Non è fresca la sera quanto lo sarebbe
se avessi speranza,
o neve d'inverno che prende la forma
sotto la scarpa
di farfalle tanto belle da usare in oreficeria.
Non è fresca la sera,
è come un giorno senza speranza
ora uscirò in giardino a vedere
se le barche della magnolia
si sono riempite di cascata,
e forse mi sembrerà
un tuo divertimento innocente
l'avermi dimenticato per sempre.
4 commenti
Viole, tremate com’io tremo.
Temete la mano brutale
che possa -nel cogliervi-
straziare il velluto vivo.
Ma, ancor più temete
che per sua indolenza
vi lasci all’erba;
umida di rugiada
al mattino o flaccida
nei meriggi, dal sole
consumata.
Viole, spargete nell’aria
col vento d’aprile il profumo
dei sogni più segreti.
Fate che stregato, venga a voi
E poi, con gli occhi
ancora chiusi
portatelo a me.
Ch’io possa sfiorarlo
sulle palpebre sognanti
e rubargli un sospiro
nel tempo di un bacio.
Temete la mano brutale
che possa -nel cogliervi-
straziare il velluto vivo.
Ma, ancor più temete
che per sua indolenza
vi lasci all’erba;
umida di rugiada
al mattino o flaccida
nei meriggi, dal sole
consumata.
Viole, spargete nell’aria
col vento d’aprile il profumo
dei sogni più segreti.
Fate che stregato, venga a voi
E poi, con gli occhi
ancora chiusi
portatelo a me.
Ch’io possa sfiorarlo
sulle palpebre sognanti
e rubargli un sospiro
nel tempo di un bacio.
Cammina piano, tanto il tempo non ha fretta,
segui i tuoi passi e vai con loro, non correre,
tanto il futuro rimane di fronte a te, ha anticipato la storia.
Allunga pure le tue mani, non temere di stringere l’amore,
se guardi dentro di te, lo puoi trovare nel tuo cuore.
Conta pure i giorni della tua vita,
tanto molti li avrai scordati e saranno sola la somma,
su dei calendari sbiaditi e consumati.
Ora sei un uomo adulto e non più un bambino
che, ingenuamente, aveva fretta di crescere e di correre,
inseguendo il destino, seppur esso non insegni che s’invecchia
e ti conduca a conoscere il tramonto del sole.
Siedi e guarda le tue scarpe, hanno suole consumate,
non avere fretta, lascia i tuoi piedi riposare,
tanto il futuro è sempre di fronte a te, che ti aspetta.
segui i tuoi passi e vai con loro, non correre,
tanto il futuro rimane di fronte a te, ha anticipato la storia.
Allunga pure le tue mani, non temere di stringere l’amore,
se guardi dentro di te, lo puoi trovare nel tuo cuore.
Conta pure i giorni della tua vita,
tanto molti li avrai scordati e saranno sola la somma,
su dei calendari sbiaditi e consumati.
Ora sei un uomo adulto e non più un bambino
che, ingenuamente, aveva fretta di crescere e di correre,
inseguendo il destino, seppur esso non insegni che s’invecchia
e ti conduca a conoscere il tramonto del sole.
Siedi e guarda le tue scarpe, hanno suole consumate,
non avere fretta, lascia i tuoi piedi riposare,
tanto il futuro è sempre di fronte a te, che ti aspetta.
Io condannato alla solitudine.
E voi, plotone di deserti
pronti a disertare l'istante
a racimolare giorni pesanti
restare fermi
all'impasse del passo immobile
apprestare a morire
Io condannato alla solitudine.
E voi, plotone di deserti
che non riconoscete queste case di calce
bianche immerse nel sole di luglio.
Qui, a Casalabate, vedo
plotone di deserti che bevono e cantano in compagnia
ed io
condannato alla mia solitudine
trattengo la compagnia
con storielle e sorrisi
calici di vino rosso
che Bodini ha bevuto
e che qui non riconoscono
E voi, plotone di deserti
pronti a disertare l'istante
a racimolare giorni pesanti
restare fermi
all'impasse del passo immobile
apprestare a morire
Io condannato alla solitudine.
E voi, plotone di deserti
che non riconoscete queste case di calce
bianche immerse nel sole di luglio.
Qui, a Casalabate, vedo
plotone di deserti che bevono e cantano in compagnia
ed io
condannato alla mia solitudine
trattengo la compagnia
con storielle e sorrisi
calici di vino rosso
che Bodini ha bevuto
e che qui non riconoscono
E tornare ai suoni amati, i ritmi della voce
abbinati al sorriso, una tregua dal gelo
e dal cielo imbronciato della notte.
Seguendo il filo del precipizio, Arianna
può trovare l’uscita dal labirinto
sarà un triplo carpiato o un dono del fato
ma ci sarà il sole domani sul cammino.
E lo sguardo rivolto al passato, gli occhi
nelle foto a dire che è un diritto anche da vecchi
scegliersi il destino. Giocare a ramino
perdersi tra fiumi di parole senza significato
danzare come farfalle fuori dal recinto
del coro e volare come aquiloni una spanna
sopra tutti. E proprio al tramonto farsi grotte
ed amarsi tutto d’un fiato, nascosti da un velo
di nebbia, la rabbia a protezione da ogni croce.
Vieni a me stasera
e il tuo corpo sia calda luce
i paradisi sono fatti anche di fuoco
"Io brucerò per te"
" Anche io sarò fiamma che ti lambisce"
"Eppure non ci feriremo"
"Ci sono febbri che portano a meravigliosi deliri"
I paradisi ardono quanto e più degli inferni
" La mia bocca sarà bacio di lava"
"Un incendio su di te le mie dita"
"La perfetta combustione dei sensi"
"Una miccia l'orlo della tua pelle"
Esplodiamo in un'orgia di sole!
e il tuo corpo sia calda luce
i paradisi sono fatti anche di fuoco
"Io brucerò per te"
" Anche io sarò fiamma che ti lambisce"
"Eppure non ci feriremo"
"Ci sono febbri che portano a meravigliosi deliri"
I paradisi ardono quanto e più degli inferni
" La mia bocca sarà bacio di lava"
"Un incendio su di te le mie dita"
"La perfetta combustione dei sensi"
"Una miccia l'orlo della tua pelle"
Esplodiamo in un'orgia di sole!
Oh, mio mare!
Mi riconosci?
Le tue piccole onde
strapazzate di schiuma,
mi accarezzano,
mentre calpesto
le rughe della battigia.
Grande, vecchio mare!
Sono ancora qui,
ti vivo...
ti sono dentro.
Mi bagno,
delle tue lacrime.
Nutro la pelle
del tuo sale
e con te piango,
asciugandomi al sole.
Grande, saggio mare!
Ferma quella nave
che balla sul confine,
inverti l'onda
e falla tornare.
Sabbia fine e conchiglie
tra le dita...
muovo i passi verso casa
e il faro, mi fa l'occhiolino,
mentre mi allontano.
Ritornerò!
Tu sai che tornerò da te,
dal mio grande, vecchio
e saggio mare.
Annuisce, il marinaio,
ammainando...
le vele del giorno.
L'anima è gioia
nascosta in scrigno
fugace e leggera
preziosa e sagace
si mostra piano alla luce
come arcobaleno si frange
e diventa di un bianco candore
nel corpo risiede il suo calore
s'innalza e s'imbeve di parole
per poi volare.
senza lamenti di lei nulla sfugge
ma neppure nulla resta
e così come foglia che cade
incorporea immagine riflette il profilo
e clandestine emozioni
risuonano come suoni
così lei profonda ci avvolge
come onda e nel mare della vita ci guida
con fulgore brillio.
nascosta in scrigno
fugace e leggera
preziosa e sagace
si mostra piano alla luce
come arcobaleno si frange
e diventa di un bianco candore
nel corpo risiede il suo calore
s'innalza e s'imbeve di parole
per poi volare.
senza lamenti di lei nulla sfugge
ma neppure nulla resta
e così come foglia che cade
incorporea immagine riflette il profilo
e clandestine emozioni
risuonano come suoni
così lei profonda ci avvolge
come onda e nel mare della vita ci guida
con fulgore brillio.
Prima di matarti, molto prima dunque
nella vastità dei cuori accesi
dove imparasti a correre
fu dolce lingua
padre
Ora che sei qui, or ora dissennato e corno che uccide, spada che trafigge
or ora è qui e grida sangue al manto, vuole rosso giù dal collo
Tu non dargliela
Islero è santo su nel verde, tanti ne colora il cielo al vindice
Tu non porre fianco, mostra l’occhio, la forza scura, l’ assorbitore estremo
ci vuole genio per resistere o almeno acce(n)dere al calor bianco
principio vivo che dà cibo al cuore, lampada di Plank esplosa nell’arena
Nulla sia spreco, ascolta l’urlo d’Eva come si fa misero nel Masaccio e muto.
nella vastità dei cuori accesi
dove imparasti a correre
fu dolce lingua
padre
Ora che sei qui, or ora dissennato e corno che uccide, spada che trafigge
or ora è qui e grida sangue al manto, vuole rosso giù dal collo
Tu non dargliela
Islero è santo su nel verde, tanti ne colora il cielo al vindice
Tu non porre fianco, mostra l’occhio, la forza scura, l’ assorbitore estremo
ci vuole genio per resistere o almeno acce(n)dere al calor bianco
principio vivo che dà cibo al cuore, lampada di Plank esplosa nell’arena
Nulla sia spreco, ascolta l’urlo d’Eva come si fa misero nel Masaccio e muto.
Vento di scirocco soffia su visi arsi dal sole.
Ore passate all'aperto,
alla ricerca di un refrigerio introvabile.
Lo scorrere delle ore,
intaccano la lucidita'.
Vacanze sognate come un miraggio
ancora troppo lontane.
Nonostante tutto,sorrisi ostentati,
per accattivarsi clienti,
alla ricerca del rifornimento,
per macchine roventi all'esterno e fredde all'interno.
Giorni e giorni a ripetere gli stessi gesti,
oramai automatici,
oramai meccanici.
La consapevolezza di un destino segnato,
da un lavoro che nel corso degli anni
si e'succhiato la giovinezza.
Ore passate all'aperto,
alla ricerca di un refrigerio introvabile.
Lo scorrere delle ore,
intaccano la lucidita'.
Vacanze sognate come un miraggio
ancora troppo lontane.
Nonostante tutto,sorrisi ostentati,
per accattivarsi clienti,
alla ricerca del rifornimento,
per macchine roventi all'esterno e fredde all'interno.
Giorni e giorni a ripetere gli stessi gesti,
oramai automatici,
oramai meccanici.
La consapevolezza di un destino segnato,
da un lavoro che nel corso degli anni
si e'succhiato la giovinezza.
Da vecchia, imparerò
l'indicibile essenza delle rughe
in trama estesa
assolta da una bellezza effimera.
L’albero sempre più blu
già mi trema, rizoma nelle vene
prosciugando l’ardesia.
Sabbia e diamante
rifletterò bagliori
in muta foce
una ballata in cenere
mi sveglierà, dopo che un sogno
trasalirà d’insonnia
profondamente mia.
Sarà normale
parlare d'amore
di questi tempi
che la vita è un orrore.
Fa solo bene al cuore
con queste guerre
e si parla d'atomica
e un pò d'amore
non guasta certo l'anima.
Si che è normale
dire ti amo
sotto un cielo
ricoperto da smog
serve a pulire
le noie, ricordare le gioie.
Sarà normale
che uno scrive
in un momento
che va tutto male,
ma però ricorda
che esiste l'amore,
un pò di ossigeno
gli entra nel cuore,
anche se tutto sembra complicato
come un artista
riesce a far sorridere
e scrive cose all'apparenza insensate.
Si è normale...
Ho steso a seccare le rose
ché tanto anche silenti
sono gioie allo sguardo
Una la poserò sopra il mio libro chiuso
perchè non sia dimenticanza d'aprire
sbriciolandola nell'attender morsi
La seconda innanzi ai cuori amati
che solo al loro buio lei vedranno
senza capire morte
L'ultima
fra le cosce del seno
ché tanto anche silenti
sono gioie allo sguardo
Una la poserò sopra il mio libro chiuso
perchè non sia dimenticanza d'aprire
sbriciolandola nell'attender morsi
La seconda innanzi ai cuori amati
che solo al loro buio lei vedranno
senza capire morte
L'ultima
fra le cosce del seno










