il sole ne illuminò il cammino,
il vento leggero cullò i suoi i sogni.
Soffici nuvole dipinsero tersi cieli e
arcobaleni d'amore.
Gocce di diamante lo accrebbero ,
fosche nebbie vennero trafitte da dardii di luce,
Ora sei nel tempo e nello spazio, nel sole e nella luna,
piccolo mio,
cielo, nuvole, arcobaleno di speranza,
diamante nel mio cuore,
linfa d'amore.
Impercettibile vento
che sospendi
le nebbie
dell'anima.
su un'isola deserta
costruire un castello
per ammirar le stelle.
Volevi cercare l'orizzonte
slacciandoti i capelli
seguire scie diverse
da questi compromessi.
Volevi, ed io volevo.
Ma i sentieri
non sempre sono veri
scacciano la noia
non i nostri dolori.
Volevi ritrovarti
dove io ancora mi cerco
volevi svelarmi
i segreti dei tuoi boschi.
Volevi naufragare
nei miei infiniti tormenti
baciarmi il cuore
e affogare nel mio sangue.
Volevi, ed io volevo.
Ma adesso che ti cerco
tu dove sei?
Mentre io mi perdo
in sogni non più miei.
sotto la pioggia il vento e il sole, non mi sono arreso,
nonostante mi sia perso in mille domande,
trovando duemila inutili risposte.
Non credevo d'avere un’anima,
ma soltanto un indomito cuore,
seicento anni ad aspettarti per avere un minuto del tuo amore.
Se tu sapessi quanto incredibile sia stato aspettarti,
veder scorrere i granelli di sabbia mentre segnavano il tempo,
dovevi ancor nascere e poi morire.
Nell’attesa mi son mutato in una lacrima,
un gigli, il profumo di un fiore,
per trovare la mia anima nascosta dentro il tuo cuore.
Ergo sarò maledetto
tra i due vesto Caino, tra i dodici calzo Giuda
e dunque assassino di mio fratello
segno sulla fronte a seminare ortiche
e quindi traditore di ogni Dio
in logica di una logica che non deroga
gravità che penetra ogni cosa
magari nessuno sa cosa fomenta la coscienza
la nausea della velocità in uno sguardo
appagamento nella pubblicità
ah calze ah bellezza ah tranquillità
di un vivomorto nel 2017
C’è poco da festeggiare
quel poco che si poteva mi è stato tolto
un assalto al Palazzo d’Inverno
la scomparsa dei T-Rex
appeso per decreto eterno
esposto in piazza dagli Ayatollah
una veranda,
di gelsomini profumata
e adorna.
in lontananza il mare
l'orecchio attento
ne cattura l'eco,
socchiudo gli occhi
e lascio che mi trapassi
il vento. Un mormorio
ancestrale suggerisce pensieri
che come terra feconda
l'anima accoglie.
Ora i sogni non hanno punti
di confine. Cercami
tra qui e l'universo.
Maniaco…e de che?
Solo pe avette ricordato
che in valigia un posto ed esse è riservato ?
Nun ho parlato del loro contenuto
né per diletto mi sono compiaciuto.
Si poi l’hai presa per una ingerenza
me spieghi come fai a starne senza ?
E poi io sono l’amichetto tuo
in fonno è stato solo un consijo puro.
So grandicello pe scaricà gli ormoni
de ‘na vita piena d’emozioni.
Ormai solo una cosa e quel che resta
cercare de nun perdere la testa
dentro e mutanne dell’amichette mie
perciò nun te ‘ncazzà pe ‘st’idiozie.
A chi dicesse che me piacerebbe
risponno che a la salute mia nun gioverebbe !
Suoni di seta nel fruscio lento della notte
nulla è spento a dispetto del buio
la tua stanza e la mia troppo distanti
i chilometri le nostre barriere, eppure
straniere le nostre voci non sono
e nemmeno gli sguardi che filtrano
dal cellulare, sarà che anche il mare
è invisibile da questa porzione di cielo
e che la tua onda e la mia s’assomigliano
quando si alzano le maree, la tua mano
che scivola su uno strato di pelle, il volo
tra il suolo e l’orizzonte, in questo verso d’amare
vince l’empatia, tra l’errore e l’umano
il confine può essere labile, ti chiedo perdono
se a volte non ti merito, se le mie tempie dure
prendono il sopravvento sul ventre molle dei canti
d’amore. Questo so, che non sono Dio
ma se lo fossi, è per te sola che abolirei la morte.
Sento la voce del vento
stesso tono a ripetersi
un crescendo
quasi un urlo
si fa' piu' frequente
irrompe nella stanza
con noncuranza
e sulla pelle ...brividi
romba la voce
e d'improvviso s'inventa
un suono come frastuono
spazza il cielo
lo pulisce di nuvole e sole
porta soffi porta sbuffi
porta echi di voci
arrivano da molto lontano
sono echi di ricordi
che ti tengono la mano
sono echi di nostalgia
che si vestono a festa
per l'anima mia.
posata lieve sul petto
come ala di farfalla,
si apre il respiro
a un alito di immenso
un vento di infinito mi soffia sul cuore
dissolta la pietra
che gravava sul battito
si è sgretolato il peso del tempo,
resta un'innocua danza di memorie
sfiorate e alleggerite dalla luce
potrei restare qui in un eterno sorriso
Tutto è così fermo sulla scrivania -
della mossa d'un rivale
la memoria è il tuo fango che mi fa annegare
la memoria sono i tuoi seni che non esistono
la memoria è l'impeto antico della tua nudità
la memoria è il tuo genio che muore
la memoria è La banalità che si impossessa di te
la memoria è la tua dote che mi divora le mani e gli occhi
la memoria mi dice di ucciderti
la memoria mi dice di riprenderti
la memoria mi dice di andare in bagno
perché il mio culo è più importante di te.
il sole fa ribollire la mia anima focosa
scaldando l’io fisico e quello lirico,
piroette nell’aria con morbidezza graziosa.
Vedo la terra, i monti,le acque e i fiumi
brillare come mille pietre preziose
sento fin qui il profumo di agrumi
macchie di giallo: son limoni o mimose?
Il paesaggio riflette il bagliore del mio cuore;
si trova tra due fuochi, Terra e Sole la mia anima
è tutto così bello,che sembra fatto da un pittore
e mi sciolgo dolcemente in quest’estate panica
Occhi innocenti
Si chiudono
Pensieri e sensi di colpa
Affronti le strade infuocate
La vita
Fra l'indifferenza
Non c'è più tempo
Non c' è più tempo
Non c'è più tempo












