cercano un po' di gioia.
Vogliono mangiare qualcosa di buono.
Qualcuno va a prendere il cibo desiderato.
Si torna in ospedale,
con buste piene di patatine,panini,
salse di tutti i tipi.
Tutto doppio!
Nello scontrino solo zeri.
Sopra un messaggio d'affetto,d'amore.
Un dono spontaneo,senza pretese,
ma grande nella sua semplicita'.
Fatto da ragazzi come tanti,
che hanno voluto regalare un po' di felicita'.
Tra centinaia di notizie brutte,
finalmente una degna di essere ricordata.
Si conclude il giorno
sotto forma di parole
sequele ad effetto
per volere
ma poi cosa resta?
di sensazioni buttate
come frutti mature
son cascate.
occhi aperti a guardare nel mondo
processioni e incantesimi
strappi e ricucite
come tramonti senza sole
prendi petali e componi un fiore
sotto ali d'angeli senza nome
ora arriva la sera
e nel tuo canto non sarà piu' nera
filugelli e ragnatele
a proteggere il cuore.
ti devo seppellire
e nella stessa fossa
seppellirò il mio cuore.
Vedi
ti devo dimenticare
per non impazzire
per non sentire le tue mani
la tua bocca
i tuoi seni
sulla mia pelle
che sta per squamare.
Vedi
ti devo seppellire
e io stesso morire
insieme alle mie poesie
ai giunti delle gambe
all'energia
che mi portava da te.
Vedi
mi rimangono ancora
poche stagioni
e il sole che verrà
sarà una pietra
la luna una nuvola
e le stelle un sortilegio
da cui non mi sveglierò
Vedi
è tardi ormai
e il fumo ha raggiunto l'orizzonte
lì dove l'incanto
era il nostro incanto
nella notte che non era notte
e l'azzurro un sogno
da dove pensavo non svegliarmi.
Vedi
ho la terra ormai negli occhi
e sto per scivolare
giù negli inferi
da dove ero riemerso
per cantare l'amore.
Sei simpatico
Grazie delle risate
A volte
A te
A te
A te

quando nei miei passi c’è tutta la mia storia
che gli occhi hanno visto e raccontato al cuore....
Come potrei essere diverso da quello che sono,
essendo il frutto di quello che ho imparato,
non potrei rinnegare me stesso, per qualcosa che ho fatto di sbagliato,
ma solo ricercar, dentro di me, l’umiltà
e ammettere di aver errato.
Come potrei non essere un uomo,
avendo preso il nome da mio padre e io, ad un figlio, averlo tramandato.
Come potrei essere diverso,
se i miei passi non mi avessero portato lontano,
ora sarei solo prigioniero delle altrui parole,
le cui mi avrebbero fatto diventar diverso da quello che sono.
Un uomo che guarda al futuro.
Ciò
che non
si dimentica
sta al di qua
dell'altrove,
molto
al lato
di una
buona
poesia,
fra l'assai
conveniente
memoria del bene
e quella più scomoda
del peccato.
Abbiamo
avuto fretta, noi,
di risolvere i fallimenti
con l'infallibilità dell'oblio,
abbiamo creduto possibile
adorarsi senza conoscersi,
perdersi per poi ritrovarsi.
E non mi sembra più
un campo eliso
la mia vita,
oggi,
se
per
di qua
o per di là
ch'io mi volti,
trovo soltanto
impronte
che
conducono
tutte quante
allo stesso
allettante
incrocio
.
| 1 Non è la strada del rivoltare i porti e nell’esiguità di un soffio -arido- toccare spazi (del): “è questo il momento, l’ultimo maledetto per accarezzarti stelo di un laccio esile”. Vederle quelle ossa nel campo aperto, scorrerci sopra una luna triste (…) non è mai il caso che generi la vita. Non ci sarò a guardarti, non lascio ombre per case sconosciute, una dentro l’altra a specchio di un notturno senza grida virgola nel firmamento che dici senza dire -riuscire a trovare scampo dal percorso rotto sul filo liscio senza rete- Ed io a scavare un tempo non tempo figurare le battaglie per combattermi cento e cento volte sconfitto e nascere daccapo senza bocca in un’ ortica urlando nei profumi che non sono né saranno: “Ecco, sarò lì, nel tuo germoglio di parole traccia d’ape sul limite di un palmo.” 2 Che strano il tuo volto una luce la perde rifugge il tuo corpo ma è bello vederti quasi nulla… soltanto uno stelo spezzato e ti tocco ti sfioro la mente nel ghigno feroce di un grido mi accechi di luce non mia non nostra del fiume che scorre nel petto e fa gorghi di ritmi fecondi che basta che giri una mano e dai vita alla vita: Sono qui, un chiodo ti affigge non sembra nemmeno\soltanto parola! Troveremo un gallo, vedrai, ci darà un indizio di rotta: è nostro il ritorno del giorno, alla casa il sorriso di madre poi il fumo si adatti alle voci, in un verso un vagito potente. 3 Rimasi solo a vederti scomparire in un giglio di presagi e dire che già c’ero nel morso-bruco negli anni che trascorrevi in riva ad un olfatto senza vie d’uscita. Quelli erano i giorni, gli attimi confusi in un firmamento oscuro senza tregue da rosicchiare come fanno le coscienze\impaurite nel guardarsi intorno. Non avevo scorte da chiamare amore vestendolo di baci\ulivi toccarsi senza gli occhi -essenza amara spremuta dalla pelle- tutto in un ruscello che scorre lento sui fianchi dello stare. Non so dov’è che vai se ti cosparge il seno un orizzonte d’occhi Rimasti dentro a meravigliare Mi resta uno shamano\cormorano che scuote sullo scoglio il sole con le ali. 4 Continuerò a seguire passi dell’inverno indurirmi il ghiaccio del diamante Che importa, dimmi, del biancospino se il sabba dei sonagli è qui nel muro Sarò l’esile cormorano nel ventre-porto, e tu mi danzerai con ali potenti Cigno o donna -custodia del dolore – attorcigliando piedi sul collo fragile, non è questo il tango dei colombi e non c’è musica negli occhi sconosciuti solo vetri e porpora di un giorno che s’acceca uguale ed io non so come… distilla rosa il petto di un gabbiano. |
|
oltre i confini spazio temporali
che ci separano
annullando barriera su barriera
avvicinarsi strato dopo strato
Sentirti
come un fiume dentro
ribelle agli argini
come un fuoco che divora foreste
per arrivare alla mia pelle
assorbirti invisibile in un respiro
Tu, seme di un'assenza
che diventa fiore presente in me
io assassina di distanze...
ha solo spostato il mio vuoto un centimetro più in là.
siano gioiose o anche sol curiose?
Sarò distratto o ‘n po’ superficiale
e nun do retta ar sensazionale !
Sarà perché ‘mpicciarmi nun potrei
me piace farmi li cazzacci miei !
Ma ora c’ho saputo che mi fija
s’è data a uno co l’occhi de trija
e l’ho saputo subito, de prima mano
‘n po’ la cosa me fa tanto strano.
Perché vengo subito a conoscenza ?
Ne avrei potuto fare anche senza !
Però nun ve nasconno, so orgojoso,
che quanno er problema è spinoso,
guardano tutti a me, er salvatore,
de li problemi er gran risolutore.
E co ’o stesso pijo je risponno
dietro ad un dito manco me nasconno.
Nun vojio imità certo lo struzzo
nemmeno sono, però, un bello stro….
Lo vedo il sorriso, è il nuovo giorno
la tuta, le scarpe da tennis, gli occhiali
e le foto scattate ai fiori che trovi per strada
passi lunghi, ricorda da dove sei partita
forse il futuro si è fermato ad aspettarci
se sbircio dai miei versi, ne scorgo il profilo
uno scoglio sull’acqua, cui aggrapparsi
nelle notti di nebbia. E le barriere
che più non ci sono quando siamo in ascolto
delle note della canzone perfetta, mi hai raccolto
tra i fiori di campo, aedo e corriere
del disincanto. E in quel lungo sondarsi
dei fiati, nel cucirsi addosso con ago e filo
i vestiti della bellezza, c’è il fondamento dell’amarci
a un unico suono vibrato. Non è stata una gita
chiamala luna di miele piuttosto, comunque vada
sarà stata la notte più bella, ma saremo normali
e di questo viaggio faremo il biglietto di andata e ritorno.
Erano strati sbriciolati di fogliame -quello sottostante-
a contrastare abbagli e ore del mio giorno
Era la greppia dei miei gigli dannati e d'irti abbracci
a consolare il giorno e quei miei baci persi
Era disteso ed era verde, il verde
che solo dei miei anni non cavalca più la chioma
ed era e non più "fosse" che dio mi vide e mi baciò
Baciò quel lembo di pelle ombrata e tesa nel turbinio d'ombre ed ambre perse
così che il suolo restuisse il tronco
e il falco le mie membra
là dove l’occhio
diventa tavolozza
e rami scarni come mani
pare vogliano stringersi
come patto emozionale
di un’amicizia ancestrale!
Il sole oramai s’alza gioioso
e un mare l’accoglie festoso
pronto al suo nuovo nascere!
Rocce affioranti…
attendono le onde del mare
schiumando…
nel palcoscenico di una magica alba!
"L'ALBA" - DIPINTO di TANIA MICCICHE'

Nel giardino del Nilo,
nei pressi di Menfi,
come fossero incensi.
si corrompono i sensi.
come fumi leggeri,
l’eterna sorgente,
che sanno d’oriente.
che presto verranno
senza filtri o l’inganno.
riflessi di stelle,
dal cuore ansimante;
mentre vanno odorando
respirando...
















