della notte, trovò sorpreso un idèa,
sorridente e così radiosa almèa
che le fattezze mostrava incèrte
Un vispo danzar di merletti cèlebra
quel giorno, mentre una strenna di lùce
coscienza rivela e confini addùce
la dove solenne c’era la tènebra
Si volta a salutare quel ricòrdo;
Un sorriso per quella fatuità,
un offerta per la sua vanità
e nel sole spiccò come il tòrdo
il vuoto dentro
e fuori, devastante.
Osservo il viso della gente,
senza sorriso, preoccupati,
ansiosi.
La depressione
prende
il sopravvento.
Improvvisamente...
capisco
il mio cammino è finito.
Non ho
più nulla
da vedere qua.
Lo sguardo si perde
nel cielo immenso
oltre le nuvole.
Ci sarà molto da scoprire
una seconda vita
tutto sarà nuovo.
Volti ritrovati
oltre le nuvole
la vita riprende.
mentre rincasavo dalla notte,
ancora una volta perdente,
io.
La marea degli anni
mi coprì di un ricordo stempiato
mentre coltivo rose
e saluti...
tra la nebbia
che mi investe, incredula,
con voce secolare
d'odio e d'amore.
Io ritorno a te,
mio delicato pensiero assiomatico
di giglio acquatico,
di madre distesa nel vacuo.
Appari mite, in un angolino
infreddolito, dove vicino
a finestre c'è il cielo
che si chiede, se sopravviverà
se i rumori potranno stonare
e dar spazio alla quiete felice
che non si spaventa, di quel che
accadrà, ad uno oscuro futuro
disarmato senza batticuore
e lame ben affilate, fra luci
nella nebbia calata
insistentemente
e farò in modo
che il tempo rallenti
cosi ch'io possa guardarti
poterti leggere
e scavare dentro il tuo cuore.
Mi fermerò a lungo
cercando di non distrarmi
mentre scende adagio la neve
ponderando le parole
provando a non ferire l'attimo
colmo di nuova luce.
Mi fermerò ancora
dentro un altro Natale
fra le promesse scombinate
di un futuro migliore
schivando le falsità dagli occhi
che assicurano pace e amore.
Per te sarò
come una giunchiglia
che sul petto stringe il sole
e conta le notti per respirare i
profumi di ogni fiore.
Per te sarò
uno sguardo delle nuvole,
per le mani un verso che spia l'inverno,
per l'anima un tramonto nudo
sulla sabbia del mare,
per la voce un ricordo
fermo nella fretta del cuore!
a te che non hai una casa.
Alla povera gente
che sotto l'albero
non può mettere niente
sempre se un albero
lo possa avere.
Auguro un buon Natale
a quel bambino appena nato
e già ha un debito con lo stato.
Buon Natale a te donna!
Stai piangendo
per le botte che stai prendendo.
Ora nell'albero mio
ci metto un sogno
auguro a tutti un mondo diverso
non così perso
e senza un senso
anzi un bel senso
lo può dare il Natale
basta solo capirlo
senza stressarlo...
lo sguardo e l’attesa
di una luce sincera
nella notte confusa
tra fiamma e preghiera.
E’ il Natale dei bimbi
nel silenzio ancestrale
aspettare, aspettare
senza ragione
la carezza dei nonni
l’amore di madre
l’abbraccio del padre
che già conosceva
torto e bugia.
Adesso è tutto diverso
e fuori hanno spento
la luna e le stelle
da qui vedo solo il cielo
e l’occhio rimbalza
nel vuoto infinito.
Adesso che conosco la fine
che conosco la luce
che non ho più paura
ho scaglie di gesso
in fondo alla gola
e ti cerco o mio Dio
in questa candela
che scioglie la cera
e rimangono appese
domande e campane
che suonano a festa
nel giorno di pace
di speranze e regali
in parole imbrogliate
certezze imbrattate
in una culla d’amore.
Tutto tace. Nel tuo cuore, nel mio, parole ricacciate indietro affogano.
Smetti di colmare il silenzio con una perfetta dizione,
di riempire col suono della tua voce
spazi rimasti senza rumore.
Dietro le forme grammaticali voglio sentire il tuo respiro.
Essere spettatore esige la presenza di qualcuno sulla scena,
ma tu reciti la tua vita giù dal palco: non vuoi spettatori.
Solo quando smetterai di credere
che non c'è bisogno di dire nulla,
solo allora i cristalli di Boemia
dall'alto del tuo luogo sacro
si staccheranno per schiantarsi al suolo.
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Silence. Chosen to not hear your false notes.
Everything is still. In your heart, in my heart, the swallowed words drown.
Stop to fill silence with perfect diction,
to stuff noiseless spaces
with the sound of your voice.
Beyond grammar I do want to feel your breath.
A beholder needs someone on the stage,
but you play your life in the stalls: you want no audience.
Only when you'll stop to believe
that there's no need to say nothing,
only then the Bohemian glasses
from the top of your holy place
will break off and crash.
Vorrei salire su quell’onda … ed innalzarmi con lei.
Vorrei salire su quell’onda … sulla sua schiuma bianca.
Vorrei salire su quell’onda … e da lassù sentire il profumo del mare.
Vorrei salire su quell’onda … e da lassù guardare all’orizzonte dove il blu del mare si confonde con il blu del cielo.
Vorrei salire su quell’onda … e da lassù alzare le mani verso il cielo e magari toccarlo.
Vorrei salire su quell’onda, sperando che diventi sempre più alta, portandomi lassù dove finisce il mondo ed inizia …… l’infinito …
in poeta,
osa fare palpitare
questo cuore.
Lente fremono le parole,
dolcezza
in un sospiro,
che dalle labbra libera l'agonia.
Gira in un vortice
il mio corpo.
Prendi adesso
questo cuore.
Non voltare le spalle
a questa danza,
non adesso.
Troppo tardi per andare
troppo presto ,
per restare,
in anticipo sui tempi
senza tanti complimenti,
giro,
ruoto,
mi riprendo il mio corpo.
Lento
come il vento con la porta
ti dilegui da me,
piccola donna
con un cuore troppo grande
che chiede rischio
e vuole ardore.
Fuoco e cenere
io sono
e finisco persa
in scintilla
dentro questa meraviglia.
se il rimorso non è veritiero
e non si fa sentire con il cuore
che prega arginando i malumori
nel sorriso ritrovato uccidendo
il peccato? Dov'è la purezza
vera, attaccata alle sue teorie
senza rimanere distaccata
dal pensiero traditore, dove
si traveste per non essere riconosciuto
per quello che è, un vero sevitore
del Signore, fratello dell'umanità?










