nuovo.
Trovarsi a parlare
con uno sconosciuto.
Pian piano scoprire
le mille cose in comune.
La chat che si riempie
giorno dopo giorno.
Scambiare opinioni importanti
oppure solo delle risate.
Attendere....
quella presenza....
Sentire la
"mancanza".
Mi sembra strano ammetterlo
ma mi piaci ! ! !
i piedi schiariti da imminenti stelle
nell'ortogonalità cristallina e ambrata del centro
Sulla piazza del Mercato si comprano presepi
di carta e vetro -torri e pinnacoli veri
s'incartano tra le pagine stupefatte degli occhi
Auschwitz e Nowa Huta musei d'ideologie
ancora si ergono -residui d'ignominie
si possono sgretolare muri
a un segno ben assestato di Croce
A Cracovia si respira aria
ma colta e sacra -Bellezza salvatrice
puri e immuni da ogni perversione antiumana
da ogni invasione barbarica del cuore
il sale e il tempo corrodono tutto
e nel fermarci crediamo di dare un senso
a quello che per noi è stato bello o brutto
ma il sale e il tempo non corroderanno tutto
c'è una parola difficile da dire
per la quale bisogna saper sciogliere il sale
e correre più veloce del tempo
quella parola è amore e la portiamo dentro
... l'amore resta nelle foto ad ingiallire
negli occhi stanchi di chi ci vuole bene
nelle preghiere sussurrate ad un altare
e nelle mani strette di un girotondo di bambini
l'amore torna come schegge tra la pelle
ha cicatrici che ci fanno ancora male
e segue i sogni in una notte fra le stelle
è la cosa che ci rende la vita speciale
l'amore può avere gli occhi di un cane
o la cornice di legno sul comodino
il silenzio di una tomba che rimane
come unico ricordo di un cammino
il sale e il tempo corrodono tutto
e nel fermarci crediamo di dare un senso
a quello che per noi è stato bello o brutto
ma il sale e il tempo non corroderanno
... quello che penso.
una pagina lunga e deturpata
di vite che hanno viaggiato
strette l'una all'altra
e inconsapevoli della meta
verso false ed effimere promesse
compresse in vagoni bui
freddi e macabri
su binari di vana speranza
verso un mondo tetro, senza scampo
costruito su una un'unica verità
un'aberrante realtà
dove pensieri
parole
preghiere
sogni
hanno riempito di fumo umano
orgoglio e glorie
di una mente boriosa
avida sostenitrice di purezze razziali
sua disumana e agghiacciante virtù
Strisce e numeri
volti e corpi senza più nome
sfilate di catene senza colore
su passerelle di diritti infangati
vestiti di torture e soprusi
uomini
donne
bambini
svuotati e scherniti
di ogni umana sembianza
spogliati e denutriti della propria dignità
figli senza colpa di una stella
che distingue le origini
Anime tormentate all'estremo
in nome di un vanesio credo
spente senza pietà
in nubi di gas
e bruciate in un inferno terreno
vivranno e racconteranno a gran voce
di morte ingiusta e sterminio
attraverso il tempo
che nella storia dell'umanità
affonda profonde radici nella memoria
per non dimenticare
Cosa sono le parole
se non sappiamo scrivere
con la polvere del cuore
Cosa sono se non amiamo
quello che scriviamo
intenerendo il senso delle cose
Cosa faremmo se non riuscissimo
a interpretare le nostre emozioni
che alimentano la nostra anima
e la mente del segreto nascosto
in noi, nei rifugi riservati?
Quando i tuoi occhi diventano del tutto simmetrici,
come due cristalli di neve fatalmente mai identici,
il freddo polare irrompe nella nostra casa al mare.
E per un attimo c’è neve in Liguria, ondate di rischio
e cristalli, come a conferma di un iperbole teorica.
Ma dura poco l’inverno da noi, che già la tristezza
fonde i fiocchi in caduta sulla chioma delle Arecaceae.
Il tuo respiro è una precipitazione nevosa imminente,
e il nostro futuro solo un’idea che aspetta il disgelo:
il resto, e non è casuale, è la geometria di un frattale.
pigiati in un treno
che conduce alla morte,
senza più spazio per muoversi,
senza più spazio per la vita.
Li chiamano Campi,
ma sono solo monumenti
a futura memoria,
perché l'umanità
non si dimentichi di noi,
anime bianche.
Noi, si, tutti uguali
eppure così diversi
in questo inferno
di Kapò e camere a gas.
Noi che sopravviveremo comunque
nei pettini che userete
per pettinare la vostra vanità,
nel sapone che non basterà
a lavare le vostre coscienze.
La natura dorme, al suono di
una dolce nenia, dalle fronde
protese, a muovere l’amaca di
dolci oblii.
Un leggero movimento,
vecchio albero secolare,
guarda sornione e balla, alla
carezza del vento intorno.
Oh, l’amato vivere m’è caro,
sotto lo sguardo d’un conforto
eterno.
Non farò certo crollare il mondo della poesia
se a una cabina elettrica anno 1931
metterò anch'io una porta, scrostata, di ferro verde.
L'estate prossima i rami gonfi di lucertole e di mele
ti copriranno talmente
che non esisteremo più per nessuno.
scaldera' il mio viso,
con gli occhi socchiusi,
sentiro' la tua voce.
Ascoltero' il tuo discorrere
leggero, mai banale,
con un pizzico d'orgoglio e tanta tristezza .
E come sempre
i miei occhi si veleranno......
lacrime di nostalgico amore.
Ingannata la mente
la ragione sbagliò direzione
consumando il valore della vita
tra i muri e la prigione di filo spinato.
Il vento leva i lamenti
portandoli lontano dal cuore
e il tempo ruba l'amaro
alla disarmonia del silenzio
a chi marchiati a fuoco
con la pelle attaccata alle ossa
attendono colori di giovani cieli
derubati del futuro e della dignità d'uomo
e in quella follia di falsi ideali
cadono come foglie strappate dal vento
in uno spettacolo senza nessuna gloria
e senza sporcare la falce
sotto i colpi della stupidità umana.
L’attesa cola, dagli angoli di una parola
Il vento ha steso gli animi e ha rubato passioni
C’è silenzio nel vicolo dei ricordi
Tu mi aspetti lì…sospesa
Io ho sempre la barba più lunga
Ho steso anche gli ultimi calzini
E il tempo mi ha sorpreso come un‘ombra
Riportandomi ai tuoi confini
E ti scopro cielo di mezza stagione
Fai le luci rosse nel tramonto
Ed io mi trovo ancora sveglio
A chiedermi perchè non dormo
Così è la sera, tra il vino e il tuo
sorriso acceso in mezzo al buio
nel mio vicolo dei tuoi ricordi
Mi chiedo io ora perché…
…tu non torni…
dell'universo alle miriade
di galassie, pianeti
ancora sconosciuti
sono particella
di pulviscolo atmosferico
in movimento incontrollato
che nell'aria va senza meta,
dove soffia il vento
Questa immensità non
impaurisce la mia anima,
la venero simile all'immensità divina
perchè Egli il Tutto ha creato
Orgogliosa di essere
piccolissima parte
di codesta creazione
vivo nel sano timore,
amo con tutta la passione
che colma il mio cuore,
gioisco nei momenti sereni
piango se trafitta sono
da dolori come spine di rosa
dalle estremità avvelenata
Consapevole di essere parte
di un progetto meraviglioso
ed ancestrale
mi inchino in rispettoso silenzio
prego, ringrazio la vita
di avermi donato al mondo
nell'umiltà del sentirmi piccola
grande donna,
al servizio della vita stessa
In un altro respiro
Per poi scomparire
In minuziosi cristalli
Di solitudine.
Osservo frammenti
Di vertiginosa allegria
Lasciando l’odore
Del pianto nella fragile
Sinfonia.
Particolare è il modo
Con cui vibro all’emozione
Piangendo lacrime
Di un nuovo respiro
Svuotando il peccaminoso
Peccato.
Costringo il mio altruismo
A ritirarsi nella metà
Cattiva del cuore impaurito.
Passaggi di silenzio
Rifioriscono seminando
Altri traguardi
Fatti di leccate di culo
Dove nessuno rinuncia
Al proprio assassino.
Io mi distinguo
Dalla lingua imbrattata
A quella voluminosa
Sorseggiando acqua
Di altri ruscelli
Dove dissetarsi
È abitudine sublime
Di sogni rocamboleschi
Come annusare respirando
In un bacio infinito
Saggiando il sapore
Di succulenti vaffanculo.











