Un rapido mutar di vento

e sorgesti tra ghiacci senza fine.

Si gelarono i pensieri per cercarti.

Lenta, lenta, inesorabile fu l'ibernazione.

Non sarà forse eterna

seppur la chiamo fine.

Chissà...

Forse un nuovo sole

in altra era, scioglierà ghiacciai

inabissando il mondo.

Correnti segrete muoveranno fanghi.

Si ritireranno le acque infine.

Sorgeranno paradisi

che si credevano perduti.

Rivedremo Atlantide

e i suoi abitanti.

Parleremo la loro lingua,

non ci chiameranno stranieri.

Non saremo bianchi, nemmeno neri.

Saremo di colori simili ad arcobaleni.

In cielo voleranno ali giganti,

ma non avranno artigli né appuntiti becchi.

Nessuno volerà mai in cerca di prede.

Ne camminerà tra boschi

strappando anime alle carni.

La sera ci si troverà attorno a un fuoco

che nessuno avrà rubato agli Dei.

Sarà stato recato in dono dagli stessi,

che ameranno sedersi accanto a noi.

Non più mortali; perché già morti.

Ma sempre e ovunque, tra spazio e tempo,

Anime capaci di grandi sogni.
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Profilo Autore: Ibla  

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Riconosco il mio cielo

dove sotto ogni stella

ho visto fiorire roseti

e petali cadere

 

sulla sabbia che amavo

infrangevano

le onde del mare

mentre l’albero

spandeva le sue foglie

e non facevano più ritorno

sopra i rami

 

ora

conosco il destino

delle tante stagioni

una veste gli alberi

l’altra li spoglia

 

la terra è un amore

un luogo assoluto

dove a ognuno

è dato scoprire

il suo cielo

 

allontanarmi da te

solo con il corpo non basta

non vi sarà più distanza

se il cuore resta.
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Profilo Autore: Sandrino Aquilani  

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Rimango in attesa,
tra agave ai crepacci
e oleandri fioriti,
sospesa tra l’infinito azzurro
e la brezza marina. 

Di quell’istante in cui,
l’anima ruba la mia mano,
e come violino,
detta musica in versi.

L’estate mi sussurra,
tra le dimore sulle rocce,
ed io l’ascolto.

Zinzullio di malinconiche rondini,
s’intrecciano alla pace
di tramonti silenti,
e le ali spianati
di bianchi gabbiani
infilzano un manto di stelle
sulle calme acque.

Dalla sommità del mio guardare
respiro l’immenso,
quell’afferrabile tutto,
di bene ciba il cuore,
divenendo pur mio,
e di quel tutto,
avverto farne parte.


avvertL'immagine può contenere: fiore, pianta, cielo, natura e spazio all'apertoo farne parte.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Amo levarmi presto
nelle mattine estive,
al canto degli uccelli
che arriva da sopra gli alberi,
e l'allodola canta insieme a me.

Ho il calore del tuo abbraccio
che m'infonde amore e coraggio
nel prosieguo della giornata,
è un cerchio di affetti consolidati il nostro
che raggiunge con semplicità
la fibra del cuore.

Amiamo il nostro lido,
l’unico che ambiamo abitare
dov’è piantata la nostra radice.

Osservo le tue mani lavorare
nell'umidità della nera terra,
rastrellare, scavare solchi,
piantare semi, tagliare arbusti,
strappare erbacce
perché il prato del nostro giardino
sia eden prezioso.

Un sogno vissuto ad occhi aperti
il nostro connubio,
un vivere semplice ed agreste
che ci tiene legati agli stessi desideri ed ideali
e c’invola in armonia nel nostro divenire
benedicendo il nostro risveglio.
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Profilo Autore: Grace D  

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Ti aspetto al bar Cristallo
con un caffè corretto
e il Zanardelli bianco
strapieno di turisti
che canta in mezzo al lago.
Mi intriga il danke di un bambino
biondo come il grano al gelataio 
per un gelato verde arancio
più grosso della mano.
Dalla terrazza il fox terrier
della contessa domina la piazza
e fissa il cane senza petigrì
della Valeria e un vagabondo
con l'ocarina in bocca.
Ho tanto sole addosso
e tanta gente intorno che quasi
chi aspetto me la scordo
ma appena che la vedo la rivoglio.
E allora vado a perdermi 
nel lago con la barca
tra boschi profumati, piercing
farfalle e coppe di gelato. 


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Profilo Autore: francesco  

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La fatica si affretta 
Sulle braccia
Delle donne 
Vigorose
Scende grave la sera
E il signor Tempo
Dona un altro giorno
Al mistero dell'esistenza
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Nei tuoi occhi felini si nasconde a stento

la tua voglia di libertà,

sorridi e a fatica trattieni la tua natura.

Sotto la pelle

la tua Anima inarrestabile guizza e scatta

fremendo nell’attesa

che tu la lasci andare verso luoghi a tutti ignoti.

Ti sento forte durante la mia attesa,

non ti vedo, ma so che ci sei;

sei tutt’intorno a Me.

Mi guardi

come farebbe un Predatore con la preda,

da immaginari anfratti di un’ipotetica foresta.

Ma Io no ti temo

e non ho paura dei tuoi artigli e delle tue zanne;

non mi farai del male,

ti avvicinerai,

mi annuserai,

farai qualche ruggito sommesso

e dopo esserti strofinata,

te ne andrai lasciandomi

in mezzo al Niente delle cose del Mondo,

inebetito ed estasiato

dal valore stesso dell’incontro.

Sei una Chimera,

e come tale puoi esistere in mille realtà,

compresa la mia, certo,

ma non in questa.

Sei un Sogno vivente,

che non muore quando nasce il giorno.

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Profilo Autore: StrayCat  

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La solita serata pensierosa
lungo fiume di perle del passato
riemergono in silenzio,
taciturne come le valli alpine.

Mi rimandano in quel tempo vistoso
dove la gaiezza regnava l'odio,
assaporo questi vecchi ricordi
prima di tornare al triste presente.
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Profilo Autore: Vincenzo98  

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Riva d’amor

fra i miei sensi,

garofani sul cuor,

abbraccio di bocca,

nuda luce d’auror.

 

Parole d’anima

fra giorni di sole,

neve di nuvola a sera,

fieno d’azzurro astrale,

pane del grembo lacrimale.

 

Lo sguardo s’abbottona

alla danza di una vela,

l’amaca del tuo ricordo

è un battito a primavera.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Possa correre un rivolo

giù per vetrate d’occhi

perché non fugga ossigeno in maree

oscure. E che la terra si ravvivi

- la fonte cresce in ombra e il nocciolo

è cieco bulbo. Quale sorso

perenne al sorriso trabocca

soffocato sulla clessidra immota.

Sono parole d’ocra. Si dipanano                                                  

in spine di tramonto, l’ora gela.





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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Mi piacerebbe scrivere una canzone
Di grande impatto sociale e politico
Che faccia così

O Signore, perché non mi compri una Bicicletta 
I miei amici guidano tutti le Porsche, devo fare ammenda
Ho lavorato duro per tutta la mia vita, nessun aiuto dai miei amici
Quindi Signore, perché non mi compri una Bicicletta

O Signore , perché non mi compri una TV a colori 
di quelle grandi che arredano la parete, li nella sala grande
una TV al PLASMA, schermo piatto, piatto come il mondo
"grande stronzata reality" sta cercando di contattarmi
Aspetto per la consegna ogni giorno fino alle tre 
Quindi o Signore, perché non mi compri una TV a colori

O Signore, perché non mi compri una serata in città
in questa città dei balocchi, dove polvere e vento 
li tocchi e li baci, dove gli amici e gli amori ho incontrato
dove un giorno d'autunno sono nato.
Signore, perchè questa città non la rendi d'oro
dove posso guardare e disprezzare loro
quegli in giacca e cravatta che salgono le scale
che hanno tutti una Porsche...
Conto su di te, Signore , per favore non mi deludere
Prova che mi ami, e offri il prossimo giro
poi ti porto con me a cena...in quel campo di cipressi
O Signore , perché non mi compri una serata in città
tu che puoi, che sei venuto a salvarci e t'hanno ammazzato

O Signore, perchè non mi compri i miei consensi
bastano poche centinaia di Euro
so che mi vuoi al tuo fianco alla tua destra, della tua destra
ma perchè non mi compri questa città
Squinzano non vale i soldi, vale una bici, 
vale la solitudine dei miei migliori amici
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Profilo Autore: fgl  

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Navicella tra mondi d’anime e cervelli,
col suo diario vola solitario.
Emozioni le sue costellazioni,
propellente per la sua penna.
Traduttore simultaneo del creato
ritrae le verità nascoste,
le domande e le proposte,
non chiede né ribatte,
combatte col reato e non si espone.
Missione segreta quella del poeta,
ombra discreta dei nostri sogni,
velo di pace sulla nostra inquietudine.
Sognatore senza notte e senza giorno,
senza andata né ritorno,
dai colori intensi o sfumati,
il poeta raccoglie la sua brezza
e con delicatezza la porge a noi
che spesso lo deridiamo.
Moneta dello spirito,
atleta completo della sua missione,
forse questo il poeta.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Molte volte ho pensato  il palazzo di fronte, le verande, i panni stesi

il cortile che ci divide. La vita riempie il cemento, scorre lungo le scale

i corrimani, gli ascensori e si accumula 

dentro uomini, donne, bambini ed è questo il modo di competere

con la bellezza, la simmetria, l'esistenza di ciò che invece è perennemente cristallino

o sotto l’azione del vento o della gravità

 

In tutti il tempo è visibile almeno finchè compare il cammino

da un punto all’altro di un colombo, tra i compagni a brucare nel prato

o agitandosi per un improvviso disappunto

nell’aria

 

Di tanto in tanto un piccolo stuolo verde di pappagalli sorvola

chiassoso lo stesso campo di paglia, entra nei miei istanti,

dimostra che la lotta per sopravvivere li chiama nel dove e quando

tra me ed il sole riflesso della parete bianca

 

Uno stesso minuscolo uragano agita l’aria intorno ad un camper

Al centro del cortile e scompone le chiome dei pini

 

Immagino tutto ciò che avviene nel palazzo di fronte

la piantina di basilico odorare su una finestra di cucina

un io simmetrico al mio interrogarsi, interrogare

e le forze in gioco, nella luce tra gli aghi con la stessa costanza operare

quando le stanze primas’illuminano e una dopo l’altra scompaiono

 

E ricompaiono in me i voli, le lotte in un lento girare senza senso

del vivere uguale a civetta, lo stesso algebrico buio di pilastri che sorreggono l’orsa

e cantine che s’inabissano tra radici di acacia che nessuno vedrà

 

Vita e non vita sottostanno a leggi che soddisfano loro stesse

e spingono gli elementi a combinarsi e mutare sorte

perché ci sono

e non sono il dio che li fa essere e morire

nel suo eterno rimanere uguale e mai contraddirsi
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Profilo Autore: fintipa2  

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A fatica tratteniamo il respiro

nemmeno una foglia in diritto,

movimenti preclusi, poi ...




il tuffo




nel tempo che passa

tra archetipi

e stereotipi.




Ma dalla ricerca nessun risultato

ché da gamberi abbiamo attinto

- lasciati ai Watussi i passi giganti -




Sgomento e maschere

al rientro nei ranghi

senza nemmeno girarci.




Stella ...




dai continuiamo a giocare.
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Profilo Autore: ING BOWLING  

Questo autore ha pubblicato 452 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
    
A volte ne ho viste di verdi, perlopiù sono verdi,
le canne dell'acqua -
le sento che suonano quasi sempre
sia arrotolate che appese a un gancio di ruggine
conchiglie di Mimì, di una sabbia grigia che non hanno

e oggi qui nel prato è il braccio
di un'anziana donna a versare su una tomba di limone
la musica dell'agosto.







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Profilo Autore: Alberto Automa  

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