Scrive la sua lingua

sui muri feriti

delle città.

Eppure,

tra le macerie,

qualcosa resiste,

un fiore ostinato,

la voce di un bambino,

una mano

che ancora ricuce.

Perché la guerra

può rubare i giorni,

ma non spegne

la sete di pace.

E noi,

spettatori distratti,

scorriamo notizie

come briciole,

mentre da qualche parte

qualcuno muore ancora

con la parola pace

sulle labbra.

 

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Endecasillabi canonici piani a maiore inframezzati da settenari tronchi, rimati in schema AAbbA.


 

A mascherar la propria sciatteria
si mescola con poca fantasia
pretesa libertà,
vuota modernità,
con tanti strafalcioni… … … è Poesia?


20/09/2026


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 825 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Guardo i tuoi dolci piedi
attraversare
il tormento del tempo.
Vorrei sfiorarli per carpire
il ritmo dei tuoi passi,
lasciando andare le briglie
di un sentimento angusto
che stringe il mio cuore
in una morsa di carne e dolore.
Se penso a quella rosa caduca,
lievemente appassita,
che ho intravisto nel tuo
ultimo richiamo d'esistenza,
perdo le membra
in un lago di lacrime e impotenza.
Tu sei il mondo astratto
che non potrò mai ascoltare.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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