In fondo arriva l’ora  di chiudere i libri

E affrontare il giorno senza desiderare un verso

 

A  metafore spente si è pari all’azzerarsi del conto bancario

così sperduto  sono in balia d’ obesi:

affaristi e borghesi a cui dare da mangiare

 

-Povero te, amico.

 

C’è un amministratore che non perdona

e ti  giochi il conto in un’aria da buco nero

 

Seduto al tavolo di guerra c’è Trump

sull’altro fronte cigola la mia esistenza

era salda sai? Faceva pendant

col ricredermi sul comunismo

 

Il presente ha maturato il botulino

era per la vecchiaia la sorpresa

 

Tutto sommato il più solido dei niente

ha attraversato

La mia vita

 

Ora spara a salve

contro una copia di Wall Street
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Profilo Autore: fintipa2  

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Prova a chiudere gli occhi,
e ora cerca il mare,
prova a scaldarti al sole
e a sentire vivido
su di te il suo calore.
Tra le ciglia dei tuoi occhi
chiusi
danza la sabbia,
come mille dervisci rotanti
sulle ali del vento,
biancheggia
come ali di farfallebenefici del sole
che lievi ti sfiorano la pelle.
Cerca dietro le ciglia chiuse
Il luccichio delle onde,
e il delicato crepitio
quando piccole e spumose
ai tuoi piedi lasciano
conchiglie e chimere
da inseguire.
Nel balenio di luci
dietro i tuoi occhi chiusi,
si infrangono le onde
e il corpo ora si espande,
a ritrovare posto
tra le infinite stelle.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Così sei tornata al nucleo.

Non più conscia di silenzi e suoni…

Forse ci sarà un altro “Big Bang”

Ma…

Altri noi?
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Profilo Autore: Ibla  

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Schegge di luce

accartocciate sul cuore,

fior nel buio recisi

da una lacrima di stupore.


Mareggiate nella mente

struggono le spiagge mute,

riverberano accenti di stagioni,

e sei assenza e spora di passioni,

bouquet di giorni astronomici,

farina del silenzio rovente.


Se la notte colorasse il tempo,

come petali di cristallo,

il sussurro del vento di marzo

abiterebbe i tuoi occhi

di luna e zafferano di nuvola,

e saresti ancora tu,

inchiostro d’amore

nelle mie stupide ore sole.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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così capitava di fermarmi ma il gelo inchiodava il respiro 
Pensavo fosse bianco il tepore dell'alma fra piume candide a merlo di un cigno 

Dimmi ove sorge il paese del bianco che lacca ogni sguardo 
ogni riso 
dove sorge il canto del sole staccandosi da lacrima adulta 

Adultera 

Adulta nella goffaggine sua dimensione d'essere 
e nessun palmo devoto ad un'asciutta carezza 
dove guadi il sorriso piccante di una tenera e ossuta carne





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Profilo Autore: Aita Carla  

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Ho visto il mare.
O forse no!
Lui, ha visto me!
Lo sentivo,
nel mormorio
delle onde,
mentre calpestavo
la bassa marea.
Lo sentivo
che mi accompagnava,
verso la diga
e là... fino al faro,
a salutare
i pescherecci.
E lo sentivo
quando ormai a sera,
mi pregava
di tornare.
O forse, ero solo io,
che non volevo andare!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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E io che pensavo di aver trovato il mare,
il mare calmo delle sere d’estate,
dove facevamo interminabili passeggiate.
Il sole che si incendiava verso il tramonto
sembrava guardarci e volerci salutare,
riflettendosi sull’orizzonte del mare.
La spuma delle onde ci bagnava i piedi,
impronte di sabbia trattengo nei miei pensieri,
quello me lo ricordo come fosse ieri.
I gabbiani volavano sopra di noi,
come aspettassero di sentirci cantare,
una canzone da dedicare alla bellezza del mare.
Il sole ormai è calato e io da te sono lontano ma,
immenso mare, queste parole ti voglio dedicare,
perché nel mio cuore sai restare.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Prevale l’aria inquieta,

l’aver perduto il giusto accento

di favella. Cercare cosa?

Un neo sognante, un segno di rimbalzo


ripiego al sangue

che ti fu dono, stesso soffio

fluente nei ventricoli.


E sfrango notti. Dubito del sonno

ristoratore, degli effetti

che inducono la lacrima a brillare.
 
 
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Gonfio candida

mentre attendo
nuovo momento.
Nutro grembo acerbo
e materno per piccolo
cuore,
che in proibite fessure
gode di me:
feconda e impudica
all'amore.
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Profilo Autore: Ryan  

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Il figlio arrivato senza le doglie

della moglie, -serpeggia il sospetto-

un’altra miracolata? Che epidemia!

Pure mia zia l’altro giorno, sarà il farmaco

del secolo dice il giornalista ruffiano

è in via di sperimentazione una versione

aggiornata, una variante blanda dell’oppio.

Eppure già li vedi sgomenti quelli col cappio

al collo, i poeti che nuotano nello zabaione

al calar della notte, il ballerino gitano

senza pubblico pagante, il baco

nella mente degli innamorati, l’anemia

di rabbia dei disfattisti,  il dispetto

dei ladri di parole allo spuntare delle foglie.

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Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 327 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Dicesti strani arpeggi
ma gli arpeggi non dicono
e allora io traduco
da labbra leporine
labiali che sono bollicine
sospese bagnasciugano
facce che vibrano.
Così dicesti con la voce stavolta,
“il tempo è spremuto”
succo d'attimi francamente banali
scorre risucchiato dalle serpentine
traboccante da boccatoi.
Poi ti sognasti un sonno in levare
lasciando indietro pezzetti di anatomia musicale
il passo lesto di metronomi a vapore
sbuffi sincera
ad occhi chiusi
col corpo fatto di sola testa e piedi
il resto è tronco
ossia omesso per paura
o chissà
se per qualche altra misteriosa digressione.
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Profilo Autore: Luca Gandossi  

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Piccoli grumi di parole
tornano all'orecchio
sono voci di bambina
come rondine cinguetta

il suo dire rivolto
a un barboncino nero

cuore di pezza
con un piccolo difetto
in piedi non restava
gli sorride, lo abbraccia
e' alto una spanna più di lei
quanto affetto per quegli occhi
che non sanno parlare
ma tanto amore da donare
ora la voce in pianto e' diventata
non vi è più il tuo sguardo buono
che diceva io ci sono
per gli adulti non piu' degno
e nel buio sei tornato
tra la polvere in soffitta
che ricopre della mano
la sua impronta è una lacrima versata.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Curiosità…
in  quel  luminoso visino 
che s’accende gioioso
alla scoperta del mondo
che s’apre all’improvviso.
Occhi grandi come lumi accesi
che brillano di gioia alla vita!
Curiosità…
al dolce sorriso della sua mamma
primo incontro…
come palcoscenico della vita!
S’accende in quel luminoso visino
uno stupendo e celato  sorriso
e nel mondo di mille contrasti
e di grandi problemi di vita…
saprà condurre per dare speranza
ed amore a tanti  uomini duri di cuore!


“CURIOSITA”di Caterina DORE –  Grafite su cartoncino  33 x 48
 
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Profilo Autore: franco  

Questo autore ha pubblicato 32 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Giovannino è un prete unico ed esemplare.
Non basta la Messa
e il Sacramento della riconciliazione.
Occorre andarper le strade
e spargere esempio
che trae più delle parole.
Una misericordia colma di amore.
La gioventù sola,traviata,depressa.
Il cor di Giovannino sanguina con essa.
Giovannino è insuperabile giocoliere:
salgono e scendono i birilli,
con collaudata maestrìa,
senza toccar mai terra.
Don Bosco
ha il potere di sconfiggere nell'anima
la guerra.
Il giovinastro spaccone,
getta al macero,con decisione,
la carta della irriferibile bestemmia.
Una indimenticabile passeggiata
per le vie della città.
Un nutrito gruppo
di giovani carcerati
girovaga,
senza manette e tutori dell'ordine.
Tutti in fila
dietro Giovannino.
A sera inoltrata
risponderanno orgogliosi al contrappello:
"Presente!"
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Eccovi, nessuno si accorge di voi
soltanto io, che vi ho conosciuto
ed amato nel tempo concesso,
ancora vi scorgo camminare,
accennare un sorriso
anche solo illusorio, mi basta,
poi tornate nella dimensione
che sfugge alla condizione umana
Un pensiero alle ombre dolci
mai scure nè invadenti,
riflessi di vita antica negli specchi.
La mano amorevole di una madre
tale resta come fantasma
all'immaginarla fugace sul viso
come una brezza  di primavera,
il ricordo degli occhi buoni di un padre
non può mutare mai in altro,
resta sempre in qualche modo luce
Un pensiero alle ombre dolci
che s'appoggiano al mio cuore
scivolando lungo il mio
personale muro del pianto...
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Profilo Autore: Sabyr  

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