Passare un coltellino
per asportare
il nero tra
le mattonelle
lo passo dentro gli occhi
ai vetri della finestra
via i contorni
dai giganteschi fari attòniti
delle falene.
Che il giorno sia di quella luce
ferita in passato dall'ombra
e che non vada oltre,
resti in me
solo un accenno
di felicità.
ma non per me, il mio cuore è spento,
mi manchi……
Anche se passato un sacco di tempo
per me e come fosse ieri
specialmente in queste giornate.
Sento la tua mancanza
rido, scherzo, si prepara il pranzo
pasquale ci hai insegnato tu
insieme volendoci bene.
Ma il destino non ci ha permesso
di stare insieme
ti ha portata via troppo presto.
Nel cuore
una ferita sempre aperta
che ancora sanguina.
Per la mia mamma: mi manchi tanto.:
Vagavano in aria attimi di gloria,
che celebravano la vicinanza
di un’insperata, eterna vittoria.
Vi fu tanto ardore e grande baldanza
qui, mentre sorgeva un nuovo mattino,
tutto tinto dal sol di un’aurora,
che mostrava di sé un volto turchino.
Quel volto però si spense in un’ora,
Si spense sotto i colpi di una tempesta,
Che ululava tra le piante e le fronde:
il chiaror si perse nell’aria funesta.
E tutti i bei sogni al pari delle onde
Del mar, naufragarono tra gli scogli.
Ma su questi vecchi e inutili fogli,
ancora trovano degna sepoltura.
immagini e colori
che si animano
parole come poesie
cadon come gocce di neve
tu ascolti
e ti diverti
personaggi buffi
ed animali parlanti
attori di viaggi
al limite dell'universo
e morali vere
tu guardi
e ti meravigli
laghi e fiumi in cui specchiarsi
viaggiando sulle ali
dell'arcobaleno
ammirando cose nuove
e pure il mondo
tu sogni
e ti stupisci
come favola ti muovi
e poi corri
come favola ti nascondi
per poi riapparire
come favola ti vesti di paura
in attesa del lieto fine
Quel sonno gonfio
antro di pioggia,
il fascino oscuro
dei tuoi occhi
Quel disegno tagliato
sole
portato altrove
Quale disegno, l’ombra di te
nel portone
il riparo
la mano increspata
del vento
la nuvola, la schiuma
nel porto
Le cose gonfie
della mia vita,
l’esubero
messo nel sacco
Il tintinnìo gioioso,
nell’aria si respira
una dolcezza chiara,
le stelle più brillanti
s’affacciano nel cielo
la luna si fa bella
per l’aurora attesa,
le rondini volteggiano
in garriti acuti
e i fiori si preparano
a donar profumi,
è tutto un volteggiare
di soavi suoni
e docili preghiere
commoventi il cuore;
aspetto ancora un po’
per capire bene
ma subito realizzo
che nell’universo
è luce ed armonia
perché Lui è Risorto.
campane più alte s'udirà
e le rondini volteggeranno
attorno ai campanili
nel guardare un pesco
col suo vestito rosa
e nell’ascoltare un canto libero
quello sarà un giorno di festa.
Quando saremo pronti
al perdono e daremo
la mano al nostro vicino
ringraziando chi ha sofferto
per noi e nel capire che il sacrificio suo
non sia stato vano...
quel giorno sarà Pasqua...
di quando eravamo
ragazzi timidi.
Si sa ognuno fa la propria strada
ci si allontana,
si cresce, si matura.
Una spada di damocle
il ricordo di vecchie emozioni
provate da ragazzi tornano a galla.
Emozioni ti scavano dentro l'anima
nel profondo del cuore
schegge impazzite.
mandandoti in estasi.
Vorresti esternare i sentimenti
riprovarci
ma la paura e tanta.
Paura
di soffrire
paura di amare.
Dio di tutti
il mondo ti ricerca
e non sa che cosa sei.
Anch’io sono un uomo
di fragili sembianze
e cerco nel tuo viso
un’amabile sorriso.
Cosi come hai promesso
d’amarci nell’eterno
aiutaci a non fare
che tutto il tuo creato
sia solo un’illusione
del fragile presente.
Ruggine fluisce
sulla ferita aperta
dal mortale peccato
di un odio privo di freno
Ruggine si muove
sull'amico legno
metafora incrociata
dell'acerba colpa
Ruggine cola
sugli aculei
intessuti a ghirlanda
sul capo del dio fatto uomo
Ruggine si muove
sui discorsi
sorretti dal suono
rotti dal fiato del perdono
ti senti messa alla prova
sei impaurita confusa.
Dovresti fare delle scelte ma non sei pronta
ti trovi davanti un bivio
decidere se andare destra oppure sinistra.
Vorresti tornare indietro
vorresti dare un senso
al dolore.
Basterebbe un po’ di coraggio
per imboccare la strada
che pensi sia giusta.
Questi sono i momenti per trovare la
forza dentro di te
scoprendo chi sei veramente.
Cosa sono questi tre quattro
cinque fantasmi che stasera si
scuciono, come tasche
da un filo di dolore.
Dall'altra stanza il loro pallore malaticcio
vien qui sul passepartout del soldato
morente sul comò;
un cane, muto
sta davanti a un grammofono, nero
e nello stomaco mi ghigna.
Cerco col piede il bottone
del materasso, canta
suadente
africana
la corrente
di liquida
a - me - ti - sta
la mulatta
notturna
del vecchio disco.
dove il cielo è ancor più blu
a cercare le emozioni
che da tempo più non trovo
e la musica dell’anima
nella silenziosa notte,
per far volare i sogni
nella luce delle stelle.
E poi prendimi per mano,
se vuoi …donami un sorriso,
e poi parla un po’ con me
……fammi ridere di nuovo
con la bocca e poi con gli occhi
fino ad infiammare il cuore,
poi restiamo in un abbraccio
stretto stretto fino all’alba.
Quando il sole spunterà
su di noi....
i suoi raggi allungherà.









