Questi sono fiori
Che ti appartengono...
Osserva il giallo delle
Margherite,
La perfetta armonia delle
Viole, 
Il rosso porporino delle Rose,
Le tenere e bianche
Foglie dei Calli,
L'oro ambrato delle Gerbere,
Il verde poroso
delle foglie. 
Tutto è
il giardino della vita ...
Tutto ti appartiene.
Cogline pure
figlio mio ....
Finche' non finiranno!
                                                        a mio figlio
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Che strano gioco
compie questo destino
azzarda un gioco bizzarro
con i miei vorrei 
e i suoi progetti

Cammino tra la gente
respiro la tua mancanza
cercando il tuo sorriso
tra i tanti volti 
e le voci squillanti 
e la folla dei pensieri si muove
al ritmo di quesiti e risposte vane
i dubbi s'insinuano
tra i miei punti di vista

Gli occhi malinconici
viaggiano
sulle note della pioggia scrosciante
ed esondano pensieri
come barchette di carta
trascinate dall'acqua
verso mete lontane
luoghi che appartengono a te

Questo destino si diverte
m'illude
di effimere coincidenze
spero
sospiro

Intanto piove
e non ci sei





 
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Profilo Autore: Anna  

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Ricordi che martellano in testa, 
tutto è crollato 
pianti, 
disperazione, 
il rifiuto di credere 
che non sei più tra noi.

La vita di tutti è cambiata 
come un colpo improvviso di vento
il cammino di tutti noi 
sarà difficoltoso senza di te  
sei stato più di un fratello 
ti sei sempre preso cura di tutti.

Ci accompagnerai nella nostra vita
ti porteremo sempre nel cuore
ci hai trasmesso molte cose 
sei stato una persona stupenda 
sarai sempre con noi 
ogni giorno ogni istante. 

Sarai sempre il nostro maestro di vita
la nostra ricchezza interiore 
saremo sempre uniti 
qualsiasi cosa accada 
sarai per sempre 
il nostro eroe 
il nostro Zorro.



Sarai sempre nei nostri cuori, non ti dimenticheremo mai, ciao ZORRO.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Quano amore

quando ti guardo,

quando ti penso

e ti sento vicino.

Quanto amore

se guardo le mie mani 

e le vedo tra le tue.

Quanto amore

quando guardo i tuoi occhi 

e mi vedo riflessa nei tuoi,

quanto amore

e quanta tristezza

quando mi sento sola

e sento che il tuo cuore

non batte per me.

 

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Profilo Autore: rosy d'agostino  

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Grandi e scure come croci
le lancette dell’orologio
scandiscono il tempo,
inesorabilmente,
sui crucci delle persone,
sui coppi dei tetti tribolati
e sulle strade angariate.
 
Il paese vive la sua vita invernale.
Le giornate e le notti si confondono,
l’ombra e il buio nascono senza violento contrasto.
Il mattino spruzza un po’ di chiaro nell’ombra
con la pigrizia annoiata di un compito eterno.
 
Nei vicoli fischiano le raffiche,
nei focolari fuligginosi
crepitano ceppi d’ulivi.
 
Radi capannelli di giovani,
avvolti nei loro giacconi,
il viso sprofondato nei baveri,
passano ore a guardarsi taciturni
o ad ascoltare la narrazione
di un fatto cui nessuno crede.
 
Un’eloquenza verbosa
affoga il garrulo discorrere
nella sapienza ubertosa
e in un arcaico fingere.
 
E l’immobilità dello spazio
trova il suo correttivo
nella dinamicità della fantasia.
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Un arciere punta

un cielo senza colore,

il biondo sembra sferzare il colpo tra i verdi mescolati tra loro

il bruno, falena, dorme, nelle cortecce -

l'acero palmatum reagisce a stento ai miei stanchi desideri,

e subisce un vento leggero

oscilla il suo cartellino d'identità.

 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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In questa mattina piovosa
d’Aprile
respiro il silenzio
e aspetto
il fiorir delle rose
nel giorno più lungo.
Immenso è il campo
come la malinconia
che mi avvolge
come il vuoto di un lampo
nel cielo ricurvo.
Aspetterò il profumo
di Maggio
per estirpare le spine
in un cuore 
malato da sempre
rinchiuso nel bocciolo
di un amore ancor sconosciuto.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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Puoi sempre
tenermi la mano
quando il vento
trastulla l'erba nell'orto
all'ombra
del piccolo ciliegio.
Davanti alla
grande quercia,
 una panca
fredda e sola
testimonia 
il passar dei mesi
e delle stagioni.
 E noi
guardiamo 
il fiume
scorrere
a secondo degli
umori.
Mentre le  case
sulle  mura antiche, 
attaccate e strette
come in un dipinto,
vegliano
I nostri giorni
e le notti.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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.
Fui un albero 
curioso e temerario.
Volli inviare rami
ad esplorare il cielo.
Portai a danzare foglie
sopra tappeti di nuvole.
Ubriacai 
ogni mia nuova gemma
con fontane di pioggia.
Offrii al marchio del sole
una miriade 
di pensieri audaci.
.
Ricamai 
il mio tronco scuro
con la luce
dorata della luna
Ma i capricci del vento
tagliarono la strada 
al sogno di grandezza
che si pavoneggiava
tra le mie fronde ingenue
mentre esse ancora 
inseguivano la scia
di sconfinate ambizioni.
.
Velleità 
senza futuro crollarono 
sconfitte intorno a me
soffocando nel terreno.
Rinsavii dai miei eccessi 
e finalmente riuscii
a rinunciare al canto
di spettacolari stelle
per ascoltare la linfa
del silenzioso amore 
che si sprigionava 
dalle mie radici.
 
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Profilo Autore: littleangie  

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Io non conosco te
e reciprocamente ma 

mi colora, 
di rosso e un po' di nero, 
l'acuto d'un istante
quando s'accende
il tuo sguardo semiassassino, 
(piccola) Lucrezia Borgia del duemila, 
sforzandoti di capire
la curvatura impossibile (sorpresa!) dei miei pensieri,
e circumnavighi spazi
tra corridoi scandinavi, d'inverno,
e calzoncini corti
infocolandoti 
di finzioni di severità pacata
mentre remi tra accenti acuti e semibrevi, 
ti mescoli ai tuoi discepoli, all'occorrenza,
e ti fai bere 
come un liquoroso San Marzano
mentre la tua lingua batte
denti di parole croccanti (crack di gamberi cinesi)
che s'assottigliano, nel ricordo
e volano via,
lontano.



nota:
...impressioni di...
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Profilo Autore: Francesco Falconetti  

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noi due, siamo saliti come ladri
sopra i tetti di un amore e non contenti
ci siamo arrampicati, nei buchi del buio
per affondar le retine nel candore delle stelle
e toccar con mano la pancia della luna
abbiam rincorso meteore e fatto ombre
sul mare, dando le spalle alla terra

poi consapevoli di esser andati oltre
siamo inciampati in nuvole
... caduti in imbuti di vento
e trascinati dal folle turbamento
all'inverso abbiamo di nuovo visto stelle
però cadenti e allungato mani verso tetti
per attutire l'impatto e di soprassalto
ci siamo svegliati testa e testa sdraiati
su di un prato e fra di noi c'era un fiore

lo abbiamo raccolto...

noi tre, siamo saliti come ladri
sopra tetti di un amore e non contenti...

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Profilo Autore: tempo di poesia  

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Stanotte mi trovavo disperato
Per tutto il catastrofico del mondo
Per quello che ogni giorno va fondo
Per quello che la vita ha sperperato
 
Per quello che viviamo quotidiano
In mezzo alle magagne preparate
Dai furbi o dai potenti o separate
Dai colpi di una prepotente mano
 
Invero mi trovavo a dover fare
La scelta più fatale e decisiva
Se stare a galla oppure alla deriva
O chiudere la vita ed affogare
 
Buttarmi da una rupe e metter fine
A un’esistenza buia e disperata
Ad una vita grama sola e  ingrata
Che non ha più speranza ne confine.
 
Ma poi con un sorriso disarmante
Un angelo in sembianze di fanciulla
Mi coccola mi parla e mi trastulla
Aprendomi ad un cielo sfavillante
 
Che belle son le donne allora esclamo
La forza più potente del creato
Rivedo il mio pensare il mio passato
E grido a tutto tondo che le amo
 
Benedette che voi siate come stelle
Che brillano nel cielo mattutino
Avete senza dubbio del divino
Perché siete sincere amanti e belle.
 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Piange quest'aria corrotta

gioca con la sabbia

e il canto del vento

in un timido respiro.
 

E riposa la mente

i pensieri piano si annebbiano

in siffatto infelice mondo

dove tutto si offende

anche gli ideali.

 

Demolendo logiche infinite

sono solo ricordi le trascorse elegie

e senza distinzioni

tra i brusii oramai lontani

in un contorno amaro

d'eco di stelle

e il soffocato vivere liberi

muore l'amore.

 
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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(Dal 1.1.12 al 2.10.12 erano 101 le donne uccise secondo i dati del Telefono Rosa)
                                                             2/10/2012  h 20.45
 
Un mondo di croci
e su ogni croce un Cristo che muore...
101 croci,101 donne
101 pensieri,101 lacrime    
101 sospiri,101 parole d’amore
101 paure...
101 donne
che come un Cristo vivono nella paura
e muoiono nel silenzio,
muoiono trattenendo un respiro senza urlare
senza parole...
101 croci in un paese di croci
e ogni giorno, queste croci,
devono essere alzate verso il cielo
perché memoria non fugga,
perché memoria non si perda...
101 donne
unite nei sogni, unite nei silenzi
e nel silenzio di un paese
che innalza 101 croci
101 donne,101 pensieri
101 lacrime,101 sospiri
101 parole d’amore 101 paure...
Con 101 donne che come 101 Cristi
lasciano sangue e lasciano senza parole
e muoiono trattenendo un respiro,
un solo respiro...
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Profilo Autore: carlo zanutto  

Questo autore ha pubblicato 26 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

« Non si deve invidiare nessuno; visto che i buoni non meritano invidia, ed in quanto ai cattivi, più essi trovano buona sorte più si rovinano.» Cit. Epicuro
 
Forse tutto avviene perché così è stato deciso,
lo dirà persino Spinoza, e lo spereremo in tanti,
anche se Nietzsche non la penserà proprio così.
Per lui l’invidia può colpire solo il rinunciatario.
 
Ma tutto è relativo, tutto è soggettivo, tu dici,
e siamo solo invidiosi di quello che ammiriamo,
e felici di perderci, per poterci poi riaffermare,
con creatività, con ebbrezza, con tanto amore.

Infatti tu eri persa sulla spiaggia di San Procopio, 
eri la donna orfana di Aristeo, quando ti ho vista,
fino dal tempo dei Traci, dei fratelli eroi Argonauti,
prima dei Macedoni, di Roma e del dominio Slavo.
 
E io ero solo Orfeo il Poeta, e tu Euridice la Driade,
quando piansi per sette mesi, ininterrottamente,
pensando alla promessa rotta del “noli respicere”,
a Cuma, a Caronte, al Cerbero, e a Persefone.
 
Mi mancavi lo sai? E volevo salvarti dal buio di Ade.
Con questo canto che ammalia, con l’immobilità,
incantando le bestie feroci, e animando gli alberi,
fino al limite delle mie piccole possibilità artistiche.
 
E tu chiamavi il mio nome, malinconicamente,
e io non potevo voltarmi per dirti che eri bella;
è stato tutto inutile, non ho potuto resistere,
solo Hermes, adesso, potrà tenerti per mano.

Addio Inferi, addio Euridice, addio speranza:
hai vinto tu Aristeo il Geloso, non la rivedrò.
Ma voi Baccanti ubriache non mi avrete mai,
la mia voce e la mia promessa saranno soavi.
 
L’umiltà, l’altruismo, la generosità l’egualitarismo, 
precedono l’ammirazione, l’invidia, e il risentimento:
tutte cose che portano all’odio, ed alla fine uccidono.
Perciò alla falsità, credo che preferirò l’egoismo, io.
 
 
 
 
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Profilo Autore: Charlie  

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