Alzati
stancamente
allontanati da me
ho consumato le tue labbra
prendendo tutto di te
sono sazio del tuo corpo
voglio solo guardarti
camminare in vestaglia
splendida visione
i tuoi glutei
svanire nel corridoio
dietro il velo che ti copre
E sognare alzare
l'inutile sipario
di deisderi smorzati
istinti strappati
ad un annegare quotidiano
nel mare banale
di gesti annoiati
riconquistare il fuoco
dell'emozione
di vederti distesa
meraviglia del tuo essere donna
il tuo sgaurdo dolcezza sospesa
Guardarti in silenzio
mentre l'acqua sfiora
lenta la tua pelle
la mia ombra nascosta
sussurro di meraviglia
mentre tu
asciugandoti
come Venere emersa
mi ignori
con indifferente amore.
stancamente
allontanati da me
ho consumato le tue labbra
prendendo tutto di te
sono sazio del tuo corpo
voglio solo guardarti
camminare in vestaglia
splendida visione
i tuoi glutei
svanire nel corridoio
dietro il velo che ti copre
E sognare alzare
l'inutile sipario
di deisderi smorzati
istinti strappati
ad un annegare quotidiano
nel mare banale
di gesti annoiati
riconquistare il fuoco
dell'emozione
di vederti distesa
meraviglia del tuo essere donna
il tuo sgaurdo dolcezza sospesa
Guardarti in silenzio
mentre l'acqua sfiora
lenta la tua pelle
la mia ombra nascosta
sussurro di meraviglia
mentre tu
asciugandoti
come Venere emersa
mi ignori
con indifferente amore.
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- IO AMO -
la forza delicata
delle tue braccia
che mi avvolgono
per farmi godere
l'emozione grande
e il piacere impudico
di arrendermi
alla tua irruenza.
Se pur fingo
di respingerti
per il forte
turbamento che provo
nell'accorgermi
di appartenerti
così totalmente.
.
- TU AMI -
la mia ritrosia
che aumenta
il tuo desiderio
e lo spinge
ad esplorare
i miei segreti
più nascosti
fino a farmi
esplodere di gioia
e di passione.
Grido il tuo nome
frammentato
dai singhiozzi
mentre cade una
pioggia di petali
in un mare d'amore.
.
- NOI AMIAMO -
quella lacrima mia
che vuole bagnare
anche la tua guancia.
La traccia dei sogni
che ci ha screziato
il colore degli occhi.
Il mio sorriso
che rubi con un bacio.
L'estasi e il tormento
di quei giochi
che spingiamo
sempre più oltre
fino a catturare
la felicità di
una vità intera
nell'eternità
di un solo momento.
Spruzzerò colori
sulla tela bianca
della vita
osserverò campi verdi
su cui stendere
parole
spazi blu
in cui viaggiare
senza tempo
e poi ritornerò
spruzzerò colori
sui vestiti che le stagioni
porteranno
sfiorerò profumi arancioni
in cui inebriare
la mente
corpi ambrati
per avvolgermi
senza tempo
e poi ritornerò
ancora dentro il cielo
sopra il mare
dietro il vento
spruzzerò
ancora ed ancora
arcobaleni su cui salire
raggi di sole
in cui riflettere
e poi ritornerò
serenamente al mio tempo
distrattamene continuerò
ad essere
a vivere
ancora il mio tempo
sarò ancora pronto
per un nuovo viaggio
per un nuovo dipinto
sulla tela bianca
della vita
osserverò campi verdi
su cui stendere
parole
spazi blu
in cui viaggiare
senza tempo
e poi ritornerò
spruzzerò colori
sui vestiti che le stagioni
porteranno
sfiorerò profumi arancioni
in cui inebriare
la mente
corpi ambrati
per avvolgermi
senza tempo
e poi ritornerò
ancora dentro il cielo
sopra il mare
dietro il vento
spruzzerò
ancora ed ancora
arcobaleni su cui salire
raggi di sole
in cui riflettere
e poi ritornerò
serenamente al mio tempo
distrattamene continuerò
ad essere
a vivere
ancora il mio tempo
sarò ancora pronto
per un nuovo viaggio
per un nuovo dipinto
È dallo Stato Libero e Sovrano della Sinaloa,
stretto fra i deserti del Chihuahua e di Sonora,
imprigionato fra la Sierra Madre Occidentale
e le acque blu del Mare di Cortez, che ti scrivo,
con questo filo di voce, con le mani sporche,
con la rabbia e la paura del Camino del Diablo.
Ancora una lettera, e sarà l’ultima col francobollo,
con lo stampo di Culiacàn, e con la firma in calce:
“El Chapo mi ha guardato oggi, si vedeva la frontiera
nei suoi occhi, la vita che inizia dove finisce la patria,
il mondo al di fuori del tunnel, e il lato libero del bordo.
Ma tu digli che non ci sarò! Che non mi prenderanno!
Che penso ancora al Mata Amigos, e ai Paramilitari,
a Los Zetas, e a tutti quanti gli Impiccati dei Cavalcavia!
ai Narcomantas, ai Mozzati, alle Pandillas, ai Sicarios,
a Los Huesos del Desierto, e alle Donne del Paso del Norte!
Amore sarò il Capo del Cartello, io, farò fortuna,
e tornerò a prenderti. Amore, se mi aspetterai,
ci sarà lo spreco con me, tante armi e l’oro giallo:
quello bianco, quello nero, tutto il Cristal che vuoi.
Non sarò più Cabecilla, non sarò mai Desaparecido,
sarò il Signore dei Signori della Droga Messicani:
e finalmente vivrai come in un Souvenir di Parigi,
dove la neve scende eterna, e placida, sulla Torre.”
E di colpo
mi rattristo...
come una partenza
dopo tanti abbracci,
tra ombre e luci e
notti insonni
mi sfiorano
echi e ricordi
di quando fuggivo le illusioni...
Ora Fuggo l'onda del mare
e migro come
le rondinelle,
come una zingara
senza arte ne parte,
elemosino
di un po di calore.
mi rattristo...
come una partenza
dopo tanti abbracci,
tra ombre e luci e
notti insonni
mi sfiorano
echi e ricordi
di quando fuggivo le illusioni...
Ora Fuggo l'onda del mare
e migro come
le rondinelle,
come una zingara
senza arte ne parte,
elemosino
di un po di calore.
E' già notte
improvviso
s'alza isole.
Il vento accareza le forme
della casa poco distante.
Strascichi di tulle
scivolano lungo
il letto del fiume.
S'increspano le ore
sbocciano nel blu
senza mai esagerare
e s'adagiano su tappeti fioriti.
Il rosso papavero
tinteggia il cielo
sfumando la paura giovanile.
Denso il buio
densi i pensieri
e poi.. nulla.
Comprimo
nel mio tepore il giorno
che da oggi
diventa subito ieri.
improvviso
s'alza isole.
Il vento accareza le forme
della casa poco distante.
Strascichi di tulle
scivolano lungo
il letto del fiume.
S'increspano le ore
sbocciano nel blu
senza mai esagerare
e s'adagiano su tappeti fioriti.
Il rosso papavero
tinteggia il cielo
sfumando la paura giovanile.
Denso il buio
densi i pensieri
e poi.. nulla.
Comprimo
nel mio tepore il giorno
che da oggi
diventa subito ieri.
Non c'è amore che viva
senza il tuo nome
sussurrato a tutte le ore,
ad ogni passaggio del sole
sulla mia vita.
L'ombra mia che si muove
per prati e per piazze non
conosce pace senza saperti
nella stessa città.
Ed esce di scena la tiepida stella;
un altra notte s'affaccia
sulle mie membra.
Ed è paura di non cogliere
più il tuo sorriso...
Di non tuffarmi in quegli
astri verdi...
Di non incontrare più
i tuoi passi...
Liberami amore mio,
la paura è tanta...
le corde stringono,
tagliano i polsi,
frustano il viso,
lacerano i miei piedi...
Liberami amore mio,
splendida luna delle mie notti,
stella perfetta per il mio cammino,
frutto dolce per i miei sensi...
Liberami amore mio,
in ogni luogo non so che fare,
in ogni tempo non so che dire,
in ogni strada non ti vedo più...
E l'ombra mia mi segue,
e vive di me, come io di te...
E' morta, morta perché
vive schiacciata,
vive toccando i colori del mondo
ma senza sapere...
L'ombra mia è nera,
costretta al suo buio
perché non ha un cuore
perché non sai chi sei..
Dalle lentiggini furiose il viso di bambina
sul grigio dei muri, corpo d’angelo dall’urlo di fuoco
Guarda -le disse la memoria- fioriscono le rughe
dove lacrime trattenute in questo mondo
sono stelle sulla scala della morte e tu
che insegui ancora il sole nel perduto vento .
Hai primavere distratte in ciclo disconnesso
nell’ozio d’abitudini di nostalgica sequenza
e le paure sbattono sul cuore come onde
con la pretesa d’arredare gli occhi in sogno.
Dalle ferite aperte la vita non sempre si perdona
in memoria s’adagia nel silenzio della stanza occulta
con la tenerezza del viaggiatore al finestrino
che ha smarrito la meta tra le paure dell’arrivo.
Il lettino con l’orsacchiotto e il gattino sono lì
a ricordo d’un mondo ormai bambino
e l’uomo dagli occhi bianchi gli sorride
padre dolce sollevando l’anima nel sonno
nel mentre la donna col piatto tra le mani
nutre di calma l’ultimo addio con un bacio rotto.
Chiudi gli occhi ora, sei pianto di bambina .
sul grigio dei muri, corpo d’angelo dall’urlo di fuoco
Guarda -le disse la memoria- fioriscono le rughe
dove lacrime trattenute in questo mondo
sono stelle sulla scala della morte e tu
che insegui ancora il sole nel perduto vento .
Hai primavere distratte in ciclo disconnesso
nell’ozio d’abitudini di nostalgica sequenza
e le paure sbattono sul cuore come onde
con la pretesa d’arredare gli occhi in sogno.
Dalle ferite aperte la vita non sempre si perdona
in memoria s’adagia nel silenzio della stanza occulta
con la tenerezza del viaggiatore al finestrino
che ha smarrito la meta tra le paure dell’arrivo.
Il lettino con l’orsacchiotto e il gattino sono lì
a ricordo d’un mondo ormai bambino
e l’uomo dagli occhi bianchi gli sorride
padre dolce sollevando l’anima nel sonno
nel mentre la donna col piatto tra le mani
nutre di calma l’ultimo addio con un bacio rotto.
Chiudi gli occhi ora, sei pianto di bambina .
Stringimi e lascia le parole
in balia del vento,
baciami e poi in silenzio
sfiorami.
Non dire, ma guardami
negli occhi
mentre con delicatezza
poso le dita sulle labbra
disegnate d'amore
invitandoti a morire
ancora un pò.
Le parole sono niente
quando i respiri si incontrano
e non dire perchè la musica
inizia a fremere.
Sogno un mondo meno avaro
dove manca il Dio danaro.
Ove tutto si può fare
senza il bisogn del capitale.
Con le banche delegate
a distribuire le derrate,
con i lor vecchi padroni
che ti dan zucche e meloni.
Dove chi ha un pochin più ditè,
te lo dà e non pensa a sé.
Con i loro governanti a lavorare:
come gli altri!
Con le donne più sincere,
che ti stiano vicino:
anche se non hai un quattrino.
Ma perché non si può fare?
Ci dovrem proprio ammazzare,
per il soldo maledetto
che ha creato qualche inetto!
dove manca il Dio danaro.
Ove tutto si può fare
senza il bisogn del capitale.
Con le banche delegate
a distribuire le derrate,
con i lor vecchi padroni
che ti dan zucche e meloni.
Dove chi ha un pochin più ditè,
te lo dà e non pensa a sé.
Con i loro governanti a lavorare:
come gli altri!
Con le donne più sincere,
che ti stiano vicino:
anche se non hai un quattrino.
Ma perché non si può fare?
Ci dovrem proprio ammazzare,
per il soldo maledetto
che ha creato qualche inetto!
!
E' distesa e nuda,
come l’erba al vento ricurva,
si mostra d'ogni sua forma.
E' deliziosa al tatto,
bagnata come i rivoli di nettare
che sgorgano dalla bocca
piena di frutta.
E' perfetta come il cristallo
di neve ch’è così diverso
da ogni altro simile.
E' materna e bella come l’albero
di mele, carico e carico
di semi di vita e frutti
dell’amore.
Io non solo l'amo,
ma indegnamente guardo
le mie misere mani che
l’accarezzano e tremano.
E vibrano di passione,
sudano di tensione,
fremono per il desiderio.
Io non solo l'amo.
Ma perdo il senso d’ogni senso
quando il tempo ci fa
incontrare.
Tutto questo non avrà
che la sua naturale fine,
che oggi m’è ignota,
ma ne sarà valsa la pena.
come l’erba al vento ricurva,
si mostra d'ogni sua forma.
E' deliziosa al tatto,
bagnata come i rivoli di nettare
che sgorgano dalla bocca
piena di frutta.
E' perfetta come il cristallo
di neve ch’è così diverso
da ogni altro simile.
E' materna e bella come l’albero
di mele, carico e carico
di semi di vita e frutti
dell’amore.
Io non solo l'amo,
ma indegnamente guardo
le mie misere mani che
l’accarezzano e tremano.
E vibrano di passione,
sudano di tensione,
fremono per il desiderio.
Io non solo l'amo.
Ma perdo il senso d’ogni senso
quando il tempo ci fa
incontrare.
Tutto questo non avrà
che la sua naturale fine,
che oggi m’è ignota,
ma ne sarà valsa la pena.









