Come il pane che mangiamo
come l’acqua che beviamo
come le tue mani su di me
che percorrono i sentieri
del mio intimo sperare,
come il suono della tua voce
che raggiunge i miei sospiri,
come l’alito che sento
quando spii nei miei sogni,
come il sole del mattino
che gareggia con l’aurora
così sento la poesia
che riempie la mia vita.
E' curioso
incontrarsi per caso
e fondere
piacere con il sorriso.
Quelle distanze
che si accorciano
nel pensiero di incontrarti.
La curiosita'
spinge verso orizzonti
di fantasie,
che vivono dentro i cuori dei bambini.
E' cosi' bello
correre,
per poi fermarsi davanti a te.
La vita mi regala
perle di saggezza
diamanti di allegria,
verde come lo smeraldo
il mio pensiero,
chuiso in un fermaglio
che racchiude
la perla piu' preziosa.
L'amore
Cercami,
quando la notte
sentirai il bisogno
di parlare.
Tra le lenzuola,
il mio nome.
Sfiorare
senza mai toccare,
cosi' le carezze
pian piano
scivoleranno sul tuo corpo.
Sospiri....
e dirai basta
per ricominciare.
La tua pelle
come un'arancia,
carica di fragranza.
Aspetti...
Arriva intenso,
forte,
caldo.
Nell'ansito che placca il respiro
l'ardore adesso dorme
chiuso
dentro i tuoi occhi.
Nel rosso del cuore
battiti
in un sorriso
il mio nome
Il cantico del mondo
sotto una ripetizione di stelle
coi segni di fili scuri nelle mani
Sassi e frantumi, sogni catapultati
nell’età del nulla
felicità da osanna nei taschini
tenuta dentro
per la paura di svanire
Sale un ascensore dai mercati del caos,
i piedi molli ad un’altezza
porteremmo
fuori dal suolo duro
con gemme aperte al gelo
e spine d’ombre
che anche fanno parte
della luce
È una corda tesa
la porta del silenzio
che spegne ogni pio sorriso
e oscillando tra le chete foglie
si cela in un granello di sole.
La porta del silenzio
è un bambino
perso tra le foto in cornice
e nel cielo che nasconde le stelle
senza lasciar traccia alla via.
La porta del silenzio
è un frutto maturo
che accarezza il palato
è l'essenza della solitudine
che libera dai ferri le caviglie.
lontano dal tuo seno
è tutto piatto ma inconsueto
però devo fuggire
quando abituato ai tuoi baci
vado a cercare l'inizio del tempo
nelle sfumature dei colori nei quadri
appesi alle pareti di gesso
sulla linea tangente alla mia obliquità.
E ritorno strisciando
come un legionario dal suo deserto
cercando carezze
nelle certezze di sospiri sospesi nell'aria
e tu che mi aspetti come si aspetta il tramonto
mi apri le braccia, le gambe, il tuo grembo
ed io mi distendo stanco e ferito
con negli occhi la luna e sulla schiena il rimorso
mi accogli come una madre dentro il suo fiore
tra le maree di orgasmi infiniti.
Ritorno sempre da te
e così sempre sarà
fino a quando queste mie gambe
avranno la forza di scavalcare le dune
fino a quando questo mio cuore
non verrà calpestato dalle mie stesse paure.
E ritorno sempre da te
e tu sarai ad aspettarmi
alla finestra cantando il perdono.
Sarò solo una poesia
nell'azzurro
dove solo il vento mi vedrà
e da là ti parlerò
ti dirò quanto ho ascoltato
la mia verità, perchè possa
tu comprendere
che bisogna accettare
anche se male farà
ma non come la menzogna
che lentamente sfinisce
e per sempre morirà
di una luce diffusa
e la chiarezza del giorno
soverchia ulivi e perastri dirupati.
Le colline affondano
in una polvere azzurrigna
che ne sfuma i profili.
Il borgo sonnecchiante
affiora dalla sua eterea stanchezza
e s’immerge nella campitura
del cielo giallastro,
come un intonaco vecchio
e sfinito dalle piogge,
sovrastando campi
di mais e grano,
gelsi e pioppi,
quasi soffocati
nelle prime foschie.
con giubilo accolto
fin dal primissimo sogno
delle meraviglie infantili
continua a procedere
e a ogni nuova estate
altri fiori attirano api
Nel suo calice chissà
trasognato è lo sguardo
tra i filari dell'anima
sempre più a fondo
di una crepuscolare intimità
dove ogni attesa
diventa esaudimento.
asimmetria
nel tuo cuore,
emblema della sprezzante umanità
che ostenti,
e quel tuo sottile
gioco di sillabe enigmatiche
che catturano la luce
delle stelle oltre la mia mente.
Velature di ombre e dolore
colorano le tue mani
che sanno donare
l'universo
che ti appartiene ormai.
che alimenta la vita,
buon anno all’infinita
potenza del tuono,
si riempia di speranza
il futuro fecondo
e sia ogni secondo
respiro di fragranza,
buon anno a tutti voi
che amate la poesia
ad Enzo in armonia
che torni fra di noi,
buon anno alle foreste
ai laghi e le sorgenti
a fiumi ed a correnti
che battono le creste,
buon anno all’universo
eterno e misterioso
incanto favoloso
di un alito diverso.
Auguri al tempo ignaro
del passare degli anni
lui scorre senza inganni
senza nave ne faro
non sa del cambio d’anno
ma conosce le stagioni
la luce per i buoni
il buio del malanno,
conosce solo il giorno
della sua creazione
e sa la conclusione
del dì del non ritorno.
Tra la V e la W
pare di scorgere stasera uno spazio
di angusto corridoio
appena sufficiente per contenere
un saluto senza rancore -
voi non lo vedete?
Non dovrebbe essere proprio di
quelle malate dimensioni
per un bicchierino fresco di limone
la nicchia di selva che lo cela?
Il nero più denso
io lo immagino così,
un radiomagnetico fiore -
e al mio poeta
contorna sempre le unghie.

segnato dalla siccità, senza speranza
mai darà frutti.
Il contadino
con amore e passione
lavora giorno dopo giorno.
Dopo molto tempo e lavoro
quello stesso terreno
diventa un prato.
Il colore
verde
smeraldo.
Ricoperto quasi interamente
da un tappeto
di margherite bianche.
Quel terreno arido
e secco
darà dei frutti
Ti cullo nel mio pensiero come queste rocce si lasciano carezzare dall'acqua.
Lentamente sarà eroso il suo alveo, così tu fai col mio cuore.
Ho trovato pace in questo posto; è accaduto anche quando t'affacciasti alla mia vita.
Nessuno osi dire che non ne vale la pena o dichiari di non aver mai amato.
Pagherei ancora una volta il caro prezzo, anche se mi sfinisse fino a morire, pur di sgretolarmi col tuo sguardo nel mio.










