non si può fare.
Stoppare il cuore
che batte forte
non è giusto farlo
è un suo diritto
quando vuole amare.
Fermare il respiro
che cerca sospiri
non è una corsa
dove si vince.
Se perdi il tempo
hai perso per sempre.
Non si può fermare
quello che senti
può pure arrivare
la fine del mondo.
Il solo pensiero
di chi sa amare
rimane lo stesso
anche dopo mille tempeste.
Una parola, un cuore sa dire:
Amore...
Niente e nessuno
la può fermare.
Pioggia battente
melodia, fa da cornice
ad una serata unica
le mani cercano
punti nascosti del corpo
giochi erotici
coinvolgenti, sensuali
comincia cosi un
amplesso di passione
piacere assoluto
due corpi....ci abbandoniamo
ad un piacere immenso
trasportati dalla passione
inarrestabile
mi avvolgi attorno al tuo corpo
scivoli dolcemente dentro me
sento il tuo sapore sulla pelle
odori che ci fanno eccitare
istinti soffocati
l'estasi esplode
in passione estrema
la pioggia batte sul tetto
magia dell'amore.
Oggi è un giorno speciale
un giorno da ricordare
e mai dimenticare
Un giorno in nome di un ricordo
dilaniante che il cuore,
l'anima e la vita per sempre
di migliaia di uomini, bambini e donne
ha segnato o cancellato con un colo
di spugna da una lavagna nera
Un giorno durato anni
quando una mente pazza
sostenuta da altrettanti folli
si è creduto dio, un dio malvagio
Pensò di creare una razza pura
eliminando coloro che scomodi erano
passandoli nel fumo di un camino
Ma troppo semplice ucciderli subito
allora torturati furono, osservando
con il ghigno del diavolo sul viso,
film dell'orrore ma era realtà pura
uomini maltrattati usati fino allo sfinimento
in lavori che lavori non erano
donne stuprate bambini adibiti a cavie
umane per esperimenti sterili.
Poco o nulla il cibo
e quando denutriti, cadaverici
forza più a loro non apparteneva
un dono “la doccia”
Si una bella rinvigorante doccia
che ripuliva dallo sporco e dalla vita stessa
sapone al profumo di gas
a centinaia in stanzoni lugubri
e quando troppe furono le fosse comuni
cremati come legna da ardere
e le anime salivano al cielo
tra le braccia di Dio
attraverso il fumo di un camino
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La legge italiana definisce così le finalità del Giorno della Memoria: “Data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz… al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Sono contento
Che non ti abbiano
Votato, cosi abbiamo
Ottenuto il risultato.
Tutto ciò significa
Che nessuno ti ha capito
Nessuno è riuscito a entrare
Nella tua anima.
Mia stramba poesia
Ancora oggi sei solo mia
Non abbiamo bisogno di voti
O stelline
Noi aspettiamo il dolce lieto fine.
Siamo io e te…
Sul foglio e sul cuore
Siamo noi due che conosciamo
L’insuperabile armonia.
Tu non fai parte di amicizie
E finti commenti
Qui tutto è lontano
Dall’essere onesti
Bastano parole smielate
E dolci sviolinate
Che subito tutti
Fanno complimenti di vuoto.
Mia stramba poesia
Ti amo più di prima
Perche noi abbiamo
Tentato l’impossibile
Ma non si cambia la virgola
Non si cambia l’essere ottusi
Qui esiste solo un mondo
Parallelo fatto d'idiozia.
Mia stramba poesia
Forse ti considerano diversa
Ma stai tranquilla
La diversità fa paura
Nessuno è disposto
A mollare il suo osso.
Mia stramba poesia
Ora vado a imbrattare
Un nuovo foglio
Fatto della nostra poesia.
"Negli anni, i tuoi freschi sospiri
muove l'edera stanca
muti dietro lapide grigia
sotto il cielo di marzo.
Ancora mi pare d'udire
in quel grido celeste
la tua voce fra le rondini
biancheggiare tra i nembi.
Era la prima stagione; qui
s'aprivano le gemme,
qui tu scoprivi l'eterne ore
senza in sorte il ritorno
di chi ti salutò nascendo.
Andasti in caldi inverni,
andasti per rive lontane.
Nient'orma il corso lascia
sulle coste del vuoto tempo
e consolano il sordo
nulla, rugiade d'umide albe,
purissimi trionfi,
e immensi pensieri di marzo.
Ciò scorgo oltre l'edera;
ma pietra pare il sogno mio,
ruvida la speranza
e immobili le tue memorie.
Di sorsi d'infinito
paion accesi gli occhi miei."
. . .
brillanti sulle spille messi lì ad adornar capelli
mille miliardi di fili neri, giocosi spiccioli di sogni
per attimi di complicità perfetta e rara
E un'esistenza meno amara...
Abbraccia questo cuore e fa dell'esistere
angolo di coraggioso paradiso.
A volte,
per asciugare il pianto
basta un accenno di sorriso.
Sorriso.
vorrei dirti,
che più non sei
i miei pensieri,
che più
non
rimbombi nella testa
ad ogni risveglio,
foto d'epoca
impressa a magnesio
e viva carne
E quanto e come
vorrei dirti,
che più non sei
i miei secondi
una,
dieci,
cento lacrime di sabbia
in una clessidra alla rovescia,
più non sei
quella fiamma ghiacciata
dal dolore,
che il cuore
non
piange, ride,
non dispera
e più non muore di terrore,
Quanto e come
vorrei dirti,
che sfinito e dissanguato,
l'Amore è partito
per il sogno californiano,
lasciandomi accanto la sveglia
una ballata antica,
un pacchetto di Diana
ed un carillon non caricato
Che nella mia ora d'aria
rincorro i miei giorni,
che Lui non ritorna
aguzzino e puntuale,
Boia superiore,
ad ogni tramonto
che il secolo perde,
e non bussa
e non mi sveglia,
e non si ascolta
Quanto e come
vorrei dirti,
che più non sei i miei sogni,
che più non vivo
da mezzanotte all'alba,
in un mare in cui ancora
ti proteggo dalle onde,
dolce Dulcinea
del mio folle viaggio,
in un cielo senza lacci,
senza croci
Quanto e come
vorrei dirtelo,
dopo un lustro solitario,
senza mentire,
senza che tu non ne sappia nulla,
Quanto e come vorrei dirti
che più non sei mia gemella,
anima nell'anima,
senza che il viso tradisca
un rossore,
bastardo rilevatore d'emozione
e come non vorrei dirti, invece,
alla fioca luce di una luna scriba
che t'amo,
che un motivo per non farlo,
dopo i consigli,
dopo questi anni,
ancora non trovo,
che dopo un lustro solitario,
il mio canto è ancora intatto,
e come non vorrei dirti
che il tempo è un buon Michelangelo,
che ti sta scolpendo biglia perfetta,
ancora più bella di quel che ricordo,
ancora più inafferrabile,
ora,
che ci penso
È un parallelismo strano che un po' mi perseguita,
una roccaforte azzurra o rossa che è li solo per te,
per regalare ai tuoi occhi colori più caldi di prima.
Così ho sognato della tua collina di San Cristóbal,
del Barrio Bellavista, e di te già mia Matilde Urrutia.
Così ti ho mostrato il mare, la strada per arrivare qua,
il pinus pinaster e i riflessi ingannevoli della salsedine.
Eri tu la mia Chascona, la mia musa bella e spettinata,
eri tu la casa che ho voluto tanto e che ora è vuota.
di spazio compresso, sordo attutito
dalla sosta al limitare del ciglio
del baratro.
Pensieri al limite dei sogni, quasi
irreali, ma fuggevoli, sfuggenti
alla coscienza vigile del mondo,
non desta, ma nebulizzata su
cuscini arenati.
Tinti di rosso fuoco, bagliori come
forni, si destano, s’insinuano come
avvoltoi, ci ricordano tragedie
di umanità che rinnega se stessa
in atrocità perpetrate.
Identità bruciata, brandelli d’uomo,
senza sesso età e pietà, sul ciglio,
dipartono adesso in balenio
rientrato in quel cielo infuocato.
Osservo filo spinato che segna
pazzia tra l’io rinnegato e cenci
d’io dichiarato!

Come un desiderio
mai esaudito
scivola questa vita
te lo porti addosso
senza mai dimenticare.
Gli istanti più belli
non si possono cancellare
come quando si accese il cuore
col suo dolce odore.
Son bastate solo due parole
un incontro d'occhi
senza troppo pensare
ed è stato come un lampo
quando cade dal cielo.
Gli istanti più belli
rivivono adesso
nel fondo di una bottiglia
che ti sei bevuto
per la rabbia che ti prende dentro
quel tuo desiderio
così infinito ed importante
ha incontrato il freddo
e si è gelato.
Ora aspetti impaziente
che passi l'inverno
dopo un lungo letargo
ti svegli....
Vedi lei che ritorna
a sciogliersi i capelli.
Come i giorni più belli
quando c'era il sole
ed il giorno non finiva mai.
Perché l'amore brillava
dentro gli occhi tuoi...
e come quel bambin di sesto senso
scopro eccezionali sensazioni
come se viaggiassi tra gli alti luoghi inesplorati,
incontrando taluno che ci avea lasciati.
Ho incontrato persone a cui volli tanto bene,
ho visto persone salutare me ed il mondo che m’appartiene
ho stretto la mano a colossi della Finanza,
ho dato un bacio a color che partiron senza
un piccolo saluto, affidandosi alla Provvidenza.
E mentre viaggio tra quei grandi Più,
sporgendomi azzardo a scrutare laggiù
come il Mondo cambiato sia
e un padre di famiglia debba fare di peripezia
una ragion di vita per far quadrare
i conti famigliari per poter dare ai figli da mangiare.
Quasi quasi io resto qui,
in quest’altro Mondo in alto,
senza saluto mi dileguo alquanto
e vi prego, non una goccia di pianto,
perché sto bene, io, mentre trasvolo
quel Mondo che mi faceva sentire così solo.









