voglio sognare...
voglio una carezza
per emozionarmi e vivere,
una carezza
che travolge tenera la sera,
come una ragnatela
impigliata al tuo petto,
incastrati i pensieri
tra cumuli di carta
dove due cuori si cercano
dove le lettere prendono vita,
scavano, leniscono e gravano d'amore
al punto che tutto diventa l'essenziale.
E sfioro la gioia con un dito
sulla pagina aperta,
e pura appare la notte
con una tua carezza.
Non sono le parole cattive
che ci trasformano in bestie
ma il dilagare delle amarezze
nelle similitudini dei peccati
che commuovono la vita
guardandoli con occhi perplessi
nell'istinto del cuore
come un vero viaggiatore
su una nave correttiva
Se un raggio di sole
potesse far luce
nei tuoi occhi
sentiresti
l'anima che vibra
in quei silenzi nascosti
mettendoli a digiuno
premiando l'anima
come miglior amico
che non sostituiresti
mai con nessuno
invitandolo ad adorarti
quando la notte
ti avvolgerà nell'oscurità
delle tue paure, nelle albe
di interminabili respiri

Meno male che c’è il sole
a scaldare le giornate
troppo lunghe da passare
con quest’ansia che assale
avresti bisogno veramente
di respirare almeno un po.
Meno male dopotutto
c’è questa dolce poesia
con la sua voce delicata
s’affaccia ogni giorno
davanti al cuore tuo
facendolo brillare,palpitare
ed inventare nuove fantasie
da poter di nuovo custodire
gelosamente come un tesoro.
Quando poi il sole stanco
dirà alla luna di prendere posto
in questo cielo e farlo illuminare
insieme alle stelle.
Tu sarai lì ad aspettare.
Non sarai stanco
ma solamente più innamorato…
ai fiori di rosmarino del balcone
alle erbe spontanee
sul fondo solare delle lampadine
luppolo in germogli,
uno di questi nostri primi baci -
ma sapevo già di dover andare via,
tu sbocci in una poesia dove piove.
come l'animo mio,
vuoto di senso
in quest'acre
monotonia...
Fluttua stanco
il pensiero,
vagando per
desolate memorie
vissute nel dubbio.
Chino è il capo
sotto la fitta pioggia.
- - - - - - - - -
Serena avanza
su un tappeto di fiori.
E' il dolce vento
che spira amore...
« La rivoluzione non è un qualcosa legato all'ideologia, né una moda di un particolare decennio. È un processo perpetuo insito nello spirito umano. » Cit. Abbie Hoffman
Eccoci ancora qui: tu, io,
e la linea della memoria,
che guardiamo il mondo
da una prospettiva puerile:
da sopra quell’albero blu
che gli altri non vedono,
dall’alto di una solitudine
che non si distingue più
dal soffio di un sogno.
Certo sono solo parole,
ma sono sempre le stesse:
si possono ancora leggere
ai bordi di quel bel cancello,
sul limitare della mia infanzia.
Ti darò 5 scellini immaginari,
ti dissi, se tu mi lasci inserire
un chiodo immaginario;
e poi ricordo l’abbraccio,
la Rocca di Gibilterra,
tu bambina, l’oceano,
ed io che canto l’amore.
Il resto, forse, io non lo so
se è guerra o pace, se è lotta,
se è poesia, o se è rivoluzione,
se è un cerino che brucia lento,
o l’uomo sulla torta in fiamme.
Sono lo scarafaggio con la “A”
e tu sei la quinta dei Fab Four,
siamo l’amore, ma quello vero,
la pioggia che bagna dentro,
il mondo com’era all’inizio,
la Summer of Love del ’67.
E non c’è stato o ci sarà mai
niente di nuovo, niente di niente.
Ed è questo che avevo già capito:
anche sapendo che era impossibile,
avrei voluto rimanere lì per sempre,
fermare il tempo, la mia ideologia,
e i tuoi capelli lisci sul mio cuscino.
Ma la vita è passata comunque,
lo sai? Ed io ho seppellito Paul,
superato perfino la fama di Dio,
e ho abbandonato per sempre
i campi di fragole dell’infanzia,
con tutti i mie pensieri più belli.
Potevo vedere cose io, capirle,
ma poi non mi bastava più,
volevo dirle, volevo cantarle,
e gridarle con tutto me stesso.
Mi dispiace, lo vedi tesoro?
Solo Mark David Chapman
ha condiviso il mio male,
e solo tu, Ocean Baby,
hai avuto il mio bene.
Il resto sarà per i posteri,
per chi mi vorrà ascoltare,
e capire, e poi leggere,
ma tra le righe però.
colmo di capriccioso incedere
malmenando il cuore incostante
specchio smorfioso, audace insolente
con trucchi di pretenzioso vezzo
condotto il sentimento via di peso
in pieno ormeggio
riannodato al caso.
Sterile patteggiamento
tra convinzioni sparse in memoria
ed errori distratti d’ignorata storia.
E allora quale migliore eredità
far finta d’aver capito.
Credere d’aver partecipato
solo per gioco.
Gettato alla rinfusa
i dadi dentro il vuoto.
E credere convinto d’essere
solo ciò che è andato perso.
Invece d’amare e amare e amare.
Questo il punto
sempre più convinto.
Così ho riscritto il verso.
(1982)
Ci sei riuscita
a lasciarmi solo,
senza più amici,
senza più niente...
Avevo giurato
che non ci saresti riuscita
ricordi?
era l’ultimo viaggio...
Ma hai vinto tu,
tu che, stranamente,combatti
con chi è debole,
con chi
non sa andare avanti,
con quelli
indifesi
senza una vera ragione
di vita...
Ma non hai tutti:
non hai me,
non hai chi ha un amore
che viene con te
e non hai nemmeno
chi viene con te,
chi ti conosce
chi ti paragona ad una amante
a una ragione
a una voglia...
Non hai colui che,
quando esce con te,
si sente libero
e felice
perché sa che quando finirà
tornerà a sbattersi
per te,
e se non ti troverà
starà male,
vomiterà rabbia,
paura,
una parte di se stesso,
quella parte che tu
gli hai rubato
quella parte che lo faceva sentire
vivo,
quella parte che lo faceva sentire
uomo
e che ora lo fa sentire un manichino
nelle tue mani...
Ma stai attenta
perché un giorno si stancherà
e capirà che non serve,
che non ne vale la pena,
che forse ha perso tutto
e, allora,
saranno guai
perché ne uscirà
e tornerà a essere se stesso,
lui...
Io ti odio
per gli amici
che mi hai portato via,
per avermi lasciato solo,
per tutti quelli
che sono morti
e muoiono per te,
per chi non è più
se stesso,
per chi cerca da sempre
la sua libertà
e non hai mai permesso
che la trovasse...
Eroina II
Gigi 27/11/1987
L’hai ucciso;
non è morto
ma l’hai ucciso...
Lui ci crede;
crede che tu sia l’unica,
crede
che percorrendo la tua strada
arriverà nel cielo...
cielo...
Come è bello
il cielo;
no non parlo del tuo
ma del mio:
quel cielo blu
che mi ha accompagnato
dove sono
e, anche se non ho niente,
sono libero...
(nel cielo)
Lo hai portato via,
non è mai partito
ma lo hai portato via...
Ci ha creduto
mentre noi
ti abbiamo rinnegato
perché non sei
né il figlio
né l’agnello...
Tornerà,
camminerà ancora
e camminerà sempre
mentre noi
siamo fermi nel nulla;
camminerà ancora
seguendoti
mentre noi
abbiamo cambiato la via
che porta a te...
E’ morto,
l’hai ucciso
ma lui
non ha ancora capito...
Eroina 2.0
Ci hai abbracciati
come in un girotondo...
Qualcuno lo hai sfiorato,
qualcun altro
lo hai calpestato
e,
qualcuno,
lo hai preso per mano
e accompagnato
verso il tuo
Nulla...













