Due anime,
due battiti,
un bacio profondo.
Dentro il loro sguardo,
un' unica emozione,
un oasi profonda e tenera,
nella quale specchiarsi
e ritrovarsi.
Abbracciati sempre più,
si lasciano trasportare
dal sentimento.
Come un libro
dalle pagine ancora da scrivere,
scorgono la loro purezza,
la loro dolcezza,
come un bambino spensierato
davanti alle candeline
e al suo regalo.
Ed ecco che magicamente
arriva un sorriso,
il loro sorriso.
Dentro esso,
una nuova luce
li cattura,
li sorprende,
li rende felici,
spazzando via ogni tormenta.
In un turbine d' affetto
e spensieratezza,
arriva come un' onda
l' amore vero,
quello dei piccoli gesti,
quello semplice e delicato,
quello della favola a lieto fine.
Principe e principessa,
dentro il loro castello,
mano nella mano,
complici dei loro sguardi,
complici di quella lacrima
di felicità,
che rende il loro viso
perfetto e raggiante,
come una primavera sbocciata
dai nuovi colori,
dentro il loro tramonto interiore!
due battiti,
un bacio profondo.
Dentro il loro sguardo,
un' unica emozione,
un oasi profonda e tenera,
nella quale specchiarsi
e ritrovarsi.
Abbracciati sempre più,
si lasciano trasportare
dal sentimento.
Come un libro
dalle pagine ancora da scrivere,
scorgono la loro purezza,
la loro dolcezza,
come un bambino spensierato
davanti alle candeline
e al suo regalo.
Ed ecco che magicamente
arriva un sorriso,
il loro sorriso.
Dentro esso,
una nuova luce
li cattura,
li sorprende,
li rende felici,
spazzando via ogni tormenta.
In un turbine d' affetto
e spensieratezza,
arriva come un' onda
l' amore vero,
quello dei piccoli gesti,
quello semplice e delicato,
quello della favola a lieto fine.
Principe e principessa,
dentro il loro castello,
mano nella mano,
complici dei loro sguardi,
complici di quella lacrima
di felicità,
che rende il loro viso
perfetto e raggiante,
come una primavera sbocciata
dai nuovi colori,
dentro il loro tramonto interiore!
1 commento
Avanza la vecchiaia
ma non è una paranza
che ancora per fame
qualcosa raccoglie
è gustosa pesca
in sportiva attesa
una danza,
di gioventù diversa.
Vecchio, di para un laccio
sì, brividi di una parolaccia
- per Scar ... Mufasa -
Bello è anziano, magari
senza aggiunta di ferro
a ponteggio ... sostegno
e chiara mente,
anziano fino all'ultima goccia
il peggio ... può pure aspettare.
Brutto è che vecchio divieni
t'accorgi da impalcature sospette
costrette a reggerti ancora
qualche altro istante
a mente offuscata, chiaramente
la speranza
Ok Simba, dove eravamo rimasti?
Ah, sì ... al non raccogliere più
ma tirar di somme e remi in barca
ma forse è meno importante
del dovere di sentirsi meno vecchi.
Miro l’alba soave, che già s’appresta
a cedere il passo alla germana aurora,
mentre la mente pensa al mio occaso,
che a lunghi passi corre verso l’Ade.
Sento Lachesi e Cloto mugugnare
ed Atropo ghignare, spezzando il filo;
Caronte già mi attende sulla sponda
per traghettar, contento, l’Acheronte.
Or lasso ed egro, ma pago d’ogni dì,
che con solerzia solidale sempre vissi
alla luce del sole e pur delle candele,
al mostruoso Cerbero m’inchino
ed indi a Minosse, giudice degli inferi,
perché mi assegni con clemenza il sito
di una bolgia infernale meno greve,
avendo già in terra io scontato il fio.
Sopra il cielo di Roma,
verso est.
Due amanti si incontrano,
una mattina come tante.
Avvolti dall'aurora
mentre il giorno
pian, piano,
prende possesso del cielo.
Giove e Venere.
Anche se lontani,
si congiungono
ai nostri occhi.
Un bacio pieno di luce,
rischiara l'orizzonte.
Un incontro furtivo
che dura fino al sorgere del sole.
Tre secondi d'amore
per poi lasciarsi
dandosi appuntamento
tra un anno.
Noi potremo vedere ancora
le loro luci
brillare nel cielo stellato.
Ma da soli,
lontani l'uno dall'altra.
Come due amanti
costretti
da un destino crudele
a vivere distanti.
verso est.
Due amanti si incontrano,
una mattina come tante.
Avvolti dall'aurora
mentre il giorno
pian, piano,
prende possesso del cielo.
Giove e Venere.
Anche se lontani,
si congiungono
ai nostri occhi.
Un bacio pieno di luce,
rischiara l'orizzonte.
Un incontro furtivo
che dura fino al sorgere del sole.
Tre secondi d'amore
per poi lasciarsi
dandosi appuntamento
tra un anno.
Noi potremo vedere ancora
le loro luci
brillare nel cielo stellato.
Ma da soli,
lontani l'uno dall'altra.
Come due amanti
costretti
da un destino crudele
a vivere distanti.
Ha sempre una porta aperta
l'ilarità
quando si lascia filtrare
quando è fantasia
che sfiora il tuo cuore .
Cosi che sei in un " tempio "
dalle pareti di cartone
e riconosci da quella piccola finestra
il tuo mare.
il tuo mare.
L'azzurro che sosta sulle montagne
è una lavagna di cartapesta
ci puoi colorarare tutto il giallo del sole
non ha tramonto e ti aspetta .
Aspetta che il brusio delle voci
che portano pensieri zittiscano
appena il sipario in semplice rosso e leggerezza
s'apre e spezza.
Guardati non sei più in platea
seduto in prima fila
ma t'agiti dentro al dramma e allo stupore .
E mentre si spengono le luci
SEI TU che conduci.
Apri gli occhi e comincia a volare ...

Foto dal web
Ai bisbigli nebbiosi dei ricordi
nascosti in ogni tuo fiordo
e ai tuoi aromi, io torno.
Tu mi abiti e mi respiri,
mi disseti ed io di te vivo.
Sei memoria,
emozioni e desiderio
quasi trama della pelle.
Segni ogni piega
come rigagnoli di acqua sorgiva
terra desiderosa.
Tornerò sempre al tuo cristallo
perché accogli e coccoli
comprendi e stemperi l’affanno
fino ad ammansire il cuore.
… Resto qui,
sui tuoi fianchi spumosi,
sul tuo sale, profumo che sazia.
E qui tornerà, fino alla fine,
la mia anima screpolata
e la mia anima ebbra
e tu abbraccerai tutti i miei veli
senza dire parola…
nascosti in ogni tuo fiordo
e ai tuoi aromi, io torno.
Tu mi abiti e mi respiri,
mi disseti ed io di te vivo.
Sei memoria,
emozioni e desiderio
quasi trama della pelle.
Segni ogni piega
come rigagnoli di acqua sorgiva
terra desiderosa.
Tornerò sempre al tuo cristallo
perché accogli e coccoli
comprendi e stemperi l’affanno
fino ad ammansire il cuore.
… Resto qui,
sui tuoi fianchi spumosi,
sul tuo sale, profumo che sazia.
E qui tornerà, fino alla fine,
la mia anima screpolata
e la mia anima ebbra
e tu abbraccerai tutti i miei veli
senza dire parola…
Si fa di pianto l’amore che si è spento,
d’ardor la rabbia d’averlo perso,
un sogno lungamente custodito nel cuore.
L’allegria vien sostituita dalla malinconica tristezza,
consolante amica della solitudine,
gioco infausto d’un perfido destino.
Vagabonda l’anima nel patio dei ricordi,
aprendo le porte su d’un passato immobile,
racchiuso dentro le stanze dei giorni vissuti.
Rimarranno solo parole, versi scritti,
musica ascoltata sotto una manciata di tempo,
il ballo di una indimenticabile sera,
stretti e persi nell’oblio d’un amore vissuto.
Si fa per dire che ascolterai e cercherai,
sicuramente col il tempo dimenticherai.
d’ardor la rabbia d’averlo perso,
un sogno lungamente custodito nel cuore.
L’allegria vien sostituita dalla malinconica tristezza,
consolante amica della solitudine,
gioco infausto d’un perfido destino.
Vagabonda l’anima nel patio dei ricordi,
aprendo le porte su d’un passato immobile,
racchiuso dentro le stanze dei giorni vissuti.
Rimarranno solo parole, versi scritti,
musica ascoltata sotto una manciata di tempo,
il ballo di una indimenticabile sera,
stretti e persi nell’oblio d’un amore vissuto.
Si fa per dire che ascolterai e cercherai,
sicuramente col il tempo dimenticherai.
Percorri sentieri
Che non hanno via d'uscita
Ma solo profumo di glicine rosa.
Vale un respiro d'amore sospeso
Come attimo di luce soffusa.
Cuore in tumulto sulle sponde del lago,
Respira nebbia leggera,
Si dilata..
E abbracci pensieri
Che s'aprono alla speranza
Di un giorno di sole.
Verrà un brillio, un barlume...
Sulle radici che tenere si saldano,
Nell'antico rituale della vita.
Che non hanno via d'uscita
Ma solo profumo di glicine rosa.
Vale un respiro d'amore sospeso
Come attimo di luce soffusa.
Cuore in tumulto sulle sponde del lago,
Respira nebbia leggera,
Si dilata..
E abbracci pensieri
Che s'aprono alla speranza
Di un giorno di sole.
Verrà un brillio, un barlume...
Sulle radici che tenere si saldano,
Nell'antico rituale della vita.
Potevi trovanne uno mijore
e ’nvece te sei scerta er peggiore.
Cavoli tua si stai a rosicà,
so quer che sono, nun posso più cagnà.
Me piace amà, si, ma a modo mio
matina, sera, notte è tempo mio,
nun voglio tralascià ogni momento
pe manifestà er sentimento.
Tu, invece, sei regolare
‘n tempo pe vivere ‘nartro pe amare.
‘Nfà pe me ! Sarò pure ‘ndissoluto
ma all’amore ho sempre creduto.
Fatto al sole o sotto le lenzola
è sempre amore e con lui se vola,
tra mille carezze affettuose,
anche le volte c’hai le tu cose.
Nun so nemmeno ‘nbambolone
da esibì ad ogni occasione,
nun me ritrovo nemmeno ‘n pochettino
a fa la fine der ritrattino
pe riempì l’album da raccolta
de na schiera d’omini folta.
Allora a potemo terminà
sta sceneggiata nun se po’ commentà !
Prima che me dica che t’ho abbandonato
e che io te risponna “ Core core ‘ngrato “.
e ’nvece te sei scerta er peggiore.
Cavoli tua si stai a rosicà,
so quer che sono, nun posso più cagnà.
Me piace amà, si, ma a modo mio
matina, sera, notte è tempo mio,
nun voglio tralascià ogni momento
pe manifestà er sentimento.
Tu, invece, sei regolare
‘n tempo pe vivere ‘nartro pe amare.
‘Nfà pe me ! Sarò pure ‘ndissoluto
ma all’amore ho sempre creduto.
Fatto al sole o sotto le lenzola
è sempre amore e con lui se vola,
tra mille carezze affettuose,
anche le volte c’hai le tu cose.
Nun so nemmeno ‘nbambolone
da esibì ad ogni occasione,
nun me ritrovo nemmeno ‘n pochettino
a fa la fine der ritrattino
pe riempì l’album da raccolta
de na schiera d’omini folta.
Allora a potemo terminà
sta sceneggiata nun se po’ commentà !
Prima che me dica che t’ho abbandonato
e che io te risponna “ Core core ‘ngrato “.
Oltre a comprendere la fatalità del senso
terse compiacenze diluite al caso
e si limitò a defluire com’acqua piovana
dal luogo buio di forca inumana
al nulla tacitato all’avvenuto scollamento
isolamento anestetizzato all’evento.
Ancora il vuoto in parole scorsoie
la mente, solo per vederle navigare sole
solo per gettarle alla rinfusa nel covo
l’orgia di solitudine annaspante bava.
Tutto torna al fine prima della rima
quella presunta poesia a imitare l’anima
non prima d’ornare la posa in scacchiera
quel tanto che basta per invitare la penna
a sdraiarsi complice alla sua mite vena.
terse compiacenze diluite al caso
e si limitò a defluire com’acqua piovana
dal luogo buio di forca inumana
al nulla tacitato all’avvenuto scollamento
isolamento anestetizzato all’evento.
Ancora il vuoto in parole scorsoie
la mente, solo per vederle navigare sole
solo per gettarle alla rinfusa nel covo
l’orgia di solitudine annaspante bava.
Tutto torna al fine prima della rima
quella presunta poesia a imitare l’anima
non prima d’ornare la posa in scacchiera
quel tanto che basta per invitare la penna
a sdraiarsi complice alla sua mite vena.
Condivisione all'universo di frasi fatte e rifatte
noto con stupore pietre ruvide accendersi
filtro il tempo con stupore sconosciuto
intanto il mio io sconosciuto emerge
le dita si muovono con decisione
e gli occhi le seguono gioiosi …...
Nella quiete di questo silenzio fittizio ed artificiale
osservo immobile il grande Cielo blu
ed in esso le stelle danzano intorno
ad una grande e fredda Luna.
La brezza della notte
è la fredda carezza di un cadavere sul mio viso;
qui ora tutto tace, perfino le rumorose fabbriche,
da cui sono circondato,
ora sono enormi pachidermi silenti e trapassati.
Nella mia illogica mente
penso che sia colpa dell’inverno,
ma non è affatto così.
Ed anche se la mia mano trema un po’,
non posso fare a meno di addentrarmi
in questo Mondo ormai Morto,
sembrano passati secoli, è vero;
ma l’orologio mi ricorda beffardo,
che sono passati solo pochi minuti
e che la colpa di tutto
è solo del mio Spirito irrequieto
che ancora non si rassegna
alle dure regole della Realtà
e se ne inventa una tutta sua,
nella quale ancora s’illude di essere Libero
ed Invincibile.
Ma la triste verità
è che è prigioniero di questo Corpo limitato
che lo trattiene e lo lega a questa Terra
come la più dura ed inespugnabile delle prigioni;
una condanna più dura di un ergastolo
per qualcosa di etereo come l’Anima,
per questo si dimena ed ulula nel mio Petto
in questa notte immobile.
D’osservazioni delicate e penetranti
-ti vorrei
-ti vorrei
- come vasto anfiteatro che abbraccia i miei silenzi
- d’intelletto libero
che segue le sue leggi chiarissime;
che segue le sue leggi chiarissime;
-d’aspirazione d’arte sul mio corpo
che osi guardarmi dove saggi odor di sale.
-E scivolarti vorrei -dove grida l’amore
--dove mi resti nello sguardo
-fino a sfilarsi ogni cosa
-con riguardo arcano
quasi pagano e poi cristiano.
quasi pagano e poi cristiano.
Fino alla sommità
-della nostra similitudine
fatta d’un velo leggerissimo
-sorretto dalle nostre corde tese
da una fantasia insolita fino essere felici
-come fosse amore eterno
senza pretese.
senza pretese.
E se piove ancora
-ti vorrei
-ti vorrei
per arrossare il fuoco
- col tuo odore sincero
-la tua fluttuazione intorno
la mia orlatura- il mio ornamento.
Con la tua proposta
Con la tua proposta
dal singolare sapore di profanazione
d’effusione mista a lacrime
-per incontrarsi poi-nella gloria postuma
nella mia parola voluttuosa:
Quando ti vedrò ancora?



La solitudine è un'insegnante severa,
mi ha svelato il senso della realtà,
a contar su me stesso
e ad affrontare i rischi della società;
a saper piangere nel cuor della notte con umiltà ,
ad aver pazienza e rispetto con chi non ne ha.
Mi ha indicato la strada della verità,
ad esser sincero e generoso con vera umanità,
a riconoscere la maschera della falsità
e a lumeggiar gli spazi immensi dell'oscurità.
La solitudine mi ha insegnato il vero amore,
a decantar passioni che aiutano a sognare
e a vedere tutto ciò che non sapevo di avere.
Mi ha insegnato a comprendere,
ad apprezzar la vicinanza di chi ha voluto restare
e perdonare chi purtroppo non mi ha saputo amare.
La solitudine per chi sa attendere e capire
diventerà l'unica luce in grado di illuminare
senza mai pretendere né tradire.












