ti cerco
dentro me
vorrei che tu
illumunassi
il mio cuore
vorrei che tu
ti accorgessi
dei miei inciampi.
Poesia guidami
per questo sentiero
tortuoso dove i passi
si perdono tra le nuvole.
Ti prego
aiutami
e fai che un sorriso
mi bagni le labbra
prima di sera.
lento il cuore
vetro rotto
che in nessun
cammino conduce
a stento il mattino
saluta l’oro
portando aria
e fiori rossi
corallo
mentre
immobile
nel giglio talamo
ispidi pensieri
vagano per la mente
al suon di campane
in attesa
di un’avemaria
Sole, meraviglia d'amore
ti confondi con le stelle
Sei l'universo fiorito
coccolato dal tuo stesso respiro
dai pianeti
irradiati dai tuoi raggi
incandescenti
voluminosi, affianco agli orizzonti
davanti all'infinito discusso
da pensatori, che si chiedono
cosa dietro c'è
nel silenzio, avviticchiato in quell’angolo
scandagli d’animazioni veloci dei passanti
osservi smanioso andature difformi
di cert’uni, tentenni ad imitare
omologhe di animali mescolati a prede
Folate di fiati sbuffanti
puzzolenti refoli ti cadono addosso
e tu, pigiato nel buio pesi e soppesi
il peso delle asfissie
rigetti e richiedi, a quel santo, ricusazioni
t ‘ascolta svettandoti la molla
T’alzi e ti scuoti, sputi sull’asfalto
sgrassandoti la bocca con la manica
del primo miserando che t’urta
ciondoli sfrontato ossequiandoti
rizzandoti prosegui non curante
dei marciapiedi che son pieni d’impronte grevi
Hai deciso, svolti e sali
inciampando e strisciando
turgori nel tuo corpo, ma non ti fermi
affondi il naso nella terra
esprimendo riconoscenza, t’inchini ad essa
E’ codesto profumo che reclami.
Ho demolito a mani nude
con lacrime di ghiaccio
il muro di filo spinato
che come un lager virtuale
intrappolava l'anima mia
la vista del sole
negava al mio sguardo
Viva e libera di vibrare
nel cielo il mio volo
sfiorando il mondo
accarezzando emozioni
vere, profonde
Assaporo il profumo
di sentimenti sconosciuti,
fiducia forte, resistente
ai venti più impetuosi
come sequoie secolari
Amicizia indissolubile
non esiste distanza
nemmeno la morte
potrebbe distruggerla,
è come un amore
marchiato a fuoco nel cuore
Trafitta da freccia avvelenata
del tradimento
amaro come il fiele
rigagnoli di sangue gocciola
dalla pelle lacerata …
Per questo esiste il perdono
cicatrizzante naturale
segni sulla pelle del cuore
non rimarranno
…. ed il sole riprende a splendere
tante cose
ti regalo il mio sorriso.
Ti regalo il sole, un tramonto, una stella,
tutti i giorni sei nei miei pensieri
le notti nei miei sogni.
Regalo le parole che ogni giorno
ti dice il mio cuore
ti regalo me stessa.
Spunteranno sul viso delle lacrime
sarà un regalo per te, sono lacrime di gioia
per avere amato te.
Questa poesia per ringraziare una persona che in questo periodo un pò buio mi a fatto tornare il sorriso grazie di cuore.
magari davanti a milioni di persone
dire quello che penso
o che sento.
Vorrei poter gridare a squarciagola
che avevo una ragione
dissoltasi piano piano
come nebbia al sole.
vorrei cambiar le regole
dire che il mondo
non è più rotondo,
fare festa quando mi pare
non quando lo impone il calendario.
Mi piacerebbe tanto
quando vado dal dottore
che no mi dica le solite parole.
"Deve stare attento,ha una certa età,
si tenga controllato, faccia una dieta,
poco cibo e senza bere vino...."
Un buon bicchiere di vino rosso.
"Signor dottore che mi rimane?
Mi metto un cappio al collo
e vi saluto..."
Da centocinquant’anni sempre stanca
Vedremo dal comignolo sbuffare
Alzarsi sopra i tetti e roteare
Allegra perché loro finalmente
Capiscono i bisogni della gente.
Con gli occhi sempre fissi poveretti
Guardiamo quel camino, in cuore stretti,
Ma ancora e poi ancora ci dispera
La sporca odiosa e ria fumata nera.
Si squadrano con occhi da sparviero
Ma intorno ridiventa tutto nero
E intanto calcolando gli affamati
Intascano soldoni soddisfatti
Dal primo fino all’ultimo di ieri
Somigliano ai capetti dei negrieri.
Il sorriso che da un po’ m’accompagna
è quel piacevole sentire, quell’esistere
c’è, è lì…ed è lauto
Fragrante carezza ardita
che eccita il pensiero
adorabile disegno
squisito calice gustativo
tra carezze e baci, di sguardi silenziosi
dove gli occhi accarezzano la pelle
e le combinazioni che ogni volta
ridisegnano in un sorriso,
una sinfonia nuova.

di cielo vigliacco
come di un temporale non udibile,
fatto solo d’aria.
C’è stagnazione
persino nel volo dei gabbiani.
Rare nuvole alte
poggiano sul nulla,
cirri grigi si sfaldano
su un bianco ingannevole.
La sera scende
nella mia inquietudine
e la brezza
rinfresca a intervalli.
Paesaggio e disperazione,
come speranze dimesse,
navigano in foschie senza nebbia,
tra imbastiture rotte da falsa tempesta.
La bassa marea
lascia scoperto il nerume melmoso
e vedo soltanto attraverso l’odore.
C’è del salmastro
nel mio proposito.
Un gruppo di rondini
squarciano il cielo,
volano basso,
annunciano ai duri
che da li a poco potranno respirare,
che da li a poco
i loro occhi
potranno lasciarsi andare.










