
L'amore suo
è grande,immenso.
Un cuore prezioso
da tener stretto.
E' l'alba oramai
il sole si sveglia
ed anche stanotte
i tuoi occhi hanno pianto.
L'amore lo sogni,
vorresti toccarlo.
Ma è triste pensare
il tempo passato.
Mille notti son tante
quante lune nel cielo
son passate di qua,
ti hanno visto soffrire
ogni giorno di più.
L'amore suo
lo cerchi nel tempo.
Ma non è come il vento
non dura un momento,
perdendo la rotta
non trova la via.
Lei è come una stella
piovuta dal cielo
non si distrugge
in milioni di pezzi,
rimane integra
nel cuore, nei sogni.
E' questa la forza,
t'aiuta a vivere.
Pensando che un giorno
potresti raggiungerla...
2 commenti
A volte le maree sovrastano
ma non affoghi
scalfiscono i tuoi sogni
sgretolano le tue convinzioni
ma non ti arrendi
anche se perderti e lasciarti inghiottire
sembra l'unico modo
per la via d'uscita
L'onda ti trasporta
ti sposta dove comanda lei
ma sei vivo
anche se immerso
Pensi...
Nuota e cambia direzione
appellati alle tue forze
e stremato arriverai a riva
su una nuova terra
da scoprire e vivere
più forte di prima
ma non affoghi
scalfiscono i tuoi sogni
sgretolano le tue convinzioni
ma non ti arrendi
anche se perderti e lasciarti inghiottire
sembra l'unico modo
per la via d'uscita
L'onda ti trasporta
ti sposta dove comanda lei
ma sei vivo
anche se immerso
Pensi...
Nuota e cambia direzione
appellati alle tue forze
e stremato arriverai a riva
su una nuova terra
da scoprire e vivere
più forte di prima
Il dolore fiorisce
le rose si nutrono
di primavera implosa.
La paura sanguina dalle spine
nell’oblio del miracolo vuoto
senza perdono d’amore.
L’apatia cristallizza le ore
disegnandone il condono
ridipingendo ricordi
d’un colore solo.
E la vita, oceano alla finestra
non smette di far rumore
sporca occhi puliti sulla scena
senza paura di dir messa
solo margherite di campo
imbevute di sole
tra le mani del giorno
che sputano rime
sull’innocenza di bellezza
che attende la fine,
sottratta al tempo
senza più verità di segno.
Il mare fragile inventa
spiagge da baciare
avanza, indietreggia
invano
per poi ritornare
di nuovo
e di nuovo
sulle ferite
ritrovate in vita.
Vorrei morire per te.
le rose si nutrono
di primavera implosa.
La paura sanguina dalle spine
nell’oblio del miracolo vuoto
senza perdono d’amore.
L’apatia cristallizza le ore
disegnandone il condono
ridipingendo ricordi
d’un colore solo.
E la vita, oceano alla finestra
non smette di far rumore
sporca occhi puliti sulla scena
senza paura di dir messa
solo margherite di campo
imbevute di sole
tra le mani del giorno
che sputano rime
sull’innocenza di bellezza
che attende la fine,
sottratta al tempo
senza più verità di segno.
Il mare fragile inventa
spiagge da baciare
avanza, indietreggia
invano
per poi ritornare
di nuovo
e di nuovo
sulle ferite
ritrovate in vita.
Vorrei morire per te.
Anima mia
di pane e lacrime
e lunghi digiuni d'amore
tu mamma
non sfami più
i miei sorrisi,
i miei baci,
la mia fame.
Tra briciole di pensieri
e notti insonni
sciolgo le mie lacrime
per i tuoi occhi che
non hanno più colore
per la tua voce che
non ha nessun rumore.
In attesa di sognare
fammi rimanere
abbracciata a te
serenamente.
Domani
avrò ancora fame
di illusioni!
Dieci anni fa abitavo in centro
in un condominio con dieci palazzi
cento appartamenti e duecento bagni
tutto recintato e perfettamente costruito;
ero orgoglioso d’essere il proprietario!
Ma dopo un po' di tempo decisi di cambiare
non era quella la mia vera dimensione
mi soffocava l’aria signorile
e più che un uomo mi sentivo un ciclostile.
Fu una mattina di maggio
che decisi di scappare
e in periferia ho traslocato
l’aria era decisamente più pulita
e il vicinato molto più affiatato.
Cinque edifici, cinque terrazze
cinquanta cucine e cento balconi
pensai “ finalmente mi accontento”
non calcolando che a breve
fui allergico a tutto quel cemento.
E di notte ho fatto le valige
in un paese vicino mi sono trasferito
unica struttura senza condominio
e nell’attico mi sono sistemato.
Ma anche di quel appartamento
presto mi son stancato
e in aperta campagna sono fuggito
una casetta in legno, un porticato
e un cane lupo a guardia del mio creato.
Inutile, non avevo pace
e sono sbarcato su un'isola felice
senza tetto e senza protezione
dormivo all'aperto
su un'amaca ai confini del sole.
Mangiavo fiori e bevevo pioggia
senza cronaca e informazione
niente internet e televisione
del tempo avevo perso cognizione.
Ma la sera mi sentivo solo
e decisi di salire su nel cielo
centomila nubi, un milione di stelle
zero sogni e angeliche visioni.
Fu così che decisi di tornar bambino
per giocare nel parco da mattina a sera
senza aspirazioni, senza case
senza recinti e senza più vetrate
senza vincoli e senza proprietà
senza pensare e giudicare
era questo che cercavo
l'interiore libertà.
in un condominio con dieci palazzi
cento appartamenti e duecento bagni
tutto recintato e perfettamente costruito;
ero orgoglioso d’essere il proprietario!
Ma dopo un po' di tempo decisi di cambiare
non era quella la mia vera dimensione
mi soffocava l’aria signorile
e più che un uomo mi sentivo un ciclostile.
Fu una mattina di maggio
che decisi di scappare
e in periferia ho traslocato
l’aria era decisamente più pulita
e il vicinato molto più affiatato.
Cinque edifici, cinque terrazze
cinquanta cucine e cento balconi
pensai “ finalmente mi accontento”
non calcolando che a breve
fui allergico a tutto quel cemento.
E di notte ho fatto le valige
in un paese vicino mi sono trasferito
unica struttura senza condominio
e nell’attico mi sono sistemato.
Ma anche di quel appartamento
presto mi son stancato
e in aperta campagna sono fuggito
una casetta in legno, un porticato
e un cane lupo a guardia del mio creato.
Inutile, non avevo pace
e sono sbarcato su un'isola felice
senza tetto e senza protezione
dormivo all'aperto
su un'amaca ai confini del sole.
Mangiavo fiori e bevevo pioggia
senza cronaca e informazione
niente internet e televisione
del tempo avevo perso cognizione.
Ma la sera mi sentivo solo
e decisi di salire su nel cielo
centomila nubi, un milione di stelle
zero sogni e angeliche visioni.
Fu così che decisi di tornar bambino
per giocare nel parco da mattina a sera
senza aspirazioni, senza case
senza recinti e senza più vetrate
senza vincoli e senza proprietà
senza pensare e giudicare
era questo che cercavo
l'interiore libertà.
"Abbiamo fatto di tutto per allontanare Nancy. Lo stava uccidendo. Ero assolutamente convinto che lei si volesse uccidere. Solo, non voleva farlo da sola. Voleva portare Sid con sé." Cit. Johnny Rotten
Lo sappiamo bene, noi,
cosa vuol dire vivere
con la poesia nella pancia,
un urlo inciso sul petto,
e 24 pillole di Pandenol
che vagano fra la Settima
e l'Ottava Avenue,
al 222 West 23rd Street,
stanza numero100.
E ci moriremo anche,
al Chelsea Hotel, noi,
e tu sarai Bambi
e io il fucile.
Perché alla fine Dio
non salverà la regina,
perché alla fine
avevano ragione i ragazzi:
solo il trapasso
ci avrebbe mai separati.
E quel tanto è bastato
per farmi sperimentare
persino la morte,
ma da vivo.
Lo sappiamo bene, noi,
cosa vuol dire vivere
con la poesia nella pancia,
un urlo inciso sul petto,
e 24 pillole di Pandenol
che vagano fra la Settima
e l'Ottava Avenue,
al 222 West 23rd Street,
stanza numero100.
E ci moriremo anche,
al Chelsea Hotel, noi,
e tu sarai Bambi
e io il fucile.
Perché alla fine Dio
non salverà la regina,
perché alla fine
avevano ragione i ragazzi:
solo il trapasso
ci avrebbe mai separati.
E quel tanto è bastato
per farmi sperimentare
persino la morte,
ma da vivo.
Notte rigida e bella.
Tra poche nuvole bianche che sanno di neve
compare la luna,
dietro la collina.
Bianca, con i corni rossicci,
s’alza lenta sulle campagne.
Da levante spira un vento polare
che ghiaccia l’aria
e fa la barba agli aghi incalliti
del pino alto e antico.
Nel cielo scuro e sereno
le stelle, perse nella fregola dell’orgia,
si abbandonano all’eterno destino
e cadono nel vuoto,
roteando come girandole,
spaccandosi come bolidi,
infiorandosi come fontane luminose.
E mi vengono addosso, a sciami,
e mi bagnano la fronte ardente
e mi dissetano la bocca riarsa,
carezzandomi, dolcemente, il viso
e gli occhi bruciati.
Nel buio la strada corre
come una cometa in sfacelo
e mi sembra di perdere
ogni senso di gravità.
E il mio pensiero
solca gli spazi della trepidazione
con un volo audace
simile a quello delle meteore.
Tra poche nuvole bianche che sanno di neve
compare la luna,
dietro la collina.
Bianca, con i corni rossicci,
s’alza lenta sulle campagne.
Da levante spira un vento polare
che ghiaccia l’aria
e fa la barba agli aghi incalliti
del pino alto e antico.
Nel cielo scuro e sereno
le stelle, perse nella fregola dell’orgia,
si abbandonano all’eterno destino
e cadono nel vuoto,
roteando come girandole,
spaccandosi come bolidi,
infiorandosi come fontane luminose.
E mi vengono addosso, a sciami,
e mi bagnano la fronte ardente
e mi dissetano la bocca riarsa,
carezzandomi, dolcemente, il viso
e gli occhi bruciati.
Nel buio la strada corre
come una cometa in sfacelo
e mi sembra di perdere
ogni senso di gravità.
E il mio pensiero
solca gli spazi della trepidazione
con un volo audace
simile a quello delle meteore.
Ricordo che di mare
sa il profumo dei capelli
nelle sere d'estate...
E tornerà d'ebano la pelle
con i vestiti a fiori.
Torneranno i sapori dei frutti
che mangeremo fino a saziarci,
E raccoglieremo in un cesto
farfalle e coccinelle.
E nelle serate piene di stelle...
Il respiro della collina sarà la sola
carezza per noi.
sa il profumo dei capelli
nelle sere d'estate...
E tornerà d'ebano la pelle
con i vestiti a fiori.
Torneranno i sapori dei frutti
che mangeremo fino a saziarci,
E raccoglieremo in un cesto
farfalle e coccinelle.
E nelle serate piene di stelle...
Il respiro della collina sarà la sola
carezza per noi.

Lei è così all'improvviso.
Come temporale d’estate,
con la pioggia
che bagna i capelli
lei corre
per cercare un riparo sicuro.
Poi ti osserva,
sorride...
Il suo viso è più bello
e non sai cosa dire.
Lei così dolce,
con le labbra socchiuse
ed aspetta
che tu dica qualcosa.
Ed ora lo dici
vorresti essere lei,
così forte e sicura.
Un dolcissimo amore
profumato e gustoso
ha riempito sapore
ad intense ore d’amore.
Lei è così indimenticabile.
Un sogno!
Ogni lieve sospiro
la sua bocca di rosa,
vorresti sentirla
attaccata alla tua...
Vorrei incontrarti
in giorno strano
ove il cielo
sia ricco di aquiloni
e dove gli aironi
volino con gioia.
Vorrei vederti
tra i ricordi di un futuro
perché non finisca
mai il presente
che viviamo.
Vorrei spiarti
da lontano
se lo consenti
e far si che la mia
fantasia non ceda
alle rughe del tempo.
Vorrei incontrarti
in un giorno strano
dove ogni vuoto
sia pieno di noi
e i ricordi non
rubino mai
i nostri sogni.
Vorrei la libertà
e come uno scoiattolo
percorrere il mio tronco
fino all’ultimo
mio sogno
e incontrarti nel prato
tra le foglie dipinte
d’amore.
Qua il galeone spagnolo
ha il mio dito come mozzo
toglie la polvere durante la sua sciolta passeggiata
scende a un intarsiato porto
e cammina dum dum dum
sotto i due vasetti della Cina
madamigella le vostre mani giunte
aspettano davvero da quel dì
il mio ritorno? Eccomi, nella stola viola vedo tutti i nostri pensieri
intenti a digerire la vita passata
con un bicchierino di China Martini.
Le telefonerò, caro avvocato, rebus 5 9 3 7 ma
sarà il solito sospiro di colomba
messo per iscritto da un illustre sconosciuto.

ha il mio dito come mozzo
toglie la polvere durante la sua sciolta passeggiata
scende a un intarsiato porto
e cammina dum dum dum
sotto i due vasetti della Cina
madamigella le vostre mani giunte
aspettano davvero da quel dì
il mio ritorno? Eccomi, nella stola viola vedo tutti i nostri pensieri
intenti a digerire la vita passata
con un bicchierino di China Martini.
Le telefonerò, caro avvocato, rebus 5 9 3 7 ma
sarà il solito sospiro di colomba
messo per iscritto da un illustre sconosciuto.

Nude e...
grigie pareti
ricamate dalle
fantasie del sole
accolgono i sussurri
di parlottii sommessi.
Petali di rose fatte
seccare ad arte
san diventare
una parte
importante
dell'intesa.
Avendo
la pretesa
di respirare
anch'esse
gli effluvi
dell'ardore.
Ogni storia
emana i suoi
particolari suoni
melodie silenzi ritmi
echi di sospiri e affanni.
E hanno disegnato gli anni
su quel soffitto senza colore
gioiose grida appassionate.
Armoniose voci cadenzate
cantano le ardenti note
di un intenso godere
tra le assi sconnesse
della soffitta ove
la noia sconfitta
è già fuggita
dalle vetrate
delle finestre
arabescate
dai profumati
aliti d'ogni cuore
che ha saputo godere
la sua stagione più bella
urlando la sua felicità
ubriacato da dolci
brividi d'amore.
E lasciando
la scia
del suo odore
nell'aria rarefatta
da tenerezza e...
nostalgia











