dicevi,
mentre la mano
mi tenevi,
e non puoi stare ferma,
devi sempre andare,
partire
al diavolo il paese fetente,
sei una girovaga,
una nomade;
addio al paese dicevi,
tu ci credevi,
e adesso,
anch’io
che sono qua,
e chissà dove sei,
che fai;
e siamo sempre qui,
con desiderio
di a ndare via,
da questo posto fetente,
da questo paese perdente,
cambiare ,
andare,
bisogna sempre andare.
Com’è bello reinventarsi,
È come vivere due volte,
Si può conoscere la vita
Da un’altra prospettiva,
E oltrepassare per magia
Quell’orizzonte lontano
Che ti sembrava negato.
Prendi per mano il bimbo
Che ti ha sempre guidato,
Vai decisa e determinata
E avrai la soddisfazione
Che quanto hai potuto
L’hai anche realizzato.
Vivere la vita senza rimpianti
Cogliere i dettagli, l'estasi di un si
Rialzarsi dalle trappole delle illusioni
metterci la faccia, il coraggio e la rabbia
padroni di se stessi, sedotti dai traguardi
Mai spegnersi .
Navigare senza conoscere la fine
di un mare infinito e tempestoso
Scegliersi le strade, i rischi, i desideri
Rincorrere il mistero dell'esistenza
persi nel fascino più irripetibile
tra luci ed ombre sul filo dei brividi
Mai spegnersi.
ritraggo mute consonanze
d' abbecedarie geografie,
briciole allunate e diamanti,
silenzi ortografici e geometrie,
spremute d' esuli orizzonti,
nebbie d' arterie naufragate,
pulsazioni d' immago innevate,
paesaggi accecati di malinconia,
passionali cicatrici d' autonomia.
attraversa ogni stagione
sfida il vento
da nord a sud
unisce occhi e cuore
accompagnando sempre
pensieri e parole
affonda i suoi pilastri
nell’anima e nei ricordi
quasi scivolando
sopra di te
arcata dopo arcata
si allunga verso me
mantenendo stretta
la mia speranza
dietro ogni goccia
e lacrima di dolore
e sempre lì
silenziosamente sussurra
dolcemente saluta
e ricorda che la libertà
è ancora lì
questa via gremita.
Già ti ci vedo
spersa
a guardare gli altri vivere
chi meglio, chi peggio.
Già vedo una lacrima scendere;
un vecchietto che ti chiede
se tutto va bene
mentre tutti ancora vanno,
tutto va,
ma non te: lì, ferma
che sorridi sconsolata
a quel pio samaritano.
Pensi già più a lui che a te;
povero vecchio,
ha visto una giovane infelice.
Bisanzio sta aspettando ancora
e le tue mani calde
divennero fredde
mentre sorridendo
donavi il tuo corpo a me stesso
ignavo ed egoista
anima greve
tra i bicchieri di primitivo
tracciai il solco
per arrivare al tuo cuore
dritto come le curve che portano al mare
sorridi donna
stasera sarà l'alba di una nuova vita
stasera mano nella mano
andremo
su strade opposte
e un tramonto roseo
e una sfera dipinta di giallo,
in un cielo scolpito nel nulla.
Lontano, oltre le alture balze
un sogno,
un pensoso irreale sogno,
di una vita altrui
che al fatidico cuor mio piacque.
Or torna a morir sotto i miei occhi
non più il tramonto,
ma il sorriso suo celeste
che nel pensier mio s' increspa e cade
sotto le ombre oscure
che piano piano forman la sera.
Non cessa di piovere.
Il fragore della pioggia
produce al cuore un ritmo inconsueto
e il profondo respiro caldo d’amore
vela la gelida finestra d’inverno.
Occhi chiusi, ridotti
a penetranti fessure,
guardano fuori, lontano a mirare
la linea di confine tra cielo e mare.
Nitidi i ricordi si ridestano,
tra i ricami e gli intrecci del passato.
Quanti pensieri d’amore!
Ora sogni, sogni ch’è buio.
Segui il percorso, giù per il sentiero,
che conduce al piacere,
e sul tappeto di foglie secche,
musica ad ogni passo
il tuo incedere produce.
Inquieta ed interminabile corsa
ad abbracciar il tuo bene.
Cadi, ti rialzi,
cerchi di riprendere la corsa,
ma , come sovente nei sogni,
immobile stai.
A bianchi gabbiani affidi allor,
le tue dolci emozioni,
quali frutti appena colti,
anticipando, tal modo,
il giunger lesto all’amore.
Lì è il mare, testimone muto e fedele
di quel romantico film
fatto d’intrecci ed abbracci,
di caldi respiri sulla pelle,
di mani leggere che accarezzano ogni dove,
mentre le labbra, come rossi papaveri
si schiudono ai baci.
Così per attimi ore e giorni…
Tu sogni, sogni, e di quei sogni sorridi,
perché sogni di attimi veri, di autentica vita.
allorquando, ahimè, la canzone di Biagio
desta dal sogno e l’incanto svanisce.
Si riaccendono i desti pensieri,
mentre la pioggia non smette,
ed il cuore vive ancora d’amore.
… E tu ed io,
mano nella mano,
su questo viale,
stretti nei baci,
pieni di avide emozioni.
Pregni di passioni
che negli abbracci,
sorreggono
mille speranze infinite.
… Tu ed io,
mai stanchi,
ubriachi di noi già all’alba,
ma al tramonto
coscientemente attaccati
a questa grande voglia.
… E tu ed io,
pronti ad amarci
ancora ed ancora.
... E noi
nel tempo che scorre,
folli d’amore per l'eternità!
… Io e tu,
due ingordi
vogliosi di quell'amore,
che non riusciremo
mai a saziare.
... Noi,
innamorati persi,
che amiamo il tempo
come mai
era stato prima amato.
… Tu, io
che adoriamo
questo piccolo infinito
mondo solo nostro.
… Noi
e tanta luce d'amore,
ridenti caldi amanti,
abbagliati dalla vita.
nun so laziale e nun lo vojo fa,
so rispettoso dell’artrui cultura
parlo un romano da caricatura.
Perché me piace morto l’inflessione
c’avete in ogni vostra discussione,
rende l’idea ‘n vernacolo siffatto
forse pe questo me ne sento attratto.
Canzonatorio, ironico, ammiccante,
de qualità ne ha davvero tante!
A me che nun me piace scrive de fino,
a vorte me fa sentì ‘n po’ Pasquino,
e quanno a vanità ar core bussa
me piacerebbe d’esse come Trilussa.
Perciò, amichi miei, nun va prennete
si quarche stonatura ce trovate,
pe esse barbaro sono già evoluto
e nun posso che curà l’anacoluto !
Ho messo tutto nder ‘n granne calderone,
tra poco parlo romano come Cicerone.
Ma poi che serve solo de parlà
Si nun c’hai idee da manifestà !
Punitemi pe quello che non dico.
e nun perché nun parlo romano a menadito.
Pe quanto poi riguarda ortografia
giuro, me farò seguì da na mi zia,
e infine, pe la punteggiatura,
farò attenzione, ce metterò più cura.
Insomma torno a scola de italiano,
ma…nun ero io a volè parlà romano ?
E non sai perché,
sei distante con la testa,
e io non posso aiutarti,
chiusa nel tuo mondo,
in un altro pianeta,
torna sulla terra presto;
vorrei pen sassi a me,
vorrei amassi più me;
e vincesse l’amore vero tra noi;
quante cose vorrei farti capire,
ma tu sei distante.
connubio di anima e cuore..
Mistica unione fra dire e fare,
musica ad evolver nell'io.
Consapevolezza esteriore e interiore,
silente gioia ad evaporar su pelle.
Specchio in radiose forme,
fusti di alberi a sfiorar il cielo,
ombre dipinte di colori..
Sobrie forme a trattener le ore.
Consapevolezza d'amore,
avventura a donar pace al cuore..
Amor a divenir felicità in serene parole.
Consapevolezza a percorrer sentiero,
e, sublime cammino a divenir essenziale.
Vibrano note di violino, vibrazioni d'anima,
sensazioni a colmar spazio, canto soave,
Divina visione a colmar il cielo.
Consapevolezza di star bene,
fosforescente rinascita a
sfiorar serenità umorale.
mi perderei in te questa mattina
Cinta da alte e oscure cime
Illuminata dalla gentile luce
Di un plenilunio
Immaginando un mondo
Antico, senza artifici
Il cui unico rumore
Lo si ascolta nel vento
Quando ti accarezza la pelle.
E l'anima si perde nel tempo










