e sentiremo nelle ali
spezzate, il dolore
salire forte come un pugno

La malinconia, bizzarra
giocherà brutti scherzi
saprà ridere, una volta tanto
di noi, che le abbiamo dato lacrime

Chissà, se lentamente si scioglieranno le maschere,
stanche e logore, che troppo a lungo hanno raccolto sudore



Forse, volevamo morirci tutti

in questo caldo abbraccio - nella nostra poetica -
ma si sa… le cose belle muoiono prima di noi
per farci soffrire ancora un po’

e noi
non siamo padroni di niente
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Profilo Autore: sasha  

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Nessuno ti prepara al silenzio che resta,
non senti più il rumore delle sue zampe sul pavimento,l
la sua ciotola vuota, il guinzaglio poggiato lì dove 
è stato riposto dopo l'ultima passeggiata.

Non sto piangendo il mio cane,
sto piangendo un pezzo della mia vita trascorsa con Lei.

Ho perso chi c'era sempre,nei giorni importanti,e in quelli 
quelli qualunque, ho perso parte di me.
La versione che ero con lei ,non torna più.
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Profilo Autore: Franca Lazzaro  

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AGAGIATO SULLA COLLINA 
STAVA L'ALBERO CHE MIO 
PADRE AVEVA PIANTATO 
IL GIORNO IN CUI ERO NATO 
AI SUOI PIEDI DUE MASSI DI 
ALABASTO E TANTI ROVI 
DI TANTO IN TANTO 
SALIVO FIN LASSU' 
PER RICORDARE 
QUANTO AMORE AVESSI 
IO RICEVUTO E NONCURANTE 
DEL TEMPO CHE PASSA 
LO SENTIVO ANCORA 
DENTRO ME
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Profilo Autore: Antonio Sirna  

Questo autore ha pubblicato 45 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E guardo fuori , la notte piano piano scende..
calma , silenziosa, dolce..
non sono sola, sono con il mio amico 
lui dorme .. dorme talmente sereno che sembra perso in chissà che mondo....una dolcezza infinita 
sto così bene che quasi quasi mi rilasso anche io..
E così mi siedo a fianco a lui. 
E che notte sia.
 
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Profilo Autore: Manuela Albricci  

Questo autore ha pubblicato 68 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


leggete Baudelaire, anzi, capitelo

capite la cipria

di cui si beano le guance ipocrite

delle madonne addolorate

guardate come colui che sbadigliando ingoiò il mondo

e lo risputò

rovesciando il calice di sauvignon

sulla mutandina bianca della pubertà

guardate chi per primo badò

alla consacrazione estetica

della puttana

chi per primo calò col dito

la lacrima melanconica sul ciglio

occhio eterno abisso

degli angeli esiliati

poi una sfogliata a Oliver Scharpf

che con lo schiaffo di dorso

ha consegnato uno specchio alla poesia

che finalmente si vide serva

ultima delle schiave

in lacrime caduta col suo pizzo nero e bianco

e il suo piumino per spolverare

ella si riconobbe serva che streca a terra

in una nube di singhiozzi

il pianto scosceso della propria condizione

serva che pulisce da cent’anni

il Martini versato

dopo il viaggio dall’oliva di un festino ad Hollywood

questa poesiola da scantinato

reclusa al mondo come le auto d’epoca

di un appassionato

questa poesiola portaborse

che sorride come una subrette a fine carriera

mentre passa il tappetto

a Wymbledon

e mentre che la sua mano compie la rotazione

sul pavimento di un maniero abbandonato

la sua pezza imbevuta di lordura

inghiotte una goccia del sangue

che le cola dal naso

Marinetti invece dovete leggerlo

perché fradici di supponenza

mai aveste l’ardire di andare oltre

il bang del cannone

leggete lui

riscaldatevi del suo fuoco reattore nucleare sempiterno

lasciatevi irradiare dal cavo elettrico

scintilla

torre gemella che implode

abbronzatevi coi funghi nucleari

moderni chiari

della sua luna trucidata

e leggete Sclavi

leggete il suo Dylan

cogliete i venti che trascinano le foglie

aerodinamicamente per natura atte

a confluire con l’estremità

del nostro occhio illagrimato

e solo allora potete permettervi

di allegare il lungo addio mortale

al bando

solo quando saprete danzare con la morte

senza mancare un passo

vi sarà concesso di partecipare al concorso pubblico

per le poste

solo allora potete pensare alla crociata per conquistare

il posto in banca

leggete Sclavi

e solo allora penserete a voi e al tutto

e vi incanterete nel riflesso di ogni porta in vetro semiaperta

del primo bar

allegherete la vostra visura istantanea

a qualunque “tutto bene”

e sarete maledetti, finalmente costretti

ora e per sempre, in virtù di spontanea astrazione

a compiere una rotazione in più della paletta

nel vostro caffè ormai tiepido

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Profilo Autore: Kenji  

Questo autore ha pubblicato 155 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Nello scrigno della natura

le ali di un airone in volo

accarezzano l’aria sospesa

sfiorano una bimba sorpresa


intrecci di radici profondono vita

foglie smeraldo seducono sentieri,

il canto di un ruscello cristallino

nel cuore di un cerbiatto dorato


profumi di rugiada iridescente

illuminano vie a formiche ballerine,

sciamano api cariche di miele

parla d’amore un gatto tra le viole.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

Questo autore ha pubblicato 128 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Terzine a rime incatenate (“dantesche”) di endecasillabi canonici (quasi tutti a maiore) in schema ABA BCB CDC DED EFE eccetera.


 

Volendo disegnare un grattacielo
posso allungare il brodo quanto voglio,
non serve metter certo tanto zelo

a frantumar dei versi il bel convoglio:
di metrica il rispetto non è freno,
non è corretto verso grave scoglio

su cui si possa infrangere l'ameno
progetto di far pagine copiose
che sfidino i vagoni d'ogni treno

se non s'hanno da dir poi tante cose;
l'idea nel leggerli è di brutto affanno
quei righi dalle sponde mal erose

dando impressione volta a recar danno
di non voler tirare fuori voce
e che ad un ritmo mai s'adegueranno

vivendolo pesante come croce
ma stan buttate lì, sputate a caso
senza sorgente, corso e infine foce

ma solo a ruzzolarci sotto il naso
cadendo a precipizio verso il basso
senza ordine e col passo vago e sfaso¹

d'un arrogante bullo che, gradasso,
vuol solo scappar via dai nostri occhi
lasciando il desiderio in noi inevaso

d'udir di melodia dolci rintocchi
che aiutino a gustare meglio il senso
delle parole lette in scarabocchi

che prima di cercare alcun consenso
si prestino a cercare l'empatia
in un andare avanti lieve o denso

seguendo degli accenti l’armonia
per poter dire che non siamo in Prosa
ma stiam tentando di fare Poesia.

La sfida strampalata e macchinosa
di fare tante pagine in conteggio,
che poi mi pare pur pericolosa,

insomma può lettori alla men peggio
d’andare fino in fondo scoraggiare
tra l’altro brancolando senza ormeggio

nel tentativo d’un bel recitare
ferito da “versetti spezzatino”²
che nostra voce non sanno guidare,

possiamo vincer, qui lieto m’inchino,
andando ad arricchire di parole
il nostro troppo breve pensierino:

del resto sol per dire che mi duole
veder presunti versi mal stuprati
son giunto senza fare capriole…

un attimo, ora in versi ho ricontati…
e sì, seconda pagina iniziata
e i versi sono tutti misurati:

son tutti endecasillabi precisi
e senza avere riga frantumata,
sol rinunciando ad essere concisi,

la mia seconda pagina è creata.
Non c’è bisogno di dare dolore
ai versi con indebita frustata

se riteniamo che doni stupore
al pubblico vedere tanta altezza
o un pozzo assai profondo di dolore

dal quale non s’avrà mai la salvezza!


¹: sfasato;
²: sì, ispirato già per il titolo da un commento di MaricaR.


24/09/2026


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Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 825 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Non voglio altro
che cambiare il corso delle lacrime
più in profondità
nell’anima,
per rinfrescare il mio deserto
e i piedi di Dio.
Allargherei anche la camicia
per fare più spazio
al cuore,
tra le braccia di Dio,
perché possiamo starci
io e te,
i figli e la mamma.
Tacerei
per lasciare che tutto
si posasse
in un libro.
Per sfogliarne il silenzio
poi avvolgermi
con ogni pagina,
come una coperta
tessuta dagli angeli,
per tenermi al caldo
la preghiera.
 
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Profilo Autore: Aurelia Petrea  

Questo autore ha pubblicato 6 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Le tempeste passate hanno scavato solchi profondi...rughe invisibili su una pietra che ha resistito al gelo...
Ogni cicatrice racconta una strada in salita,un inverno lungo che ha preteso il suo prezzo.
Eppure, sotto le macerie la terra trema ancora...i sentimenti bruciano di una luce troppo viva...mentre le mani piano piano cercano il sole....
Non è ancora vita....ma è un inizio di cura.
È l oro che ripara il vaso spezzato.
 
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Profilo Autore: Manuela Albricci  

Questo autore ha pubblicato 68 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Disegnerò albe sottovoce,

echi inscatolati nel silenzio,

petali di luce sbeccati

dal battito del mio petto

e così saprai che il tempo

è uno squarcio di comete

sulle labbra dei miei giorni,

una poesia incompiuta

fra gli orli dell’anima,

sillaba di primavera

cucita al tuo nome soltanto.

Sottovoce scrivo i tuoi sguardi

come passi incerti

fra pianeti sconosciuti,

sottovoce rubo al destino

una carezza d’eternità

per regalarti sottovoce

il bacio dei nostri ricordi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1067 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Mi riservo il diritto di tacere

se non taccio saranno le parole a piangere

al posto del Maestro degli Uccelli

alla domanda: chi ha sistemato le cose

gli astri alzano le spalle

quando parlo di te

sembro una domenica avvelenata

nessuno volta il viso quando suonano le campane

il mio amore vestito di bianco attende

il cavaliere della tredicesima costellazione

trascino il mio vestito come i rettili

sempre più a nord

i tramonti bollono bellissimi, sempre

il cielo posa un uccello sulla tua spalla

mi lascio

unica donna

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Profilo Autore: Aurelia Petrea  

Questo autore ha pubblicato 6 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ciò che sono.

Sono ancora io,
anche se questo specchio
mi nega.

Lacrime e sangue
hanno imparato il silenzio
nel discendere
in quest’anima
che un tempo conoscevo
e ora mi sfugge
come luce tra le dita.

Non provo vergogna
davanti a questo specchio nero.
Non chiedo perdono
per avere amato.

Ho dipinto l’amore
con un nome:

Donna.

Gli orologi
segnano il tempo,
inermi e crudeli,
come se il tempo sapesse
dove condurre
chi resta.

Il futuro
non è che il pianto di adesso
che ha imparato
a chiamarsi domani.

Eppure
non rimpiango
ciò che ho donato:
ogni ferita,
ogni istante
in cui ho amato
senza chiedere al cuore
quanto sarebbe costato.

Anche il dolore,
quando nasce dall’amore,
è vita
che prende forma.

Sono ancora io,
in questo tempo
dove il silenzio
conosce il tuo nome
e l’aria conserva
il profumo
e il calore dell’amore.

Ma tu, Donna…

so che non tornerai.

Non tornerai
a bussare ai miei giorni,
né a vestire d’amore
il mio domani.

Eppure
l’amore resta.

Resta con me,
nel tempo che rimane,
nelle ferite,
nei ricordi,
in tutto ciò
che ancora
mi fa sentire vivo.

Allora resto io,
con ciò che sono,
con ciò che ho perduto
e con questo amore
che il tempo
non ha saputo spegnere.

Nessuna assenza
potrà colmarlo,
perché vive
nel luogo più profondo
dell’anima,
dove io
non ho mai smesso
di amare.

 

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

Questo autore ha pubblicato 93 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Meditando e impettito

corre il mio pensiero ardito

all’immenso soffrire

che l’umano mondo lacera,

e il cuor delle genti fa inorridire.

Ostilità e violenze in successione      

lo spirito e il cuore

fanno ansimar senza ragione.

Pianto di madri su piazze e strade

di vermiglio sangue irrorate,

pungente angoscia di padri

per i tanti figli perduti.

Lacera è l’anima umana

per le guerre cruenti

e i tanti innocenti che giaccion caduti.

Tendenza sempre nuove

con sé conduce potente

il falso autentico fallace progresso,

serbando in seno un latente

e infelice regresso.

Tenace violenza gratuita

celata e parimenti ostentata

pregio e vanto di chi ama l’agguato.

Tutti di Dio Altissimo figli,

ma gli animi abietti e accigliati

declinano gli assennati consigli.

Chi con conflitto e armi  

e irrazionale tenzone si appiglia,

scontro alimenta

e grida creando scompiglio.

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Profilo Autore: AUSILIA GIORDANO  

Questo autore ha pubblicato 14 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Cammino come fossi sospesa in un mondo che non conosco...
Intorno a me fioriscono mille corolle di ghiaccio splendide e colorate..eppure immobili.
In mezzo a questo prato vorrei solo sdraiarmi lasciar andare lo sguardo verso l 'orizzonte lontano 
Ma i ricordi affiorano all '  improvviso e una lacrima scende sul viso fermandosi, gelata anche lei...
Questo vecchio cuore è stanco ,indurito dal freddo passato ma rifiuta di restare così di ghiaccio..eppure trema di nostalgia cercando un soffio di calore...
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Profilo Autore: Manuela Albricci  

Questo autore ha pubblicato 68 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sguscia via il corpo
dal nulla della mia carne.
Polsi premono,
sul limbo dell'ossesso.
L'acido taglia il fiato
infilandosi tra le cosce.
Colpi di lingua sulle costole.
Affondano dita,
sbavando sul lenzuolo
madido d'amore.
Non c'è grazia, solo attrito.
Fiato corto, gola secca,
il bacino urta, il ritmo sbatte,
sparando veleno nel profondo.
La mia faccia contro il muro,
nera, sporca, verticale,
trema ora il pavimento.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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