rimasto da solo a lottare
contro me stesso,
tra le vie della mia città
che conosco,
nonostante oggi la senta a me lontana,
come fosse terra straniera.
Nel giardino hanno tagliato l’albero della vita,
non c’è più verde per rinfrescare
e sentir cantare gli uccelletti,
sento solo l'odore di anime morte.
Non vi sono teatri dove va in scena l’allegria,
ma solo un tetro monastero,
dove monaci intonano delle cupe litanie
intrise di malinconia,
seppur fuggire vorrei, ma non posso,
al punto di sembrare un paradosso.
Il mio cuore batte all’inverosimile,
non so fermarlo,
sa che il suo compito è quello
d’insegnarmi ad amare
e la vita riammirare.
corro, stando seduto sul mio letto…..
visito posti nuovi senza uscire di casa e quando sono fuori, dentro sono fermo e quieto
non un impeto o una carezza che sia, mi perturba……
a dire il vero sono molto forte nell’auto perturbazione ma è altrettanto forte il richiamo del centro……
un equilibrio per niente statico mi avvolge e nutre
come una stretta soave, dolce e amara che si percepisce notevolmente……
direi una calma agitazione che mi ricorda, che sono vivo da vivo
è già!!!! Si può essere un morto pur essendo straordinariamente vivo ahahahah!!!!
credo che venga da qui, archetipicamente parlando il mito del famigerato ZOMBIE
o per lo meno è plausibile pensarlo……
e anche qui casca l’asino che mangiava la mela, dritto sulla testa di NEWTON
a indicarci che come spesso ripeto…..
siamo noi e solo noi che scegliamo da che parte stare…….
sfighe, gioie, rabbia o dolore non sono altro che policromie sullo stesso velo
che opacizza uniformemente la nostra visione d’intero……
sta solo al singolo per se stesso e monito acritico per il resto del mondo
essere o non essere! e questo è il problema del caro AMLETO
che mentre era seduto al fianco di NEWTON salì sull’asino, gli rubò la testa e se ne andò via
sul ciuccio parlando ormai trovatosi solo
con il teschio del disgraziato mentre decapitato andava visitando i meandri di DANTE……
DANTE!!! ah no mio caro!!!
Questa è un'altra storia.

Sdraiata nella penombra
di un rosso tulipano
ti accarezzo l'anima
con sguardo inquieto.
Arde il mio desio
sui petali della passione,
ti sfiorano le labbra
e come ali di farfalla
vibrano ad ogni tuo sospiro.
Nel rossore di un crescente mistero
il vento scuote il tuo fiorito sentiero;
la tua luce sexy ed austera
illumina distanze remote
e ti espandi come un'alba improvvisa.
Nel silenzio che intona note di primavera
i miei pensieri galleggiano nell'aria;
di fronte a cotanta bellezza
un forte desiderio mi costeggia l'anima
e sboccia l'estasi del tuo fiore
nel tiepido bagliore
di un germoglio di sole.
A questo punto del corso
naturale della vita,
nel caso specifico in simbiosi con la
nostra storia, i tratti ancora a matita
del suo musetto sono impaziente assumano
i contorni decisi che sapevan dare un tempo
piuma e calamaio; l’impazienza pulita
che avevo al castello quando il vento
accarezzava i tuoi capelli, e io
aspettavo il mio turno… sicuro,
come lo ero allora, che le nostre ora tre
vite siano destinate ad un unico futuro.
Nell’esatto frangente in cui ti poso la
mano un po’ tremante sul pancione
per non svegliarlo, e ti carezzo piano…
in questo istante medesimo sono così
curioso di stringerlo tra le braccia, insieme
a te: sarà così meravigliosamente strano.
l'inspiegabile.
Un numero,
La tristezza
A volte anche
La fila di pini
mi accarezza.
Dai rami degli alberi
Nuvole scendono dall'alto.
Paura,
Mi seguono,
A nulla serve farsi domande,
Solo brividi di confusione

“What have we here, laddie? Mysterious scribbling? A secret code? Oh, poems, no less! Poems, everybody!”
(Roger Waters)
Passeggiamo.
Tanto al corrente
dell’estemporaneità
di questi attimi irripetibili,
che un giorno qualunque
(immagino) diventeranno
una pacata e mite
foto ricordo,
quanto
mai abbastanza
sprovveduti e all’oscuro
dell’incomprensibile ovvietà
del nostro ruolo di passanti.
Siamo animali mai sazi,
quasi-poeti, morti
sottovoce.
protegge i suoi figli
é fallita!
Anche le belve
proteggono i propri cuccioli.
Bambini,bambine.
ragazzi,ragazze.
Abusati,
maltrattati,
derisi,
bullizzati,
sfruttati,
ignorati.
Vergognoso,
schifoso.
Un essere umano
che si macchia,
di un reato,
perché é un reato!
Non é umano.
su un letto d'accenti,
scenografia di cuore
ad un'interrogazione d'aurore.
Il tempo è un'ala del silenzio,
pioggia che ricama un bocciolo,
rovine di un faro a mezzogiorno.
Battito d'anima in disordine,
cocktail di nuvole sorseggio,
rossetto calligrafico del vento
in questa nuda periferia
di un morso di sguardi,
tremule stelle eclissate
al crocevia degli istanti.
Dannata civiltà occidentale
molecola grigia di putridità
frenetica e inutile corsa senza senso
assassina di menti e corpi
lurida e subdola messinscena
di artificiose esistenze
che si accendono e si spengono
come interruttori da gettare via.
Mamma dipingerà la tua
stanza con le tinte del blu,
col tuo nuovo respiro
il vento lo metterai tu.
Appiccicherò stelle adesive
per i tuoi occhioni al soffitto:
che vedano il cielo, il più vero,
non quello che Dio sembra aver sfitto.
Ti appenderò uccellini
sulla culla, proprio sopra la testa
perché ti sia dato conoscerli
prima che la terra li congeda, mesta.
Ogni notte che sonnecchierai
tua madre ed io ci confesseremo
ansie e stanchezza,
a cui per incanto di buon mattino
darai il sapore di giochi e
all’apparenza immotivata freschezza.
Nelle notti di pianti e capricci
ti guarderemo sfiniti,
pregandoti di dormire
ma per magia sul far del mattino
stremati, sorseggiando caffè
avremo comunque qualcosa da dire…
Fin dal primo giorno capiremo fin
da subito che sarai la chiave
di un meraviglioso spartito,
di quelli che nonno insegna alla scuola
e che per te forse tornerà a suonare al
pianoforte… fin dal tuo primo vagito.

Nella brezza della notte che non consola
tutto tace nella quiete del silenzio.
Mi circonda il desiderio di riaverti,
mi consola il pensiero di sognarti.
Quanta nostalgia per parole non dette,
quanta tristezza per carezze non fatte...
Nel tormento risonante
che attanaglia la mente
non si rassegna quest'anima irrequieta,
ulula alla gelida Luna
e ridesta emozioni a lungo sopite.
Nella caotica frenesia dei giorni d'oggi,
nell'atavico dilemma dei miei rimorsi
ho udito a lungo i tuoi discorsi,
per scacciare il torpore dei miei silenzi.
Nel respiro cosciente che inebria la mente
attendo inerme in stato di quiescenza
tra le ombre furiose della mia coscienza,
fin quando la radiosa luce del tuo sorriso
mi riapra le porte del Paradiso.
che costeggia il mare.
C'è una brezza di sabbia
e aghi di pino nell'aria.
C'è profumo di salsedine
alghe e conchiglie rotte.
Ci sono angoli di cielo
che riflettono le onde
e gabbiani che svolazzano
closcando alle maree.
C'è un cuore che batte
lungo il viale
e occhi di sale
che guardano il mare.
alla musica, all’amore……
vibrazioni in essenze materiali, esseri fantastici e duri a comprendere……
per questo, traditi a volte da ciò che non siamo, abbiamo bisogno degli opposti per scalfirci……
la breccia aperta sboccia in una brezza che soave scalda cuore e anima……
nell’armonia, meticolosa scultrice, siamo stati foggiati da abili artigiani
atti a modellare la creta di cui ogni cosa è fatta non che suggellatori dello spirito
maestri bilanciatori, alchimisti che con pazienza eterna alimentano il fuoco nella fucina del mondo
perché esso, estensione in macro di noi
ci riflette mostrandoci le lacune e i mostruosi orrori che abbiamo dentro
è solo per questo che vita agiata e morte pietosa coesistono e prosperano……
in questo piccolo grande mondo, queste cose ci servono per comprendere cosa e chi siamo
vibrazioni si accordano a altre simili e scaturisce quello che ogni giorno ci troviamo davanti……
lode alla vita e alla sua imparziale dichiarazione d’amore, per chi sa coglierla così come viene
non può fare a meno di amarla e diventarne devoto seguace……
monito attivo, di un essere meraviglioso non che strumento impeccabile di verità……
lode alla vita.
in un vaso
concimato
Ti sei presa cura
di lui e senza riaccendere
scintille lo hai visto fiorire
nella luce del giorno
che hai cancellato
ti sei persa senza goderti
nulla solo ombre e macigni
che camminano veloci
pronte ad essiccare
il tempo si accorcia
ma consapevole
continui pitturando
tavole sbiadite
con pennelli sbiancanti
il bianco e nero sono rimasti
altri non ce ne sono
forse gli unici, a disposizione sempre








