Sale sul filo d’erba la formica,
la scruti fidente ed intenerita,
le porgi premurosa una mica.
Vorrei quest’ora fosse infinita…
Poi ti volti e sorridi al babbo:
io sorrido, ma nel cuore piango.
Se il destino mi pigliò a gabbo
e vivo fra sangue, lacrime, fango,
voglio tu sia felice, bimba mia.
Guardi il giovinetto che si tuffa,
ammiri l’attraente fisionomia,
mentre una folata gli rabbuffa
i bei capelli. Anche tu un giorno,
t’innamorerai e il dolore,
lo strazio dell’illusione, lo scorno
consumeranno il fragile cuore.
Ora fai scivolare la barchetta
sul lago, getti le brice al cigno
e assapori una gioia perfetta.
Splende fra gli equiseti lo scrigno
della luna. Tra un po’ con la mamma,
dirai una preghiera a Gesù.
Che non si estingua in te la fiamma
della fede. Io? Io non credo più.
E’ tempo di rincasare: mi tendi
la manina. Traversiamo la sera,
i silenzî accesi di astri, incendî
sulla distesa azzurra, quasi nera.
Quartine di settenari con rime incrociate e incatenate abba bccb cddc deed effe faaf.
Nuovo giorno balordo
d’un’estate rovente
dove un sole inclemente
brucia ogni mio ricordo.
Devastata la mente
vaga senza una meta
per il morto pianeta
che ruota indifferente.
Nessun vento m’allieta:
l’aria che non si muove,
solo sudore piove…
è disfatta completa.
Non mi giungono nuove
che ridiano speranza,
solo l’afa che avanza
e domani non piove.
Non ho più la costanza
che si chiede a chi crea
mentre quasi in apnea
attraverso la stanza.
Ma due occhi da Dea
quelli non me li scordo
ed il labbro mi mordo
mia radiosa azalea¹.
¹: è solo per questione di rima; lei è molto, molto più bella di qualsiasi azalea, di qualsiasi fiore, di qualsiasi entità reale o immaginaria.
16/07/2026
nei miei pensieri
dolcemente cullato..
Un riflesso di luna
a cavallo dell’onda
impregnata di acre
odore di salsedine.
Un’impronta di passi
impressi nella sabbia
non ancora cancellati
a tradire un passaggio.
Risacca di quel mare
rimasta racchiusa
dentro il cuore,
mantiene vivo
un lontano ricordo.
La conchiglia
sulla mensola
che sempre
porto all’orecchio
per sentire
l’eco del mare..
e ascolto..
e ascolto ancora..
e poi ancora..
ricordando un’eco
piena di rimpianti.
avanzi ch’ancor narrano emozioni
ch’or sembrano soltanto rami spogli
nella più triste delle mie stagioni.
Non si rinnoverà una primavera,
ché l’ultima stagione sto vivendo
e s’avvicina l’ultima frontiera
di quel viaggio ineffabile e stupendo
d’itinerario forse ineluttabile,
così come la nascita e la morte,
del qual non so quant’io sia responsabile
ch’io sempre m’adattai alla mia sorte.
E pure se la vita m’ha appagato
vorrei sfidar quei critici momenti
che all’ultimo destino m’han portato
laddove altri destini si son spenti,
e assister a infinite narrazioni
alzati i miei sipari a nuove scene,
io spettator dai vecchi miei loggioni
ov’or quanto vissuto mi contiene.
Tiranna è libertà nell’esistenza
ch’è illusorio guidar la propria vita,
nè sento una fatale Provvidenza:
caso e necessità fan la partita.
Di libertà fu inconscia la finzione,
mi resi tëatrante e improvvisai
la parte mia, ma in ogni situazione
su ignoto canovaccio recitai.
Pur l’ubrïaco libero si crede
perché ancora altro vino intende bere,
ma ignora donde vien cotanta fede:
è l’ebbrezza che guida il suo volere. (*)
(*):“L’uomo è come l’ubriaco, che crede di essere libero perché vuole il vino, ma non sa di volere il vino perché è ubriaco” (B. Spinoza)
In bocca sei acquolina
tra le mani manicaretto,
sei profumo tra le nari
sei delizia tra i molari
deliziosi pasticcini
prelibati biscottini
raffinati cioccolatini
croccanti croccantini
c’è chi sbava al tuo apparire
chi pregusta la tua bontà,
bocconcini e stuzzichini
son la tua identità.
tutto comincia
col camminare sulla sinistra per velocizzare il percorso della scala mobile
continua con lo spostarsi nel treno della metro
per trovarti più vicino all'uscita
sta nel non dare l'elemosina
neanche al più meritevole sventurato
nel mettere le cuffie una volta in più
ignorando la giungla
smettendo di guardare la tigre negli occhi
estinguendola
si eleva quando sostituisci la ragazza che ammiri
con la meno rompicoglioni
quando la ami
non amandola
si palesa in discorsi tipo:
"Se anni fa dedicavo tutta me stessa in una relazione, adesso metto me prima di tutti"
come ha detto la mia amica Lucia
e come dargli torto
oppure
"Se prima ci stavo troppo male. Adesso una fine l'accetto come possibile"
sempre Lucia
si palesa nel guardare dettagli estetici del prossimo
tipo quanto è alla moda
e se il vestiario è di marca costosa
e trasferire al negozio un valore umano
te ne accorgi quando DEVI giustificare un suicidio
con una patologia neurologica
quando ti ritrovi vestito dalla stagione
nel locale che odiavi
"ma alla fine l'importante è non cambiare"
mentre allo specchio ti aggiusti
il ciuffo di qualcun altro
sta nel sacrificare una salsiccia -che è grassa- per un cocktail
che si tiene in mano per più tempo
perché alla fine la serata annoia
mai in foto
quando non riesci più neanche solamente a pensare
di inventare qualcosa
che ti strappi un
CHEESE vero
senza bisogno di insta
Il prigioniero è legato a un’ara
di diaspro. Il *** d’ossidiana
*** il torace. Cruda e amara
la sorte per il vinto. Inumana
consuetudine tra i fieri Aztechi,
dalle pareti del tempio promana
morte. Il Colibrì, gli occhi biechi,
non mai è sazio d’***
Gli ierofanti fanatici, ciechi,
moltiplicano ostie e ***.
Il misero, madido di sudore,
fra gli strepiti e le orazioni,
è ***. Palpita il cuore
*** dal petto. Il sacerdote
gli *** il *** con furore.
Gocciola di caldo *** la cote,
tra le *** lancinanti del ***.
Orribile *** infine scuote
le membra. Esecrando è il sacro.
7-30-19!!!
Nulla di che, riflessioni notturne con messaggio nascosto: un amore nascosto perché se il cuore ne batte, il cervello si intromette e nei rari momenti di lucidità mi prende in giro. Metro: endecasillabi canonici; rime: in schema ABABA CCC DDD EFEFE.
Rivedo gli occhi tuoi che m’ubriacano
Affascinanti e ricchi d’energia,
Fuochi che i miei neuroni presto vacano
Fissando a te qualsiasi poesia,
Amore e rabbia che più non si placano.
Non ha di certo senso il mio sognarti
Eppure non so star senza pensarti,
Languendo nel mio non poter amarti.
M’hai preso il cuore e certo non volevi
Io non essendo in fondo chi vedevi
Omino degno di buoni rilievi…
Capisco di non essere all’altezza,
Uno che in fondo è già fallito in tutto,
Orrendo poi in contrasto a tua bellezza:
Rozzo, malato e pure molto brutto
E senza del futuro una certezza.
14/07/2026
Sono qui ferma ad aspettare , aspetto quel treno che dovrebbe portarmi da te.
Sono sola con i miei pensieri...
Pensieri lontani, solitari, impensabili... forse irraggiungibili.
Ma aspetto te.
E resto seduta a guardare la pioggia che scende e bagna le rotaie ...mille luci per terra sembrano stelle illuminate dai lampioni...sono le pozzanghere...io le chiamo il cielo in terra.
Lì c è il mio stato d animo ...
Trieste, malinconico...
È una sensazione strana ma fa star bene.
Ed ecco che arriva ...arriva lentamente
Tra non molto salirò su questo treno e chissà se.....
Sì ...sarai lì ad aspettarmi e poi chissà che succederà.
Chissà come andrà.
Se li portino via le onde quando tornano al mare..
Ma non sempre si vogliono staccare, la testa sembra piena di aghi ogni tanto pungono...ed ecco arrivare il dolore..un dolore sottile sottile ma intenso..
E riguardo lontano , ferma,decisa....
Ascolto il cuore che ha bisogno di me...
Ho bisogno di ascoltare...di ascoltarmi.....







