l'espressione immobile del viso, serrato
non traspare alcuna emozione
che pullula dentro
tra i passi sicuri nell'apparenza
La voce pacata
che riesce a solleticare
le corde della curiosità
sul velo che copre l'immagine
del ruolo
intravedendo fragilità
avvolta nel mistero
ma dagli occhi traspare
in simbiosi
dolcezza e tenerezza
vestite di gelida forza
E la medesima curiosità
guida i tuoi occhi attenti, insistenti
verso i miei
e silenziosi
agitano mari nascosti
inondano voli
sospirando
addentare la luna
e poi scivolare
sul fluido cerebrale
del tempo che ferisce
e non perdona.
Come può un uomo
piegare le stelle
e poi vomitare sangue
all’alba di un agognato tramonto.
Come può un uomo
sopportare il peso
di un cielo ombroso
pieno di sogni
e vuoto di Dio.
Come può un uomo
un padre, un figlio
e anch’io
sedersi sulla pietra miliare
scavare una buca
e poi sotterrare
l’amore, la bellezza
e ogni cosa che illude
ubriacato di luce
nell’imperfetto dolore
che induce a cercare
spiragli e profumi
in giorni perduti
nel frastuono di un bacio.
La natura ha abbandonato,
ferito ramo che muore piano
al triste destino.
Non irrorato, non omaggiato
da sguardi meravigliati, silente
al muro morente.
Quasi reciso da mano abile,
il destino ha deciso…
Tenero fiore dal colore
del sole, nato a forza, solitario,
in dono all’occhio di chi assorbe
nutre del messaggio velato.
Vive qui la vita.

in perfetta estasi
come un aliante
nel suo cielo
solo per avere
un po’ di tempo
solo per me
non mi fermare ora
sto per avere
un buon momento
come vento
sull’acqua cheta
sfioro e scivolo
spruzzando il caldo
attraverso la luce
volo come un supereroe
guardando ed ammirando
tutto dall’alto
non mi fermare ora
sto per avere
un po’ di tempo
solo per me
non mi fermare ora
sto per avere
un buon momento
fiamma del camino
illumino e riscaldo
rifletto la tua immagine
e plasmo la mia
con le mani disegno
arcobaleno
anche dove non c’è
non mi fermare ora
sto per avere
un po’ di tempo
solo per me
non mi fermare ora
sto per avere
un buon momento
Sì, sto bene. No, sto male.
Qui ho il tempo
che là non avrò
in questo contrario del tanfo,
ammaliante
come restare
nell'interno soffice
di un guanto,
io porto le tue labbra a sfiorare
un cavo sporco, di parole
che strisciano dai campanelli
lungo il muro fradicio.

Un gioco curioso
che fa stare bene,
un tocco improvviso
e sei in paradiso.
Una voce lontana
ti prende e chiama,
un gioco d'amore
fa rinascere i sensi.
Trema la mano
freme dentro la pelle,
una strana voglia
rende calda la carne.
Un dolce sapore
fa gustare le dita.
E' gioco che piace
toglie anche il fiato.
La voce continua
e ti manda in delirio...
Quella siepe è anche un po' la nostra siepe,
e quell'ermo colle, e quell'ultimo orizzonte,
sono anche il nostro limite, la coda dell'occhio.
Ognuno ha il suo monte Tabor, ed io ho il mio mare,
la Vesima, un po' periferia e un po' l'inizio della fine:
Il dove da dove, il punto di incontro, la strada per Dio.
E quando lo sgomento e la pace mi bussano agli occhi,
tu mi prendi la mano e mi conduci al naufragio.
Così mi fondo con l'universo, e il mio corpo con te,
panteisticamente, per stare a Dio come una cellula;
mentre il pensiero vaga finalmente libero nel suo infinito.
Hai visto? Il cielo ha il colore
delle rose, sbocciate di striature
le nuvole son candide signore
che tessono romantiche avventure.
Il lago pare un vaso di Pandora
aperto al bagliore della luna,
è un messaggero il vento, di parola
vicina, stemperata nella bruma.
Soavi canti melodiosi arpeggia,
a filo su steccati di canneti,
una fronda spezzata che galleggia
carpita al declino dei roseti.
Un bimbo solitario dalla riva
la culla nella sua minuta mano
e poi la pone in alto, come viva!
Non hai visto? E' ormai tutto lontano...
Ho acceso la radio che mi osservava dallo scaffale
Cercando la stazione della musica dei ricordi
È così che mi accorsi di come è passato il tempo
Perché la nostra canzone è già un pezzo di storia.
Il nuovo profuma di vita qualunque
Di giorni accesi e spenti all’improvviso
Come l’interruttore della stanza che mi dorme accanto
L’unico a scandire i miei domani.
Come è triste, come fa male questo silenzio
E questa melodia perché nulla mi dice
Perché vuota di spazi di emozioni
Perché le parole amore non sanno di noi.
E se lasciassi volare il ricordo lontano
Aprendo la mano , questo pugno dolente
Forse è l’unico modo per poterti amare
In un orizzonte di libertà assoluta.
Perché il grande amore non è prigioniero
Non ammette sconfitte e non cancella la mente
Perché il grande amore viaggia nel vento
Di questo pensiero che si libra nel tempo.
ogni giorno medito sul tempo che ho perso
e a quanto ingrato è stato il mio cuore,
nel tralasciare, causa gli impegni, il tuo Amore.
Una preghiera or faccio per rimediare
al malfatto che non voglio replicare.
Ti prego affinché ognun di noi gioisca
pensando che il Tuo Nome rifiorisca
nei tanti cuor sì corrotti di noi mortali
che abbiam soltanto fatto errori malsani.
Oh Signor, Dio del Cielo e della Terra,
desidero non porre limiti alla tua Potenza,
intendo ogni angolo dell’Universo, dicendo Cielo e Terra,
mai ebbi a dubitar della Tua Veemenza
e dell’Amor che donato Hai a ciascun con la Tua pazienza.
Oggi che uomo oramai vissuto son diventato
Ti chiedo perdono per il dolore che T’ho dato
tutte le volte che irriconoscente sono stato!
Supremo Dio, Fa’ che ciascun di noi possa,
senza pretesa, ma meritatamente, avere
quel minimo necessario per mangiare,
così che un domani non molto lontano
possiam avere i mezzi, nonché la forza, in mano
per fare di noi strumento Tuo e predicare
al Mondo intero di non più guerreggiare.
...qualcuno ha scritto consigli
ed altri hanno odiato rimproveri
qualcuno ha venduto anche i figli
ed altri hanno amato interi popoli...
la gente è diversa, ognuno è se
non ho una risposta, è il vivere
...qualcuno ha teso le braccia
ed altri hanno teso tranelli
qualcuno ci ha messo la faccia
ed altri hanno mentito a fratelli...
la gente è diversa, ognuno è se
non ho una risposta, è il vivere
...uno, per tutti, ha chiesto perdono
ed altri gli hanno detto, adesso tu muori
qualcuno conserva le sue parole, come oro
altri le usano, per arricchirsi da soli
la gente è diversa, ognuno è se
non ho una risposta, è il vivere
scivola via
portando con sé
ancora una volta
corse senza fine
il tramonto annuncia
pausa e silenzio
lontano dall’assordanza
di parole inutili
di gesti vuoti
forse ancora un giro
aspettando che la notte
diventi ancora mia
che possa ascoltare
solo il cielo blu
seguendo la luce delle stelle










