e il vento vorrebbe cessare
conquistare serenità
far spazio alla chiarezza
nelle cure fallite
Non riesce, pochi sono gli indizi
trapela solamente un groviglio
di ansie ed emozioni
che non ci sono
e si riveste complicandosi
la vita proseguendo
Albe attendono
nuovi quesiti
nuove risposte
senza timori
mentre lei non vive
e più il tempo passa
e più mi chiedo
dove questa strada, ci porterà
Sulle sabbie del tempo,
E della bellezza delle dee
Puoi farne parte.
Ma tra quel sapore antico
Racchiuso nei vasi canopi,
Ritroverai il sapore delle immortali.
Sequenze di principesse senza veli e pudori,
Tra fremiti e amori,
Il lento scorrere del Nilo
Tra le limacciose sponde,
Nasconde la tua fervente anima,
Che scompare sotto fiori d'acacia.
E nulla può il tuo giovane cuore,
Che nell'assurdo ruolo,
Resterà come fulgente stella,
A illuminare il cielo d'Egitto.
Trova quiete in te stesso e la troverai ovunque tu vada……
Lascia che a guidar sia l’amore non sbaglierai strada…..
Non con ossesso ma con pura passione
Doma te stesso, ritorna leone…..
Ora sei pecora, succube in ogni espressione
Contempla e bilancia ogni tua azione
Che tutto sommato ho forse ragione……
Se a condur non è il cuore ma ogni vile emozione
Non hai tu le redini della tua vita
È ora il momento di farla finita……
sacrifica l’ego e ogni io che traspare
poni questi ultimi sull’altare del cuore……
invoca il fuoco sacro della tua volontà
non buttare la cenere ti servirà…….
Ritrovato il bimbo, il puro, il mai morto e il mai nato
Percepirai che tutto è e è sempre stato……
Reintegrato all’insieme troverai pace
Come individuo rimarrai loquace, sereno e fedele……
A te stesso, al micro e a tutto ciò che è…….
Leone consacrato dal lavoro sul sè
Hai appreso il trasmutar……….
Di una pecora un re.
Su di una cima
immacolata,
tra le vette inviolate
si fa luce, sommi poeti
scapigliati,
così tenace
una fonte ancor più arrogante
del mio lussurioso demone.
Come ne fosse la cura
incurante dei ghiacci eterni,
dalla quale sgorga
perenne acqua gelida e pura.
I suoi zampilli nell’aria,
pungente come Lambrate
al crepuscolo per un forestiero,
tracciano, come l’impulso
che è in me, nella candida
neve un sentiero...
inesorabilmente il tempo,
con dovizia e precisione.
Imperterrito,
fa sempre il suo dovere
e tu, povero mortale,
l'insegui continuando
a farti del male,
pensando di poterlo usare
come ti pare.
Trovandoti così tu schiavo
e lui padrone.
Il tempo si perpetua
nel suo continuo scandire,
anche quando non ci sarai più,
poiché dovrai morire,
mentre esso, viceversa,
continuerà a volare,
in quanto è immortale.
come un suono che si perde
dove
il sole si ripara.
L’anima buia indovina
sequenze di pagine.
D’isola in isola
vivo cornici
di mogano liscio
tocco l’impronta
sul vetro, stringo
la luce che mi placa
di foglie dentro il nero.
Sotto la rosa di velluto
si schiude un fiore
eterno che vi dono.
Vino mare e poesia
luccicanti parole al sapore d’ebbrezza
miele vagante che accoglie miscele di grandezza
occhi adornati di meraviglia
sentenze di fuoco
cristalli di terre antichissime
sangue immortale di mille spade
labbra e voci che cantano epiche battaglie
alberi eterni che accolgono l’azzurra quiete
angelici capelli al vento che sono echi di speranza
per chi ha fatto da sfondo a tutto questo.
Rubami pure il sole
come un inchino di papaveri
sulle domeniche del cuore,
naufraga nel mio destino,
spezza la mia anima muta
in un pasto d’iris stellati.
Fotografo i tuoi occhi,
ciliegi ritratti dal vento
su un palcoscenico di nuvole
e tu, rubami pure il sole,
il tuo amore è luce che si specchia
su questa mia camicia di parole.
Questa è solo per te,
tutti gli anni
sempre con quella tristezza,
sempre quel dolore.
Adesso che non ci sei più
si sente ancora molto di più.
Si riempiono bocche,
fogli...
ricordi...
di parole che riecheggiano
nella mente.
La dove tu non ci sei più,
ricordi ancora vivi
dentro di me.
L'Ape con frutta e verdura
pronta nel cortile,
per la mattina successiva,
il vino da imbottigliare,
la barbatella da potare.
Ricordi vivi
impressi nella memoria
indelebili.
Emozioni e
tanti pensieri,
per un amore
che mai svanirà...
Ciao papà...auguri...
profondi pensieri rincorrono la vita,
e di galassie
come un cuore ne fai parte
In quella Luce,
che velocissima ti corre attorno
e non fugge,
effimeri piaceri soddisfi
perpetuo, immutabile luogo senza tempo
con immensa energia
increspi quell'infinito mare
Tu...scintilla di tenebra
accendi in me un'esistenza ormai perduta,
e come un avventuriero affronta l'ignoto
io affronto te, nell'abisso della conoscenza.
trascorro giorni ad aspettare la notte
per immergermi nel buio e nel suo silenzio.
Un’ identità perduta tra la follia,
figlia dei fantasmi che abitano i pensieri,
domande soffocate dalle lacrime che verso
non trovando delle plausibili risposte.
Il mattino non mi sveglio mai con il canto del gallo,
vedo scappare le ombre dalle finestre
e negli occhi mi rimangon impressi
solo fiumi di parole scritte e lette.
Combatto contro i sogni turbati dalla paura,
sembra così tutto incoerente quando ti senti mancar il fiato
e l’ossigeno che dovrebbe alimentarti ti vien negato.
Come vorrei rubar alla certezza le giuste scelte,
scovar la bussala che mi giuda
per scoprir in anticipo dove mi portan i futuri passi,
oltre quegli ostacoli che la mente non sa vedere.
filo conduttore di vita.
La terra che dà nutrimento,
i nostri nonni sentivano
fortemente
il legame con la terra.
Mio nonno lavorava la terra,
ricordo,
un agronomo dell'epoca
assaggió la terra,
per capire se era pronta
per la semina.
Terra un forte legame
con il territorio.
Terra come appartenenza
come identità.
Terra ora un concetto astratto.
La terra,sono le radici
l'inizio del viaggio di un paese.
Dalla terra si vede la grandezza.
Figli cresciuti,
sfamati ,
istruiti,
grazie alla terra e
il sudore della fronte.
Primavera profumo
di terra fiorita,
bagnata durante l'autunno,
gelata d'inverno,
secca e dorata l'estate.
Un tappeto di storia,
sotto i nostri passi.
Avvolgente,
rassicurante,
come la famiglia.
La nostra terra.
occupano i pensieri
superare la paura,
il dolore,
la confusione.
La forza sembra svanita...
scomparsa.
Affogo nel pianto,
nella disperazione.
Tocco il punto più basso...
il fondo...
Dove sono scomparsi
i gradini per la risalita.
Resto in piedi,
ma per poco,
mi accascio...
quasi a sdraiarmi.
Non risalirò mai
da questo dolore.
I lividi cospargono il corpo,
il buio mi circonda,
mi sono arresa,
sono finita.
Segnata ferita...
Ferite dure da guarire,
le delusioni
non fanno più sperare
nel futuro.
Non sono più
disposta a lottare
non ne ho la forza.











