non troverai mai posto
che non sia nel centro.
Tu, che per natura
ami stare all'ombra
che t'avvolge e ti consola.
Verde germoglio
cresciuto in un sentiero
dove ,solo, si muovono
anima e pensiero.
Vi è dentro ai tuoi occhi
una pace che turba!
Incomprensibile al ragazzo di ora.
Così per guardarti ti fanno cerchio.
Nessuno di loro vuol sfidare
il tuo sguardo da solo a solo.
Dentro ognuno v'è lo stupore
ma di più v'è la paura
di vedervi dentro
la sua stessa natura.
La mano nella mano
e' un concetto evolutivo
che non ha bisogno di parole,
spina dorsale, anima,
dal carattere intuitivo,
volo alto d'aquila
che non sa' come atterrare.
Giri concentrici e sguardo sulle alture
ma una mano
può donare il calore che s'apre.
Tace il labbro e la sensazione sale
tra il verde del bosco e il cuore.
la vita si tramanda, si trasmette,
stessi modi e stesse voglie,
sorrisi in faccia alle ragazze
del segreto dell'amore
custodi e infette,
regalo o forse dono
che nessuno può spiegare.
Nell'intatta nostra indole,
dove il cerchio della vita gira sempre,
noi protagonisti incompresi
consegnamo le nostre ali
dove piume sosterranno
quel assurdo volo
che ci rende forti e fragili.
le migliori prospettive.
al buio una poesia.

Fugga lo specchio immobile dell’iride
che preclude la bellezza rifulgente
di quegli azzurri assimilati dall’anima
esaltandone il sorriso
ed accendendo il cielo di quella soavità
leggera ed impalpabile
che eleva la gioia universale di un sorriso,
fonte che scaturisce desideri
atti ad innescare sogni ambiti
volti a dipingere realtà desiderate.
perché il tempo passi in fretta
per chi non ha dormito
per chi sogna…per chi aspetta….
per chi nasconde dentro se
un progetto o un ideale
che non si avvera mai.
C’è sempre un’occasione
sia di giorno che di sera
ma strano e ch’io ricordi
quella volta Dio non c’era
non riesco più a vedere se
è notte o spende il sole
neppure insieme a te.
Ma il cielo è amico mio
come un angelo con Dio
ed io saprò volare come un aeroplano
anche senz’ali andare più lontano
l’alba è qui ….. tu sei qui.
Ma il cielo è amico mio
come un angelo con Dio
ed io ho ritrovato tutte le ambizioni
chiuse nel limbo delle mie intenzioni
l’alba è qui…….
tu sei qui.
E’ lunga questa strada
ma troverò l’uscita
e non importa quanto
camminerò in salita
perché anche col pensiero io
riesco ad inventare
un cielo tutto mio.
S’inarcano le mani
come stormi di gabbiani
il saluto più sincero
per l’amico mio più vero
di nuovo sto nascendo io
un cigno dal suo lago
un’aquila dal nido.
si muove felpata,
tra le zolle di erba bagnata.
Stupida farfalletta,
poggiata su un basso ramo.
Veloce animale,
ma di Teresa a portata di mano.
Agguanta il volatile
la fresca bimbetta,
tra lo scricchiolìo di legno.
Sorride sgargiante Teresa,
mentre torna a casa
gridando:
"L'o presa!L'ho presa!"
fino al male
i miei pensieri
risalgono la linea
di galleggiamento,
riapro gli occhi a stento
ma la bocca
si chiude alla corrente.
La verità brucia e scrosta
le patine galvaniche,
il marcio
sotto l'oro nel dente
corrode
ed è dura tacere
di fronte a menzogne
e malerbe più scure.
Nel flusso alghe nere,
vortice e cerchio
in una gabbia di squali
dal sorriso tagliente
questo è il gran
compromesso :
suono d'abisso
che inghiotte,
poi solo rosso.
riaffiorano ricordi fanciulleschi,
nostalgia di quei tempi leggiadri
come i bei colori delle farfalle
Celestiali momenti indelebili
oramai distanti come un oceano
mi guideranno per tutta la vita
son parte essenziale del cuor mio
Lamenti percorrono la mia mente
come Spiriti irrequieti che guizzano
nel fondo torbido di un pozzo.
Vorrei ma non posso.
Tento di salvare tutti,
ma non penso mai a me stesso,
forse perché m’illudo
che ci sia qualcuno da qualche parte,
che tenga a me e che voglia il mio bene.
Nessuno piange mai per me,
nessuno versa mai una lacrima per il Cattivo.
Istericamente rido di me stesso
e della mia condizione,
nell’involontaria spirale situazionale in cui sono.
Perché posso, ma non voglio.
Devasto il mio essere cercando di essere
più freddo ed impassibile.
Sogno la coscienza del rettile
che con il suo sguardo vitreo
resta sempre illeso negli scontri emozionali
che ogni giorno
devastano la psiche di tutte le persone del Mondo.
Sono e resto Niente,
mentre guardo il Male che guizza nel bicchiere
e bevendo non faccio altro che immergermi
con il fine ultimo di essere portato alla deriva
ed infine annegare in questo Mare
che altro non è che
il mio Rancore Morente.
Nelle città
d'infedeli volti
l'euforia infinita
invade la mestizia e viceversa.
S'accompagna
il passo lungo di seriosi benpensanti
con quello corto delle anime migranti.
I colori son dispersi
degni d'una VHS,
s'offron nudi al buon mercato
delle strade brulicanti.
Nuclei armati d'ateismo a caccia d'angeli
acquasanta sopra i lanciafiamme
in alto sfrigolan le antenne
di palazzi eiaculanti.
Restan pochi spazi
un bilocale appena
per i pensieri più difformi
vadan essi da mortifere ossessioni
a propositi carnali
mentre senza sosta giocano
le partitelle loro
Tatuatori contro Tatuati
l'arbitraggio
è della pelle immacolata.
quella sera di luglio al faro
camminando tra sentieri belli
al calar del giorno,di luce avaro.
Ho ascoltato le Diomedee
e il loro mesto pianto
delle Tremiti son le dee
e un vagito è il loro canto.
Piangono sulla tomba di Diomede
e sull’isola di San Nicola gli albatros
rendono al condottier la loro fede
e ricordano tristezza e tanatos*.
Da molto lontano son partite
per rendere omaggio al loro Dio
per sempre punito da Afrodite
qui Diomede a pagare il fio.
*Morte nell’antica Grecia
all’ombra stanca di parole vuote
da briciole di sole fugga – in dote
all’occhio – e travi senza voce tessa.
Cominci il sorgere d’inverno cupo
verso uno stagno di speranza imbelle
con quella rosa fragile di pelle
chiara, scavato un solco in un dirupo.
Sento alla fonte ancora che zampilla
remoto il tuo sorriso che non sciupo
e bruci tra le mani come stella
che nella terra arsa più non brilla.
Del proprio sangue si disseta il lupo
e stringe l’osso dentro le budella.











