
Ciao coniglio, questa è la realtà o un sogno?
Sento la tua voce, di chi hai bisogno?
Nei biglietti di auguri verrò disegnato
poi su molte tavole mangiato.
Io non sono vegetariana sono sincera
vuoi ancora confidarti con una donna vera?
Certo! Pochi il mio linguaggio comprendono
solo alcuni con i mie discorsi sorprendo.
Tu perché nello scrivere ti diletti?
Devi elencare tutti gli umani difetti?
Anche noi umani a volte siamo mangiati
dai pensieri negativi sbranati
Scrivere mi salva, mi libera la mente
i dolori sulla carta non possono più farmi niente.
Ho un’idea! Assieme possiamo stare
tu da nessuno mi fai mangiare
io quando dei cattivi pensieri sentirò l’odore
mi avvicinerò e ti proteggerò con il mio amore
Questa,dolce coniglio, è una bellissima cosa
assieme trascorreremo un Pasqua meravigliosa.
“...Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare ...” Cit. Francesco Petrarca, 1358
Quando sei invadente come le lunghe dita del gelsomino bianco,
e molto di più quando sei invitante come le bacche rosse di Goji,
il mio pensiero si diffonde fra la Via Aurelia e l’Appennino Ligure:
viaggia impalpabile sopra all’antico convento dei Frates Cruciferi
per poi precipitare preoccupato fra le tue braccia, a Villa Azzurra.
Gli Arabi, i Mori, gli Andalusi, i Musulmani, gli Ismaeliti, i Turchi,
e tutti quanti gli abitanti nomadi del deserto, ti hanno attaccata,
colpendoti finanche oltre le mura difensive del Doge Boccanegra.
Ma tu sai essere superba, Genova, come Ianus il Pater Matutinae,
custode e protettore di ogni forma di passaggio e di mutamento,
come un mondo libero, senza i funesti nomi dei Guelfi e Ghibellini.
E come l’apolide erma bifronte della cupoletta di Piazza Sarzano,
vegli sulle mie poesie con chiave e bastone, col coraggio del leone,
con l’astuzia dell’aquila, così come la figura chimerica del Grifone.
Sono piccolo e nero come Barbouille, imbrattato di sogni e colori,
mentre mi guardi girovagare fra il numero cinque di Corso Dogali,
casa Montale, e il sinistro quadrato delle forche di Torre Specola,
dove da sempre aspetto un rintocco che non si farà mai più sentire:
il cannone di mezzogiorno, per accordare la mia storia con la tua.
Fulmine incendia l’azzurro
Intuizione di un lato oscuro
Galassia diversa
Corde tese d’arpa muta
Sentimenti complessi
inespressi repressi
a cavallo della follia
Magma nel cuore
Passi indietro
Dal tuo cielo obliquo
scateni sulla scena
l’ira di un dio degli eserciti
Un concerto di note taglienti
Una vendetta che ha l’odore del sangue nemico
Sulle ali del tempo la vita arena
elegante di morte depone la riva
dietro la feritoia del cielo che cola
bacia la storia dall’alba corona
delicato mare di sagoma nera
con legacci ai piedi dal dolore pieno.
Esile pura la vergine Era al moto celeste
l’immortale sovrana a coccio di tomba
nel nulla oscuro del tutto che aliena
squarcio d’inganno dal vivere appena .
Nell'ora il perdono se vivere è stato
cara illusione l'amare nell’aver amato.
era ancora l'alba ,
gli occhi gonfi
umidi di pianto,
le mani sul cuscino
cercavo il tuo calore
il tuo profumo,
sentivo l'odor d'incenso,
sentivo una musica,
cercavo nel mio cuore
sentivo i battiti galoppare,
volevo continuare un sogno
ma la luce del mattino
scacciava la magia.
Inseguivo un sogno
ma la realta si parava contro,
sbattevo la mia testa sul cuscino,
asciugavo le mie lacrime
e cercavo di farmi forza,
poi
mi sono alzata ed affrontato il giorno,
solo per un attimo
ho lasciato correre il pensiero,
ma solo per un attimo,
poche ore..
poi tornera' la notte
mi addormenterò
e andro' incontro al mio sogno:

per coloro che ci umiliano,
per coloro che spacciano la stolta crudeltà per effimera goliardia.
Ti condurrò su un altopiano a strapiombo sul cielo fin quando non avrai imparato a sentirti libero,
ti porterò ad ascoltare le risate dei bambini fin quando non avrai imparato ad essere felice,
dovrai sentirmi parlare di te fin quando non avrai imparato a conoscerti ed amarti.
Il vento ha smesso di soffiare da quando non ha più avuto ali in volo da sorreggere,
capelli ordinati da scompigliare.
Odio sognare.
Odio le immagini trafitte dalla luce del giorno appena prima di tornare alla realtà,
odio l'aria vacua intorno a me, ed il nulla che la occupa.
Non era solo edonistica libidine, era un velo irrorato sulla fronte febbricitante,
era la felicità diversa da come prevista ma comunque perfetta, se non di più.
La pietà mi lacerava lentamente mentre la farfalla, segregata nella prigione d'ebano,
premeva contro la finestra credendo di possedere i tesori che ne stavano oltre.
Uno scudo vitreo li proteggeva dal suo desiderio di appropriarsene.
« Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza » Cit. Lorenzo De’ Medici
Me lo avevi detto tra parentesi che non mi amavi,
che la linfa corre vivida solamente nei mesi estivi,
e che oggi non è permesso giocare sul monte Zas.
E allora non vorrò mai più stare con te:
non ci sarà il Dio Dionisio a rincuorarti,
l’oro di Efesto o la tua Corona Boreale.
Non ci sarà alcun esilio di Nasso,
né Teseo il Meschino, né il Minotauro,
non ci sarà l’intricato Labirinto di Cnosso,
e neppure il tuo filo di lana, mia dolce Arianna.
E rimarrai sola, tu, mutata da Dio
in una costellazione splendente,
a vegliare sulle terre delle Cicladi,
mentre io piangerò, solo come sempre,
aspettando una qualche apparizione,
e un po’ di conforto.
vedrai i tuoi occhi brillare,
non dare ascolto a parole
consumate trasportate dal vento
nell'attesa dietro il vetro.
Segui se puoi senza
dare all'occhio
il tuo cuore non tradisce
i tuoi passi
ma cammina al tuo fianco
e con te resta a guardare
i colori tenui dell'alba
e con te ascolta quella musica
che fa danzare
che trascina nel mondo magico
di un viaggio senza fine.
Praticare strade nuove e tortuose
Non mi va….
Star seduto a pregare nelle chiese
Poi si sa…
Resto fermo nell’involucro del mondo
Senza troppi giri e verbi coniugati
penso agli altri come animali impagliati
Sulle scrivanie dei potenti
Innamorati degli oggetti, dei diamanti
non come loro, io cerco nuovi ori
confido in… tempi migliori








