l’azzurro del cielo
si sporca di bianco trasparente.
Nel silenzio freddo
i rumori della strada
si tagliano con il coltello.
Dentro di me
una sorta di malessere
di tutte le cose,
una sospensione cosmica
della respirazione.
L’universo intero si ferma
in una tenebra annerita di silenzio.
Sensazioni
occupano come foschia
l’estensione del mio spirito:
non penso,
non agisco,
non sono lucido.
Brividi interiori
e nebbia d’intuizioni.
Innocente esistenza
priva d’analisi
e di pensieri.
La mia vita
è un pendio in discesa,
una pianura che giace
di fronte all’elevazione
e alla vetta
che non oso raggiungere.
Attonito trovo riparo
nella vergogna intellettuale,
nelle illusioni perdute
e nel rammarico inutile.
La primavera si fa desiderare
in questo giovane anno
pieno di acciacchi
e di scontentezza
Nel mio cuore la primavera
è morta
non vedo rinascita
la vita non si rinnova,
scorre sbuffando a fatica
su vecchi binari consumati
rischiando il deragliamento
ad ogni attimo
Ad ogni risveglio il cuore
perde un battito
vorrei non aprire gli occhi
non stimolare la mente
al giorno che nasce
Dimmi o mio Dio e Padre
quanto durerà questo cammino,
l'essenza Tua forza mi dona
i tuoi angeli sento cantare
ma sono stanca e vorrei
lasciarmi andare,
svenire su un prato
all'ombra di un salice piangente
perchè io lacrime più non ho
Il mio sguardo si posa
sul mio amore che ancora riposa
sento il suo profumo
sa di primavera
non posso fermarmi ora ….
e paludi di silenzi
ritmi blu si innalzano
e danzano lievi
rincorrono destinazioni
per trovare posto al sole
bevono da coppe della meraviglia
raccolgono profumi da rose selvagge
viaggiando tra le luci della notte
ascoltano il suono del solstizio
vestiti di arcobaleno
muovono le nuvole
al ritmo del vento
sopra ponti di pensieri
e acque di sogni
cristalli perfettamente simmetrici
nascono e volano
verso orizzonti
lontani dagli sguardi
bevono da coppe della meraviglia
raccolgono profumi da rose selvagge
viaggiando tra le luci della notte
ascoltano il suono del solstizio
vestiti di arcobaleno
muovono le nuvole
al ritmo del vento
danzano sul velluto ed il raso
passando le linee della natura
scortano il sole
verso il perfetto equinozio
vestiti di arcobaleno
muovono le nuvole
al ritmo del vento
vestiti di arcobaleno
dipingono il blu
su passi del cielo
vestiti di arcobaleno
muovono le nuvole
al ritmo del vento
dura un secondo
son stato un secondo con te,
se il sogno
dura un minuto
son stato un minuto con te,
se il sogno
dura una notte
son stato una notte con te;
il tempo è misura
di ciò che si prova
ma ciò che si prova
misura non ha.
Ho qui sulla bocca
il sapore struggente
di ciò che stanotte
ho provato con te.
usa e getta.
Donne vittime di
"uomini" senza scrupoli.
Come al mercato
scegliere la frutta ho la carne più fresca.
Maltrattate, violentate
donne senza identità senza dignità.
Usate per sfoghi personali
senza sentimento……
Mi chiedo questi si possano chiamare
"uomini"…..
Neanche nel medioevo
venivano trattate cosi.
Donne
usa e getta…..
Cambiate come
le scarpe.
con questo estro
donate al mio cuor
dolcezza ed affetto
mentre parole
potrei dire
tra tanti sorrisi
e senza tacere,
con una lacrima in un sorriso,
vi abbraccio tremante
donandovi parte della vita
a voi
che nei vostri sguardi
è impressa tra le labbra
Poesia dedicata agli amici che in certe situazioni con un sorriso donano più di tante parole
Tra i margini fioriti dei viali
Sta nascendo una nuova primavera
Che brilla dal mattin fino alla sera,
in infiniti paesaggi rurali.
E odo il canto di un uccellino solo,
che abbandona ora questo campo verde
e fugge dove l’occhio mio si perde,
al pari di un gran sogno ancora in volo;
un sogno che và oltre le nubi chiare
per vedere chi io in vita seppi amare.
L'inganno oltre la porta
del sole, nell'ingresso
si dirige e spalanca
le braccia dell'amore
una ventata di false
bugie, che la sincerità sà
di non vestirle
neppure per necessità
ma il suo tempo deve ingannare
se sola non vuole restare
Si danno la buonanotte i fiori
con indelebili sentimenti simili ai tuoi
tra le pietre porose
dal bordo nero di piccole uova.
La pioggia del pomeriggio
che riposa nella nicchia
nascosta da un susino,
gli ombrelli sono cremisi
siamo adesso pronti a (s)fiorire.
il vuoto assedia la mente
non vi è più forza dentro
ma solo, rabbia nel cuore.
Si colora di nero, il ricordo
e le scale sembrano infinite,
pesanti da percorrere adesso
in questo dì, affilato d’odio.
Nessuna speranza, al confine
nessun sogno nel cassetto,
tutto è stato avvolto, di dolore
reciso, come rose spoglie.
Un odissea che, non avrà fine
senza nessun obolo per il ritorno
da questo viaggio nell’angoscia
sotto la vista di Dio, che aspetta,
- la rovina del mondo -.
sciolto il gelo cristallo
ed è tuffo nel tramonto
tra silenti reti color ocra
ascoltare i passi irreversibili
nel baluginare assorto l’andare verso.
Scomporre l’intimo dissidio,
spezzati frammenti
dopo un giorno frale vissuto
e di luce esondare
di raggi quietati
nel sonno frastagliato tra nascente penombra
fibre lisce lunari.
E’ come essere pervasi d’aria
il perdersi senza raggiungersi,
sconfinando l’essenza
nell’accecante meta.
Nel silenzio amato
trasformo il desiderio in un richiamo
lento e soave
come la cantilena di questa pioggia
battente sui vetri
dando un ritmo diverso al mio cuore
soffio d'un alito che bramo
cinto alla mia pelle
per ritrovarmi avvinghiata
in note nuove
Sorrido
sorrido di quel piacere sconosciuto
dal profumo irreale
carezze leggere nella mente
coprir il capo al vento
racchiuso in una mano tesa
quel sogno o forse
quel brano
di note pronte
da gustare lentamente.











