dietro i tuoi occhi
urla tutto il nostro amore:
uniti in una goccia di sudore
poi separati da un sogno terreno
di veleni, falsità, rancori,
all'ombra rassegnata
di un cuore divelto.
Ricordo quando
non esisteva ancora
il sonno
e in eterna coscienza
assaporavamo
il nettare immortale
del sentimento.
giovani ragazze
danzano d' intorno
sempre più veloci
estasiate
perse le loro coscienze
ansimano nel chiarore
di una notte d'estate
si prostrano Vestali
ai loro Dei
speranza e sacrificio
d' un tempo infinito
al piacere terreno
L'alba é giunta
i primi raggi del sole illuminano
i loro volti eterei
pallidi
negli occhi cerchiati
La nebbia il risveglio
al nuovo giorno
il corpo ora assopito
si stringe in cerca di riposo!
Ti affido i miei pensieri
intrisi di malinconia
cosi che tu possa disperderli
come granelli di sabbia
in fondo a questa gelida notte.
Affidali al mare
come ultime voci di sirene ammaliatrici
io tapperò le orecchie e
non ne sentirò il canto .
Non controlleranno il mio vento!
Dietro ad un vetro
anche il cielo s'apre
di sole e d'azzurro
leggero come la neve
il mio mattino.

Con quali mani scrivo il mio verso ?
Quale sarà il vero canto …
può essere il degno gesto?
A piene mani l’impossibile raggiungo.
Elogio l’artista che in me si strugge !
Elogio la musa che mi dà voce,
del suo amore è luce accesa
è nei versi che lei si confida.
Ch’e io possa divenire menestrello
per narrarvi la mia storia ,
l’uomo che svela i suoi arcani
malgrado fossi l’eretico burlone .
E un giorno leggervi il mio sogno!
In te la mia speranza resta ,
nel cuore mio ribelle tu mi basti ,
sei lo specchio in cui mi snudo.
A pieni mani la tua fedeltà afferro:
il rosso il bianco e il nero ,
il rovescio della medaglia ottieni ;
penso al giorno che ti incontrerò ;
al tepore delle tue labbra sulle mie .
umane.
E' qualcosa che va oltre l'immaginazione, oltre
le pure e semplici congetture della nostra tradizione.
Non sono le stelle che si avvalgono del diritto di giudicare.
Siamo noi a convocarle come coorte di una giustizia suprema.
Imparziale e corretta dinanzi agli atti delle nostre passioni.
No, non è stato soltanto sesso vostra maestà.
Quella che m'accusa di eccessivo amore, non ha compreso
l'essenza del mio vero dolore.
L'ho amata per vent'anni, di nascosto dal mondo intero,
sfiorata con le dita nei baleni di molti sonni.
Ora non posso lasciarne le mani, da adesso in poi
non più.
Mi nutro del suo profumo e di cio che intravedo carnale.
apro la tapparella.
Amo la luce che inonda la stanza,
amo la visione che la vita mi regala ogni mattina.
Ad ogni nascere del sole, l’immensità del cielo,
le nuvole dalle forme strane, i gabbiani sulla spiaggia.
L’odore del mare, quel sapore salmastro,
il vento lo fa arrivare fin sopra la terrazza.
Non posso fare a meno di sentire l’odore dei fiori
che arriva dalla terrazza accanto.
La curiosità è forte, mi affaccio dall’altra parte,
un viso dolce e simpatico incrocia i miei occhi.
Sorseggia una tazzina di caffè,
mi invita a prendere un caffè con lui.
Nasce una bella amicizia, il caffè diventa un’abitudine
da non poterne più fare a meno.
Attendo con impazienza
la mattina.
Una domenica d’inverno alzando la solita tapparella,
il mio sguardo si perde a guardare il mare mosso.
Le onde molto alte,
il vento soffia forte.
Un abbraccio dietro le spalle mi fa tornare in me,
mi giro rimango stupita...e lui....
In un lampo arriva un bacio,
mi fa volare su nel cielo.
Navigare con le nuvole
il primo di una lunga serie.
Ricordo solo la tua voce
flebile come la muta notte
e i tuoi passi lenti
che cercavano il silenzio
nel ricordo dell'ultima carezza
che si spegnava in una lacrima.
Non passa mai questa sete
sete che divora ogni mio pensiero
mentre con il tuo volto macchio fogli
in compagnia della poco di luce
che a fatica guada la finestra
fin dove la musica muore.
Inutile rimane l'attesa
che tra rimpianti e ricordi
con forza inchiodo sui muri
e non basta quella carezza leggera
della mattinale brezza marina
ad occupare la tua assenza.
Cielo e mare
Opera da castori
Nella foschia del Nordsee
tra flutti
arginati da quel gigante buono
che lo separò dallo Zuiderzee
s’intravedono all’orizzonte le Frisone
dai possenti cavalli
Dall’opposto lato
l’Ijsselmeer attende in silenzio il ghiaccio
mentre accoglie calmo in un abbraccio
L’Ijssel che da poco ha salutato il Reno
a dividerci la luna
dal gelido sapore,
a dividerci l'anima
da un frammento di colore ,
a sigillare
le nostre pagine imbrattate
dai profumi fruttati
dell'estate.
A dividerci
un sordo e muto crepuscolo,
due stelle e un pò di buio
nel cuore.
possa guarire
ci son tormenti
che non danno tregua
logorandoti all'infinito
su fili sottili, stesi
e mai guariti nelle anime
rapprese dei cervelli
pensanti di tutte le ore
sbiadite
Sebbene ci si provi
il rimedio non c'è
e passi dal buio del giorno
e della notte, ad immaginare
di salvare, l'universo crollato
di un tempo
che sazierà i sentimenti,
in cerca di luoghi
dove si dilateranno i sospiri
oltre i venti di queste stagioni,
dove l'ultma barriera
tra il sogno e la materia
sarà un sorriso incredulo.
Quì un cigolio di lamiera
denso di solitudine
fa da sponda alle domande,
quì il vuoto e la bellezza
si incontrano per un destino inevitabile
mentre volteggiano sulle lacrime
i petali dei ricordi
di tutti i cari amati.
Se invece ne avete, pardon!
Sono almeno 15.000
sparse in un libro ideale
che si regge con un pomello lunare
o guarda tutto di sfuggita
con occhi ad anelli con satellite orfano -
e andando avanti nel tempo
sempre più mi lascia una sgradevole scia
come da medico scapolo poco lavato.

Ho vissuto tempi
In cui ogni cosa era niente,
dove
il mio calore appassiva
senza sole mi bruciavo .
Ti ho cercata in ogni volto,
in ognuno
leggevo il tuo nome .
E ho dipinto ancora
quelle foglie d’autunno
per rinverdire la mia vita ,
dare un senso
all'eterna fonte .
Tu tempo di vita
rinasci in stagioni,
dai colore al rosso passione .
È tempo di te
di me
di noi
di questi momenti brevi .
Di un autunno !
Ha il verde sulla chioma ;
il dolce tuo sentire.
il sorriso stampato sul viso
tutto per te.
Un sogno
un desiderio.
Occhi chiusi
immaginando
una torre la più alta della città.
Il vento soffia alto
passa nei capelli... fischia.
Come se parlasse
qualcosa freme nello stomaco.
Sale fino in gola
ed esplode
gioia e felicità.
Quel raggio di sole
nasce dietro le montagne.
Innalzandosi fino al cielo
un raggio di sole
caldo e prezioso come l’oro.
Quel giallo intenso
che arriva sulla pelle.
Dentro le ossa...è li rimane
come pietra lavica
per sempre.








