Sono pigro. Guarda le mie parole,
racchiudile nel palmo della mano
e vai via! Sia maledetto
il giorno in cui decisi di scrivere
perché trovai questo per
qualcosa, qualcosa, qualcosa.
Ma le ombre come si riconoscono?
I fianchi forse
gli occhi non li hanno né aurei
genitali
con cui fecondare, stimolare, creare
una nazione. Viva le ombre!
Ci sono gente che limano aggeggi
per i loro lavori. Io sono pigro. Per
questo ho deciso limare parole.
Aironi d'acciaio,
una bella immagine. Non sono
Marinetti né Petrarca. Sono pigro
Aggiungi commento
Poeta non è chi scrive
Ma chi vive
Nella sua poesia.
Chi si tuffa in mare
Per assaporare la fragranza
Del moto impercettibile
Di ogni singola goccia d'acqua
Che, come la pioggia scivola
Sulle finestre la sera
Si fa trasportare dal vento.
Chi nella sabbia
Vede l'inizio e la fine
Di imperi persi nei meandri nel tempo
Fra castelli portati via dalle onde
E secchielli stralipanti d'orizzonte.
Chi dalla luce non viene accecato
Ma la rapisce con lo sguardo
E la conserva in un cassetto, in una parola.
Chi ama l'amore
E il suo franco dolore.
Chi ama amare
Donare uno spicchio di anima
A chi non se la merita.
Chi guarda le stelle
E piange
Perdendosi in esse
Ma chi vive
Nella sua poesia.
Chi si tuffa in mare
Per assaporare la fragranza
Del moto impercettibile
Di ogni singola goccia d'acqua
Che, come la pioggia scivola
Sulle finestre la sera
Si fa trasportare dal vento.
Chi nella sabbia
Vede l'inizio e la fine
Di imperi persi nei meandri nel tempo
Fra castelli portati via dalle onde
E secchielli stralipanti d'orizzonte.
Chi dalla luce non viene accecato
Ma la rapisce con lo sguardo
E la conserva in un cassetto, in una parola.
Chi ama l'amore
E il suo franco dolore.
Chi ama amare
Donare uno spicchio di anima
A chi non se la merita.
Chi guarda le stelle
E piange
Perdendosi in esse
Sono contorto
come un ramo di vite,
sottile come un filo di grano,
attento come un getto di edera.
Sono qui, mi vedi?
Conto i granelli
di polvere
che mi separano
dalla prossima estate.
Ci siamo quasi detti addio,
l'altra volta, quando il glicine era viola
e il richiamo del bombo quasi insopportabile.
Ma poi mi hai portato in cima alla collina, per pietà.
E che non ci sarebbe stato niente di notabile lassù,
già lo sapevo: non conta la meta, conta il viaggio.
Non mi vedi più ora? È che ho cominciato
la discesa.
La morte si prenderà tutto,
si prenderà il tuo desiderio d'amore alto e senza giudizio.
La morte scriverà la fine del tuo amore,
ancora prima del suo inizio,
durante lo affogherà nell'abitudine.
Lei combatte contro i tuoi occhi, vincerà.
Arriverà a prendersi tutto, lo sta già facendo.
Vera come l'inquietudine, sospesa sul tuo volto,
che non divide ma rende piu profonda la materialità di un abbraccio.
Ti rifugierai negli attimi rimasti, sovrapposti nel gioco di prospettive del tempo,
ma arriverà, cieca, a spazzare via la nostra sensibilità,
per coprirla di un eterno buio, senza lacrime.
si prenderà il tuo desiderio d'amore alto e senza giudizio.
La morte scriverà la fine del tuo amore,
ancora prima del suo inizio,
durante lo affogherà nell'abitudine.
Lei combatte contro i tuoi occhi, vincerà.
Arriverà a prendersi tutto, lo sta già facendo.
Vera come l'inquietudine, sospesa sul tuo volto,
che non divide ma rende piu profonda la materialità di un abbraccio.
Ti rifugierai negli attimi rimasti, sovrapposti nel gioco di prospettive del tempo,
ma arriverà, cieca, a spazzare via la nostra sensibilità,
per coprirla di un eterno buio, senza lacrime.
Ah! Se mi fosse dato
con la penna, trafiggerti il cuore.
Allora i miei sonetti a mille a mille
leggeresti ovunque il tuo sguardo miri.
Ma aime! La poesia, che seppur fervida
alberga nell'anima e in tutto l'esser mio
coi tormentati sospiri se ne invola.
Così che la mano inerte
né la cattura né la imprigiona.
E par che il delirar dei miei travagli
non ti scalfisca e neppur ti sfiori.
Ma quasi da orribil nefandezza
sdegnoso ne sfuggi la carezza.
con la penna, trafiggerti il cuore.
Allora i miei sonetti a mille a mille
leggeresti ovunque il tuo sguardo miri.
Ma aime! La poesia, che seppur fervida
alberga nell'anima e in tutto l'esser mio
coi tormentati sospiri se ne invola.
Così che la mano inerte
né la cattura né la imprigiona.
E par che il delirar dei miei travagli
non ti scalfisca e neppur ti sfiori.
Ma quasi da orribil nefandezza
sdegnoso ne sfuggi la carezza.
Occhi speziati
gorgoglio di macine
ogni istante
diventa scorza di pane
Quella polvere
sta dentro me
-spiga
chicco di giada sull'iride-
Aratro che cammina
dove andrai senza il silenzio?
Il domani sporge voce
sussulti
euforia
Lingua che tace
che si da tormento
e nel grigio parlare
occulti riflessi
La mano straccia il foglio
-flessa su te non si diradano nebbie-
Stasi idiopatica
Sei tu il mio camice
Persi i bottoni
si slacciano chiodi
di seno graffiato
in distocico battito sempre presente
Lancia nuziale di ghiaccio
Acquisto oboli senza rimpianto:
le grazie non hanno che trenta denari
gorgoglio di macine
ogni istante
diventa scorza di pane
Quella polvere
sta dentro me
-spiga
chicco di giada sull'iride-
Aratro che cammina
dove andrai senza il silenzio?
Il domani sporge voce
sussulti
euforia
Lingua che tace
che si da tormento
e nel grigio parlare
occulti riflessi
La mano straccia il foglio
-flessa su te non si diradano nebbie-
Stasi idiopatica
Sei tu il mio camice
Persi i bottoni
si slacciano chiodi
di seno graffiato
in distocico battito sempre presente
Lancia nuziale di ghiaccio
Acquisto oboli senza rimpianto:
le grazie non hanno che trenta denari
Potessimo vestiti di edere
arrampicarci ancora sulle pietre
il mondo ci tornerebbe
da un largo grido di foresta
oggi che quell’amato gelso
di vivere non ha più vena
le more, ghiacce,
hanno l’aspetto di occhi
in cerca dei punti cardinali.
Dirsela tutta la primavera di come è venuta
a scostare tendine nere dai tuoi occhi
E tu meglio della vita hai un guizzo rapace
un tocco di gioia che non conosce inverni
Io a guardarti senza fiatare
ricorro a tempi lunghi di vie lattee
e prati della rivoluzione
Ero lì
tra lucertole e meraviglia a fissare il 2013 in una nuvola
a giurare un amore di ragazzi allo scalino della Sud Est
Verrò si disse come se stessimo parlando
di un giorno nelle nostre gambe
come se il sudore ai seni fosse oceano di mani
Verrò
scegliendo il giorno di maggio da portare al collo
guscio d’ ostrica da consacrare al porto
berrò pupille e l’iride incandescente
sarà in me e tu l’ amore in un lillà.
a scostare tendine nere dai tuoi occhi
E tu meglio della vita hai un guizzo rapace
un tocco di gioia che non conosce inverni
Io a guardarti senza fiatare
ricorro a tempi lunghi di vie lattee
e prati della rivoluzione
Ero lì
tra lucertole e meraviglia a fissare il 2013 in una nuvola
a giurare un amore di ragazzi allo scalino della Sud Est
Verrò si disse come se stessimo parlando
di un giorno nelle nostre gambe
come se il sudore ai seni fosse oceano di mani
Verrò
scegliendo il giorno di maggio da portare al collo
guscio d’ ostrica da consacrare al porto
berrò pupille e l’iride incandescente
sarà in me e tu l’ amore in un lillà.
Di palpiti fragori prepotenti
e pioggia di lacrime sui vetri
il patire di due cuori ardenti.
Rovesci di pianto senza spazio
tra strette, gemiti e singhiozzi.
Nel frattempo si compiva il rito
poi che sazio sparivo.
L’inevaso quesito di quei baci
m’affogava e mi mozzava il fiato,
ma purtroppo cessava.
Con rispetto conservo quel monile
in uno scrigno d’oro adulterato
come frutto assaporato acerbo
che tutt’oggi mi contorce il petto.
e pioggia di lacrime sui vetri
il patire di due cuori ardenti.
Rovesci di pianto senza spazio
tra strette, gemiti e singhiozzi.
Nel frattempo si compiva il rito
poi che sazio sparivo.
L’inevaso quesito di quei baci
m’affogava e mi mozzava il fiato,
ma purtroppo cessava.
Con rispetto conservo quel monile
in uno scrigno d’oro adulterato
come frutto assaporato acerbo
che tutt’oggi mi contorce il petto.
I bambini volano
come se fosse niente,
vivono d’amore
anche a luci spente.
Si svegliano ogni giorno
con lo stesso intento
con lo stesso intento
per ciò che sta scritto in qualche luogo,
in qualche centro .
Nel loro oceano bianco
sorrisi e berimbau,
sorrisi e berimbau,
chitarre, oboe,
e tamburi a tuttondo:
e tamburi a tuttondo:
esatta idea felice
che diede inizio al mondo.
che diede inizio al mondo.
Nel cuore liberato con le vesti nude
è un corredo di segreti:
sono creature d’arte
con la voce dei poeti.


Una vita fa ti ho conosciuto,
sei dentro il cuore
e nell'anima.
La tua musica
presente
nel bene e nel male.
Sei la poesia
della vita
che mi accompagna sempre.
Sei un vincente.
Un fiume in piena
sta correndo da te
la tua voce li accompagna.
Fa da eco
per chi come me
non può esserci.
Una vittoria
lunga quarant'anni
un archivio infinito.
Sei l'idolo
per eccellenza
e lo sarai sempre.
L'eroe della musica
Quel fiume,
quelle voci,
quell'eco.
Suonerà sempre dentro di noi
tu sei il comandante
tu sei parte di noi.
sei dentro il cuore
e nell'anima.
La tua musica
presente
nel bene e nel male.
Sei la poesia
della vita
che mi accompagna sempre.
Sei un vincente.
Un fiume in piena
sta correndo da te
la tua voce li accompagna.
Fa da eco
per chi come me
non può esserci.
Una vittoria
lunga quarant'anni
un archivio infinito.
Sei l'idolo
per eccellenza
e lo sarai sempre.
L'eroe della musica
Quel fiume,
quelle voci,
quell'eco.
Suonerà sempre dentro di noi
tu sei il comandante
tu sei parte di noi.










