Fiocchi candidi quasi sospesi
Cadono senza rumore
Danzano come ballerine
Poi si posano quasi con rimpianto
Prima di sparire.
Così io mi sento
Cristallo senza calore
Di rara bellezza ma freddo il cuore
Dei miei passi di ghiaccio
Non resteranno impronte
Solo piccole lacrime in fila
A seguire la via come perle infilate
Che non porterài mai.
Ed un manto freddo
Ricopre di finissimo fiori
La tua tenue fiammella.
Fuoco fatuo e blu
Aura di fredda luce
Raggelera' tutto anche la tua voce.
c'è una lepre o un coniglio?
basta aprire la gabbia:
Se scappa è una lepre
se resta è un coniglio.
Ma in me amico caro
su chi parte e chi resta
il dubbio rimane
perché in ogni caso
ci vuole coraggio.
La libertà per ognuno
ha un sapore diverso.
Potrai distruggere tutti i musei
ma non cancellerai mai la Storia
Potrai bruciare tutti i libri che ritieni impuri
ma non sconfiggerai mai la Cultura
Potrai screditare tutte le religioni
ma la Fede è Immortale
Continua pure con i tuoi Attacchi subdoli
Io non ho paura e posso morire una volta sola
Ma quello che rappresento,
Il Pensiero
Continuerà a vivere.
Tu continuerai ad avere Paura
del mio Pensiero
e morirai ogni giorno,
perché quello che tu rappresenti,
la Paura,
prima o poi muore.
E se muore la Paura che tu rappresenti,
tu stesso diventi niente.
cariche di desideri e di ricordi,
emozioni che nutrono l’animo,
sviluppano il piacere di raccogliere
nella mano i seni dell’Universo
nell’intenso turbinio del vento…
tra piccoli orizzonti di luce…
Il mare: un giocondo specchio:
contiene il tempo nelle bocche dell’onde,
esalta le figure della sera nella sfavillante
policromia della notte.
Nutrirsi di pensieri fecondi veraci
nello spazio biancastro che forma la spuma,
dormire su un letto variopinto di conchiglie
nella penombra, al calar del sole, avvolto
dal manto rossastro delle nubi.
Respirare l’aria iodata dell’alba
deglutendo i sospiri del vento,
seduti e pensosi.
Il mare: il segreto che sprigiona impulsi
nella spazialità dei corpi bramosi e avidi
di carpire i misteri del mondo.
Il mare placa i sussulti dell’anime
rosicchiate dal tempo galeotto
trascinandole in un’estasi di delirio,
in tante emozioni di vita.
Il mare: il riflesso della luce,
il riflesso del suono nell’aria densa:
la delicata armonia delle cose
nell’infinito connubio col tutto..
Il mare: naufragare verso giacigli sconosciuti
misteriosi, col cuore palpitante
abbagliati dall’astro dorato,sovrastante
la vetta del cielo fra lo sterminato azzurro.
attualmente deserta
luogo degli incontri
di ragazzi vivaci,
un armonico cuore
di giovani cuori
Madre di adolescenti
li hai visti germogliare
semi mutati in piante,
noi ci siamo divisi
e senza lasciare traccia
ti abbiamo abbandonata
Questo vuoto ti regna
il silenzio colpevole
di questa tua tristezza,
tu resterai nel tempo
custode di ricordi
lontani come un isola
Tonfo intermedio d'un giorno
nel rigurgito estivo a raggi e astri
Le stelle cadono
che non v'è cielo a tenerle alte
nello staccarsi come mandorle di panettone andato
Riscrivo fnchè ho respiro geometrie alla metrica
inumidendo angoli di fogli in braccio al senno
mentre rattoppo nuvole bucate d'astenia
con baci, abbracci e carezze.
Faccio spazio nel mio cuore
e lo sommergo del tuo sentimento.
Chiudo gli occhi,
e cammino sulla sabbia,
e sento il tuo calore addosso che mi mette i brividi.
Con un bacio penetri la mia anima,
di delicato desiderio.
Con un abbraccio mi rendi tua,
su questo tappeto inaspettato d’ emozioni.
I colori delle foglie dell’autunno diventano
un bellissimo arcobaleno da poter ammirare,
assieme ai tuoi sguardi profondi d’ amore.
Le tue carezze diventano la mia seconda pelle,
dolce calore di un tramonto.
È un sentimento che brilla
nella notte più buia
di tutti i tempi.
Fasci di stelle cadenti
ci cullano, per un desiderio
che non finisce mai.
Nel sogno, tu...
Distesa sulla sabbia bagnata
ed io, con grandi ali
dolcemente ti accolgo
fra le mie piume.
Riscaldo il tuo corpo fremente.
Languidi gli sguardi
mentre spicco il volo
e ti porto via...
Planeremo là, dove l' arcobaleno
incontra i colori del tramonto.
Aspetteremo l' alba
di un nuovo amore
e non saranno le parole
a dirti che... Ti Amo!

Migro lontano da me stessa
con gli occhi velati
attraverso aridi deserti.
Vento di scirocco
m'avviluppa come cappa.
Attorno a me tutto scorre
e tutto s'adagia
in una silente solitudine.
Solo la voce del vento sibilante
nell'accompagnarmi
in questo squallido cammino
pare voglia parlarmi
frustando le mie brucianti ferite
nel mio stanco arrancare
in questo enigmatico errare...
Il corso di laurea, l’alloro è già pronto
l’iscrizione è confermata, acqua di velluto,
registrata nei geni, nel nucleo d’elettroni
che ruota intorno alla lama di luce.
Sei sorgente, respiro e foce di ogni pensiero
siero che spazza le note dolenti,
lente per ingrandire flussi e dettagli,
ventaglio per muovere l’aria, foglia
sempreverde, l’intero che copre la faglia,
figlia capricciosa in lite con i fogli
dell’esistenza. E se restano spenti
i fari dei tuoi occhi, è perché il vero
a volte non può mostrarsi sulla croce
del Calvario. E scorgo lampi e tuoni
prima del sereno nel porto riparato
che ci aspetta alla fine del girotondo.
Silenzioso resta il cuore
su alture profuse di fiori
su profumi e colori
s'intravede appena il mare
e l'orizzonte azzurro appare.
silenzioso e quasi assente
sorvola paesaggi
che tracciano strade per respirare
ma ormai senza parole.. Tace.
perché anche la piu' piccola frase
aprirebbe cascate di lacrime perse
e solchi sul viso , sofferenze profonde
e tagli incisi.
tace e si chiude anche all'amore
perché inutile tutto diventa
quando parla lingue diverse.
lento inchiostro scende
e ricopre il battito stanco
di parole mai dette.
E poi l'aria
Nel passare antico degli anni
nasconde nella polpa burrosa le armi
c'è un impiccato in una mela che oscilla
uno che s'è fatto d'eroina
e per un ago
ha venduto sua figlia
gli alberi conoscono la verità
l'estate non è che un teatrino di provincia
qualcosa che si fa di nascosto dalle armi pesanti
la guerra è cosa da grandi
anche l'autunno lascia le sue piccole morti sul selciato
piccoli niente decapitati alla rinfusa
gente che è vissuta di benessere nei grattacieli
ed è andata su e giù negli ascensori
con la cravatta e la carriera in valigia
non più di una peste
è bastata per portarsela via
le armi pesanti ruggiscono invece nella pancia della terra
nessun autodafè ma distruzione pianificata
così dall'inizio dei tempi senza bisogno di codici e leve rosse
l'ordine di uccidere Lorca è venuto dalla pancia della terra
in fondo la guerra civil s'è messa a servizio
le è stato detto di entrare negli ingranaggi della cicala
cantare qui e là una canzone libertaria
poi
l'inverno ha fatto il resto e si sa l'inverno
scarica pallottole nel cuore d' agosto
così...
per ricordare che non c'è nessuno sconto
quando si tratta di uccidere un uomo vero








