a specchio deformato
sull’orizzonte degli eventi
L’illusione stringe i pugni
e prega i sogni
di restare in silenzio.
Gocce di pioggia
cadono sulle lacrime
tombe amate
del fiume sacro
soffocando
l’infinita disperazione.
Resta fermo
aspetta il perdono
il fuoco spento della fede.
Un urlo!
Dio dove sei?
Il dolore è in ginocchio
e l’umanità nel nulla
ha rinunciato alla bellezza.
La stele crolla
e la memoria vaga
dimenticando
sulla croce il dono.
Perché imparare a essere
per poi morire?
La salvezza è dimenticare.
Le farfalle si spezzano le ali
e le rose si inchinano alla terra.
Nessun rimpianto
Si nasce sole
e si muore luna
nel buio di un tempo.
la perla più rara. Hai sentito questo?Si crede un
Ragazzi! Volete lasciarmi lavorare,si o no?! poeta! Robe da ridere!! Cogli?
Allora,ricominciamo: forse voleva dire cogli-one?
Cogli Perla? Forse voleva dire pirla?
la perla più rara ...
Allora,o tacete,o non scrivo più la poesia! Okay,Stiamo zitti.
Bene.Ricominciamo:
Cogli
la perla più rara.
Traila dagli azzurri
abissi.
Stupisce il mondo
nel mirarla.
La sua luce oscura
l'occhio di Dio.
Allora,che ne dite? Na chiavica!!! - A me,invece,pare
Dante sputato sputato.
Sentite voi due,ho da fare.Me ne vado! -E non mi sputare addosso! Accidenti!
Non una barca, forse una scialuppa
O un relitto alla deriva tra anime stanche.
Una barca, mi han detto, va e poi torna,
Ma hai navigato stalattiti di lacrime bianche
Corsi d'acqua al tramonto, una terna
Di stelle nane, meteore e comete a gruppi.
Non hai scattato le foto del tuo funerale,
Le ho viste, non c'eri: non ti ho pianto.
Ero a battere la grancassa nello sgabuzzino
O sotto il tuo letto a soffiare nel clarino
le note stonate e tristi del mio pentimento.
Han deciso: non è una coincidenza astrale.
Il dolore ha poi fatto il resto: il relitto ero io
Disperso, sballottato per letti inospitali
Costretto a soffiare nella vita a dispetto di Dio.
La barca è affondata, ma nella terra: i mali,
I venti di guerra, le discordie, sono il mio
Pane, la rotta che un cielo di fuoco m'addita.
occhiaie vuote e denti digrignanti
di forte rabbia per una morte orrenda,
deliranti nelle fosse gridano il dolore
e dai roventi forni le vermiglie fiamme
sputano al vento l'eloquente cenere
d'un olocausto truce e immotivato.
Come il canto degli uccelli in gabbia,
che tra le gretole cinguettan di mestizia;
così, o fratelli, la vostra nenia veemente
sale dalle oscure tenebre sotterra
e tuona tra i lampi, mentre il ciel imbruna.
L'aria di morte di sudore è pregna
d'antiche ansie, di pene e vilipendio,
che offendono ancor l'esser umano.
Le mie lacrime di sangue raggrumato
son parole d'amore dette al vento,
mentre mi spezza l'anima l'affanno.
Niente mi resta, se non col capo flesso
pregar per voi senza obliar giammai,
perchè i campi spinati e i crematoi,
sensali a forza del ceto scellerato,
nella fredda quiete ancor singhiozzano,
nolenti d'iscenar sì grave lutto.
Pensate, o uomini, a ciò che la storia scrive
che son flagelli dei destini umani.
Forse la storia non è magistra vitae,
ma accademia per tanti delinquenti,
che insegna spesso a vincer le partite,
annientando gli onesti concorrenti.
criptando il cammino verso il tramonto
seguendo l’acqua che, verso il mare scorre
tra i morsi del tempo che non fa sconto
E nell’oblio, cerco una facile illusione
rastrellando immagini perdute nell’anima
sfiorendo con la mia ombra da leone
stonando, all’interno di una lacrima
Taciturno, tra ferro e fuoco, dentro la notte
smantello le paure con la ragione
mentre sabbia zampilla dalle vene rotte
tra le stagioni di un sogno sornione
Non vedi più bianco o nero
adesso è solo nero.
Non hai più motivo di ridere.
L’ansia ti assale non ti da pace.
Non riesci a dormire la notte non ha fine.
Il sole splende ma stai male dentro.
Ti senti vuota….
Inutile…….
Ti manca perfino l’ispirazione per scrivere
già scrivere…..la tua passione.
La tua evasione dalla realtà
il tuo sfogo.
Non riesci più a mettere insieme le parole
non riesci più a comporre nulla.
Cadi nel vuoto nell'Abisso più nero.
come il cuore
batte forte il pensiero
non sa fermarsi
ed il sole s'affaccia
dopo un giorno di pioggia
e la notte non dorme
perché vuole ascoltare
il silenzio del buio.
Mentre piange una donna
perché lui se né andato
in un mondo lontano.
L'hanno preso per mano
ma non ha mai sofferto.
E' la forza di un uomo
che ha saputo incantare
con le dolci parole
melodie dentro un cuore
da tempo malato.
Un eterno ragazzo
l'infinita passione
di un immenso sorriso...
pensando, che grande la Terra!
Galleggia nel cosmo leggera
e immensa nel suo roteare,
dall’Africa ai Poli
dal Sahara alle Ande
dalle Alpi fin su
alla tundra dell’Ob,
coi fiumi e col mare
col lago Maggiore
ed il grande Mar Caspio,
con monti foreste ed amene vallate.
Che grande la Terra!
E l’uomo rinchiude la sua breve vita
in pochi ed anonimi metri quadrati
ignorando l’immenso,
e stretto nel cuore
trattiene il suo odio, il suo delirante viaggiare
fra torbide idee che annientano
il segno divino che c’è
dentro l’anima sua.
asciugando la sera
dipingendo di nuovo
la fantasia del giorno
splende e risuona
imprigionando le lacrime
ancorando il corpo
fuori da tormento e silenzio
il canto del vento
ascolta e non dimentica
il canto del vento
vive e riverbera
come rondine volata via
sei fuggita dal destino
per bruciare le vesti
che ancora indossavi
come goccia scivolata via
ti sei tuffata nel lontano
per bagnare la tua pelle
e profumare i tuoi occhi
il canto del vento
ascolta e non dimentica
il canto del vento
vive e riverbera
il canto del vento
parla e sospira
il canto del vento
danza senza svanire
Le parole si impappinano
non riescono ad uscire
viene il magone, l'ansia
si fa sempre più irritante
si vorrebbe sprofondare
chiudersi nel silenzio
e rimanere aggrappati
ad una fune ,chiudendo
gli occhi solamente
per sognare, una città
a misura di bambino
Nel di' di Marte
ebbi l'ardir
di filar due sarte.
Ma poiché col filo
eran maestre
l'una la bocca mi cuci'
l'altra il cuore...
Questa é una storia
d'arte e d'amore.
L'un l'altra nutre
e se non sbaglio
morto l'uno
l'altra s'impicca.
Vissi d'arte... Vissi da parte...
accartoccio questa anima
fatta di pastelli colorati
e la lancio oltre me
chiudo lo sguardo
accarezzo il passato
ricordo come ero fatto ieri
e come cammino ora
inseguo il destino
che mi abbraccia e mi rilascia
dietro chiaro scuri
in giornate controluce
sento i suoi passi
vorrei prenderlo di sorpresa
e navigare nel suo volto
fino a toccare il mio
intrepido e gagliardo
scoccato da due occhi
lampeggianti d’amore,
si vola con il cuore
che accetta il tonfo gaio
di luce all’improvviso
al tempo che un sorriso
riempie il tuo respiro,
si vola con il sole
di tiepide parole
lontane e trepidanti
nel tempo e rimbombanti
dai monti ed oltre il mare,
si vola, dolce amore,
sin quando il tuo pensiero
si cerca con il mio,
e insieme con le ali
accarezzano il cielo.









